Gestione della qualità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La gestione della qualità è rappresentata da tutte le attività realizzate all'interno di una realtà produttiva e dal personale impegnato al conseguimento degli obiettivi della politica della qualità.

La locuzione Controllo qualità (CQ oppure QC da Quality Control) è sostanzialmente un sinonimo molto utilizzato per identificare, nell'ambito di una impresa industriale, il comparto delegato a gestire la qualità dei prodotti realizzati, cioè a mettere in atto tutte quelle azioni ed iniziative che consentono di definire e tenere sotto controllo gli standard qualitativi richiesti dalla direzione aziendale.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

La gestione della qualità deve prendere in considerazione:

  • pianificazione delle attività di gestione del sistema qualità (verifiche ispettive, azioni preventive e correttive);
  • controllo della progettazione;
  • qualifica dei fornitori;
  • monitoraggio della soddisfazione del cliente e gestione dei reclami (UNI ISO 10002);
  • controllo della documentazione di sistema e delle registrazioni;
  • controllo degli strumenti di misurazione e verifica;
  • controllo dei prodotti/servizi;
  • gestione dei resi (reverse logistics);
  • attività di monitoraggio di tutti i processi individuati all'interno dell'azienda;
  • gestione di un sistema di indicatori per la valutazione dei processi;
  • reporting e riesami periodici della direzione.

La norma della serie ISO 9000 edizione 2000 ha introdotto un'importante innovazione rispetto alla precedente edizione 1994: mentre nella versione 1994 la qualità era il risultato della qualità del prodotto e dell'attuazione di procedure, la versione 2000 ha spostato l'attenzione al sistema ed alla gestione dei processi aziendali. In tale senso si parla di Sistemi di gestione per la qualità.

Evoluzione e storia[modifica | modifica sorgente]

I criteri organizzativi del Controllo qualità si sono evoluti nel tempo parallelamente alle trasformazioni dell'attività manifatturiera, a partire dagli ultimi decenni del 1800, quando il singolo operatore era interamente responsabile del proprio manufatto e quindi anche della sua qualità.

La filosofia del Controllo qualità si è andata trasformando secondo cicli circa-ventennali in funzione delle dimensioni delle strutture produttive e delle conseguenti articolazioni organizzative del lavoro.

Il Controllo qualità è divenuto dapprima responsabilità del preposto (coordinatore di un gruppo di operai), poi di ispettori indipendenti dall'organico di produzione. In un ulteriore passaggio, coincidente con la seconda guerra mondiale, ci si è dovuti affidare a metodi statistici: l'industria bellica è la protagonista del grande impulso dato a tali strumenti.

Qualità totale[modifica | modifica sorgente]

Il Controllo qualità, approdato infine intorno agli anni '60 al Controllo qualità totale (dapprima in Giappone con l'aiuto di esperti americani, e solo in un secondo tempo negli U.S.A.), finisce con il coinvolgere tutti gli aspetti, i momenti, i settori dell'azienda che possono incidere su sviluppo, mantenimento, miglioramento della qualità, supportando l'azienda nella finalità di far pervenire all'acquirente prodotti pienamente soddisfacenti con il minimo sforzo economico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A.V. Feigenbaum, Total Quality Control, New York, Mc Graw-Hill, 1961
  • A. Kramer e B.A. Twigg, Quality Control for the Food Industry, Westport, The AVI Publishing Company, 1970, ISBN 0-87055-072-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Aziende Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Aziende