Santa Scorese

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Santa Scorese

Santa Scorese (Bari, 6 febbraio 1968Palo del Colle, 16 marzo 1991) è stata una studentessa e attivista cattolica italiana, assassinata da uno psicopatico a 23 anni e considerata serva di Dio dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, Piero, è un agente di polizia, la madre, Angela, è una casalinga; riceve la prima formazione cristiana nell'oratorio salesiano della chiesa del "Santissimo Redentore" della sua città natale, sviluppando una profonda devozione mariana, derivata dal culto a Maria Ausiliatrice, tipico dei Salesiani di don Bosco[1]. A 15 anni presta volontariato presso la Croce Rossa Italiana, occupandosi di ragazzi poliomielitici e affetti da distrofia muscolare[2]. Più tardi avrebbe esteso il suo impegno sociale anche alla Protezione Civile. Partecipa attivamente alla vita del Movimento Gen, ramo giovanile dei "Focolari" fondati da Chiara Lubich, e viene colpita in particolare dal concetto di "Gesù abbandonato"[3], tipico della spiritualità focolarina[4]. Frequenta assiduamente l'istituto delle Missionarie dell'Immacolata di Padre Kolbe a Palese, dove partecipa tra l'altro a un corso di esercizi spirituali. Fra le sue molteplici attività ci sono anche l'assistenza agli anziani ricoverati nelle case di riposo - nei volti dei quali vede il volto di "Gesù abbandonato" - e ai bambini orfani ricoverati negli istituti. Nella parrocchia di Palo del Colle, località a pochi chilometri da Bari dove la famiglia si è trasferita nel 1987, svolge attività di catechista e fa parte del consiglio pastorale e del coro, partecipando inoltre alle iniziative dell'Azione Cattolica[5]. Aderisce all'AIDO, disponendo che dopo la sua morte il suo corpo possa essere fatto oggetto di prelievo a scopo di trapianto terapeutico.[6]

Nel suo diario spirituale, dove annota i punti salienti della personale ricerca vocazionale, scrive:

«Una cosa ho scoperto: che Dio è veramente l'unico incrollabile punto fermo della vita di ognuno di noi. Sento come ora, nonostante il trambusto che c'è dentro, la sua presenza doni tranquillità e fiducia, fiducia che non sono sola, che Lui mi ama comunque, anche con i miei limiti, e sento anche la necessità di risceglierlo ogni giorno come la cosa più importante per me, per la quale vale la pena di lottare, soffrire e morire.»

(Diario, 17 novembre 1987)

Dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo "Orazio Flacco" di Bari, si iscrive al corso di laurea in pedagogia presso la locale università.

A partire dal 1988 un giovane psicopatico, che casualmente l'ha sentita proclamare la Parola di Dio durante una celebrazione nella cattedrale di Bari, la segue ovunque, perseguitandola con un corteggiamento ossessivo e arrivando a un tentativo di violenza sessuale, al quale Santa a stento riesce a sottrarsi. La giovane è costretta a essere sempre accompagnata da qualcuno durante le sue uscite, in un'epoca in cui il reato di "stalking" ancora non è perseguibile e, conseguentemente, le denunce presentate dalla famiglia alle autorità competenti non sortiscono l'effetto sperato.

Ma il suo persecutore, dopo avere detto che l'avrebbe lasciata in pace se avesse rinunciato alla fede e ad andare in chiesa[7], di fronte al rifiuto della ragazza[8], con una sfida alla sua scelta cristiana, la minaccia ancora scrivendole in un biglietto: "O mia o di nessuno, e nemmeno di Dio"[9]. Compresa la gravità delle minacce, Santa confida al suo direttore spirituale: "Sappi che qualunque cosa mi succeda, io ho scelto Dio". Nonostante le precauzioni, nella tarda serata di venerdì 15 marzo 1991 il suo persecutore attende sotto il portone che lei rincasi e la colpisce con quattordici coltellate. Soccorsa dai familiari e trasportata al Policlinico di Bari, Santa muore nelle prime ore del 16 marzo 1991. Le sue ultime parole sono di perdono per l'uomo che l'aveva uccisa. Oggi Santa Scorese riposa nel cimitero di Palo del Colle.

Spiritualità[modifica | modifica wikitesto]

Il cammino spirituale di Santa Scorese si può ricostruire attraverso gli scritti che ci ha lasciato. Soprattutto il diario, ma anche pagine precedenti, dove si esprime con una maturità sorprendente per una ragazza di quattordici anni[10]. Per esempio il rispetto della persona, che richiama il comandamento di amare il prossimo, con riferimento a compagni di scuola non credenti, magari atei o materialisti, comunque da rispettare, distinguendo l'errore dall'errante.

Considera la cultura uno strumento per crescere, per cui preferisce iscriversi al liceo classico, anche se la famiglia preferirebbe un corso di studi con uno sbocco più immediato nel mondo del lavoro. Cresce la sua fiducia in Dio, così come la sua maturazione spirituale, rintracciabile fin dalle prime pagine del diario come adesione al linguaggio dell'amore cristiano. Riesce a vedere negli altri, come illuminata dallo Spirito Santo, l'amore del Padre, la sofferenza del Figlio, la voce dello Spirito[11]. Vive la presenza del Signore durante la Messa quotidiana, l'Adorazione Eucaristica e in particolare nelle persone, citando spesso, con un linguaggio di sapore biblico, il volto di "Gesù abbandonato" riscontrabile nel prossimo.

L'espressione "Vivere Gesù abbandonato" viene a Santa dall'esperienza GEN dei Focolari di Chiara Lubich, da lei vissuta tra il 1985 e il 1987. Importante è l'incontro con le Missionarie dell'Immacolata "P. Kolbe", in seguito al quale sviluppa l'idea di Maria come ideale e modello di donna. Parallelamente vive il dialogo con il Signore, che culmina nell'Eucaristia quotidiana. Non manca l'attenzione al sociale, con la visita agli anziani dell'ospizio e l'aiuto concreto e costante a una famiglia in difficoltà, ma riesce ad amare anche i compagni di scuola che la prendono in giro per la sua religiosità.

Vive in seguito un conflitto vocazionale: inizialmente non esclude l'idea di formarsi una famiglia, poi si fa strada l'idea di diventare missionaria, scoprendo però il disappunto dei genitori, ma successivamente rimanda la decisione definitiva. All'università, dopo l'iniziale cammino nella facoltà di medicina, passa al corso di laurea in pedagogia, sempre coerente con l'idea di aiutare il prossimo. Per lei è però importante anzitutto "mettere il Signore al primo posto", seguendo la spiritualità di Chiara Lubich, che non obbliga a particolari condizionamenti esterni nel seguire l'ideale dell'Unità e dell'Amore.[12] Il martirio di Santa, con le parole di perdono per l'assassino, rappresenta la sua più alta testimonianza a Dio Amore.[13]

L'eco mediatica[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda di Santa Scorese ha avuto un'eco mediatica a livello nazionale e locale, anche molti anni dopo il delitto.

Il 22 febbraio 2017 la trasmissione di Rai 1 "La vita in diretta" ha trasmesso un'intervista a Rosa Maria, sorella della vittima[14]. Il 26 novembre 2015 il Corriere del Mezzogiorno TV, appartenente al Corriere della Sera, ha trasmesso un video in cui parla la sorella di Santa, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne[15]. Il 3 maggio 2017 il supplemento "la Repubblica@SCUOLA" del quotidiano "la Repubblica", ha pubblicato un ricordo scritto da studentesse del liceo classico "Publio Virgilio Marone" di Foggia[16].

Numerose sono state le testimonianze a livello regionale e locale. Il "Giornale di Puglia", per esempio, ha dedicato un articolo in occasione dell'intitolazione di una strada a Santa, il 30 aprile 2014[17]. Il 14 agosto 2014 il "Messaggero Italiano" l'ha citata tra i personaggi illustri di Bari, pubblicando una biografia tratta da Wikipedia[18]. Il 10 maggio 2017 "Roma Today" ha annunciato il lavoro teatrale "Santa delle Perseguitate", al teatro Parioli della capitale[19]. La stessa opera era stata rappresentata nel 2012 a Muro Lucano, città natale del padre di Santa.[20]

Al di fuori dell'ambito mediatico, diverse sono state le pubbliche iniziative per ricordare Santa: nel 2012 le è stata dedicata una strada a Palese, dove era stata rappresentata in prima regionale l'opera teatrale già citata[21]; il 28 novembre 2016 il rettore dell'Università di Bari, Prof. Antonio Felice Uricchio, ha consegnato nelle mani della sorella, Rosa Maria Scorese, un attestato di benemerenza a Santa Scorese, che aveva visto interrotti tragicamente i suoi studi presso il corso di laurea in pedagogia della stessa università[22].

Dal 3 al 28 ottobre 2018 si è tenuta la XV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dedicato al tema "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Tra i giovani testimoni era inserita anche la Serva di Dio Santa Scorese[23]. Inoltre l'Associazione "Don Giuseppe Zilli" e il Centro culturale San Paolo, con il Gruppo editoriale San Paolo, hanno creato una mostra dal titolo "Santi della porta accanto", i cui contenuti sono stati concordati con il Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana. Tra le 24 figure di giovani testimoni della fede è stata inserita anche Santa Scorese.[24]

Il FILM di Mimmo Spataro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 il regista Mimmo Spataro ha realizzato un mediometraggio dal titolo L'incredibile storia di Santa Scorese, vincendo numerosi premi internazionali.

Il docufilm di Piva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 il regista Alessandro Piva ha realizzato un film documentario sulla storia di Santa che ha vinto il Premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma.[25]

Il processo di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Al di là del fatto di cronaca nera, la vicenda di Santa racchiude una testimonianza di fede profonda, esemplificata dalla sua vita e documentata dal suo diario e dalle sue lettere[26].

Il vaticanista Luigi Accattoli, dopo aver letto i suoi scritti, l'ha definita "una figura affascinante" e l'ha inserita in un suo libro[27] nel novero delle "martiri della dignità della donna", insieme a Maria Goretti, Antonia Mesina, Pierina Morosini e Teresa Bracco, cioè una santa e tre beate[28].

Domenica 5 aprile 1998, durante le celebrazioni della XIII Giornata mondiale della gioventù, padre Mariano Magrassi, arcivescovo di Bari-Bitonto, ha annunciato ufficialmente l'apertura dell'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e per martirio in odio della fede, nominando come postulatore don Vito Bitetto. Il polacco padre Zdzisław Józef Kijas, francescano conventuale, già vicepostulatore nel processo di beatificazione di papa Giovanni Paolo II, è il relatore presso la Congregazione per le Cause dei Santi.

La fase diocesana si è conclusa il 7 settembre 1999 e le sue risultanze sono state registrate a Roma il 18 ottobre 1999 dalla stessa congregazione. Attualmente la giovane è Serva di Dio, per l'eroicità dimostrata in una tragedia analoga a quelle di sante come Maria Goretti e Antonia Mesina. Nella preghiera per la sua beatificazione, approvata dalla Curia Arcivescovile di Bari, Santa è definita "vergine martire".[29]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasquale Lubrano, Un volo sempre più alto. La vita di Santa Scorese, Città Nuova Editrice, 2003, p.22.
  2. ^ Scorese Santa Serva di Dio, su santamariagoretti.it. URL consultato il 12 dicembre 2018.
  3. ^ Pasquale Lubrano, opera citata, pp. 70-71
  4. ^ GESÚ ABBANDONATO NELLA SPIRITUALITÁ DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI, su collevalenza.it. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  5. ^ Sintesi biografica, su ridolfo.it. URL consultato il 12 dicembre 2018.
  6. ^ Pasquale Lubrano, op. citata, p.68.
  7. ^ Santa Scorese: la figlia di un'Agente di Polizia di Bari verso la beatificazione, su ridolfo.it. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  8. ^ "Questa persona vorrebbe che io lasciassi Dio, la Chiesa, che lasciassi tutto e solo così mi lascerebbe in pace. Assurdo! Piuttosto la morte, sì piuttosto la morte, che lasciare Dio", da: Pasquale Lubrano, op. citata, p. 171.
  9. ^ La fama di santità di Santa Scorese: assassinata a 23 anni da uno psicopatico, su it.aleteia.org. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  10. ^ Lettere prima del Diario, su ridolfo.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  11. ^ Il Diario - fino agli Esami di Maturità [collegamento interrotto], su ridolfo.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  12. ^ Dalla Maturità fino alla fine del Diario, su ridolfo.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  13. ^ Il Diario - Dalla Maturità fino alla fine, su ridolfo.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  14. ^ Femminicidio, Santa uccisa dal suo stalker perché voleva diventare suora, su raiplay.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  15. ^ Scorese: “Certezza della pena per chi aggredisce le donne”, su video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  16. ^ In ricordo di Santa Scorese, su scuola.repubblica.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  17. ^ Santa Scorese: Il 30 aprile intitolazione della strada a Palese-Macchie, su giornaledipuglia.com. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  18. ^ Personaggi illustri di Bari: Santa Scorese, su ilmessaggeroitaliano.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  19. ^ Santa delle Perseguitate al Teatro Parioli, su romatoday.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  20. ^ Il teatro della fede sulla vita di Santa Scorese, su staging.regione.basilicata.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  21. ^ La storia di Santa Scorese a teatro, su barilive.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  22. ^ Bari, laurea a sorpresa per Santa Scorese: Rettore premia impegno della ragazza uccisa nel 1991, su bari.ilquotidianoitaliano.com. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  23. ^ Testimonianze, su synod2018.va. URL consultato il 12 dicembre 2018.
  24. ^ Santi della porta accanto, su sannicolao.it. URL consultato il 12 dicembre 2018.
  25. ^ 'Santa subito' il docufilm di Piva su Santa Scorese vince il Festival di Roma, su Repubblica.it, 26 ottobre 2019. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  26. ^ Santa Scorese, martire della violenza sulle donne, su it.zenit.org. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  27. ^ Luigi Accattoli, Nuovi martiri. 393 storie cristiane nell'Italia di oggi, Edizioni San Paolo, 2000, p. 257.
  28. ^ Santa Scorese che sognava “un uomo da amare”, su luigiaccattoli.it. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  29. ^ Preghiera per la Beatificazione della Serva di Dio Santa Scorese, su ridolfo.it. URL consultato il 24 dicembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Scorese, Ho scelto Te. Autobiografia spirituale di Santa Scorese, (A cura delle Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe), Bologna, Edizioni dell'Immacolata, 1998. ISBN 88-86369-42-5
  • Santa Scorese. Le zolle fiorite. Preghiere di una serva di Dio, Bari, Stilo, 2003. ISBN 978-88-87781-46-5
  • Pasquale Lubrano. Un volo sempre più alto. La vita di santa Scorese, Roma, Città Nuova, 2003. ISBN 978-88-311-6070-4
  • Carmencita Picaro, Anche sul mare volano le aquile, Bologna, Edizioni dell'Immacolata, 2004. ISBN 978-88-863-6966-4
  • Santa Scorese. L'attirerò a me. Scritti spirituali di una serva di Dio, (A cura di Giuseppe Micunco), Bari, Stilo, 2006. ISBN 978-88-87781-51-9
  • Alfredo Traversa, Santa che voleva solo vivere, Molfetta, Edizioni la meridiana, 2013. ISBN 978-88-615-3412-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]