K-19 (sottomarino)
| K-19 | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | SSBN |
| Classe | Hotel I |
| Impostazione | 17 ottobre 1958 |
| Varo | 17 ottobre 1959 |
| Completamento | 12 luglio 1960 |
| Entrata in servizio | 12 novembre 1960 |
| Radiazione | 1991 |
| Destino finale | smantellato nel 2003. Un piccolo settore disarmato di circa 9 metri è stato comprato da Vladimir Romanov e posizionato alle coordinate 56,025173, 37,674025 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento in immersione | 5000 t |
| Dislocamento in emersione | 4030 t |
| Lunghezza | 114 m |
| Larghezza | 9,2 m |
| Pescaggio | 7,1 m |
| Profondità operativa | 250 m |
| Propulsione | 2 × 70 MW reattori VM-A, 2 turbine, 29 MW |
| Velocità in immersione | 26 nodi (48 km/h) |
| Velocità in emersione | 15 nodi (28 km/h) |
| Autonomia | 35 700 mi (57 500 km) a 26 nodi 32 200 mi (51 800 km) a 24 nodi (80% potenza) |
| Equipaggio | 125 |
| Armamento | |
| Siluri | |
| Missili | 3 missili nucleari balistici (gittata 650 km; potenza 1,4 Mt) |
| Note | |
| Soprannome | Hiroshima |
| voci di sottomarini presenti su Wikipedia | |
Il K-19 (in russo атомная подводная лодка К-19 o проект 658) è stato il primo sottomarino nucleare lanciamissili balistici costruito in Unione Sovietica. La sfortunata serie di incidenti a cui fu soggetto[1] ispirò il film K-19 - The Widowmaker (2002).
Storia
[modifica | modifica wikitesto]In piena guerra fredda, la deterrenza nucleare tra gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica era data anche dal primato tecnologico e scientifico. Il 30 dicembre 1959 gli Stati Uniti fecero entrare in servizio il primo SSBN della storia (lo USS George Washington), un'importante innovazione militare strategica che colse i sovietici impreparati. Per eliminare questo divario, il governo dell’Unione Sovietica impose la costruzione di un sottomarino omologo al Washington in tempi strettissimi.
Per rispettare la rigida tabella di marcia, gli ingegneri non fecero altro che modificare il progetto del primo sottomarino nucleare sovietico, dando vita alla classe Hotel. La prima unità a essere costruita fu il K-19.
Costruzione
[modifica | modifica wikitesto]I lavori iniziarono il 17 ottobre 1958 a Severodvinsk. L'esigenza di schierare rapidamente il battello mise in secondo piano i requisiti di sicurezza e influenzò notevolmente la qualità del lavoro tanto che morirono 9 operai durante i lavori.
Il varo avvenne l'8 aprile 1959. Per la cerimonia si decise di rompere con la tradizione facendo lanciare la bottiglia di Champagne a un uomo invece che a una donna; ironia volle che la bottiglia non si ruppe, presagio di sfortuna per la nave. Le prove in mare si svolsero dal 3 al 17 luglio e dal 12 agosto all'8 novembre 1960. Il K-19 entrò ufficialmente in servizio il 30 aprile 1961.
L'incidente del luglio 1961
[modifica | modifica wikitesto]Il 4 luglio 1961, al comando del capitano Zateev, il K-19 condusse un'esercitazione nell'oceano Atlantico settentrionale presso l'isola di Jan Mayen.
Terminata l'esercitazione, al sottomarino venne ordinato di dirigersi verso una zona di pattugliamento al largo della costa orientale degli Stati Uniti.
Durante la navigazione si guastò il condotto del refrigerante del reattore di poppa, che portò al surriscaldamento incontrollato del reattore stesso. Il rischio era che la fusione del reattore innescasse le testate nucleari dei missili a bordo.
Il comandante fece emergere il battello e ordinò a una squadra di tecnici di creare un nuovo sistema di raffreddamento.
Venne deciso di collegare con mezzi di fortuna il reattore alle riserve di acqua a bordo. Per fare questo, i tecnici dovevano però entrare nella camera del reattore ed esporsi a dosi letali di radiazioni, poiché a bordo non c'erano tute anti-radiazione. Inoltre, dato che il deposito di acqua era esterno alla camera del reattore, la porta della camera rimaneva socchiusa, permettendo a una nube di vapore radioattivo di uscire e contaminare gradualmente il resto del K-19.
Dopo aver rifiutato un'offerta di aiuto proveniente da un cacciatorpediniere statunitense che l'aveva localizzato, il K-19 venne soccorso da un altro sottomarino sovietico, l'S-270. L'equipaggio venne evacuato e il battello trainato alla base. Dopo esservi giunto, il sottomarino contaminò una zona di 700 m di raggio.
I reattori danneggiati vennero sostituiti e durante i lavori si registrarono ulteriori contaminazioni da radiazione tra gli operai. Si scoprì poi che il guasto era stato causato da una saldatura difettosa che aveva ceduto, impedendo al refrigerante di raggiungere il reattore. Il K-19 ritornò in servizio il 15 ottobre 1963, con il soprannome di Hiroshima.
L'incidente non piacque affatto ai vertici di Mosca. Zateev venne processato e, sebbene assolto, non gli venne assegnato il comando di alcun battello. Fu inoltre dato l'ordine di mantenere la segretezza assoluta sul disastro, che venne reso pubblico solo 28 anni dopo, a seguito della caduta del muro di Berlino. Nonostante l'eroismo dimostrato da alcuni membri dell'equipaggio, non venne data alcuna medaglia a ufficiali e marinai, poiché l'eroismo non era dovuto ad azione di guerra[2].
Altri incidenti
[modifica | modifica wikitesto]Il 15 novembre 1969 il battello entrò in collisione e si scontrò con il sottomarino statunitense USS Gato al largo del mare di Barents, a una profondità di 60 m. L'impatto distrusse completamente il sistema sonar di prua e le coperture dei tubi lanciasiluri del K-19. Il battello dovette tornare alla base in emersione mentre il Gato subì pochi danni e continuò la pattuglia.
Il 24 febbraio 1972 scoppiò un incendio mentre il K-19 era in navigazione a 120 m di profondità al largo di Terranova. Il battello riemerse e l'equipaggio fu evacuato a eccezione di 12 uomini rimasti bloccati nella camera dei siluri. L'operazione di soccorso, ritardata da una burrasca, durò più di 40 giorni e coinvolse oltre 30 navi. Alla fine l'incendio uccise 28 marinai e altri due morirono successivamente per le ustioni. Dal 15 giugno al 5 novembre 1972 il sottomarino fu riparato e poi rimesso in servizio. Il 15 novembre dello stesso anno scoppiò un altro incendio nel 6º compartimento, ma fu subito spento dall'impianto antincendio e non ci furono vittime.
Destino
[modifica | modifica wikitesto]Il 26 luglio 1979 il battello fu riclassificato come sottomarino per comunicazioni e rinominato KS-19 (КС-19).
Nell'aprile del 1990 fu dismesso e trasferito al cantiere di Poljarnyj in attesa della demolizione. Nel marzo del 2002 è stato infine rimorchiato al cantiere navale Nerpa, a Murmansk, e demolito.
Il 1º febbraio 2006 l'ex presidente dell'Unione Sovietica Mihail Gorbačëv, in una lettera al Comitato Nobel, propose che l'equipaggio del K-19 venisse nominato al premio Nobel per la pace per le azioni condotte nel luglio 1961. Nel marzo 2006, alla memoria del comandante Nikolaj Vladimirovič Zateev, l'equipaggio entrò formalmente tra i candidati al premio.
Propulsione
[modifica | modifica wikitesto]Il K-19 era alimentato da 2 PWR VM-A, reattori ad acqua pressurizzata.
Vittime dell'incidente del '61
[modifica | modifica wikitesto]
Molti membri ricevettero una dose letale di radiazioni durante le operazioni di riparazione del sistema di raffreddamento del reattore n° 8.
Gli otto uomini responsabili della riparazione morirono in pochi giorni a causa delle radiazioni assorbite ed altri quattordici nel giro di due anni.
| Nome | Grado | Dose di radiazione | Data di morte |
|---|---|---|---|
| Boris Korčilov | Tenente | 5400 rem[3]= 54 Sv (Sievert)[4] | 10 luglio 1961 |
| Boris Ryžikov | Staršina capo | 720 röntgen = 8,6 Sv | 25 luglio 1961 |
| Jurij Ordočkin | Staršina di prima classe | 990 röntgen = 11 Sv | 10 luglio 1961 |
| Evgenij Kašenkov | Staršina di seconda classe | 845 röntgen = 10 Sv | 10 luglio 1961 |
| Semën Penkov | Marinaio | 890 röntgen = 10 Sv | 18 luglio 1961 |
| Nikolaj Savkin | Marinaio | 930 röntgen = 11 Sv | 13 luglio 1961 |
| Valerij Haritonov | Marinaio | 935 röntgen = 11 Sv | 15 luglio 1961 |
| Jurij Povstev | Capitano Tenente, Comandante della divisione di manovra |
629 röntgen = 7,5 Sv | 22 luglio 1961 |
Molti altri membri dell'equipaggio assorbirono dosi di radiazioni al di sopra della soglia di sicurezza. Essi vennero seguiti dal professore Volynskij, che li sottopose a trapianto di midollo e trasfusioni di sangue. Tali cure salvarono, tra gli altri, il tenente capo Mihail Krasičkov e il capitano di terza classe Vladimir Enin, che assorbirono dosi di radiazioni normalmente considerate letali. Per motivi di segretezza la diagnosi ufficiale non fu avvelenamento da radiazioni, ma sindrome asteno vegetativa.
Nei media
[modifica | modifica wikitesto]La tragedia ispirò anche la regista Kathryn Bigelow per la realizzazione del film omonimo, del 2002, interpretato da Harrison Ford e Liam Neeson. Per ricreare il più verosimilmente possibile l'interno del sottomarino si usò un esemplare della classe Juliett, di qualche anno più recente.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ web.archive.org, https://web.archive.org/web/20060612210345/http://bellona.no/imaker?sub=1&id=11084.
- ↑ latimes.com, https://www.latimes.com/archives/la-xpm-1994-01-03-mn-8123-story.html.
- ↑ СУБМАРИНА, СБЕРЕГШАЯ МИР TPYд. 21 novembre 2002. (RU)
- ↑ Convert from Roentgen (R) to rad or from Roentgen (R) to rem?, su radprocalculator.com.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su K-19
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) National Geografic: La storia del K-19, su nationalgeographic.com.
