Sliding Doors

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Sliding Doors
Sliding Doors.png
Gwyneth Paltrow nella scena iniziale del film
Titolo originaleSliding Doors
Paese di produzioneUSA, Gran Bretagna
Anno1998
Durata99 min
Generecommedia, drammatico, sentimentale
RegiaPeter Howitt
SoggettoPeter Howitt
SceneggiaturaPeter Howitt
FotografiaRemi Adefarasin
MontaggioJohn Smith
MusicheDavid Hirschfelder
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Sliding Doors è un film del 1998 scritto e diretto da Peter Howitt, al suo esordio alla regia.

Il film prende spunto da un'idea del regista polacco Krzysztof Kieślowski, che aveva trattato il tema del destino nel suo film del 1981 Destino cieco.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Helen è una giovane donna che lavora nelle pubbliche relazioni ed è fidanzata con Gerry. Dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige in tutta fretta verso la metropolitana. Un aspetto molto importante della storia è che sull'ascensore, andando via dal posto di lavoro, le cade un orecchino e James glielo raccoglie. In quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele:

  • Helen prende la metropolitana: sul treno ella rincontra James che le ha appena raccolto l'orecchino in ascensore e, dopo una breve chiacchierata, si dirige verso casa dove trova Gerry a letto con l'ex fidanzata Lydia; così si rifà una vita con l'affascinante James conosciuto su quella metropolitana. Si accorge poi di essere rimasta incinta di lui e, quando va a riferirglielo, scopre dalla di lui segretaria che egli è all'ospedale con la moglie a trovare la madre. Helen è disperata e quando James la trova le spiega che sta ottenendo il divorzio e che finge di essere sposato regolarmente per non turbare troppo la madre. I due si chiariscono e riconfermano i loro sentimenti reciproci. Subito dopo, mentre Helen attraversa la strada, passa un'auto che la investe.
  • Helen perde la metropolitana: decide quindi di prendere un taxi, ma subisce un tentativo di scippo che la farà rincasare più tardi, trovando così il fidanzato solo (la sua ex fidanzata Lydia se ne va via pochi attimi prima che ella entri in casa); tuttavia nota degli indizi, come un bicchiere da brandy nel cesto della biancheria, gettato lì appositamente da Gerry per nascondere il tutto). Ottiene un lavoro come cameriera e conduce una vita piena di sacrifici, sentendosi male diverse volte sul lavoro; scopre così di essere incinta, ma non trova mai il momento di dirlo al fidanzato, che la tradisce nuovamente. Un giorno però, Lydia li chiama entrambi a casa sua (a loro insaputa) per riferire loro d'essere incinta di Gerry. Helen sconvolta scappa, Gerry la insegue e lei, cercando di divincolarsi, cade dalle scale perdendo i sensi.

A questo punto le due storie si ricollegano: Helen è in ospedale e i medici dicono al fidanzato (James nel primo caso e Gerry nel secondo) che ha perso il bambino (i due ragazzi in entrambe le storie non sanno che Helen aspettasse un bambino da loro). Helen che prese la metropolitana nella prima storia muore, mentre l'altra della seconda storia si riprende. La Helen della seconda "storia" incontra James in ospedale sull'ascensore, poiché anche lui stava uscendo da lì dopo esser andato a trovare sua madre. A Helen cade l'orecchino e lui glielo raccoglie, come nella prima versione, come se la seconda storia andasse a confluire nella prima.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata pubblicata il 14 aprile 1998 dall'etichetta Music Corporation of America.[2] Di Turn Back Time degli Aqua uscì anche il videoclip che riprendeva il tema centrale del film.[3]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Have Fun, Go Mad - Blair
  2. Drug Soup - Space Monkeys
  3. Turn Back Time - Aqua
  4. Good Enough - Dodgy
  5. Thank You - Dido
  6. Use the Force - Jamiroquai
  7. Miracle - Olive
  8. On My Own - Peach Union
  9. Amateur - Aimee Mann
  10. Honky Cat' - Elton John
  11. Don't Feel Like Cryin' - Abra Moore
  12. Call Me Fool - Those Magnificent Men
  13. More Love - Brand New Heavies

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Movie connections for Sliding Doors (1998), Internet Movie Database. URL consultato il 24 agosto 2011.
  2. ^ (EN) Sliding Doors Original Soundtrack, Allmusic.com. URL consultato il 24 agosto 2011.
  3. ^ Sliding Doors - Recensione Blu-ray, Silenzio in Sala. URL consultato l'11 ottobre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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