Savoia-Villars

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Quello dei Savoia-Villars fu un ramo minore del Casato dei Savoia.

Origini e successioni[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini risalgono a Filippo II di Savoia, detto Senza terra (14431497) che ebbe dall'amante Libera Poltronieri, Renato, detto il Gran Bastardo di Savoia, conte di Villars dal 1497 e conte di Tenda dal 1501, che morì nella battaglia di Pavia del 1525 e che fu il capostipite del ramo Savoia-Villars.

Renato di Savoia-Villars (1470 – 1525), sposò Anna Lascaris di Tenda (1487 – 1554), dalla quale ebbe cinque figli:[1]

  • Claudio di Savoia (15071566), conte di Villars, Tenda e di Sommariva, sposato nel 1534 con Marie des Chabannes, dalla quale ebbe tre figli:
    • Onorato I di Savoia (†1572), conte di Tenda e di Sommariva, che sposò nel 1558 Clarissa Strozzi; rimasto vedovo, sposò in seconde nozze, nel 1572, Maddalena de La Tour d'Auvergne (1556 – 1580); non ebbe figli o figlie da nessuna delle due consorti;
    • Renata di Savoia (†1576), andata sposa (1554) a Giacomo d'Urfé († 1574), dal quale ebbe 12 discendenti diretti (figli e figlie); nel 1575 vendette i suoi diritti sulla contea di Tenda al Duca di Savoia;
    • Renato di Savoia (†1568), deceduto senza lasciar discendenza
rimasto vedovo, Claudio si risposò ed ebbe dalla seconda moglie un solo figlio, Annibale di Savoia, senza discendenza; rimasto nuovamente vedovo sposò Francesca di Foix dalla quale ebbe due figlie: Anna di Savoia e Maria di Savoia;

La successione passò quindi ad Onorato II. Nel 1565 Villars fu eretta, a beneficio di quest'ultimo, a marchesato dipendente da Casa Savoia.

Il ramo si estinse nel 1751.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deceduto il padre di Anna Lascaris, Gian Antonio II Lascaris, Conte di Tenda e Ventimiglia nel 1509, senza eredi maschi, Anna ne ereditò la Contea di Tenda e tutte le altre sue signorie, che così entrarono definitivamente nell'orbita sabauda.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Jean-Michel Poisson, Église et château sur le site de Villars (Ain), Archéologie et histoire, papauté, monachisme et théories politiques, tomo II, Lyon, Presse Universitaire de Lyon, 1998, pp. 763–777

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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