Villa Farinacci

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Villa Farinacci
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma
IndirizzoViale Rousseau Casal de' Pazzi
Coordinate41°56′19.27″N 12°33′16.93″E / 41.938686°N 12.554702°E41.938686; 12.554702Coordinate: 41°56′19.27″N 12°33′16.93″E / 41.938686°N 12.554702°E41.938686; 12.554702
Informazioni generali
CondizioniIn uso
UsoCentro d'informazione ambientale e biblioteca
Realizzazione
ArchitettoLorenzo Chiaraviglio
ProprietarioEnte Roma Capitale
Proprietario storicoRoberto Farinacci

Villa Farinacci è una villa rustica sita all'interno del Parco Petroselli,[1] nella zona Casal de' Pazzi di Roma.

Originariamente villa privata, è di proprietà dell'ente Roma Capitale, formalmente in attesa di essere adibita a centro di informazione ambientale e biblioteca, ma di fatto chiusa al pubblico nonostante la fine dei lavori dichiarata nel 2010.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Villa privata[modifica | modifica wikitesto]

La villa fu fatta edificare nel 1940 dal gerarca fascista Roberto Farinacci, dal quale prende il nome, per farne un deposito di cereali ed un'abitazione per il suo terreno di Aguzzano. Il progetto fu affidato a Lorenzo Chiaraviglio che utilizzò elementi tradizionali dell'edilizia rurale romana, tra cui il travertino.[3] Secondo il documentario Mussolini: soldi, sesso e segreti per il ciclo della RAI "La Grande Storia", Farinacci si costruì la villa distraendo un finanziamento del ministero dei lavori pubblici.[4]

Il progetto fu approvato dalla Commissione edilizia nell'ottobre 1940 come casa rurale di un proprietario fondiario ma, strada facendo, la realizzazione fece sì che l'edificio divenisse più di rappresentanza che casa di un fondo agricolo in stile dell'epoca (stile rurale influenzato dal Razionalismo fascista), divenendo una residenza rurale tra i due avvenimenti bellici, con elementi caratteristici, la torre, il patio, i portici ed i pavimenti in marmo.[1]

Passaggio al Comune di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire degli anni sessanta fu destinata a ristorante.[3] Nel 1975 il comune di Roma espropriò in proprio favore la villa agli eredi Farinacci.[1]

Nel giugno 1994 i locali della villa divennero un centro sociale che pare prendere il nome dalla caratteristica architettonica dell'edificio stesso: La Torre. La villa fu occupata dopo otto anni di degrado ed abbandono.

Tra il 1995 ed il 1997 il centro sociale fu più volte sgomberato dalle forze dell'ordine e nuovamente occupato. Nel 1996 la struttura fu vincolata come "patrimonio artistico e storico"[1] e nel maggio 1997 il centro fu traslocato in una nuova sede presso via Bertero.

Il 15 febbraio ed il 29 settembre[5] 1996 la villa fu interessata da incendi di natura dolosa.

Restauro[modifica | modifica wikitesto]

A 13 anni dallo sgombero del centro sociale, il 4 giugno 2008 sono stati avviati dei lavori di restauro, a cura della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma.

I lavori sono finalizzati al recupero della struttura originaria dell'edificio, sia dal punto di vista architettonico che nei dettagli, quali pavimentazioni, rivestimenti ed arredi. La destinazione d'uso sarà variata, come già previsto nel Piano Regolatore Generale: la Villa ospiterà un nuovo Centro Parchi, con obiettivi di informazione ed educazione ambientale, ed una biblioteca comunale, la seconda disponibile nel V Municipio, dopo il recupero della Vaccheria Nardi.

L'opera è stata concordata attraverso una convenzione tra il Comune e il Ministero dell'Ambiente, i quali vi hanno contribuito rispettivamente con 516 456 € e 2 065 827 €.[senza fonte]

Nel maggio 2018 il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale ha consegnato Villa Farinacci al Municipio IV.

Il 18 luglio 2018 l'amministrazione comunale, con una cerimonia ufficiale, riapre al pubblico la struttura.[6]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I locali al pianterreno erano utilizzati come rimessa, ufficio e deposito di cereali, mentre al primo piano erano siti i locali di abitazione come le camere da letto ed il soggiorno. La torre, che si sviluppa in vari piani, ospitava il granaio ed i serbatoi dell'acqua.[3]

Attorno alla villa si sviluppa un parco di circa 4500 m². La superficie del fabbricato è di circa 830 m², la sua cubatura circa 3000 m³.[1]

La villa nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • L'episodio Le vacanze intelligenti nel film Dove vai in vacanza? ha utilizzato i locali di Villa Farinacci (che all'epoca era adibita a ristorante) per la scena in cui Alberto Sordi e Anna Longhi si vendicano dei loro figli ingozzandosi di pastasciutta e salsicce. Si notano chiaramente le cucine a vista sul salone, caratteristica del locale.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Ponte Mammolo e Rebibbia.
Metropolitana di Roma B1.svg È raggiungibile dalla stazione Conca d'Oro.

Oppure tramite gli autobus ATAC che transitano lungo la via Nomentana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e I lavori di restauro di Villa Farinacci [collegamento interrotto], su municipioromacinque.it. URL consultato l'8 agosto 2011. sul sito ufficiale del Municipio V.
  2. ^ Ultimato il restauro di Villa Farinacci, su abitarearoma.net. URL consultato l'8 agosto 2011.
  3. ^ a b c Descrizione di Villa Farinacci, su romainfoline.it. URL consultato l'8 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2006). su Romainfoline.it.
  4. ^ Video Mussolini: soldi, sesso e segreti per il ciclo "La Grande Storia" sul sito Hamari Web.
  5. ^ In fiamme il centro sociale La Torre, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato l'8 agosto 2011 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  6. ^ Apertura Villa Farinacci - Sito Comune di Roma (PDF), su comune.roma.it.