Vasilij Aleksandrovič Archipov

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Vasili Alexandrovich Arkhipov
NascitaZvorkovo, 30 gennaio 1926
MorteŽeleznodorožnyj, 19 agosto 1998
Dati militari
Paese servitoUnione Sovietica Unione Sovietica
Forza armataMarina militare sovietica
UnitàFlotta del Mar Nero
Flotta settentrionale
Flotta del Baltico
Anni di servizio1945 - anni 1980
GradoVice ammiraglio
GuerreSeconda guerra mondiale
Crisi di Cuba
DecorazioniOrder of Red Banner ribbon bar.png Ordine della Bandiera rossa
Order redstar rib.png Ordine della Stella rossa
Studi militariScuola Navale dell'Alto pacifico
Scuola superiore navale Caspian
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Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Zvorkovo, 30 gennaio 1926Železnodorožnyj, 18 agosto 1998) è stato un marinaio e militare sovietico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il sottomarino sovietico B-59, nei Caraibi vicino Cuba.[1]

Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, in qualità di comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot si oppose al lancio di un siluro nucleare, malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaerei USS Randolph e undici cacciatorpediniere[2]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare[3]. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l'ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSS.

L'attacco era avvenuto davvero dopo che le navi della scorta avevano rilevato il sub e tentato di costringerlo all'emersione per identificarlo, visto l'elevatissimo stato di tensione e la vicinanza del battello alle coste statunitensi che in caso di lancio non avrebbe dato virtualmente preavviso ai vertici americani per mettersi in salvo e coordinare una risposta. D'altro canto il lancio per autodifesa non richiedeva l'approvazione preventiva da parte della catena di comando sovietica, ma normalmente solo la conferma della "doppia chiave", un sistema per cui due autenticazioni distinte dovevano essere immesse da due diversi responsabili dell'unità, nello specifico il comandante e il commissario politico; in quel particolare caso però Archipov era oltre che vice comandante anche il commodoro della flottiglia alla quale apparteneva il B-59, e questo richiedeva la sua specifica approvazione[4]; l'opposizione del vicecomandante però rese impossibile il lancio[5][6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Burr and e Thomas S. Blanton (a cura di), The submarines of October- U.S. and Soviet Naval Encounters During the Cuban Missile Crisis, in , National Security Archive Electronic Briefing Book, No. 75, 31 ottobre 2002. URL consultato il 21 novembre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2012).
  2. ^ Chronology of Submarine Contact During the Cuban Missile Crisis, National Security Archive of the George Washington University. URL consultato il 15 novembre 2010.
  3. ^ Edward Wilson, Thank you Vasili Arkhipov, the man who stopped nuclear war, in The Guardian, 27 ottobre 2012. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  4. ^ Noam Chomsky, Hegemony or Survival: America's Quest for Global Dominance, New York, Henry Holt, 2004, p. 74, ISBN 0-8050-7688-3.
  5. ^ Michael Dobbs, One Minute to Midnight, Vintage, Random House, 2009. Includes photograph of B-59 surfacing.
  6. ^ Chronology of Submarine Contact During the Cuban Missile Crisis, National Security Archive of the George Washington University. URL consultato il 15 novembre 2010.

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