Albinia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Albinia
frazione
Una spiaggia di Albinia
Una spiaggia di Albinia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Orbetello-Stemma.png Orbetello
Territorio
Coordinate 42°30′08″N 11°12′29″E / 42.502222°N 11.208056°E42.502222; 11.208056 (Albinia)Coordinate: 42°30′08″N 11°12′29″E / 42.502222°N 11.208056°E42.502222; 11.208056 (Albinia)
Altitudine m s.l.m.
Abitanti 2 597 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58010
Prefisso 0564
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti albiniesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albinia

Albinia è una frazione del comune di Orbetello, in provincia di Grosseto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Albinia è situata in Maremma lungo la costa tirrenica, presso la foce del fiume Albegna – da cui il toponimo – all'estremità settentrionale del tombolo della Giannella, che collega la terraferma con il promontorio dell'Argentario. La frazione dista circa 30 km da Grosseto e poco più di 10 km dal capoluogo comunale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato di Albinia nacque negli anni del fascismo come frutto di un intervento di pianificazione territoriale che incluse la bonifica delle paludi del fiume Albegna. Il nucleo originario era costituito da una serie di abitazioni residenziali ad un piano, fatte costruire dall'ingegnere Bartolini per i propri operai, dalla stazione ferroviaria, da un'osteria, una dispensa, l'edificio del Consorzio di bonifica Osa-Albegna e l'imponente struttura del silo del Consorzio agrario provinciale. Il primo nome dato al paese fu Albegna, ma confuso troppe volte con il fiume omonimo fu cambiato in Albinia. Il moderno paese si sviluppò però soltanto a partire dagli anni cinquanta, quando con la riforma fondiaria del 1951 il territorio fu riorganizzato in poderi e il villaggio fu popolato con numerosi immigrati da province e regioni limitrofe. Albinia fu progettata come centro servizi di una vasta area rurale, come altre frazioni sorte allo stesso modo in quegli anni (Rispescia, Borgo Carige, Marsiliana) e nel 1957 venne consacrata la chiesa parrocchiale. Il paese si popolò esponenzialmente, tanto che oggi, con i suoi circa 2.500 abitanti, è la frazione più popolosa del comune di Orbetello.

Il 12 novembre 2012, a seguito delle forti precipitazioni che hanno provocato l'esondazione del fiume Albegna, l'intero abitato è stato sommerso da acqua e fango, risultando uno dei centri maggiormente colpiti dall'alluvione che si verificò in varie zone della Maremma grossetana, con ingenti danni alle attività economiche locali.[1]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Veduta del Forte delle Saline
  • Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, edificio di culto della frazione, è sede di parrocchia dal 1955 ed è stata completata nel 1957, con la consacrazione officiata l'8 aprile dello stesso anno. Il progetto è dell'ingegnere Ernesto Ganelli. La chiesa si presenta in uno stile semplice che richiama i lineamenti del neoromanico; all'interno è custodita una venerata statua di santa Rita, molto cara alla popolazione locale. Il complesso parrocchiale è costituito anche dalla casa canonica, l'edificio della scuola materna parrocchiale ed alcuni campi sportivi polivalenti.[2]
  • Forte delle Saline, struttura fortificata fatta costruire dai senesi nel XV secolo (il progetto è del 1469), è stata modificata e potenziata nel 1630 per volontà di Filippo IV di Spagna. Il forte serviva a controllare le adiacenti saline, importante risorsa del territorio, ma anche lo scalo fluviale dell'Albegna ed il passaggio sul tombolo della Giannella. Attualmente è di proprietà pubblica ed è utilizzato come archivio della Soprintendenza.
  • Silo del Consorzio agrario, imponente edificio del Consorzio agrario provinciale che si staglia tra le basse abitazioni della frazione. È stato costruito nei primi anni trenta del XX secolo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione è situato il Museo della cultura contadina, piccolo museo etnografico che ha come scopo quello di documentare la storia del territorio e la società rurale della Maremma a sud di Grosseto, dagli inizi del XX secolo agli interventi di bonifica e alla riforma fondiaria. È inserito nella rete museale provinciale Musei di Maremma.[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato di Albinia è ben collegato sia a nord con Grosseto che a sud con Roma, essendo infatti servito da uno svincolo sulla strada statale 1 Via Aurelia. Inoltre, è ben collegato anche con l'entroterra, in quanto punto di partenza della strada regionale 74 Maremmana, che porta verso il Lazio e l'Umbria.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione è situata la stazione di Albinia, scalo di medie dimensioni lungo la tratta Grosseto-Roma della Ferrovia Tirrenica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maltempo in Maremma: crolla il ponte sull'Albegna muoiono tre lavoratori Enel precipitati con l'auto in Il Tirreno, 13 novembre 2012. URL consultato il 14 novembre 2012.
  2. ^ La parrocchia di Maria Santissima delle Grazie sul sito della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
  3. ^ Il museo della cultura contadina sul sito di Musei di Maremma.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia sulla provincia di Grosseto.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1999.
  • Antonio Valentino Simoncelli, La Maremma meridionale dal primo Novecento alla riforma fondiaria. Il museo della cultura contadina di Albinia, Editrice Innocenti, Grosseto, 2004.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]