Sequestro Soffiantini

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Il sequestro Soffiantini è stato un caso di rapimento avvenuto in Italia nel 1997 del quale fu vittima l'imprenditore Giuseppe Soffiantini (Manerbio, 6 marzo 1935Brescia, 12 marzo 2018), operante nell'ambito del settore tessile italiano.[1] Giuseppe Soffiantini fu il fondatore nel 1961, e poi il titolare per oltre 50 anni del Gruppo Manerbiesi nel distretto dell'omonima città bresciana[2], area di 8000 m² ceduta a valore catastale[3]. Molto noto nella valle, la sua ditta giunse a contare 400 operai[4]. Diresse un consorzio di importanti ditte tessili del luogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 giugno 1997, tra le 22:30 e le 23:00, l'imprenditore tessile sessantaduenne Giuseppe Soffiantini viene prelevato a forza dalla sua casa di Manerbio da una banda capeggiata da Mario Moro[5][6], ex pastore nativo di Ovodda da tempo residente a Ginestreto (fraz. di Sogliano al Rubicone), e composta da due rapinatori pregiudicati, Giorgio Sergio[7] e Osvaldo Broccoli[8], ambedue di Cesena, che, dopo aver legato e imbavagliato la collaboratrice domestica e la moglie, Adele Mosconi, e averle rinchiuse in cantina, caricano a forza Soffiantini su un'auto Fiat Croma guidata da Agostino Mastio[9], originario di Galtellì ma trasferitosi a Perugia. Il rapimento era stato architettato da Mario Moro con la collaborazione di un altro basista, Pietro Raimondi[10][11][12], a sua volta di Manerbio e conosciuto in prigione. Dopo il prelievo, i banditi consegnano l'ostaggio ad Attilio Cubeddu e Giovanni Farina, che lo rinchiudono in diversi covi tra le montagne della Calvana e le campagne fra Grosseto e Siena[13][14].

Solo dopo un tentativo di fuga, molteplici problemi di salute, la morte dell'ispettore dei NOCS Samuele Donatoni in un fallito colpo di mano contro i rapitori a Riofreddo e il taglio della cartilagine di entrambe le orecchie (una delle quali venne recapitata con una lettera negli studi del TG5, e la sera stessa la missiva fu letta in diretta da Enrico Mentana[15]), i sequestratori rilasciano Soffiantini che viene ritrovato in località Impruneta (FI) il 9 febbraio 1998, dopo 237 giorni di prigionia e previo pagamento di un riscatto dell'ammontare di 4 milioni di dollari USA, pari 5 miliardi di lire dell'epoca[16][17]. In seguito all'arresto di Giovanni Farina in Australia, Soffiantini ha preteso la restituzione del denaro versato, ma non ha saputo confermare se l'uomo, poi condannato, sia davvero stato il suo carceriere. Negli anni si è fatta strada la pista che Cubeddu sia stato ucciso dallo stesso Farina, intenzionato a non dividere i soldi del riscatto[18].

Giuseppe Soffiantini muore a Brescia il 12 marzo 2018.[19]

Opere correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Giuseppe Soffiantini ha composto alcune opere ispirate all'episodio:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 1954 commesso alla Marzotto. Ora ha un'impresa da 90 miliardi, in Corriere della Sera, 10 febbraio 1998. URL consultato il 21 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2009).
  2. ^ Gruppo Manerbiesi dopo 51 anni in liquidazione, su pambianconews.com, 4 dicembre 2012.
  3. ^ Manerbio: in vendita beni e terreni del Gruppo Manerbiesi per quasi 3 milioni di euro „Azienda fallisce: all'asta beni e terreni per 3 milioni di euro“, su bresciatoday.it, 27 aprile 2016. URL consultato il 16 maggio 2018.
    «Manerbio: in vendita beni e terreni del Gruppo Manerbiesi per quasi 3 milioni di euro „All'asta beni e terreni del Gruppo Manerbiesi di Manerbio, storico brand del tessile chiuso nel 2012 con una sessantina di dipendenti. In vendita lotti a Manerbio e Leno per circa 3 milioni di euro“».
  4. ^ C. Brambilla, Rapito un imprenditore nel bresciano, su ricerca.repubblica.it, La Repubblica, 19 giugno 1997. URL consultato il 16 marzo 2018.
    «Sergio Montini, ex assessore comunale: "Soffiantini è un uomo alto un metro e novanta, largo come un armadio a due ante. Anche se sofferente di cuore non dimostra i suoi 62 anni. Non mi sembra un soggetto facile da rapire". Poi si lascia andare ai ricordi del personaggio: "È uno di noi. Un uomo che viene dalla gavetta e non lo ha mai dimenticato, neanche adesso che era diventato ricco e potente. È sempre stato un grande lavoratore, simpatico e umano con tutti. E qui ha dato lavoro davvero a mezzo paese. Qualche anno fa la sua ditta era arrivata ad avere quattrocento operai.».
  5. ^ E' morto Mario Moro sequestrò Soffiantini.
  6. ^ Mario Moro, una vita sbagliata.
  7. ^ Confessa Sergio, rapitore arrestato: «Cercavamo un miliardo in casa Soffiantini» «Quei soldi che non c'erano» Presero l'imprenditore per una scelta di ripiego?
  8. ^ La confessione di Osvaldo Broccoli: «Sì, ho sequestrato Soffiantini».
  9. ^ Chi è Agostino Mastio il "pentito" del sequestro.
  10. ^ Il basista? Uno del paese.
  11. ^ Soffiantini: incontro al bar il mio sequestratore.
  12. ^ Soffiantini e il rapitore. "Costretto dal giudice a vederlo ogni giorno".
  13. ^ Il caso Soffiantini.
  14. ^ Soffiantini, si cerca il covo in tutta l'Italia centrale, La Repubblica, 21 ottobre 1997.
  15. ^ Soffiantini: " Muoio, salvatemi "
  16. ^ Sentenza assoluzione Farina.
  17. ^ Edoardo Mori, L'ispettore Donatoni ucciso dal fuoco amico? NON E' VERO - E' un errore giudiziario.
  18. ^ Cubeddu è già morto
  19. ^ Claudio Claudio Del Frate, Morto Giuseppe Soffiantini, fu ostaggio dell’Anonima Sequestri, in Corriere della Sera. URL consultato il 12 marzo 2018.
  20. ^ Giuseppe Soffiantini, Il mio sequestro, a cura di Tonino Zana, Baldini Castoldi Dalai 1999 ISBN 9788880897002; 2002 ISBN 9788884901552.
  21. ^ Giovanni Farina, Giuseppe Soffiantini pubblica alcune poesie di Giovanni Farina. Poesie, a cura di E. Conte, La Compagnia della Stampa 2007, ISBN 9788884862587.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]