Tito Centi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Tito Sante Centi, O.P. (Segni, 30 ottobre 191518 maggio 2011), è stato un presbitero e filosofo italiano, uno dei massimi esperti[1] della filosofia di Tommaso d'Aquino.[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tito Sante Centi nacque a Segni il 30 ottobre 1915. Entrato giovanissimo nell'Ordine Domenicano, emise la professione solenne il 6 ottobre 1933 e venne ordinato sacerdote il 16 giugno 1940. Nel 1943 si addottorò in Teologia presso l'Angelicum di Roma con padre Réginald Garrigou-Lagrange.[1] Professore emerito presso la Pontificia accademia di San Tommaso d'Aquino[3], il 31 ottobre 2003 fu nominato Maestro in Sacra Teologia dal maestro generale dell'Ordine domenicano Carlos Azpiroz Costa.[3]

Tito Centi ha collaborato con numerose testate cattoliche, tra le quali Il Timone.[4]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tito Centi è noto soprattutto per le sue traduzioni in lingua italiana delle opere di Tommaso d'Aquino. Tra il 1950 e il 1974 ha curato per i tipi di Adriano Salani la prima traduzione integrale in italiano della Somma Teologica in 35 volumi.[5] Ha tradotto e commentato anche la Summa contra Gentiles, il Commento al Vangelo di san Giovanni (in tre volumi, Città Nuova, Roma, 1992), il Compendio di Teologia, diversi opuscoli (Contra impugnantes Dei cultum et religionem, De perfectione spiritualis vitae etc.) e varie Questiones Disputatae.

Oltre alla traduzione e al commento delle opere dell'Aquinate, Tito Centi si è occupato anche di altre importanti figure storiche appartenenti all'Ordine Domenicano, come Girolamo Savonarola e Beato Angelico. È stato membro della commissione storico-teologica incaricata di revisionare gli scritti di Savonarola[6] e ne ha difeso l'ortodossia, dimostrando la falsità delle Lettere ai Principi a lui attribuite che avrebbero rivelato le sue intenzioni scismatiche[7] e sostenendo che la scomunica inflittagli fosse illegittima e che la vera ragione della sua condanna fosse la sua opposizione alle politiche espansionistiche di papa Alessandro VI.[6]

Opere (selezione)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN217782178 · ISNI (EN0000 0000 9242 9269 · LCCN (ENn86044928 · GND (DE133744558 · BNF (FRcb13561799r (data) · BAV ADV10048465