Uomini e topi (romanzo)

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Uomini e topi
Titolo originale Of Mice and Men
Autore John Steinbeck
1ª ed. originale 1937
1ª ed. italiana 1938
Genere romanzo
Sottogenere romanzo di formazione
Lingua originale inglese
Ambientazione California, 1930
Protagonisti George Milton, Lennie Small

Uomini e topi (Of Mice and Men) è un romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck pubblicato a New York nel 1937 e tradotto in italiano da Cesare Pavese l'anno successivo per Bompiani.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende narrate sono ambientate in un ranch non lontano da Soledad, in California, durante il periodo successivo alla crisi del 1929 e alla Dust Bowl. I due protagonisti (classici tramp americani degli anni Trenta) sono George Milton e Lennie Small, braccianti stagionali che si guadagnano da vivere vagando per il paese di fattoria in fattoria. Lennie, sebbene dotato di una stazza imponente e di una straordinaria forza fisica (il suo cognome è quindi un ossimoro), caratteristiche che lo rendono un manovale eccezionale, è affetto da ritardo mentale: è un omone con la mente di bambino che non è in grado controllare la propria forza, tanto che, spesso, finisce per uccidere inavvertitamente piccoli animali che ama accarezzare, come topi o cagnolini. Incapace di condurre una vita autonoma e indipendente, Lennie trova in George il proprio punto di riferimento, affidandosi completamente a lui. George, in antitesi con le caratteristiche del compagno di avventure, è descritto come piccolo e minuto nel fisico, ma scaltro e acuto di mente; inoltre, nonostante si lamenti più di una volta del peso che Lennie rappresenta per lui, senza il quale sarebbe libero di godersi la vita, prova un forte affetto nei suoi confronti, poiché è consapevole che affrontare le difficoltà della vita assieme ad un amico sia molto meglio che doversele sobbarcare in solitudine. Con Lennie condivide anche il sogno di comprarsi, un giorno, un piccolo pezzo di terra dove condurre una vita finalmente serena, lontana dalle umiliazioni del lavoro del bracciante, vivendo dei frutti della terra e in armonia con i tanti animali di cui Lennie sogna di prendersi cura. Questo progetto, di cui soprattutto Lennie pare essere convinto, ma che anche George spera di poter realizzare, è l'illusione che permette loro di sopportare la durezza della vita quotidiana.

Giunti al ranch, i due protagonisti fanno via via conoscenza di tutti gli altri personaggi, a partire dallo scopino Candy, poi il padrone della fattoria, Curley (il rissoso figlio del padrone), Carlson, Whit, Slim (l'autorevole capo-mulattiere), Crooks (lo stalliere di colore) e la sensuale moglie di Curley. Nel finale del romanzo, dopo una serie di avvenimenti che via via aumentano la tensione e che chiaramente preludono ad una fine tragica, Lennie si trova nella stalla ad accudire dei cagnolini di pochi giorni quando gli si avvicina la provocante moglie di Curley, che lo invita ad accarezzarle i capelli; Lennie, con i suoi modi inconsapevolmente rudi, finisce per spaventare la ragazza, che inizia a strillare per indurre Lennie a mollare la presa. Lennie, tuttavia, terrorizzato dal fatto che le grida possano attirare le attenzioni degli altri lavoratori, in particolare di George, impulsivamente inizia a strattonare con forza la donna per farla smettere, finendo per spezzarle l'osso del collo, uccidendola.

Resosi conto di aver combinato un grosso guaio, Lennie fugge fra i boschi, nel luogo in cui George gli aveva indicato di nascondersi proprio in occasione di evenienze di quel tipo. Nel frattempo, gli altri lavoratori, capeggiati da Curley, dopo aver rinvenuto il corpo senza vita della donna, si organizzano per catturare Lennie (con la probabile volontà di ucciderlo). Tuttavia George, avendo colto al volo dove si sarebbe rifugiato Lennie, decide di recarvisi da solo: raggiunto l'amico, sceglie di ucciderlo, in un estremo atto d'amore fraterno, per sottrarlo alla violenza e alla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.

Origine del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'opera è derivato da un verso di una poesia dello scrittore scozzese settecentesco Robert Burns e, come scrive Claudio Gorlier:[1]

« I versi di Burns da cui il titolo è ricavato accennano ai piani architettati da uomini e da topi che spesso sortiscono cattivo esito, e invece della gioia promessa recano null'altro che dolore e sofferenza. Il mistero dell'esistenza e l'imprevedibilità delle forze che lo governano si ricollocano dunque al centro del ristretto universo di Steinbeck, investendo la coppia Lennie-George, protagonisti di una favola ossessiva e limacciosa, condotta sullo schema di una delineazione tipologica (l'onesta animalità di Lennie; l'intelligenza dolorosa di George; il sogno di libertà di entrambi; la irredimibile e crudele alienazione del negro Crook vittima del pregiudizio razziale; la perversa sensualità della satanica tentatrice, la moglie di Curley, che morirà per mano dell'unico vero innocente, Lennie) che ha indotto qualche critico a considerarla un modello di storia biblica con la dialettica Lennie Adamo-femmina Curley Eva. »

Versioni teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Nato come libro per ragazzi, dopo diverse false partenze e difficoltà (l'autore soffriva di forti mal di schiena, e in più si racconta che una versione precedente venisse divorata dal suo cane). Tuttavia, durante la pubblicazione Steinbeck tornò sul testo e lo adattò per il teatro. La prima, prodotta da Sam H. Harris (18721941) e diretta da George S. Kaufman, andò in scena il 23 novembre 1937 a Broadway. Lo spettacolo durò 207 repliche, prima di essere ripresa a Los Angeles e altrove.

Fu rappresentato nel 1958 anche al Teatro del Convegno di Milano, per la regia di Enzo Ferrieri e come attori, fra gli altri, Luigi Vannucchi e Glauco Onorato.

Nel 1970 ne volle trarre un'opera musicale Carlisle Floyd.

Negli anni '90 altra opera lirica dallo stesso titolo è stata scritta, su libretto proprio, da Valeria Ravot.

Nel 2014 il Teatro Ca' Foscari riprende in mano il copione di Luigi Squarzina, che viene messo in scena dal regista Stefano Pagin. Lo spettacolo è stato poi rilevato dalla compagnia Indiana Teatro.

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Dal romanzo venne tratto nel 1939 il film dal titolo omonimo con la regia di Lewis Milestone e gli attori Burgess Meredith, Betty Field e Lon Chaney Jr..

Nel 1992, sempre con lo stesso titolo, è stata girata un'altra pellicola dal regista Gary Sinise, con John Malkovich nella parte di Lennie Small, lo stesso Sinise nella parte di George Milton e Sherilyn Fenn nella parte della moglie di Curley.

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Viene esplicitamente citato in Lost, sia nel 4º episodio della terza stagione che nel 4º episodio della sesta, essendo il libro preferito da uno dei principali protagonisti, James "Sawyer" Ford.

Viene citato nel brano intitolato Pearl di Katy Perry nell'album Teenage Dream dell'anno 2010.

Viene citato nel romanzo 22/11/'63 di Stephen King, in cui il protagonista, un professore di inglese, sceglie questo romanzo per un'interpretazione teatrale nella scuola dove insegna.

Il titolo originale Of Mice and Men ha dato il nome alla band metalcore statunitense "Of Mice & Men".

I caratteri di George e Lennie ispirano i personaggi di Cat-Tails for Two, cartone animato della serie americana Merrie Melodies.

Il titolo del libro Of mice and Men è anche usato come titolo della prima puntata della prima stagione di Goliath.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Uomini e topi, traduzione di Cesare Pavese, 1ª ed., Milano, Bompiani, 1938.
  • Uomini e topi, A cura e con la prefazione di Luigi Sampietro, Collana I Grandi tascabili n.1182, Milano, Bompiani, 2012, pp. 132, ISBN 88-452-6842-X.
  • Uomini e topi, traduzione di Michele Mari, Collana Classici contemporanei, Milano, Bompiani, 2016, pp. 124, ISBN 978-88-452-8298-0.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Gorlier in Postfazione, op. cit.
Controllo di autorità VIAF: (EN180993990 · GND: (DE4316771-8 · BNF: (FRcb12245096p (data)
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