Volo British Airtours 28M

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Volo British Airtours 28M
British Airtours Boeing 737-200 Marmet.jpg
Un Boeing 737 simile a quello coinvolto nell'incidente.
Tipo di eventoincidente
Data22 agosto 1985
TipoIncendio al motore numero 1
LuogoAeroporto di Manchester
StatoRegno Unito Regno Unito
Coordinate53°20′45″N 2°17′36″W / 53.345833°N 2.293333°W53.345833; -2.293333Coordinate: 53°20′45″N 2°17′36″W / 53.345833°N 2.293333°W53.345833; -2.293333
Tipo di aeromobileBoeing 737-236
Nome dell'aeromobileRiver Orrin
OperatoreBritish Airtours
Numero di registrazioneG-BGJL
PartenzaAeroporto di Manchester
DestinazioneAeroporto di Corfù
Passeggeri131
Equipaggio6
Vittime55 (53 passeggeri + 2 membri dell'equipaggio)
Feriti15
Sopravvissuti82
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Regno Unito
Volo British Airtours 28M
Dati estratti da Aviation Safety Network[1]
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Il volo British Airtours 28M o volo B Airtours 28M è stato un volo dell'ex-compagnia aerea britannica British Airtours, una sussidiaria di British Airways. Il 22 agosto 1985 al Boeing 737 che operava il volo si è incendiato il motore numero 1 mentre stava decollando dall'aeroporto di Manchester diretto a Corfù. I piloti abortirono il decollo e riuscirono a fermare l'aereo ai lati della pista, ma l'aereo si incendiò e i fumi prodotti dall'incendio intossicarono i passeggeri che stavano evacuando l'aereo, uccidendo 53 passeggeri e 2 membri dell'equipaggio.[1]

È stato il più grave incidente aereo che ha colpito la città di Manchester ed a quel tempo, il quarto più grave accaduto nel Regno Unito.[1]

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 agosto 1985 l'aereo River Orrin, un Boeing 737-236 della British Airtours, ebbe dei problemi in fase di frenata. Controllato dai tecnici, il 21 agosto l'aereo effettuò un altro volo con destinazione Manchester. Il 22 agosto l'aereo, dopo essere rimasto fermo una notte all'aeroporto di Manchester, avrebbe dovuto decollare per portare 131 passeggeri verso l'isola greca di Corfù.

Autorizzato al decollo, l'aereo cominciò ad accelerare, ma un rumore sordo spinse il capitano a far interrompere il decollo. Pensando allo scoppio di uno pneumatico, il capitano ordinò al primo ufficiale di usare il freno dolcemente per non danneggiare il carrello d'atterraggio, ma quando si accese l'allarme che avvisava di un incendio al motore sinistro, il capitano portò l'aereo al di fuori della pista. Il carburante che stava fuoriuscendo dal serbatoio alare venne soffiato dal vento contro il motore in fiamme e si incendiò immediatamente, andando ad avvolgere parte dell'aereo che cominciò a bruciare. Il fumo generato dalla combustione si infiltrò nella cabina e cominciò ad intossicare i passeggeri che lentamente, a causa del panico e di un portellone malfunzionante, stavano abbandonando l'aereo. 53 passeggeri e due assistenti di volo persero i sensi a causa del fumo e morirono per intossicazione. I vigili del fuoco, immediatamente giunti, riuscirono a domare l'incendio solamente due ore dopo.[2]

Probabili cause[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini, condotte dall'Air Accidents Investigation Branch (AAIB), rivelarono che il combustore numero 9 del motore sinistro si era rotto a causa di una crepa causata dai continui surriscaldamenti[1] ed aveva provocato un'esplosione che aveva danneggiato il motore e aveva aperto una falla nel serbatoio alare.[3]

Il registro di manutenzione dell'aereo mostrava che il motore in questione aveva già presentato rotture al combustore numero 9 che però erano state riparate seguendo correttamente il manuale di istruzioni; tuttavia, i tecnici dell'AAIB ritennero che queste riparazioni, effettuate saldando le crepe presenti sul rivestimento esterno del componente, non potevano garantire funzionamento sicuro del motore.

Le procedure di emergenza che erano in vigore a quel tempo contribuirono a peggiorare la situazione. Il credere che era scoppiato un pneumatico portò i piloti a frenare lentamente, proprio come indicavano le procedure standard, ma questo diede tempo al fuoco di alimentarsi e accorciò il tempo a disposizione per l'evacuazione; inoltre, una volta scoperto l'incendio, né i piloti né la torre di controllo si accertarono della direzione e della forza del vento per parcheggiare l'aereo nel modo corretto.

I colori rappresentano le uscite utilizzate dai sopravvissuti; le croci rosse indicano i posti occupati dalle vittime

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Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'incidente sollevò grandi preoccupazioni in merito alla sopravvivenza dei passeggeri durante un'evacuazione di emergenza, argomento che non era mai stato studiato attentamente prima del 1985. Il rapido ingresso di fumo tossico nella fusoliera e la disposizione del galley (la "cucina" dove gli assistenti di volo preparano bevande e spuntini) che creava una strettoia poco prima delle uscite di emergenza, compromisero la fuga dei passeggeri, causando decine di vittime.

Presso il Cranfield Institute venne ricostruita parte della fusoliera di un Boeing 737 per studiare il miglior percorso di evacuazione e, dopo decine di simulazioni, si stabilì di modificare la configurazione dei sedili accanto alle uscite di emergenza, di allargare il passaggio dal galley e di applicare sul pavimento segnali luminosi che indicassero le vie di fuga in caso di scarsa visibilità.[2]

Il volo British Airtours 28M nei media[modifica | modifica wikitesto]

L'incidente del volo 28M della British Airtours è stato analizzato nella puntata Panico sulla pista della nona stagione del documentario Indagini ad alta quota trasmesso dal National Geographic Channel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Aviation Safety Network, ASN Aircraft accident Boeing 737-236 G-BGJL Manchester International Airport (MAN), su aviation-safety.net. URL consultato il 01/09/2011.
  2. ^ a b Indagini ad alta quota: episodio 8x1, Panic on the Runway [Decollo fallito].
  3. ^ (EN) AAIB, AAIB report No:8/88 – Boeing 737–236, G-BGJL, at Manchester Airport (PDF), su aaib.gov.uk, dicembre 1988, p. 159. URL consultato il 01/09/2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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