Pian della Tortilla

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Pian della Tortilla
Titolo originale Tortilla Flat
Autore John Steinbeck
1ª ed. originale 1935
1ª ed. italiana 1939
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione Monterey, California
Preceduto da Al Dio sconosciuto
Seguito da La battaglia

Pian della Tortilla è il primo romanzo ad aver avuto successo dello scrittore John Steinbeck. Scritto nel 1935 tratta in modo comico e surreale della vita di un gruppo di paisanos.

Le storie che sono raccontate hanno come comune denominatore la vita di queste persone alla perenne ricerca di qualche soldo per un goccio di vino.
Sin dall'inizio si capisce il tenore del romanzo quando l'autore paragona la casa di Danny alla Tavola Rotonda e gli amici di Danny ai suoi Cavalieri e nomina Re Artù, Orlando e Robin Hood. Il gruppo di amici ha una visione della vita, differente dalla normale accezione. Nel loro "mondo" la prigione è un buon posto dove smaltire sbornie, incontrare amici, rilassarsi e mangiare regolarmente. Una proprietà immobiliare invece, può diventare un peso che fa perdere di vista le cose importanti come gli amici, le bevute e il condividere quello che si ha. Uno comincia ad avere due case, poi ne affitta una poi deve richiedere il pagamento della pigione e finisce con l'avvelenarsi la vita. Molto meglio, a volte, vivere con dei cani in un pollaio oppure dormire nei boschi dove capita senza affannarsi e arrangiandosi qua e là, niente di grave qualche furtarello o piccoli imbrogli per procurarsi un gallone di vino quando serve.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il luogo dove è ambientata la storia è Monterey, California, il quartiere in collina dove abitano gli ultimi discendenti dei veri californiani, coloro che hanno nelle vene sangue spagnolo, messicano, indio e caucasico.

« Monterey sorge sul pendio di una collina, e ha dinanzi una baia azzurra, una foresta di alti pini oscuri alle spalle. I quartieri bassi della città sono abitati da americani, italiani che pescano e imbarilano pesce. Ma su, dove città e foresta si confondono, dove le strade sono ancora immuni di asfalto e le cantonate ignorano la servitù della luce elettrica, sta addensata, come nel Galles i britanni, la più antica popolazione di Monterey. È la popolazione cosiddetta dei paisanos.[1] »

Periodo d'ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo è quello della Grande depressione degli anni Trenta quando imperversava la miseria e la vita era ancora più dura per le minoranze etniche, come quella ispanica, socialmente marginalizzata rispetto ai bianchi.

Il tema della povertà[modifica | modifica wikitesto]

Il libro ottiene un notevole successo e lancia l'autore che riprenderà in altri suoi capolavori (Uomini e topi e Furore) i temi della povertà in modo meno picaresco.

L'autore scriverà poi:

« Ho scritto queste storie perché sono storie vere e perché mi piacevano. Ma le sentine della letteratura hanno considerato i miei personaggi con la stupidità delle duchesse che si divertono coi contadini e li compiangono. Queste storie sono pubblicate ed io non le posso più riprendere, ma non sottometterò più al contatto degradante della gente perbene questi bravi esseri fatti di allegria e di bontà, di cortesia ben superiore a tutte le smancerie. Se ho causato loro dei torti raccontando qualcosa delle loro storie, me ne dispiace. Ciò non avverrà più. Adios, monte![2] »

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Op. cit., p. 6
  2. ^ dal frontespizio, op. cit.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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