Valle Onsernone

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Valle Onsernone
StatiSvizzera Svizzera, Italia Italia
RegioniTicino Ticino, Piemonte Piemonte
Località principaliAuressio, Loco, Berzona, Mosogno, Russo, Crana, Comologno, Spruga, Bagni di Craveggia, Gresso, Vergeletto
FiumeIsorno

Coordinate: 46°12′00.76″N 8°38′55.73″E / 46.200211°N 8.648815°E46.200211; 8.648815

Valle Onsernone - Loco

La Valle Onsernone è un'impervia piccola valle a V situata nella parte più bassa nel cantone Ticino (Svizzera) e nella parte più alta in Piemonte (Italia). È una valle del distretto del locarnese.

La valle è solcata dal torrente Isorno e si biforca nella sua parte più alta.

Dal punto di vista orografico la valle si colloca nelle Alpi Ticinesi e del Verbano (sottosezione delle Alpi Lepontine).

Monti[modifica | modifica wikitesto]

I monti principali che contornano la valle sono:

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Dieci sono le principali località della Valle Onsernone. Dalla bassa valle, salendo: Auressio, Loco, Berzona, Mosogno e Russo. Seguono, nel ramo sinistro (ossia nord-occidentale) della valle: Crana, Comologno e Spruga, mentre subito dopo si arriva al confine italiano, dove la prima località è Bagni di Craveggia, conosciuta per la sua fonte termale oggi abbandonata. Nel ramo destro (nord-orientale) ci sono Gresso, poi Vergeletto.

Comologno con Spruga, Crana e Russo sono diventati il comune di Onsernone (circa 330 abitanti) il primo gennaio 1995, grazie a una fusione dei precedenti tre comuni indipendenti. Un simile processo di fusione ha trasformato i comuni di Auressio, Loco e Berzona nel nuovo comune di Isorno (circa 380 abitanti) nel 2001, sua volta aggregato a Onsernone assieme a Mosogno, Vergeletto e Gresso nel 2016.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La valle Onsernone ebbe, soprattutto nel corso dell'Ottocento, un periodo di gloria grazie ai manufatti in paglia intrecciati a mano; fu un'attività economica che durò fino ai primi anni del 900, prima di essere progressivamente abbandonata. La lavorazione della paglia in Onsernone sta ora rivivendo grazie all'associazione Pagliarte, che produce tuttora manufatti in paglia con piglio creativo e innovativo.

Una tradizione alimentare che sta rinascendo grazie alla rivalorizzazione dell'antico mulino di Loco è la farina bóna. Questo prodotto, da poco entrato a far parte dei presidi slow food, è tradizionale della valle Onsernone. Il suo rilancio fa parte dei progetti pilota nell'ambito del futuro parco nazionale del locarnese. È attualmente in corso l'allestimento del progetto definitivo che prevede il recupero e la produzione dislocata in valle tramite il ripristino dei quattro mulini di Vergeletto e un adattamento della macina del mulino di Loco.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La Valle Onsernone ha subito un forte fenomeno di spopolamento, non tanto per l'emigrazione economica (intensa soprattutto tra il XIX secolo e il secondo dopoguerra), ma soprattutto per l'esodo verso le zone più urbane della pianura durante la seconda metà del XX secolo. La popolazione è oggi ridotta, anche se molte famiglie neo-rurali (spesso d'origine svizzero-tedesca) si sono insediate nella valle nel corso degli ultimi decenni e la vita della valle è nonostante tutto assai animata.

Le attività agricole sono oggi affiancate dal turismo e molti abitanti della Valle Onsernone conducono una vita da pendolari tra la valle e il lavoro nelle cittadine della pianura (soprattutto Locarno). L'accesso tutto sommato difficile a questa stretta valle e il numero ridotto di abitanti hanno probabilmente giocato in favore del mantenimento del ricco patrimonio di flora, fauna e paesaggio naturale della valle Onsernone, forse una delle più belle valli del Canton Ticino[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 10, 18, 296, 332, 373nota, 402, 403, 405.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.

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