Antimoniuro di indio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Antimoniuro di indio | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| antimoniuro di indio (III) | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | InSb |
| Peso formula (u) | 236,6 |
| Aspetto | solido grigio-argenteo |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 5,75 |
| Solubilità in acqua | insolubile |
| Temperatura di fusione | 527 °C (800 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
|
attenzione |
|
| Frasi H | 302 - 332 - 411 |
| Consigli P | 273 [1] |
L'antimoniuro di indio è un materiale semiconduttore composto dalla combinazione degli elementi chimici indio e antimonio. La sua formula chimica è InSb.
Applicazioni [modifica]
Viene usato nei componenti elettronici come i diodi laser o nei sensori per il rilevamento di radiazioni del lontano infrarosso o microonde.
Un sensore ad antimoniuro di indio per essere funzionante deve essere posto a temperature molto basse (circa 4 kelvin) al fine di ridurre il rumore termico degli elettroni che altrimenti coprirebbero completamente il segnale. Le radiazioni del lontano infrarosso vengono studiate nelle macchine Tokamak al fine di ricavare la temperatura del plasma interno, ma vengono studiate anche dagli astrofisici per rilevare la radiazione cosmica di fondo.
Note [modifica]
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 09.04.2012
Voci correlate [modifica]
|
|