The Interview (film 2014)

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The Interview
The Interviеw (film).png
Una scena del film
Lingua originaleinglese, coreano
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2014
Durata112 min
Generecommedia, satirico
RegiaEvan Goldberg, Seth Rogen
SceneggiaturaEvan Goldberg, Seth Rogen, Dan Sterling
ProduttoreEvan Goldberg, Seth Rogen, James Weaver
Produttore esecutivoKyle Hunter, Miles Levy, Ariel Shaffir, Ben Waisbren, Shawn Williamson
Casa di produzioneColumbia Pictures, Point Grey Pictures
FotografiaBrandon Trost
MontaggioZene Baker
Effetti specialiJak Osmond
MusicheHenry Jackman
ScenografiaJon Billington
CostumiCarla Hetland
TruccoLisa Layman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Interview è un film del 2014 diretto da Evan Goldberg e Seth Rogen, protagonista insieme a James Franco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dave Skylark (James Franco) è il conduttore di un talk show di stampo trash, "Skylark Tonight", dedicato a scoprire le debolezze e i segreti dei vip, che dopo aver scoperto come il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un sia un suo fan sfegatato decide di organizzare un'intervista con lui per lanciare definitivamente la sua carriera.

Il suo producer e migliore amico, Aaron Rappaport (Seth Rogen) prova quindi ad organizzare il tutto, e inaspettatamente le autorità nordcoreane decidono di assecondare la richiesta, pur ponendo condizioni molto rigide che nei fatti trasformeranno l'intervista in una mera autocelebrazione del regime e dello stesso Kim.

Tuttavia, come la notizia si diffonde, Dave e Aaron vengono avvicinati dall'agente Lacey della CIA, che propone loro di sfruttare quest'occasione per assassinare Kim tramite un cerotto speciale pieno di ricina: i due, seppur titubanti e palesemente inadatti al ruolo, accettano. Tuttavia, al momento di fare i bagagli, Skylark sostituisce la borsa speciale fornitagli dall'agenzia con una di sua proprietà, nascondendo il cerotto avvelenato in un pacchetto di gomme.

Al loro arrivo a Pyongyang i due giornalisti vengono accolti da una delegazione festante capitanata da Sook-yin Park, la responsabile della propaganda di regime con cui Rapaport si era incontrato al momento di combinare l'intervista rimanendone subito affascinato. Tuttavia, già durante il viaggio dall'aeroporto alla residenza di Kim, Aaron e Dave trovano una situazione diametralmente opposta da quella che il resto del mondo si immagina: le strade sono piene di gente sovrappeso, soprattutto bambini, e ad un angolo di strada notano anche un moderno supermercato pieno di cibo.

Purtroppo, appena raggiunto il palazzo-bunker, il cerotto alla ricina viene scoperto dalle due guardie personali di Kim, Koh e Yohn, con il primo che se lo mangia scambiandolo per una gomma.

La CIA organizza quindi la spedizione di altri due cerotti tramite un drone, e Aaron viene selezionato per andare a recuperarli. Al momento del recupero, però, Aaron prima si trova faccia a faccia con una tigre siberiana, che per sua fortuna viene stesa dalla caduta del plico contenente i cerotti, quindi, dato l'arrivo delle guardie di sicurezza nordcoreane, non ha altra scelta che nascondere il tutto infilandosi il contenitore nell'ano.

Di lì a breve, quella stessa sera, Dave incontra finalmente Kim, il quale appare una persona completamente diversa da come credeva: il dittatore infatti è gentile, pieno di premure per il suo idolo e amante della cultura americana.

Tra i due c'è subito grande sintonia, con Kim che mostra a Dave il suo campo da basket personale e la sua collezione di auto d'epoca, fino a fargli fare un giro a bordo del suo T-54 personale; l'alchimia tra i due si evolve a tal punto che il conduttore decide infine di abbandonare la propria missione, arrivando a distruggere i cerotti rimasti e litigando violentemente con Aaron, tutt'altro che incline a differenza sua a lasciarsi abbindolare dal carisma di Kim.

Quella sera però, durante un ricevimento, Koh e Yohn muoiono improvvisamente, il primo avvelenato dalla ricina e il secondo ucciso dal collega con un colpo di pistola sparato inavvertitamente durante gli spasmi prima della morte, e durante il loro funerale Dave scopre il vero volto di Kim, che si rivela per quello che è: un sadico megalomane preda di un assurdo delirio di onnipotenza.

Dopo aver lasciato il palazzo, Dave cerca di schiarirsi le idee con una passeggiata, e resosi conto che il presunto supermercato visto all'arrivo non è altro che uno specchietto per le allodole capisce finalmente che Kim gli ha mentito su ogni cosa.

Infuriato, il conduttore torna da Aaron, scoprendolo intento a fare sesso con Sook, la quale, di fronte alla sua presa di coscienza, rivela di aver sempre detestato il regime che è stata costretta a servire, e di volerli quindi aiutare: tuttavia, piuttosto che uccidere Kim (che potrebbe essere facilmente sostituito, rendendo tutto vano), la donna propone di usare l'intervista per distruggere il suo culto della personalità, mostrandolo al suo popolo tutti i suoi difetti e gettando così le basi per una rivoluzione.

Viene quindi il giorno dell'intervista, prima della quale Kim cerca di recuperare la fiducia di Dave regalandogli un cucciolo, un espediente a cui però stavolta il conduttore, malgrado un'iniziale titubanza, non cede. Così, quando la trasmissione comincia, Dave inizialmente accondiscende alle domande programmate, ma al momento fatidico inizia a chiedere conto al dittatore dei suoi numerosi crimini, rivelando inoltre di aver scoperto la verità riguardo ai suoi inganni.

Nello stesso momento, Sook ed Aaron riescono ad impossessarsi della sala di registrazione, evitando così che la diretta venga interrotta, ma nonostante i loro sforzi il piano sembra non funzionare, poiché Kim riesce a ribattere colpo su colpo alle parole di Dave mettendolo in difficoltà. Skylark però, all'ultimo, riesce a prevalere ricordando a Kim il suo dramma represso nell'aver sempre cercato l'approvazione di suo padre e citando Firework di Katy Perry, la canzone preferita del dittatore, sentendo la quale Kim scoppia a piangere davanti a tutto il mondo svelandosi così per quello che è.

Kim, umiliato davanti a tutti, spara infuriato a Dave, il quale però si salva grazie ad un giubbotto antiproiettile nascosto sotto i vestiti, venendo raggiunto di lì a breve da Sook ed Aron; ai tre si aggiunge anche una guardia del palazzo, che assistita alla diretta si rivolta contro le altre guardie per coprire loro la fuga.

Dave suggerisce quindi ai compagni di tentare la fuga rubando il T-54 di Kim, il quale però, accortosi che il suo ex amico è ancora vivo, si lancia subito al loro inseguimento, ordinando oltretutto il lancio di tutti i suoi ICBM. All'ultimo momento, però, Dave e gli altri riescono ad abbattere con una cannonata l'elicottero di Kim, che finisce disintegrato nell'esplosione, e l'ordine di lancio viene annullato.

Passato il pericolo, Sook conduce Dave e Aaron ad un tunnel sotterraneo grazie al quale i due raggiungono la costa, dove vengono recuperati da un gruppo di SEAL Team Six mascherati da soldati dell'Esercito Popolare e ricondotti in salvo negli Stati Uniti.

Morto Kim, la Corea del Nord si avvia a diventare una democrazia denuclearizzata sotto la guida di Sook, mentre Dave ottiene il successo tanto desiderato scrivendo un libro sulla sua avventura.

Distribuzione e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il film sarebbe dovuto essere distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 25 dicembre 2014. A causa della controversa trama del film riguardante il leader politico Kim Jong-un, nel giugno 2014 la Corea del Nord ha minacciato ritorsioni "senza pietà" verso gli Stati Uniti se non avessero impedito la distribuzione del film, etichettandolo come un "atto di guerra" e uno "sfrenato atto di terrore", e definendo Rogen stesso un "regista gangster", tuttavia la distribuzione del film non venne cancellata.[1] Il 24 novembre, la Sony Pictures Entertainment è stata vittima di un grave attacco informatico da parte di un gruppo di hackers coreani che si fa chiamare GOP (Guardians Of Peace), i quali avrebbero sottratto e parzialmente pubblicato materiale privato riguardante migliaia di dipendenti della casa distributrice, star di Hollywood quali George Clooney, Leonardo DiCaprio e Ryan Gosling, e film sempre appartenenti alla Sony ancora inediti negli Stati Uniti.[2][3] Questi avrebbero usato tale materiale come ricatto proprio per richiedere la cancellazione dell'uscita di The Interview, alimentando nell'intelligence americana sospetti sulla Corea del Nord come mandante dell'attacco,[4] le cui autorità avrebbero però negato ogni coinvolgimento (pur dichiarandosi soddisfatte dell'accaduto).[5] Il film è stato proiettato in anteprima a Los Angeles l'11 dicembre 2014.[6]

A seguito di minacce terroristiche "in stile 11 settembre" rivolte ai cinema che avessero proiettato il film, perpetrate dai GOP il 16 dicembre (comunque considerate di difficile concretizzazione dalle maggiori autorità dell'intelligence)[7] Rogen e Franco avrebbero cancellato tutte le loro apparizioni pubbliche previste per la promozione del film,[8] e successivamente molte delle maggiori catene di multiplex americane avrebbero rifiutato di proiettare The Interview.[9] Il 17 dicembre, l'uscita del film viene definitivamente cancellata dalla Sony,[10] specificando di non avere momentaneamente in programma una distribuzione cinematografica, televisiva o home video del film.[11]

Il 23 dicembre 2014 Sony annuncia che il film sarà comunque proiettato in circa 200 sale indipendenti degli Stati Uniti d'America,[12] mentre a partire dal giorno successivo il film viene pubblicato in Europa On Demand su varie piattaforme a noleggio come YouTube, Google Play e Xbox Live.[13][14]

In Italia è stato distribuito direttamente in DVD il 25 marzo 2015. A partire da giugno 2015 è stato anche trasmesso da Sky Cinema.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ North Korea threatens war on USA over 'gangster filmmaker' Seth Rogen and James Franco’s Kim Jong-un assassination movie, su independent.co.uk.
  2. ^ Sony Leaked Emails Depict Ryan Gosling, George Clooney, Leo DiCaprio: Sought-After, Apologetic and ‘Despicable’, su thewrap.com.
  3. ^ Sony Asks Media to Stop Covering Hacked Emails, su time.com.
  4. ^ U.S. Said to Find North Korea Ordered Cyberattack on Sony, su nytimes.com.
  5. ^ Sony Hack: Bond Producers Say ‘Spectre’ Screenplay Among Stolen Material, su variety.com.
  6. ^ Tim Appelo, 'The Interview' Premiere: Seth Rogen Thanks Amy Pascal "For Having The Balls to Make This Movie", su The Hollywood Reporter. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  7. ^ Hackers who targeted Sony invoke 9/11 attacks in warning to moviegoers, theguardian.com, 16 dicembre 2014. URL consultato il 27 marzo 2015.
  8. ^ Seth Rogen and James Franco Cancel All Media Appearances for ‘The Interview’, su variety.com.
  9. ^ Major U.S. Theaters Drop ‘The Interview’ After Sony Hacker Threats, su variety.com.
  10. ^ Sony Cancels Theatrical Release for ‘The Interview’ on Christmas, su variety.com.
  11. ^ (EN) Sony Has ‘No Further Release Plans’ for ‘The Interview’, variety.com, 17 dicembre 2014. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  12. ^ Sony dice che garantirà la proiezione di “The Interview” in un numero limitato di cinema, a Natale, ilpost.it, 23 dicembre 2014. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  13. ^ Sony ha messo “The Interview” su YouTube, ilpost.it, 24 dicembre 2014. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  14. ^ Oltre 200 i cinema USA pronti a proiettare The Interview, anche grazie a George R.R. Martin, badtaste.it, 24 dicembre 2014. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  15. ^ (EN) MTV Movie Awards 2015: See The Full Winners List, su www.mtv.com. URL consultato il 14 aprile 2015.
  16. ^ (EN) MTV Movie Awards 2015 Winners, su www.mtv.com. URL consultato il 14 aprile 2015.

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