Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikipedia e il Sistema di Gestione della Qualità

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Wikipedia e il Sistema di Gestione della Qualità


Anzitutto un saluto a tutti i wikipediani.
Apro questa discussione sulla "Gestione della Qualità" di Wikipedia al Bar generalista perché mi piacerebbe che quanto detto più sotto possa essere applicato a tutta Wikipedia in italiano e anche in altre versioni linguistiche, dopo di che se si ritiene che ciò non sia possibile, possiamo continuare a parlarne in pagine di discussione più specifiche oppure chiudere la discussione nel caso in cui non fosse applicabile ad alcuna attività di Wikipedia.
In questi mesi sto seguendo un master sulla Gestione della qualità, che viene attuata nelle organizzazioni allo scopo di fornire una maggiore soddisfazione del cliente finale. Senza scendere adesso troppo nei particolari, durante il corso ho notato una strettissima analogia tra le metodiche della Gestione della Qualità che si utilizzano in ambito aziendale con il modo di operare su Wikipedia.
Ad esempio, Wikipedia adotta dei metodi di catalogazione e archiviazione dei documenti (= pagine di Wikipedia) paragonabile a quello utilizzato dalle aziende che adottano un Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) secondo la normativa UNI EN ISO 9001. Si pensi ad esempio alla cronologia delle pagine, che indica tutti i contributi svolti sulle pagine, con data, ora e nome del contributore, oppure al metodo di identificazione delle revisioni delle pagine attraverso identificativi univoci (chiamati nei templati "oldid" e "newid"), oppure al processo di revisione delle pagine candidate a diventare "pagine di Qualità" o "pagine in Vetrina". E le analogie potrebbero continuare ancora...
Ciò mi porta a pensare che chi abbia elaborato il sistema di scrittura delle pagine su Wikipedia conosceva i principi della Gestione della Qualità e che li abbia applicati, in maniera consapevole o inconsapevole, al fine di aumentare la soddisfazione del "cliente finale", che nel nostro caso sono i lettori.
Considerato ciò, mi chiedo se non sia il caso di fare un passo avanti, cioè adottare nella sua completezza la norma UNI EN ISO 9001, che è una norma internazionale e come tale già ampiamente sperimentata con successo da tantissime organizzazioni. Una sua adozione potrebbe comportare anzitutto una maggiore soddisfazione dei lettori. Inoltre si potrebbe pensare a richiedere una certificazione secondo la stessa norma, che comporterebbe un riconoscimento definitivo della qualità raggiunta da Wikipedia in termini di gestione.
Detto questo, un sistema di gestione della qualità potrebbe essere applicato ad una o più attività di Wikipedia. Potremmo ad esempio decidere di applicarlo solo alla creazione delle linee guida, oppure alle pagine di Qualità e di Vetrina, o se vogliamo pensare in grande, a tutte le attività Wikipedia.
Inoltre, se il vincolo delle norme sulla gestione della qualità vi sembra eccessivo, potremmo comunque prendere "ispirazione" da esse, ciò come un contenitore di buone idee da cui attingere.
Spero di avere fornito un quadro chiaro della situazione. Se non fosse così, posso fornire qualche esempio specifico di migliorie che si potrebbero fare ispirandoci alla norma ISO anzidetta.
Pareri? --Daniele Pugliesi (msg) 16:30, 4 mar 2017 (CET)

no, applicare le norme ISO su Wikipedia, no. a parte che il fatto che hai chiamato la norma UNI ... mi fa pensare a qualcosa di estremamente localistico. in secondo luogo non siamo una ditta e chiedere costose certificazioni non ha senso in un progetto di natura libera come Wikipedia. aggiungo anche che i materiali dell'ISO 9001, oltre ad essere sotto copyright, sono anche abbastanza costosi. seguirli alla lettera nella redazione delle nostre policy e linee guida, oltre potenzialmente ad andare contro CONSENSO, è un processo abbastanza spinoso... --valepert 16:37, 4 mar 2017 (CET)
Quello che si fa già su Wikipedia è per la maggior parte simile a quello che suggerisce la norma ISO 9001, che a livello nazionale viene recepita, tradotta in italiano e chiamata "UNI EN ISO 9001", ma è la stessa in tutto il mondo, a prescindere da chi la recepisce.
La certificazione è un'opzione che possiamo scartare se non ci interessa.
Il consenso comunque rimarrebbe: ciascuna organizzazione è libera di assegnare le autorità, basta scriverlo nelle linee guida (ed è già scritto).
In pratica, tutto potrebbe continuare così come funziona adesso, ma in maniera più agevole.
In particolare, penso che l'applicazione della norma alle pagine del namespace Aiuto e Wikipedia potrebbe rendere molto più facile trovarle, gestirle, modificarle, revisionarle, ecc. In particolare molte pagine del namespace Wikipedia sono le corrispettive di quelle che in un'azienda si chiamano "Procedure di Gestione", cioè le regole dell'organizzazione. Ovviamente le regole possono essere cambiate tramite consenso e via dicendo, ma quello che abbiamo adesso è un insieme di regole di difficile lettura. Anche se non vogliamo adottare la norma, penso che sarebbe molto utile seguirne la filosofia, anzitutto dividendo in maniera netta quelle che sono le pagine di contenuto prescrittivo ("si deve fare così") da quelle che contengono semplici suggerimenti ("meglio fare così") e da quelle che contengono spiegazioni ("è da leggersi in questo modo", esempi). --Daniele Pugliesi (msg) 17:10, 4 mar 2017 (CET)
La proposta potrebbe essere interessante, ma non ho bene inteso come penseresti di applicarla nella pratica concreta... --Lucas 17:59, 4 mar 2017 (CET)
Le possibili applicazioni sono infinite. Ecco qui alcuni esempi che mi vengono in mente:
  • Prevedere, a intervalli regolari (ad esempio 1 volta all'anno) delle attività di controllo della soddisfazione dei lettori; questo controllo può avvenire in maniera diretta (tramite questionari) e in aggiunta attraverso degli indicatori della loro soddisfazione (ad esempio: numero di visite, tempo medio in cui rimangono su una pagina, ecc.). Da notare che la ISO 9001 è orientata alla "soddisfazione del cliente" (= lettore), quindi secondo quest'ottica non dovremmo tenere conto del numero di pagine create o modificate e neanche del numero di contributori, che non sono una misura di quanto il lettore sia soddisfatto.
  • Per quanto riguarda il namespace Wikipedia, ci dovrebbe essere una chiara distinzione tra quelle che sono le pagine relative alle linee guida (o regole) da seguire e quelle che invece non contengono regole (ad esempio: Wikipedia:Scherzi e STUBidaggini o Wikipedia:Oracolo). A tale scopo, si potrebbe introdurre ad esempio namespace "Manuale" o "Regole" o "Linee guida"
  • Andando oltre la ISO 9001, esiste poi la norma ISO 9004, che spiega come mantenere il successo della propria organizzazione anche dopo molto tempo. Questo penso che sia un grosso problema per Wikipedia, forse molto più della gestione della qualità (che possiamo dire invece funzioni abbastanza bene, anche se migliorabile). Riguardo al successo a lungo termine, un concetto chiave è la "fidelizzazione del cliente". A tale proposito, dovremmo imparare a dire "Grazie" più spesso ai nostri lettori, anziché aspettarci che loro ci ringrazino per la nostra attività di volontariato. Lo so, sembra assurdo... possiamo pensare "Ma come? Non solo offriamo il nostro tempo gratis, pure dovremmo dire grazie?" Ebbene, nell'ottica della soddisfazione dei lettori, questo andrebbe fatto e spesso.
Per ora mi fermo qua. Le possibili proposte potrebbero essere tantissime, comunque in generale, dovremmo chiederci se vogliamo ispirarci ai modelli sulla gestione della qualità, concentrandoci dunque alla "soddisfazione dei lettori" come obiettivo principale. --Daniele Pugliesi (msg) 19:35, 4 mar 2017 (CET)
il tasto "ringrazia" esiste già dal 2013. --valepert 19:43, 4 mar 2017 (CET)
Sto parlando di ringraziamento ai lettori, non ai contributori. --Daniele Pugliesi (msg) 19:45, 4 mar 2017 (CET)
No, assolutamente e fortissimamente NO. Già mi tocca preparare la fuffa cartacea richiesta della ISO 9001 durante l'anno, non voglio trovarmi anche qui questa roba.--Moroboshi scrivimi 20:05, 4 mar 2017 (CET)
Chiedere la certificazione mi sembra, visti anche gli alti costi, eccessivo e poi minaccerebbe l'effettiva indipendenza della comunità. Prendere ispirazione dalle Norme ISO 9001 mi sembra effettivamente un'ottima idea, invece di cercare d'inventare nuovamente la ruota! Walter Giannetti (msg) 20:33, 4 mar 2017 (CET)
Concordo con Walter. Se l'"ispirazione" ci portasse a fare ordine in qualche pagina di servizio o a produrre annualmente un m:General User Survey non ci sarebbe nulla di male.
Faccio solo notare che il concetto di "soddisfazione del cliente/utente" non è direttamente trasportabile nel contesto dell'informazione/istruzione/conoscenza, in quanto l'apprendimento prevede anche l'insoddisfazione, la sorpresa e la scoperta inaspettata (o, all'inglese, c'è bisogno anche di thought-provoking e serendipità). Il concetto di "soddisfazione" del "consumatore" di informazioni (o sedicenti tali), se portato all'estremo, produce fenomeni fortemente deleteri e contrari ai cinque pilastri, come la famosa bolla di filtraggio. Questo non per fare catastrofismo ma solo per richiamare che, se perdiamo di vista quello che siamo, è facile incorrere in clamorosi (ma prevedibili) fallimenti come mw:Article feedback. --Nemo 01:19, 5 mar 2017 (CET)
Assolutamente contrario: fino al 2014 ho gestito il SGQ per l'organizzazione in cui lavoravo e, sull'onda dell'entusiasmo, avevo pensato anch'io a qualcosa di simile alle proposte di Daniele, salvo poi, ragionando, di capire che un SGQ certificato dovrebbe assolutamente cancellare qualsiasi possibilità di gestire il consenso, e, soprattutto, che Wikipedia non è una strattura gerarchica, quindi non è possible, entro essa, stabilire responsabilità, che sono la base reale di qualsasi SGQ. Domanda finale, se dovessimo effettivamente certificarci chi sceglierebbe l'autorirà certificante? --Klaudio (parla) 10:03, 5 mar 2017 (CET)
Fra l'altro, non è che certificare non ci interessa, è che c'è un problema di fondo: Wikipedia non ha alcuna necessità di certificare ciò su cui non dà garanzia di validità. La "soddisfazione del lettore" su un milione e mezzo di voci non è misurabile, almeno finché del lettore non potremo individuare precisamente (per telepatia) cosa realmente stava cercando e cosa ha trovato, per poi (per divinazione) comprendere cosa se ne è fatto, e infine (per prestidigitazione) ricavarne informazioni utili; forse è per questo che non è mai stato nostro problema inseguire il lettore, come fa la stampa, né nostro anelito. Del resto non vendiamo SUV di cui i consumatori possono comparare i sedili riscaldati e testimoniarne i connessi effetti sulla peristalsi. Qui non inseguiamo il lettore. Sicuramente non è per volergli male, tutto questo lo si fa per lui/lei, e sarebbe certo utile lasciare al lettore la possibilità di esprimersi, ma ormai dovrebbe esser noto che è un decennio, ormai, anzi di più, che il progetto monitoraggio tenta il survey voce per voce, e - nessuno se ne abbia - non se lo fila nessuno; e chiede valutazioni specificamente precise, in potenza utili, mica pareri generali e generici. Per me proviamoci pure, ci mancherebbe, ma intanto non scommetterei sul seguito da parte del lettore, e inoltre non so a che servirebbe il parere generico "WP è bella/fa_cagare" e in cosa ci aiuterebbe un tweet sondaggistico. Perché il nostro scopo è fare sapere libero, non editoria, e lo stiamo facendo, lo facciamo comunque, guardando alla gnoseologia più che al taylorismo, che al pubblico piaccia o no. L'audience sarà masochista, allora, perché se gli indicatori di soddisfazione sono client-side, siamo il sesto sito per visite (il primo all-free free content provider) in Italia e nel Mondo, ma soprattutto, dopo di noi, il primo sito corporate di informazioni è al 50° posto nel Mondo, e in Italia al 9° (con tutt'altri numeri); e gli italiani non sono diventati tutti scienziati, abbiamo solo accidentalmente coperto fabbisogni che non erano (e non sono) nella nostra mission (per insufficienza di altri media e/o insoddisfazione dei lettori loro). Sono d'accordo, gli indicatori non sono le statistiche server-side sul calo degli utenti che Nemo ci scodella sgomento ogni tre mesi al bar (su, su, un po' di satira... :-PPP); magari è più un segnale il fatto che se Wikipedia si incazza e scrive "Cara lettrice, caro lettore", in una notte si cambia affannosamente una legge che da anni altri provavano invano a far cambiare e WP, anzi it.wiki, diventa in un attimo un parametro della libertà in Rete, oltre che ricevere curiose valutazioni della sua capacità di comunicazione. Ora il discorso costringe alla disumiltà, o alla sbruffoneria, ma... capiamoci: con chi saremmo in competizione? Con chi dovremmo competere? A chi dovremmo strappare un lettore? Ma soprattutto, quando mai ce n'è importato qualcosa? Siamo qui per fare altro.
Il metodo di WP è una filosofia, un'etica, un'estetica, non ha una tangibilità pratica nemmeno sotto il profilo della logica, dunque posto che sia possibile parlare di "normarlo", cosa si andrebbe a normare circa edit della più varia origine e motivazione? Non si può infatti nemmeno parlare di un metodo di produzione univocamente identificabile e qui non ci permettiamo nemmeno di tirare le somme e dare noi, di noi stessi, valutazioni speculative a consuntivo, figuriamoci se codifichiamo preventivamente come e perché produrre.
Io non credo che policy e pagine di aiuto siano efficaci quanto potrebbero, e so molto direttamente quanto potrebbero essere migliorabili e quanto siano da riordinare. Tuttavia non è la loro reperibilità il problema: a parte che abbiamo le apposite categorie e che il lettore insoddisfatto sta leggendo un'enciclopedia e non Almanacco Topolino, quindi per categorie ci deve viaggiare, comunque le policy sono tutte linkate dove serve e non le leggono lo stesso. Basta scorrere archivi di problematicità e log dei blocchi per scoprire in un attimo dozzine e dozzine di utenti che i link li avevano avuti ma non era comodo leggere, era più figo scrivere.
Non vorrei ci fossero equivoci sulla filosofia produttiva di Wikipedia, che parte dalla totale immaterialità dei fabbisogni soddisfatti a chi produce, sublimata dalla mancanza di remunerazione e di stimoli per incentivare la produzione stessa. Questa è gift-economy, nata appositamente per uscire (e non rientrare) negli schemi produttivi ordinari; chi vuole la analizzi come crede, ma non rientra dalla finestra ciò che abbiamo fatto uscire dalla porta principale. Noi restiamo figli di questo signore, e anche se potrebbe sembrarlo non siamo parenti di nessuno di questi nomi prestigiosi. Certo, con i numeri assommati, può non essere inappropriato cominciare a confrontare cosa si produce in gift-economy e cosa nel turbocapitalismo (e magari chiedersi che fine hanno fatto le Encarta, Treccani-che-ci-linka, le cartacee scomparse, che avevano modalità produttive ordinarie, forse pure certificate). Tutto questo con tutti quanti gli inciampi e i danni che affidarci al nostro metodo naif e spontaneistico ha comportato: troll, spam, infiltrazioni politiche e aziendali, psicanalisi de noantri come se piovesse, stampa che quando non ci ignora ci va contro, una croce perenne e costante di narcisismi, protagonismi, onanismi, lotte per un potere interno che non ci può essere, e anche tante teste di c* di passaggio, per gradire... Sì, con brutte pagine di aiuto e policy, e template che non funzionano. Ma siamo qui. Ma soprattutto siamo noi.
Tuttavia non si deve sprofondare nel tronfio autocompiacimento, né davvero nei fanatismi: l'analisi della produzione è un settore in cui si sviluppano idee e concetti di profondo spessore che, in quanto concetti, sono liberi e non coperti da copyright, e noi certamente abbiamo tutto l'interesse di giovarci di tutto ciò che possa risultare utile a meglio perseguire gli obiettivi che ci siamo dati. Ciò che senza violare copyright possa essere acquisito da volontari della nostra gift-economy è tutto benvenuto. Pagarlo no, perché per la lotta al copyviol c'erano i software già pronti e non li comprammo, e ora funzioniamo meglio noi. C'erano i sistemi operativi pronti e a colori, e invece aiutammo a costruire Linux, che ora va meglio degli altri. C'era già la Treccani e le voci non gliele comprammo; e Treccani adesso linka Wikipedia. Importiamo i concetti, quelli sì, anche subito. Ma a modo nostro. Perché il primo modo per conservare il successo è non rinnegare ciò che ci ha fatto grandi, specie se si tratta di una diversità.
La scommessa attuale, secondo me, è piuttosto superare l'isolazionismo che ci separa dai progetti fratelli e per conseguenza ci limita, ci castra nell'importare anche solo i rudimenti di altre culture; dovremmo (sempre IMHO) seguire la mission e non il lettore, perché per seguire il lettore l'altra sera vedevo tradurre una BLP su calciatore giapponese, ma dal Giappone potremmo importare (come da tante altre antichissime culture) concetti ben più importanti per il sapere che altrimenti qui non leggeremmo mai perché le fonti inseguono il lettore e fanno la bolla che Nemo citava giustissimamente. Servono i tool linguistici. Anche perché noi ormai non parliamo più con WMF e nemmeno sappiamo più cosa succede in WMI, partiamo da questo: fidelizziamo gli utenti in un corretto rapporto con le Comunità della vita reale e con le altre online. Non con norme ISO, noi abbiamo già le norme OSO: OSO credere che il sapere libero sia praticabile, OSO pensare che lo si possa rendere raggiungibile a chiunque, OSO sperare che sia utile e ben fatto. OSO allora ricordare D'Annunzio: Memento audere semper, perché se seguo i dogmi tradizionali posso far business, se OSO il metodo WP posso far del bene :-) -- g · ℵ (msg) 11:41, 5 mar 2017 (CET)
lo sai che a volta mi fai paura :-)... comunque ho anch'io un'idiosincrasia per tale strumento... per quanto chi lo vende lo presenta con tanto di fiocchi e abbellimenti, per me si è sempre tradotto in una seccatura che in alcun modo migliorava la Qualità del lavoro... anzi... --torsolo 18:35, 5 mar 2017 (CET)
Como sono d'accordo. Sempre piacevole chiedere qualche opinione da valutare e riceverne di simili. --Lucas 21:07, 5 mar 2017 (CET)
Andando sul pratico: pessimisticamente per mia esperienza queste gestioni della qualità giovano ai fornitori del servizio, ai suoi certificatori e a chi si occupa internamente della burocrazia aziendale, ma sono penalizzanti per una crescita dinamica aziendale e mortali se l'azienda si trova ad affrontare un periodo di crisi in cui deve rivedere se stessa. Funzionano bene in condizioni di stasi interna e di mercato.--Bramfab Discorriamo 10:24, 6 mar 2017 (CET)
+1 --Retaggio (msg) 11:45, 6 mar 2017 (CET)
[ Rientro] Spiace leggere certe sentenze che attribuiscono alla norma, invece che alla sua implementazione, certi "mostri di carta" (che, si intuisce, sono giudicati inutili) e mi auguro che tutti possano trovare futuro giovamento con l'edizione 2015.
Tuttavia concordo nel ritenere inapplicabile la certificazione di un QMS su Wikipedia, soprattutto se svolto su una sola edizione linguistica. --Captivo (msg) 18:57, 6 mar 2017 (CET)
Io continuo a pensarla diversamente. Soprattutto da chi spende pagine di paroloni per esprimere dei concetti che possono essere racchiusi in un paio di frasi.
Detto questo, su Wikipedia si ragiona per consenso (e non è una una regola questa? vabbè, lasciamo stare....), quindi se davvero il metodo di Wikipedia è così buono che supera quello adottato dall'ISO (anche se secondo me Wikipedia ha preso spunto da chi certe cose le sa da anni)... che dire? Meglio così! Se poi ci ripensate, ci sarebbe il discorso del ciclo di Deming e tante altre "corbellerie"... --Daniele Pugliesi (msg) 19:16, 6 mar 2017 (CET)
Anch'io faccio Qualità per lavoro e trovo che la qualità applicata a qualsiasi campo non abbia mai fatto male a nessuno, anzi semmai faccia bene. Lavorare in qualità significa miglioramento continuo e raggiungimento dei propri scopi: se sei un'organizzazione commerciale il tuo scopo è fare profitto, se sei una chiesa il tuo scopo è fare proseliti, se sei Wikipedia il tuo scopo è diffondere il sapere libero. Ma se non misuri quello che stai facendo come fai a sapere se stai raggiungendo il tuo scopo? In ogni caso lavorare bene, seguendo delle regole e tenendo sotto controllo degli indicatori, non potrà che migliorare la possibilità di raggiungere lo scopo. Tutto qui. Che sia necessaria una certificazione ISO da parte di un ente in questo momento per Wikipedia non lo ritengo opportuno, ma certamente l'idea lanciata da Daniele di cercare di migliorare la qualità la trovo interessante. --Beatrice (msg) 00:00, 7 mar 2017 (CET)
Da vecchio Quality Manager non posso che concordare con Beatrice -:) --Klaudio (parla) 09:40, 7 mar 2017 (CET)
boh... io tutto sto miglioramento, con l'applicazione della norma ISO non l'ho registrato... si vede che ne esistono due versioni in conflitto tra loro... resta comunque un mistero quale sia la necessità di soddisfare il cliente lettore, magari intortandolo con la compilazione di moduli con cui esprimere il gradimento... Imho è una semplice forma di abbellimento - come i tanto decantati Doc, Docg, Igp - di cui le aziende si vantano... poi magari non pagano i contributi previdenziali o imboscano gli utili in qualche paradiso fiscale, ma hanno una bella certificazione appesa alla parete... ecco, vorrei che Wikipedia che si ispirasse a qualcosa di meglio che una costosa regola esotica... --torsolo 19:37, 7 mar 2017 (CET)
Idem, da responsabile del SQ è tutto un girare di carte e modelli con poca attinenza con la realtà. I clienti (grossi gruppi internazionali) formalmente fanno (a volte) compilare modelli, form e questionari, ma alla fine quello che conta è fare il prezzo più basso sull'asta online.--Moroboshi scrivimi 20:29, 7 mar 2017 (CET)
Sono contenta che siamo in buona compagnia :) La ISO9001 dei moduli era quella di 15 anni fa, ormai le ultime versioni sono molto più snelle ed efficaci, poi ogni organizzazione implementa la qualità "come crede", nel senso che, ferma restando la necessità di certificarsi per alcune realtà produttive, e quindi di dimostrarne l'applicazione agli auditor, per il resto dipende dalla volontà del management di cogliere l'occasione per fare qualcosa di buono. La soddisfazione del cliente nelle realtà imprenditoriali è un must altrimenti il tuo prodotto non vende, nel caso di Wikipedia l'indicatore della soddisfazione del lettore potrebbe essere uno degli indicatori, ma non l'unico. Comunque non capisco come si possa diffondere cultura libera se il lettore non ha a disposizione contenuti ben fatti e quindi apprezzabili. Ad ogni modo Wikipedia dispone già di parecchie statistiche di utilizzo e di apprezzamento, forse più mirare alla versione inglese che alla nostra. Tutto sta a vedere se il nostro management, ovvero la comunità e i suoi "leader", vogliono cogliere l'opportunità di cercare di migliorare là dove si evidenziano i punti di debolezza. --Beatrice (msg) 21:11, 7 mar 2017 (CET)
Come già detto da altri, la norma non dice di ammucchiare cartacce, soprattutto nella versione 2015 (che ha abolito l'obbligatorietà del Manuale della Qualità, ad esempio). I moduli, le procedure scritte, ecc. si fanno solo quando l'organizzazione reputa che servono, altrimenti se ne fa a meno. Ora vi chiedo: quante pagine di linee guida abbiamo su Wikipedia? Pensate ad esempio alle procedure per il vetrinaggio, per la cancellazione, per mettere avvisi nelle voci, per determinare l'enciclopedicità di un argomento, per svolgere sondaggi o anche semplicemente per aprire una discussione qui al Bar... Siamo pieni zeppi di linee guida scritte da seguire!
Se non ci sono contrari, mi piacerebbe quando e se avrò tempo fare dei confronti tra quello che dovrebbe essere un sistema normato e il nostro sistema, in modo da avere spunti per migliorare. Ovviamente, qualsiasi proposta andrebbe valutata tramite consenso, come si fa con qualsiasi altra proposta. L'unica differenza è che invece di dirvi "Mi è venuta in mente questa idea, che ne pensate?", direi "Ispirandomi alla norma ISO, ho avuto questa idea, che ne pensate?" --Daniele Pugliesi (msg) 22:49, 7 mar 2017 (CET)
Sicuramente la sintesi alle volte non aiuta e non ha aiutato in questo caso, quindi credo sia opportuno che tu dia un quadro un po' più articolato di ciò che hai pensato; che non serve "appoggiare" sulla norma ISO, tutti stiamo a sentire ciò che dici tu. Poi permetterai che possiamo avere opinioni diverse. Permetterai che ne abbiamo addirittura di diverse a seconda dell'ora del giorno e della fase storica, io per esempio in orario di lavoro e in contesto di mercato non ho alcuna prevenzione, sono 30 anni che guardo a queste materie, da quando negli anni '80 i mantra, nella vulgata dell'incipiente Sole 24 Ore, erano "ottimizzazione e sinergie". Solo che qui non facciamo mercato e qui valuto diversamente le opportunità che nel loro contesto invece applico, appunto, non da oggi. Mi permetto quindi, perché il tuo sviluppo dell'idea (sì, non ti basteranno poche frasi, come le chiami tu) sia utile alla discussione, nel senso che possa essere compreso senza omettere elementi che molti sottintendono e che invece vanno esplicitati, di suggerire alcuni punti che imho (IMVHO) è bene tener presente nella loro differenza:
- la produzione volontaristica non può essere oggetto di metrica perché le spinte non sono materiali, non sono materialiste, sono ideali e spiritualiste, non c'è cottimo, né precariato
- qui non c'è alcuno schema premiale, tutto il lavoro è pagato con la sola stima dei Colleghi, a volte la gratitudine, questo ne fa bene prezioso e questione delicatissima
- le policy sono strutturate in funzione della prevenzione dei problemi e sono più influenzate (storicamente) da riconosciute tipologie di problematica che non da ideali sul contenuto, che deve solo essere NPOV
- facciamo una policy e la molliamo lì, da sempre, sia perché è palloso occuparsene, sia - e questo credo più positivamente - perché guardiamo avanti, sempre a cose nuove, il che tiene al riparo dalla monotonia la spinta volontaristica
- le policy non sono tutto, il più importante dei pilastri è l'ultimo, io stesso ho fatto mille cose fuori delle regole e quasi nessuno ha trovato da protestare se erano cose di buon senso, quindi non ci sono monumenti alla Norma, non è sacrale, non ha il peso che potrebbe avere in altri contesti
- i contenuti non possono essere preordinati e soprattutto non possono esserlo in funzione del lettore, perché il nostro mestiere è fare voci anche se le voci avranno solo una visita al giorno o non ne avranno affatto, mentre inseguire il lettore vuol dire essere pieni di calciatori polacchi di serie B e non avere ancora tutte le opere della Latinità, già lo stiamo inseguendo troppo, e non solo secondo il mio gusto
- non abbiamo ruoli di rango diverso da quello dell'utente, anche l'admin è solo una funzione tecnica, non abbiamo voluto l'ArbCom per egalitarismo e per una ponderata gestione indifferenziata dei volontari, non vedo molto spazio per figure distinte di controllo dei contenuti
- in enciclopedia ci vanno anche le Scienze Umane, con tutto ciò che questo comporta, e in questa fase è su queste che sperimentiamo criticità nella produzione e nella connessa qualità
- la qualità sta a cuore a tutti, ma bisogna decidersi, perché o il successo è nei numeri dell'Auditel, oppure il successo sta in meno voci, meno lettori e meno problemi di contenuto nelle singole voci, cioè qualità del prodotto
Argomenti ce ne sono ancora, ma queste sono alcune delle rigidità secondo me più confliggenti con schemi ISO o non ISO (non è il nome il problema) di ordinamento delle attività. Una delle scommesse già vinte da Wikipedia è la produzione non preordinata, e uno dei regali che porge alla sociologia e all'antropologia è il cosa ne è venuto fuori: un prodotto per molti aspetti superiore a prodotti concorrenti concepiti e partoriti in ordinata e preordinata economia di mercato. Anche questa inattesa produttività del caos mi sfugge come possa inquadrarsi in pattern industrialistici; ma, parbleu, ne ho sincera curiosità :-) -- g · ℵ (msg) 00:40, 8 mar 2017 (CET)

Mi sembrava una domanda semplice a cui dare una risposta semplice. A questo punto, faccio il bold, senza cercare collaborazione, che mi pare non ce ne sia. Sono qui per fare volontariato, non per perdere tempo a leggere discussioni. Senza offesa. Buon wiki a tutti. --Daniele Pugliesi (msg) 18:16, 8 mar 2017 (CET)

p.s.: Se volete continuare la discussione fate voi. Per me la discussione è chiusa. Vi chiedo di non pingarmi e roba simile in merito. Scusate l'irruenza, ma davvero, non ho tempo da perdere. --Daniele Pugliesi (msg) 18:23, 8 mar 2017 (CET)