The Divine Conspiracy

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The Divine Conspiracy
ArtistaEpica
Tipo albumStudio
Pubblicazione7 settembre 2007
Durata75:30
Dischi1
Tracce13
GenereSymphonic metal
EtichettaNuclear Blast
ProduttoreSascha Paeth, Epica
Registrazionenovembre 2006-febbraio 2007, The Gate Studio, Wolfsburg (Germania)
FormatiCD, 2 CD, 2 LP, download digitale
Epica - cronologia
Album precedente
(2006)
Singoli
  1. Never Enough
    Pubblicato: 10 agosto 2007
  2. Chasing the Dragon
    Pubblicato: 27 giugno 2008
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
About.com 4/5 stelle
Allmusic 3.5/5 stelle
BenzoWorld 80/100
Musical Discoveries 5/5 stelle
Metal Sorm 9/10 stelle
Metallized 80/100
Metallus 8/10 stelle
RockLine 7,8/10
Sea of Tranquillity 5/5 stelle
Spazio Rock 8/10 stelle
Sputnikmusic 3/5 stelle
The Murderinn 8/10 stelle
TrueMetal 81/100
Ultimate Guitar Archive 8.5/10 stelle

The Divine Conspiracy è il terzo album in studio del gruppo musicale olandese Epica, pubblicato il 7 settembre 2007 dalla Nuclear Blast.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

The Divine Conspiracy è concept album suddiviso in due parti. La prima parte dell'album (fino a La'fetach Chatat Rovetz) parla del lato oscuro della psicologia umana, analizzando problemi come lo stalking, la dipendenza da droghe, la sete di potere, l'egocentrismo e il narcisismo.[1] La seconda parte dell'album, invece, ha come tematiche il fondamentalismo religioso e il rapporto tra religione e potere politico, trattate attraverso una storia. Proprio in questa seconda parte si conclude la saga The Embrace That Smothers, iniziata dagli After Forever in Prison of Desire e continuata dagli Epica in The Phantom Agony.

Riguardo all'album e al brano omonimo, il chitarrista Mark Jansen ha dichiarato:[2]

« Il concept di The Divine Conspiracy riguarda la teoria che il protagonista ha rivelato: come prova, Dio creò tutte le diverse religioni e le diede agli uomini per vedere se fossero in grado di comprenderne la vera natura, capendo che tutte le religioni sono da ricondurre a una sola. L'umanità lo capirà o continuerà a uccidere le persone che lo comprendono? »

La cantante Simone Simons, riguardo ad alcuni dei testi da lei composti, ha invece spiegato:[1]:

« Puoi credere in ciò che vuoi, se ti dà la forza, ma non puoi obbligare gli altri a credere le stesse cose [...]. Ho scritto su una coppia di cristiani che aspettano un bambino, che però morirà durante il parto: questo è Living a Lie. Invece Death of a Dream è sulla condizione delle donne nelle società islamiche. [...] In quel brano, il personaggio principale è una giovane musulmana uccisa dal padre perché rimasta incinta del fidanzato non musulmano. È così che è nato il titolo di quella canzone: è la morte di un sogno. »

Il titolo dell'interludio strumentale La'petach Chatat Rovetz ("לפתח חטאת רובץ") è un'espressione ebraica che indica il peccato che si nasconde e attende la possibilità di colpire e influenzare.

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

L'album presenta le sonorità tipicamente symphonic metal del gruppo, unite con influenze progressive, death, power, gothic, black, industrial e arabeggianti/mediorientali a seconda dei brani.[3][4][5] Inoltre rappresenta una svolta rispetto agli album precedenti per via dell'irrobustimento delle sonorità, che si sono fatte più aggressive, oscure e strutturalmente complesse.

Nel libretto Simone Simons è indicata come mezzosoprano, ma successivamente ha ammesso di esser stata classificata male e di essere in realtà un soprano.[6]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

L'artwork dell'album ha come soggetto principale Simone Simons nuda, che rappresenta l'innocenza degli esseri umani alla nascita. Ma gli errori, le scelte sbagliate e il dolore ci marchiano indelebilmente, ecco perché il corpo di Simone è ricoperto di tatuaggi. Inoltre, la cantante tiene in mano una mela, chiaro rimando alla figura biblica di Eva. La mela rappresenta non solo le tematiche religiose dell'album, ma anche la curiosità che spinge a preferire il cammino doloroso della conoscenza a quello tranquillizzante dell'ignoranza e dei dogmi.[7]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Indigo – 2:05 (testo: Mark Jansen – musica: Coen Janssen, Mark Jansen)
  2. The Obsessive Devotion – 7:13 (testo: Mark Jansen, Ad Sluijter – musica: Mark Janssen)
  3. Menace of Vanity – 4:13 (Mark Jansen)
  4. Chasing the Dragon – 7:40 (testo: Simone Simons, Mark Jansen – musica: Mark Jansen, Ad Sluijter, Yves Huts, Simone Simons)
  5. Never Enough – 4:47 (testo: Simone Simons, Ad Sluijter – musica: Yves Huts)
  6. La'fetach Chatat Rovetz (The Final Embrace) – 1:46 (musica: Mark Jansen, Yves Huts)
  7. Death of a Dream (The Embrace That Smothers ~ Part VII) – 6:03 (testo: Simone Simons, Ad Sluijter – musica: Mark Jansen, Yves Huts, Ad Sluijter)
  8. Living a Lie (The Embrace That Smothers ~ Part VIII) – 4:57 (testo: Simone Simons, Mark Jansen – musica: Mark Jansen, Yves Huts, Ad Sluijter)
  9. Fools of Damnation (The Embrace That Smothers ~ Part IX) – 8:41 (testo: Mark Jansen – musica: Mark Jansen, Ad Sluijter, Simone Simons)
  10. Beyond Belief – 5:25 (testo: Mark Jansen, Ad Sluijter – musica: Mark Jansen, Ad Sluijter, Simone Simons)
  11. Safeguard to Paradise – 3:45 (testo: Mark Jansen – musica: Yves Huts, Mark Jansen, Coen Janssen)
  12. Sancta Terra – 4:58 (testo: Simone Simons – musica: Mark Jansen, Ad Sluijter, Simone Simons)
  13. The Divine Conspiracy – 13:57 (testo: Mark Jansen – musica: Mark Jansen, Ad Sluijter, Coen Janssen)
CD bonus nella Limited Edition[8]
  1. Higher High – 5:27 (testo: Simone Simons – musica: Yves Huts, Mark Jansen, Simone Simons)
  2. Replica (Fear Factory cover) – 4:10 (testo: Burton C. Bell – musica: Dino Cazares, Raymond Herrera)
  3. Never Enough (Music Clip)
  4. Never Enough (Long Version) (Music Clip)
  5. Making of "Never Enough"

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti
Coro
  • Linda Van Summeren, Bridget Foggle – soprani
  • Cinzia Rizzo – contralto
  • Previn Moore – tenore
  • Malvin Edmondsen – basso

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2007) Posizione
massima
Belgio (Fiandre)[9] 40
Belgio (Vallonia)[9] 57
Finlandia[10] 44
Francia[9] 35
Germania[9] 41
Giappone[11] 148
Paesi Bassi[9] 9
Regno Unito (independent)[10] 20
Regno Unito (rock & metal)[10] 19
Svizzera[9] 29
Ungheria[10] 66

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Jim Hall, Epica - The Divine Conspiracy, Musical Discoveries, 2008. URL consultato il 29 maggio 2015.
  2. ^ The Divine Conspiracy, Epica Italian fansite. URL consultato il 29 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2008).
  3. ^ Gianni Della Cioppa, 2010, p. 42.
  4. ^ Recensione - The Divine Conspiracy - Epica, Truemetal.it. URL consultato il 29 giugno 2014.
  5. ^ (EN) Epica - The Divine Conspiracy Review, About.com. URL consultato il 29 giugno 2014.
  6. ^ (EN) EPICA – Live Q&A Interview With Simone Simons, Isaac Delahaye; Video, Bravewords.com, 8 aprile 2014. URL consultato il 29 maggio 2015.
  7. ^ (EN) Jason Levine, Epica Interview 2007, Sonic Cathedral WebZine, 14 settembre 2007. URL consultato il 29 maggio 2015.
  8. ^ (EN) Epica (2) – The Divine Conspiracy (Limited Edition), su Discogs, Zink Media. URL consultato il 16 ottobre 2014.
  9. ^ a b c d e f (NL) Epica - The Divine Conspiracy, Ultratop. URL consultato il 29 giugno 2014.
  10. ^ a b c d (EN) Charts Entries: Epica, Nuclear Blast. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  11. ^ (JA) ザ・ディヴァイン・コンスピラシー, Oricon. URL consultato il 29 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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