Adolphe Nourrit

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Ritratto (disegno) di Adolphe Nourrit

Adolphe Nourrit (Montpellier, 3 marzo 1802Napoli, 8 marzo 1839) è stato un tenore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Louis Nourrit, primo tenore dell'Opéra, contro la volontà del padre studiò segretamente canto con Manuel García padre a Parigi. Alla fine tuttavia il padre approvò la scelta del figlio e questi debuttò nel 1821 all'Opéra come Pylade nella Ifigenia in Tauride di Gluck, con il padre nel ruolo di Oreste.

Rapidamente Adolphe Nourrit divenne l'acclamato primo tenore dell'Opéra, che, anche grazie alla sua grande personalità di cantante, divenne un centro della cultura operistica internazionale.

Per quindici anni Nourrit fu uno dei protagonisti della vita musicale e culturale della metropoli francese. Rossini ammirava in modo speciale la sua arte e scrisse per lui la parte di Néocles nell'opera Le siège de Corinthe, nella cui prima rappresentazione sia il compositore che il cantante ottennero un enorme successo.

Seguirono le creazioni dei ruoli di Aménophis nel Moïse et Pharaon (il 26 marzo 1827), del Comte Ory nell'omonima opera (20 agosto 1828) e quello di Arnold nel Guillaume Tell (3 agosto 1829). Per l'allora non meno famoso Meyerbeer creò i ruoli di Roberto nel Roberto il diavolo (21 gennaio 1831) e Raoul ne Gli Ugonotti (29 febbraio 1836), forse il suo più grande ruolo in assoluto, ma anche il suo ultimo indiscusso successo. Tra le altre prime assolute cantate da Nourrit ricordiamo La muta di Portici di Auber, L'ebrea di Halévy e lo Stradella di Niedermeyer. Questo dà un'idea di come la figura di Nourrit sia indissolubilmente legata a questo eccezionale periodo della storia dell'opera.

L'esistenza di Nourrit ebbe una fine tragica. Nel 1837 Gilbert Duprez divenne il nuovo primo tenore dell'Opéra e gli venne affidato il repertorio di Nourrit. Quando il pubblico si entusiasmò per il nuovo cantante (grazie anche alla meraviglia destata dalla famosa innovazione del "do di petto"), questo diede origine a un'accesa rivalità. Nourrit alla fine desistette, e, sentendosi messo da parte, abbandonò deluso Parigi. A Napoli, così come in altri centri della vita musicale, venne accolto caldamente e lì riprese anche lo studio del canto con Donizetti, che nel frattempo componeva per lui una nuova opera, il Poliuto . Tuttavia, quando la prima della nuova opera fu vietata dalla censura borbonica, la grave depressione e la mania di persecuzione che ormai lo affliggevano, ebbero il sopravvento e Nourrit si diede la morte gettandosi da una finestra del suo albergo.

L'artista[modifica | modifica sorgente]

La raffinata eleganza del fraseggio, la nobiltà di dizione e la voce molto chiara, in grado di sostenere tessiture acutissime (partendo da un'estensione di due ottave e mezza, dal sol1 al re4), sostenute comunque, dopo il sol 3, secondo la prassi settecentesca, con l'utilizzo del falsettone, collocano chiaramente Nourrit nell'ambito della tradizione francese delle hautes-contre, pur se gli insegnamenti di García padre gli avevano fatto acquisire anche una tecnica italianeggiante che gli consentì prima di familiarizzare immediatamente con Rossini al suo arrivo in Francia, poi di porsi sulla scia del canto tenorile elegiaco, contemporaneamente percorsa in Italia soprattutto da Giovanni Battista Rubini. Del tenore bergamasco Nourrit non possedeva però né il timbro squisito della voce, né le mirabolanti capacità acrobatiche nella coloratura, e, mentre Rubini seppe adeguarsi ai tempi e ai nuovi stilemi del canto romantico che andavano allora affermandosi, elevando fino al si bemolle acuto la sua capacità di emissione "di petto", Nourrit, forse per il peccato originale della scuola stilistica delle hautes-contre dalla quale proveniva, non fu mai in grado di superare il tradizionale sol dei tenori settecenteschi. E così, quando, reduce da una lunga esperienza italiana, un altro ex emulo di Rubini, Gilbert-Louis Duprez si ripresentò sulle scene parigine superando completamente l'emissione in falsettone fino al do4 e presentando un nuovo stile vocale realistico basato, oltre che sulla potenza dell'emissione, sull'accento deciso, sul fraseggio vibrante e sulla recitazione appassionata, che egli aveva appreso da altri suoi modelli italiani, come Domenico Donzelli, per Nourrit, elegante e delicato interprete del passato, non poté più esservi partita.

Grazie comunque alla sua indiscussa personalità, egli sicuramente influenzò la vita musicale francese nel periodo di passaggio verso l'affermazione del romanticismo.

Tra il 1828 e il 1837 fu "Professeur de déclamation" al Conservatorio di Parigi. Il testo dell'aria di Eleazar de La Juive "Rachel quand du Seigneur" sembra sia di Nourrit.

Convinse anche Meyerbeer a interrompere improvvisamente il duetto d'amore nel quarto atto de Gli Ugonotti (Meyerbeer lo nominava "il secondo padre dell'opera").

Berlioz si mostrava "come elettrizzato" dalla sua presenza in palcoscenico.

Eseguì i lieder di Schubert e di Berlioz a Parigi e fu accompagnato tra gli altri da Franz Liszt.

Scrisse infine i libretti per numerosi balletti, danzati da Maria Taglioni e Fanny Elssler (tra gli altri La Sylphide), e compose la marcia La Parisienne su testo di Casimir Delavigne, che cantò spesso all'epoca della rivoluzione del 1830 (come anche la Marsigliese) trascinando il pubblico.

Vincenzo Bellini gli dedicò una delle sue ultime composizioni: la romanza da camera Rêve d'enfance.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Appolonia, Le voci di Rossini, EDA, Torino 1992, pp. 310-323
  • Rodolfo Celletti, Storia del belcanto, Discanto Edizioni, Fiesole, 1983, pag. 168
  • Salvatore Caruselli (a cura di), Grande enciclopedia della musica lirica, Longanesi &C. Periodici S.p.A., Roma, ad nomen

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