Chiara Lubich

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Chiara Lubich

Chiara Lubich, all'anagrafe Silvia Lubich (Trento, 22 gennaio 1920Rocca di Papa, 14 marzo 2008), è stata un'insegnante e saggista italiana, fondatrice del Movimento dei focolari che ha come obiettivo l'unità tra i popoli e la fraternità universale.

Figura carismatica, sin dai primi anni Quaranta ha rotto stereotipi della figura femminile portando la donna a una dimensione sociale e a un ruolo nella Chiesa cattolica allora inediti[1].

Divenne nota per il costante impegno a gettare ponti di pace e di unità tra persone, generazioni, ceti sociali e popoli coinvolgendo persone di ogni età, cultura e credo ed è considerata una figura rappresentativa del dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale[2] come riconosciuto dall'Unesco che le ha conferito il Premio per l'Educazione alla pace 1996, dal Consiglio d'Europa col Premio Diritti Umani 1998 e da numerosi altri riconoscimenti a livello culturale e sociale.

È entrata nella storia della spiritualità contemporanea[3] fra i maestri e mistici[4][5] per la genuina ispirazione evangelica, la dimensione di universalità e l'incidenza culturale e sociale che caratterizzano il suo carisma, la sua spiritualità, il suo pensiero e la sua opera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e studi[modifica | modifica wikitesto]

Chiara Lubich viene battezzata col nome di Silvia. Assume quello di Chiara quando entra nel Terz'Ordine Francescano, ora denominato Ordine francescano secolare (1942-1949). È la seconda di quattro figli. La madre, Luigia Marinconz è fervente cattolica, il padre Luigi è socialista e convinto antifascista.

Piazza Cappuccini - Primo Focolare

Il padre, già tipografo al quotidiano dei socialisti trentini Il Popolo diretto da Cesare Battisti, dopo la soppressione del giornale da parte del regime fascista, apre un'attività di esportazione di vini italiani in Germania, ma a causa della grande depressione economica del 1929, è costretto a chiuderla. Avendo rifiutato la tessera del Partito Nazionale Fascista, è costretto a lavori saltuari e viene perseguitato. La famiglia per anni vive di stenti[6]. Per contribuire al bilancio familiare, sin da giovanissima, Silvia dà lezioni private. Educata dalla madre alla fede cristiana, dal padre, dal fratello Gino e dalla vita di povertà, eredita una spiccata sensibilità sociale. A 15 anni entra nelle file dell'Azione Cattolica all'interno della quale diviene presto dirigente giovanile diocesana[7].

Già da bambina emerge in lei la sete della verità, la ricerca di Dio. Frequenta le scuole magistrali e si appassiona alla filosofia. Appena diplomata, sogna di accedere all'Università Cattolica di Milano. Per un punto non vince il concorso per una borsa di studio. Profondamente amareggiata, si rasserena nell'avvertire una certezza interiore: «Sarò io [Dio] il tuo Maestro»[8]. Appena diplomata si dedica all'insegnamento in scuole elementari delle valli del Trentino (1938-39) e poi a Cognola (Trento) nella scuola dell'orfanotrofio gestito dai Frati Minori Cappuccini (1940-1943). Nell'autunno 1943 lascia l'insegnamento e si iscrive all’Università Ca' Foscari di Venezia, continuando a dare lezioni private, ma interrompe gli studi alla fine dell'anno successivo a causa degli eventi bellici[9].

Tappe fondanti: 1942-1951[modifica | modifica wikitesto]

"Una scoperta decisiva"[modifica | modifica wikitesto]

In piena guerra, mentre i drammi di milioni di vittime, delle deportazioni in massa e dell'Olocausto segnano uno scacco per l'umanità, tanto da rimettere in discussione anche la comprensione di sé, del mondo e di Dio stesso[10], affiora in Silvia un'alternativa decisiva: la riscoperta di Dio Amore, sarà, come dirà papa Giovanni Paolo II, "la scintilla ispiratrice"[11] di quell'opera di pace e di unità che nascerà in seguito. Questa riscoperta avviene nell'autunno del 1942. Un padre cappuccino, Casimiro Bonetti, le propone di entrare nel Terz’Ordine francescano, di cui era direttore, per rianimarlo e ringiovanirlo. Le chiede se era disposta ad offrire un’ora della sua giornata. E lei: “Ma anche tutta la giornata!”. Colpito dalla sua generosità, benedicendola, le dice: “Si ricordi, Dio la ama immensamente”. Queste parole sono per lei una rivelazione[12]. E' questo un fatto fondante, narrato più volte da Chiara stessa:

«“È la folgore! Dio mi ama immensamente, Dio ci ama immensamente. Da quel momento scorgo Dio presente dappertutto col suo amore. Mi spiega che tutto è amore: ció che sono e ció che mi succede: che sono figlia Sua e Lui mi è Padre, che il suo amore avvolge i cristiani, la Chiesa, il mondo, l’universo. La novitá è balenata dinanzi alla mia mente: so chi è Dio: Dio è Amore. Tutto cambia”[13]»

Entrata nel Terz'Ordine francescano, è attirata dalla scelta radicale di Dio di Santa Chiara d'Assisi, prende il suo nome. Questa nuova esperienza spirituale si riverbera nelle conferenze che tiene per le giovani del Terz'Ordine. Tra di loro, una diciottenne, Natalia Dallapiccola, che sarà la prima a seguirla[14].

Il 2 settembre 1943 un primo bombardamento delle forze anglo-americane coglie di sorpresa Trento, sino ad allora risparmiata dalla guerra. Nei giorni seguenti, a seguito dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, il territorio trentino viene occupato dalle forze naziste e annesso al Terzo Reich[15]. Nel frattempo, il fratello Gino entra tra le file partigiane comuniste che combattevano il regime nazifascista. Più tardi, nell'estate del '44, verrà arrestato e torturato[16]. Per Chiara si apre un'altra scelta. L'infrangersi di ogni sicurezza e prospettiva di futuro sono una forte lezione. Scrive:

«Era la predica di Dio: 'tutto è vanità delle vanità'. Un ideale solo non sarebbe venuto meno mai, nemmeno con la nostra morte: Dio. E a Dio ci attaccammo con tutte le forze dell'anima. Non aderimmo a Lui perché nulla ci era rimasto, ma perché una Forza in noi ci rendeva felici di averlo trovato nella vita come l'unico Tutto, l'unico Eterno, l'unico degno d'esser amato perché non passa, l'unico dunque, che avrebbe saziato le esigenze del nostro cuore.[17]»

Si fa viva in lei la certezza che, come si legge in una sua lettera del 1944, «è l'Amore la salvezza del XX secolo»[18]. Comunica questa novità a parenti, alle giovani del Terz'Ordine, alle colleghe[19]. Ben presto altre giovani ne sono attratte.

Due mesi dopo, a fine novembre 1943, avverte una decisa chiamata interiore a scegliere Dio come unico ideale della sua vita. Dopo pochi giorni, il 7 dicembre, nella cappella del collegio dei Frati Minori Cappuccini, pronuncia il suo sì totale per sempre con il voto di castità. Quell'atto «personale e segreto» sarà l'inizio di una nuova opera: il Movimento dei Focolari[20].

Il Vangelo e le povertà[modifica | modifica wikitesto]

Nei rifugi antiaerei, dove a ogni allarme si trova con le sue prime compagne, porta solo il Vangelo. Si sentono spinte a metterlo subito in pratica. Quelle parole diventano il loro codice di vita.

La guerra semina distruzione, fame e miseria. Chiara e le sue compagne si dedicano ai più poveri di Trento in cui riconoscono la presenza di Gesù (cf Mt 25,40). Condividono con loro quel poco che hanno. Grazie al coinvolgimento di un numero crescente di persone, arrivano con insolita abbondanza viveri, vestiario e medicinali. Sperimentano il «date e vi sarà dato», «chiedete e otterrete» promesso dal Vangelo. L'azione di Chiara diviene sistematica: traccia un programma articolato che mira a risolvere il problema sociale di Trento. Nel 1947 prende forma il piano "Fraternità in atto". Nel febbraio 1948 in un editoriale firmato Silvia Lubich apparso su L'Amico Serafico, il periodico dei Padri Cappuccini, lancia la comunione dei beni sull'esempio dei primi cristiani oltre la piccola cerchia che le gravitava attorno. Dopo pochi mesi sono 500 le persone coinvolte in questa comunione spontanea di beni materiali e spirituali.[21].

La vita per l'unità della famiglia umana[modifica | modifica wikitesto]

In quel tempo buio senza prospettive di futuro, si spalanca agli occhi di Chiara un progetto universale:

«In un rifugio antiaereo apriamo a caso il Vangelo alla pagina del Testamento di Gesù: “Che tutti siano uno, Padre, come io e te” (Gv 17,21). Quelle parole sembrano illuminarsi a una a una. Quel “tutti” sarebbe stato il nostro orizzonte. Quel progetto di unità la ragione della nostra vita[22]

Nel gennaio 1944, nel dialogo con un sacerdote venuto a visitare una sua compagna con le piaghe in viso per un contagio a contatto con i malati, Chiara viene a scoprire che il momento in cui Gesù più ha sofferto è stato in croce, quando ha vissuto il dramma dell’abbandono stesso di Dio. In quel grido intuisce esservi il segreto per realizzare il mondo uno. Avverte la chiamata a coniugare "la più alta contemplazione del divino e la più scoscesa immersione negli anfratti bui e doloranti dell’umano". Sul piano sociale questo mistero del Dio abbandonato, sarà per la fondatrice dei Focolari e per chi la seguirà, la forza trainante, la chiave interpretativa delle vicende umane e della storia dell’umanità, la misura per attuare quel comandamento che scoprono al cuore del Vangelo: “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”[23]. Quel comandamento, come afferma il Concilio Vaticano II, si rivelerà "la legge fondamentale della umana perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo"[24].

L'amore vicendevole, vissuto con radicalità, provoca, infatti, un salto di qualità nella loro vita:

«Sperimentiamo una gioia, una pace nuova, una pienezza di vita, una luce inconfondibile. È Gesù che realizza fra noi quella sua promessa: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). È Lui che lega noi, membra sparse, in unità col Padre, e in unità fra noi, quell’unità sinora possibile[25]»

Quest'unità che Chiara Lubich e le sue prime compagne andavano sperimentando, la comprendevano come destinata al mondo intero[26]. Nel 1946 prospettava una fraternità universale[27].

Una nuova corrente spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Chiara e le sue prime compagne credevano di vivere semplicemente il Vangelo, come lei stessa afferma,

«Inavvertitamente lo Spirito Santo ha scosso il divino caleidoscopio delle verità evangeliche e ha donato all'umanità - ogni carisma è per tutti - una composizione nuova capace di attirare e ispirare gli uomini della nostra epoca[28]»

La nuova spiritualità assumerà la definizione di "spiritualità dell'unità" o "di comunione". Come riconosciuto a livello religioso[29] e civile[30], fiorisce da "un carisma con tratti di profezia" di cui Chiara è depositaria. Spiritualità che "si rivelerà il principio vitale alla base di ogni sua intuizione e realizzazione, capace di trasformare la vita di persone di ogni età, etnia, cultura e credo…»[31]. Come conferma Papa Francesco:

«È la spiritualità del “noi”. Non è un fatto solo spirituale, ma una realtà concreta con conseguenze a livello sociale, culturale, politico, economico…[29]»

Man mano questi principi, sono stati da lei espressi e approfonditi nei suoi scritti spirituali e nella continua sua animazione spirituale del Movimento fino a diventare, come scrive Padre Jesus Castellano (OCD), "una ricca e solida sintesi di esperienza cristiana, notevole patrimonio di idee e di esperienze di vita, dal timbro spiccatamente comunitario"[32][33]. Si rivelerà in sintonia con la svolta impressa, vent'anni dopo, dal Concilio Vaticano II.

Primo nucleo: il focolare[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 maggio 1944 la città di Trento è colpita da uno dei bombardamenti più devastanti. Anche la casa di Chiara è sinistrata e inagibile. I suoi familiari sfollano in montagna. Lei fa una scelta sofferta, decisiva per il futuro: resta in città per sostenere il gruppo sempre più numeroso di ragazze animate dalla sua azione e dalla sua parola. Mentre va alla ricerca delle sue giovani compagne, si imbatte in una donna impazzita dal dolore che le grida la morte dei suoi 4 familiari. È per lei la chiamata a posporre il suo dolore per fare suoi i dolori dell'umanità[34].

Nell'autunno di quell'anno trova un piccolo appartamento in piazza Cappuccini, 2, dove va ad abitare con alcune compagne. Si compone «inavvertitamente» una piccola e originale comunità che si diffonderà con il nome di "focolare", appellativo assegnato in seguito da quanti avevano sperimentato il "fuoco" dell'amore evangelico che ardeva in quel gruppo di ragazze[35]. Il "focolare" diventa la prima articolazione (anche se non ancora compiuta) del Movimento nascente, e ne costituirà il "cuore", l'asse portante. Nell'autunno 1948 un giovane operaio, Marco Tecilla, e un commerciante, Livio Fauri, decidono di seguire la "nuova" strada di Chiara dando inizio in un modestissimo locale al primo focolare maschile. E nel 1953, il "focolare" acquisterà la sua forma "definitiva" quando diverranno parte integrante di esso anche persone sposate, primo fra tutti, Igino Giordani, segnando la nascita di una nuova via che sarà seguita da tanti sposati, desiderosi di perfezione[36].

Anni di dura prova[modifica | modifica wikitesto]

Il dramma della guerra non è la sola difficoltà da superare. Come attestano le sue biografie, dal 1945, a Trento, nei confronti di questa "nuova comunità" iniziano a serpeggiare critiche, incomprensioni, accuse. Vivere il Vangelo e comunicarsi le esperienze, mettere in comune i pochi beni e fare dell'unità il loro ideale, suscitava sospetti di protestantesimo o di una nuova forma di comunismo, l'altra grande minaccia per i tempi di allora. Non solo: la radicalità proposta da Chiara nel vivere il Vangelo attira l'accusa di fanatismo, e la parola "Amore", allora non consueta in ambito cattolico, si presta a essere equivocata[37].

«Chi ascolta voi ascolta Me» (Lc 10,16). Chiara stessa attesta che è questa frase evangelica che motiva lei e il primo gruppo di Trento a recarsi dal loro vescovo, Carlo De Ferrari, il quale le ascolta, si informa e le rassicura «Qui c'è il dito di Dio, andate avanti». Il vescovo conferma inoltre che «questa esperienza era cosa nuova» rispetto al Terz'Ordine francescano e ufficializza tale novità il 1º maggio 1947, con l'approvazione dello "Statuto dei Focolari della Carità – Apostoli dell'unità".

Nel marzo 1949, un decreto del dicastero vaticano oggi denominato Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, sancisce la distinzione dei Focolari della Carità dal Terz'Ordine dei Cappuccini, che le aveva fatto, per così dire, da culla[38].

Le accuse, però, non cessano. Nel 1951 il Sant'Uffizio, attuale Congregazione per la dottrina della fede inizia un lungo studio e una serie di confronti con la giovane fondatrice. Nel febbraio 1952 viene chiesto a Chiara di dimettersi dalla guida del Movimento per mettere alla prova se l'Opera da lei fondata veniva da Dio o era opera sua e per misurarne la fedeltà alla Chiesa. Il Sant'Uffizio sceglie in sostituzione Giosi Guella, una delle sue prime compagne. Così per 12 anni, fino al 1965 quando Paolo VI la riconosce pubblicamente fondatrice e presidente del Movimento dei Focolari. La prima approvazione pontificia del Movimento è precedente: 1962, sotto il pontificato di Giovanni XXIII.

Nel lungo tempo di sospensione Chiara vive una profonda prova interiore che, come dirà pubblicamente, era da lei vista come "provvidenziale necessità per la purificazione dei membri". Più volte lei stessa la paragona alla metafora evangelica del chicco di grano che cade in terra e muore per portare frutto (Gv 12,24-26)[39].

L'incontro con Igino Giordani[modifica | modifica wikitesto]

Varie circostanze portano al trasferimento da Trento a Roma. Il 17 settembre 1948 Chiara incontra, nella sede del Parlamento italiano Igino Giordani (1894-1980), deputato, scrittore, giornalista, pioniere dell'ecumenismo, padre di 4 figli. Studioso ed esperto della storia della Chiesa, coglie in Chiara "qualcosa di nuovo" e decide di seguirla. Coi vergini, sarà parte integrante del focolare. Sulla sua scia, tanti altri nel mondo seguiranno questa originale via di consacrazione aperta ai coniugati. Al contempo Giordani sarà valido sostegno a Chiara per il contributo allo sviluppo dell'ecumenismo e della dimensione civile e sociale dello stile di vita suscitato dalla sua spiritualità, tanto da essere da lei riconosciuto un co-fondatore del Movimento. È attualmente in corso il processo di beatificazione e canonizzazione[40].

Un periodo di luce[modifica | modifica wikitesto]

Dopo anni di intensa attività, a tratti doloroso, nell'estate 1949, Chiara si reca con le sue compagne nella Valle di Primiero, nella cornice delle Dolomiti (TN) ospite di una povera baita di montagna, per un periodo di riposo. Qui l'attendeva una intensa esperienza mistica, una serie di "visioni intellettuali", "che - come scrive il sociologo Bernhard Callebaut - secondo la tradizione cattolica, sono assai tipiche nei fondatori nel periodo di fondazione di nuove realtà ecclesiali"[41]. Chiara comunicava costantemente a Igino Giordani e alle/ai primi giovani che l'hanno seguita, le «comprensioni spirituali» che stava vivendo, rendendoli partecipi della stessa esperienza sino a divenire (come avrà modo di dire) «un'anima sola». Il teologo Fabio Ciardi la definisce "un'esperienza mistica a corpo", continuata per due anni anche quando Chiara scenderà a Roma, dando inizio a una nuova tappa: l'immersione nell'umanità[42]. Chiara, a quelle illuminazioni mistiche ha dato il nome di "Paradiso '49". Come ancora annota Ciardi, vi ha continuamente attinto nello sviluppo della sua spiritualità, della sua opera e del suo pensiero da allora oggetto di numerosi studi.[43].

L'incontro con Pasquale Foresi[modifica | modifica wikitesto]

Prima che quell'anno abbia termine, avviene un altro "storico" incontro: quello con un giovane pistoiese, Pasquale Foresi (1929-2015), che si è formato in ambienti cattolici ed è travagliato da una profonda ricerca interiore. Diventerà uno dei più stretti collaboratori di Chiara, da lei considerato un "co-fondatore", accanto a Igino Giordani.

L'Opera in costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Molte volte Chiara si è definita "semplice strumento in mano all'Artista (Dio)", da Lui «formato con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi». Ed è proprio negli anni dolorosi, sotto studio da parte del Vaticano, che inizia la costruzione della sua opera. Avrà un sorprendente sviluppo con l'articolarsi in varie diramazioni e movimenti dopo l'approvazione pontificia all'inizio degli anni Sessanta. Chiara ha ripetuto più volte che non ha mai avuto un programma:

«Il progetto di quest’Opera non è stato e non è pensato solo da mente umana, ma viene dall’Alto (da Dio). Sono in genere le circostanze che ci manifestano ciò che Dio vuole. Noi cerchiamo di seguire la Sua volontà giorno dopo giorno[44]»

Come osserva la teologa Florence Gillet, nel costante ascolto del grido che sale dai traumi delle divisioni, per sanare le piaghe di ogni tipo che lacerano l'umanità, nell'attenzione concreta alle singole persone e agli eventi della storia, Chiara, insieme ai suoi collaboratori, ha suscitato azioni, opere, movimenti d'impegno[45].

Per il rinnovamento della società[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni della sanguinosa rivoluzione ungherese del 1956, come si legge in un articolo apparso su uno dei primi numeri del nascente periodico Città Nuova, Chiara si era imbattuta a Vienna con un giovanissimo profugo ancora in possesso dell'arma con cui aveva combattuto. Individua le radici di quel dramma nello sradicamento di Dio. E facendo eco al grido di papa Pio XII che nel radiomessaggio del novembre 1956 aveva invocato il ritorno a Dio, «fonte di ogni diritto, giustizia, pace e libertà, vincolo dei popoli e delle nazioni"[46] lancia un messaggio chiamando innanzitutto il laicato cattolico a

«edificare una società nuova, rinnovata dalla Buona Novella, sempre antica e sempre nuova, dove splendano con l’amore la giustizia e la verità. Una società che testimoni un solo nome: Dio[47]»

Rispondono operai e professionisti, medici e contadini, politici e artisti. Nascono così i "volontari di Dio", la prima di 18 diramazioni.

A partire dall'impegno sociale di quegli anni Cinquanta, Chiara dà il via a Centri specifici: per la politica, l'economia, la medicina e l'arte. Sono i prodromi di uno sviluppo che darà vita nel 1968 ad un ampio movimento che verrà denominato "Per una Società Nuova", e più tardi: "Umanità Nuova"[48].

Giovani[modifica | modifica wikitesto]

L'anno precedente all'esplosione della contestazione giovanile del "Sessantotto", Chiara dalle pagine del nascente periodico "GEN", (Generazione nuova) dell'aprile 1967, lancia "la rivoluzione dell'amore" codificata dal Vangelo, con l'appello: «Giovani di tutto il mondo unitevi», "quale eco dell'imperativo divino di Gesù 'che tutti siano uno'"[49]. E i giovani rispondono in gran numero. Nasce il Movimento Gen (Generazione nuova).

Chiara Lubich a un incontro del Movimento dei Focolari

Già nel 1972 Chiara prevede che l'incontro fra popoli e civiltà del mondo intero «sarà irreversibile» e segnerà «una svolta nell'umanità». In un discorso al V Congresso internazionale del Movimento Gen, indica ai giovani un nuovo modello di uomo: l'” Uomo-mondo”[50]. Si svilupperà in seguito un più vasto movimento giovanile: Giovani per un mondo unito (1985) e per adolescenti, Ragazzi per l'unità (1984)[51].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il profondo rivolgimento socio-culturale degli anni Sessanta scuote dalle fondamenta anche quella che era stata fino ad allora indiscutibile cellula base della società come la famiglia. In un discorso fondativo del 19 luglio 1967[52], Chiara affida alle famiglie, che già da anni vivono l'ideale dell'unità, le famiglie smembrate o minacciate da separazione e chiede loro di «svuotare gli orfanotrofi». Prende forma il movimento Famiglie Nuove[53].

Chiesa-comunione[modifica | modifica wikitesto]

Sin dagli anni 1946-47 Chiara intesse una corrispondenza con frati francescani, suore di varie congregazioni, e sacerdoti, che coinvolge nell'attuazione del testamento di Gesù "che tutti siano uno" (Gv 17,20) in un'unità che, come scrive in una lettera al frate cappuccino Bonaventura di Malé l'11 maggio 1948, "dovrà tutti legare col dolce vincolo dell'Amore», «fino ai confini del mondo»[54]. Sin da allora, più tardi anche vescovi, riscoprono la loro vocazione, i loro carismi e contribuiscono alla comunione e al rinnovamento della Chiesa. Per loro Chiara dà forma a specifiche diramazioni[55].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento, dapprima diffusosi in tutta Italia, si fa strada negli altri Paesi d'Europa e oltre. Dal 1967 è presente nei cinque continenti.

Le Mariapoli internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1950 e il 1959, sui monti trentini, ogni estate, si uniscono a Chiara, e al primo piccolo gruppo, giovani, famiglie, professionisti, politici, sacerdoti e religiosi, vescovi che, in un clima di vacanza, desideravano sperimentare la nuova vita evangelica che avevano incontrato. Come attesta l'on. Igino Giordani, sono italiani sia di lingua tedesca che italiana, francesi e tedeschi che vedono dileguarsi odi e rancori nati a causa del recente conflitto mondiale. Prende forma spontaneamente il primo bozzetto multiculturale di società rinnovata dal Vangelo, a cui verrà dato il nome di "Mariapoli" (città di Maria). Tra i politici che si ritrovano a Fiera di Primiero, nel 1953, vi è l'allora Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Alcide De Gasperi. Nel 1959, a turno, giungono nella Valle di Primiero oltre 10.000 persone di 27 Paesi, tra cui Cecoslovacchia, Brasile e Taiwan[56].

In quella stessa estate, presente anche un gruppo di politici, Chiara parla con accenti profetici dell'unità tra i popoli, prefigurando «una nuova era»:

«“È arrivato il momento, in cui la patria altrui va amata come la propria”. Oggi i tempi domandano una coscienza sociale che edifichi non solo la propria terra, ma aiuti l’edificazione di quelle altrui[57]»

Nella Mariapoli del '56 nasce, anche se in fase embrionale, la rivista Città Nuova. Nell'editoriale di uno dei primi numeri, Chiara ne delinea l'idealità:

«Vorremmo raccogliere quante aspirazioni all’unità oggi germogliano sulla terra… perché il bene di un fratello diventi il bene comune e quello comune di ciascuno[58]»

Nell'Est Europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954, il vescovo gesuita Pavel Hnilica, fuggito dalla Cecoslovacchia, giunge alla Mariapoli di Vigo di Fassa (Trento) chiedendo un colloquio con Chiara: le rivela il dramma della Chiesa perseguitata. Dal 1955, anche grazie all'incoraggiamento di Pio XII e dei vescovi tedeschi, alcuni focolarini e focolarine si trasferiscono in Cecoslovacchia, poi nella Germania Orientale e in alcuni Paesi confinanti. Dopo anni di pedinamenti e spionaggio la Stasi, la polizia segreta tedesca, riconosce che lo scopo dei focolarini, molti erano medici, era servire e non convertire o sovvertire il sistema. Per 9 volte si è recata a Berlino, sia prima che dopo la costruzione del muro[59]. Nell'agosto 1991 erano oltre 6.000 i membri del Movimento dei Focolari provenienti dai Paesi dell'Est Europeo appartenuti al blocco comunista che si incontrano per la prima volta con Chiara e tra loro a Katowice (Polonia)[60]. Il 19 giugno 1996, l'Università Cattolica di Lublino conferisce a Chiara il dottorato h.c. in Scienze Sociali, riconoscendo “nel messaggio dell’unità e nella sua realizzazione nel Movimento dei Focolari, un vivo esempio per le scienze sociali di un nuovo paradigma di unità, che – afferma – ha lo stesso valore che la rivoluzione copernicana ha avuto per le scienze naturali”[61].

Africa: "Far giustizia"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964, giunge a Chiara, attraverso Jules Peeters, vescovo di Buéa (Camerun) a Roma per il Concilio Vaticano II, una pressante invocazione di aiuto per la popolazione di Fontem, nel cuore della foresta camerunense, a rischio di estinzione. Poco dopo invia sul luogo focolarini medici e infermieri. Lei stessa si reca a Fontem nel 1966, 1969 e 2000. Sorgono un ospedale, scuole e molte altre opere, nel segno di «far giustizia per ripagare il debito dell'Europa colonizzatrice verso l'Africa», come comunica ai giovani del Movimento che coinvolge in un'ampia comunione dei beni durata vari anni e rilanciata nell'anno 2000. Fontem diventa una cittadina che testimonia la fraternità tra europei e africani, e tra etnie locali. Diviene centro di irradiazione dello spirito di unità nel continente[62]. Di ritorno da Fontem nel 1969, parlando ai giovani della scuola di formazione della cittadella internazionale di Loppiano, dà particolare rilievo ai valori tipici della cultura africana. Le urge l'incontro tra le culture e afferma:

«Non siamo completi se non ‘siamo umanità’. Siamo umanità se abbiamo dentro tutte le culture[63]»

Nuovi sviluppi: anni 1990-2000[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Novanta del secolo scorso e nell'avvio del nuovo millennio, Chiara si trova a prodigarsi in una incalzante presenza sulla scena sociale, culturale e politica internazionale.

Economia di comunione[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1991 giunge a San Paolo (Brasile). La miseria delle favelas che, come una corona di spine, circondano la metropoli sudamericane, le suggerisce il progetto per un'Economia di Comunione (EdC) con il quale prospetta una nuova prassi e teoria economica che punta a cambiare le regole del sistema economico-sociale vigente. Il progetto avrà ben presto attuazione da parte di imprenditori dei vari continenti e susciterà notevole interesse da parte del mondo accademico internazionale mostrato anche dal conferimento a Chiara di dottorati h.c. in economia. Nel 1999, lei stessa presenterà l'Economia di comunione alla Conferenza per il 50º del Consiglio d'Europa a Strasburgo (Francia). Con il conferimento del Cruzeiro do Sul del Brasile, il Presidente riconoscerà nell'EdC «una forma innovatrice ed efficace di lotta contro la povertà e l'esclusione»[64].

Una politica per l'unità[modifica | modifica wikitesto]

In un momento di profonda crisi dei partiti storici in Italia, il 2 maggio 1996, a Napoli, invitata a un incontro da un gruppo di esponenti politici di vari partiti e coalizioni, Chiara propone loro la fraternità assunta come politica in funzione del bene comune, per animare i rapporti tra politici di diversi schieramenti. Ben presto questo "seme" trova terreno fertile e in contesti socio-politici di altri Paesi dell'Europa, Asia e Americhe, dando forma al Movimento Politico per l'unità (MppU)[65]. In più occasioni ne delinea i tratti fondanti incontrando parlamentari della Slovenia, Spagna, Francia, Repubblica Ceca, Brasile (1998), Italia (2000), Inghilterra (Westminster 2004). Interviene sull'Unità dei popoli al Simposio della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP), presso la sede dell'Onu a New York (1997)[66]. Nel novembre 2001 è a Vienna a un grande convegno dal titolo "1.000 città per l'Europa", dove lancia un appello ad inserire una nuova categoria politica, quella della fraternità che, come osserva Emiliano Fiore sulla rivista di etica e scienze sociali Oikonomia, "si inserisce a pieno titolo nel dibattito politico europeo, secondo una prospettiva che può aprire un nuovo percorso nel processo di unificazione ed allargamento dell’Europa"[67]. Il 12 settembre 2004 il suo ultimo intervento pubblico, a Roma, in occasione della Seconda Giornata Internazionale per l'Interdipendenza.

Chiara Lubich - ONU

Per una cultura integrale[modifica | modifica wikitesto]

Il Secolo breve chiude la sua parabola con un progressivo acuirsi di una crisi culturale segnata dalla frammentazione del sapere e dalla ricerca di un nuovo pensiero. Agli inizi degli anni Novanta, Chiara dà avvio alla Scuola Abba, un Centro interdisciplinare di studio, con sede al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa, su impulso del vescovo di Aquisgrana, Klaus Hemmerle, filosofo e teologo. Questa iniziativa culturale, come evidenzia il teologo Piero Coda, è dedita a enucleare le molteplici implicazioni innovative per i vari ambiti del sapere racchiuse nelle illuminazioni del 1949.[68]. Nel dicembre 2007, Chiara appone la firma per l'ultima fondazione da lei a lungo sognata: l'Istituto Universitario Sophia che ha sede nella cittadella di Loppiano (Firenze)[69].

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Nell'ampio arco della sua vita, come evidenziato in molti riconoscimenti a livello internazionale, è diventata, al di là di ogni previsione, protagonista e spesso anticipatrice del dialogo tra personalità, movimenti e singole persone all'interno della Chiesa cattolica, con cristiani di diverse Chiese, con seguaci di altre religioni e anche con persone senza un riferimento religioso. In occasione di un convegno interreligioso internazionale del marzo 2014, un documentato articolo apparso sull'Osservatore Romano, delinea il metodo del dialogo secondo Chiara ed evidenzia l'amore evangelico che vede in ognuno, senza distinzione, «un candidato all'unità», conducendo da sconosciuti, a riscoprirsi fratelli, parte di una sola famiglia, senza ombra di proselitismo o sincretismo. Si configura come «il dialogo della vita», un dialogo non esclusivo dei vertici, degli specialisti, ma «un dialogo di popolo»[70].

In più occasioni, Chiara ne ha evidenziato il primo passo in due sole parole, «farsi uno»:

«“Farsi uno”, esige quell'amore che è "nulla di sé", che sa aprirsi del tutto all'altro, per entrare nella pelle dell'altro, vedere il mondo come l'altro lo vede[71]»

Per la riconciliazione tra i cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni Sessanta segnano una decade di grande rilievo per il movimento ecumenico mondiale avviato sin dall’inizio del Novecento. La pagina ecumenica di Chiara si apre al di là di ogni previsione. Nel 1956, in Terra Santa, vedendo il luogo del Santo Sepolcro di Cristo diviso tra le Chiese, le si fanno presenti i traumi e le separazioni scavate nei secoli. Si accende in lei la passione per l’unità che trasmette ai suoi. Alcuni anni dopo, nel 1961, a Darmstadt in Germania, dove aveva avuto origine la spaccatura della cristianità d'Occidentale, su invito di alcune suore luterane, narra la sua esperienza cristiana. Sono presenti anche tre pastori luterani che, colpiti dalla sua spiritualità evangelica desiderano che si diffonda anche nella loro Chiesa. In seguito anche numerosi leader cristiani riconoscono nella sua spiritualità un ponte per l'incontro tra le diverse tendenze all'interno della stessa Chiesa e tra le Chiese. Nel 1966 Chiara è ricevuta a Londra dall' Arcivescovo di Canterbury, dott. Michael Ramsey, Primate della Comunione anglicana, e poi dai suoi successori. Dal 1967 al 1972 si reca otto volte a Istanbul, dove intesse un profondo dialogo fraterno con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora, con cui avrà 24 udienze. Incontrerà in seguito anche i successori, Dimitrio I e Bartolomeo I. In quegli stessi anni intesse rapporti fraterni con personalità della Chiesa Evangelica Luterana, della Chiesa Riformata e con membri del Consiglio Ecumenico delle Chiese, stringe una profonda amicizia anche con Frère Roger Schutz, fondatore della comunità ecumenica di Taizé. Oggi sono migliaia i cristiani di numerose Chiese che condividono la spiritualità dell'unità, contribuendo alla comunione reciproca[72][73].

Comunione tra movimenti ecclesiali cattolici e nuove comunità[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della Pentecoste 1998, in Piazza S. Pietro in Vaticano, avviene il primo grande incontro dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità indetto da Giovanni Paolo II. Il Papa parla della riscoperta della dimensione carismatica della Chiesa di cui i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono espressione. Riconosce in loro, per i doni dello Spirito Santo ricevuti, una provvidenziale risposta alle drammatiche sfide del tempo, e auspica nuovi «frutti di comunione e di impegno»[74]. Chiara prende la parola insieme a mons. Luigi Giussani, Jean Vanier e Kiko Argüello. Da allora si dedica ad approfondire il cammino di comunione tra fondatori, responsabili e membri dei movimenti e nuove comunità.

"Insieme per l'Europa"

Questa nuova stagione di comunione suscita, in responsabili di movimenti e nuove comunità di altre Chiese, il desiderio di unirvisi: dal 1999 si intesse una rete di collaborazione tra cattolici e luterani al contempo ecumenica e politica, che coinvolge un numero crescente di Movimenti e comunità e di Chiese dell'Est e Ovest. Si denominerà "Insieme per l'Europa" nel comune impegno di contribuire a dare un'anima nuova al vecchio continente nel tempo in cui è in corso il difficile processo di integrazione tra Est e Ovest. La prima grande manifestazione che vede Chiara tra i protagonisti, avviene nel 2004 a Stoccarda (Germania) con la partecipazione di 9.000 persone in collegamento con altri 163 eventi paralleli in altrettante città d'Europa[75].

Con leader e seguaci di altre religioni per la pace[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la rapida trasformazione mondiale verso una società sempre più multiculturale e multireligiosa presenta sfide inedite, sin dal 1981 e poi dal 1997 al 2003, si aprono nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 2004, alla Westminster Central Hall di Londra, Chiara, parlando a un folto pubblico di varie religioni e culture, prospetta una strategia di fraternità per imprimere una svolta nei rapporti internazionali. Prefigura la «nascita di un mondo nuovo»: l'unità della famiglia umana[76][77].

Chiara Lubich in visita alla Moschea Haarlem

Nel 1977, a Londra, riceve il Premio Templeton per il progresso della religione. Esponendo la sua esperienza nel discorso di ringraziamento, aveva fatto cenno ai primi contatti di membri del Movimento dei Focolari con seguaci dell'Ebraismo, Islam e Buddismo, intessuti nei Paesi dove il Movimento si era diffuso e aveva citato mistici di queste religioni che esaltano l'amore come l'essenza di ogni cosa. L'eco suscitata in personalità di varie religioni presenti era stato per lei un segnale che le aveva fatto intuire di dover dare concreto sviluppo al dialogo interreligioso[78].

Nel 1981 Chiara si trova a Tokyo a esporre la sua esperienza spirituale davanti a 10.000 aderenti all'associazione buddista laica Risshō Kōsei Kai su invito del suo fondatore, Nikkyo Niwano, che aveva incontrato a Roma due anni prima. Nel gennaio 1997 è a Chiang Mai, in Tailandia, dove è chiamata a parlare a 800 monaci e monache buddisti. Nel maggio dello stesso anno, è nella moschea Malcolm X di Harlem, a New York, dove ancora espone la sua esperienza cristiana citando elementi comuni all'Islam, davanti a 3.000 musulmani aderenti alla Muslim American Society, l'ala pacifista afro-americana e stringe un patto di fraternità con il loro leader, Warith Deen Mohammed[79].

L'anno seguente su loro invito, incontra a Buenos Aires nella sede della B'naiB'rith rappresentanti della comunità ebraica di Argentina e Uruguay. Come scrive Enzo Fondi, "la comunità argentina, una delle maggiori del mondo, qualche anno prima (1992 e 1994) era stata provata da gravi attentati. Condividendo il dolore della Shoah, Chiara lo aveva proposto non come un abisso che seprara ebrei e cristiani, ma come un ponte che unisce nel nome di quel rabbino ' ha detto citando un autore ebraico - che muore dissanguato sulla croce, autentica incarnazione del suo popolo sofferente"[80]. Un incontro che insieme alla richiesta di perdono da parte di Papa Giovanni Paolo II da parte dei cristiani nei confronti degli ebrei, per le omissioni al tempo dell'Olocausto, a detta degli esponenti dellebraismo argentino, segnano "un tempo nuovo di rinnovamento, una risposta profetica"[81].

Nel 2001, il suo primo viaggio in India. «È l'ora di abbattere i muri di separazione e scoprire il giardino dell'altro» aveva detto la prof.ssa Kala Acharya, indù, tra i promotori dell'incontro al campus universitario del Baratia Sanskriti Peetham di Mumbai a cui Chiara era stata invitata. Istituzioni accademiche indù e movimenti gandhiani del Tamil Nadu le conferiscono il Premio "Difensore della pace"[82][83]. Vi ritorna nel 2003 dove ha contatto anche con la dirigente del vasto movimento indù Swadhyaya Family.

Nel 2002, tra le testimonianze ufficiali offerte dai rappresentanti delle varie Chiese e religioni alla Giornata di preghiera per la pace di Assisi, presieduta da Giovanni Paolo II, Chiara e Andrea Riccardi, vengono incaricati a intervenire in rappresentanza della Chiesa Cattolica[84].

Con persone senza riferimento religioso[modifica | modifica wikitesto]

Chiara vi dà impulso nel 1978 inaugurando il Centro per il dialogo con «i non credenti», poi rinominato dialogo con persone senza riferimento religioso. In occasione del loro primo congresso nel 1992, afferma che «sono parte essenziale del Movimento dei Focolari, perché i valori di solidarietà e giustizia che promuovono, concorrono al progetto di unità a cui mira la sua opera»[85].

Dialogo con la cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'ultimo suo viaggio in Brasile (1998), con una lettera, Chiara comunica ai membri del Movimento nel mondo l'esigenza di un ulteriore salto di qualità: propone ai due movimenti operanti nell'ambito dell'economia e della politica di elaborare, a beneficio dell'intera società, una solida base culturale, coinvolgendo studiosi in grado di delinearne teoria e pratica e di confrontarle con altre di diverso orientamento. Da allora incoraggia e orienta la nascita e lo sviluppo di reti internazionali costituite da studiosi ed esperti di varie discipline, che promuovono congressi, corsi di formazione, pubblicazioni[86].

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La «notte di Dio»[modifica | modifica wikitesto]

La sua biografia rivela un volto «nascosto», misterioso di ciò che nel linguaggio della mistica, da San Giovanni della Croce in poi, passa sotto il nome di "notti". Il biografo Maurizio Gentilini parla della «notte di Dio», l'ultima grave prova a conclusione della sua vita (2004-2008), quando, riportando le parole stesse di Chiara, pareva che «Dio fosse tramontato, come il sole che scompare all'orizzonte e non si vede più»[87]. Una "notte" personale che, come si legge nel suo ultimo scritto del 2006, vedeva proiettata sulla «notte della nostra epoca».

All'inizio di febbraio 2008 viene ricoverata al Policlinico Gemelli, a Roma, per una forte insufficienza respiratoria. Durante la degenza, riceve la visita del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e una lettera di papa Benedetto XVI. Il 13 marzo 2008, non essendovi più nessuna possibilità di intervento da parte dei medici, ottiene di essere dimessa. Si spegne serenamente il giorno dopo, 14 marzo, nella sua casa di Rocca di Papa, all'età di 88 anni. Le esequie sono celebrate a Roma nella Basilica di San Paolo fuori le mura il 18 marzo e vedono la partecipazione di migliaia di persone, tra cui numerose personalità civili e religiose, sia della Chiesa cattolica che delle diverse Chiese cristiane, e rappresentanti di altre religioni, che hanno dato la loro pubblica testimonianza.

Processo di beatificazione e canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 gennaio 2015, nella cattedrale di Frascati, ha avuto luogo l'apertura della sua Causa di beatificazione e canonizzazione con un messaggio di papa Francesco che ne evidenzia le motivazioni: «far conoscere la vita e le opere di colei che, accogliendo l'invito del Signore, ha acceso per la Chiesa una nuova luce sul cammino verso l'unità».[88]

Chiara, i Papi e le approvazioni[modifica | modifica wikitesto]

«Se Dio mi chiamasse a Sé, desidererei che sulla mia tomba vi fosse un simbolo: la cupola di S. Pietro. Per me dice tutto: parla di ciò che più amo e voglio amare: la Chiesa. E non solo la chiesa con Papa Giovanni o Paolo VI o i pontefici che verranno, ma la Chiesa, la creatura di Gesù, quella per la cui fondazione è morto, la sua sposa che fu e sarà anche oltre il tempo[89]»

Nei lunghi anni di studio è Papa Pio XII che salva il Movimento dei Focolari dallo scioglimento respingendone più volte la richiesta da parte degli organi ecclesiastici vaticani e italiani[90].

La prima approvazione pontificia (ad experimentum) avviene sotto il pontificato di Giovanni XXIII, negli anni in cui si apre la stagione del Concilio Vaticano II (1962).

Diviene definitiva nel 1964 con Papa Paolo VI, il quale già all’inizio degli anni ’50, quando era Sostituto alla Segreteria di Stato, aveva conosciuto Chiara e lo spirito del suo Movimento. Nel novembre di quell’anno ricevendola in udienza, afferma: “Questa è un’Opera di Dio”. Nel 1965 Wojtyla la riconosce ufficialmente fondatrice e presidente del Movimento dei Focolari, dopo 12 anni di sostituzione alla guida della sua opera[91].

Giovanni Paolo II aveva conosciuto l’Opera di Chiara in Polonia. Il 19 agosto 1984 visita il Centro internazionale del Movimento a Rocca di Papa e riconosce nel suo carisma il “radicalismo dell’amore”. Lo accosta al radicalismo di Ignazio di Loyola e di altri. Incoraggia lo sviluppo dei vari dialoghi, ne rileva la sintonia con lo spirito del Concilio Vaticano II[92]. L’anno seguente, nel corso di un’udienza, Chiara pone al Papa la domanda se anche in futuro sarebbe stata sempre una donna alla guida del Movimento (che comprende anche sacerdoti, religiosi e vescovi). La sua risposta è: “E perché no? Anzi! Io vi vedo come espressione del profilo mariano della Chiesa”[93]. In quello stesso anno, Giovanni Paolo II nomina Chiara consultrice del Pontificio consiglio per i laici. La invita a partecipare e intervenire alle Assemblee del Sinodo dei vescovi del 1985, 1987 e 1999. Nel 1990 Giovanni Paolo II approva gli Statuti che definiscono la composita fisionomia del Movimento dei Focolari così come si era andata sviluppando negli anni precedenti.

La salute ormai precaria impedisce a Chiara di incontrare Benedetto XVI. Per le sue esequie invia una lettera letta alla cerimonia dal card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in cui riconosce “la sua fedeltà al successore di Pietro e la sua capacità profetica di intuire e attuare in anticipo il pensiero dei Papi”[94].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Da Istituzioni internazionali e Capi di Stato
  • UNESCO - Premio Educazione alla pace 1996 (Parigi, dicembre 1996)
  • Consiglio d'Europa – Premio Europeo Diritti Umani 1998 (Strasburgo, Francia, settembre 1998)
  • Brasile – Cruzeiro do Sul della Repubblica Federativa do Brasil - (ottobre 1998)
  • Germania – Grancroce al merito della Repubblica Federale Tedesca – (giugno 2000)
  • Repubblica della Cina (Taiwan) – Medaglia dell'Ordine della Stella Brillante della Repubblica di Cina (febbraio 2001)
  • Italia – Cavaliere di Grancroce della Repubblica Italiana – consegnata dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (Roma, giugno 2003)
Cittadinanze onorarie
  • Pompei, aprile 1996
  • Rimini, settembre 1997
  • Palermo, gennaio 1998
  • Roma, gennaio 2000 *
  • Firenze, settembre 2000
  • Genova, dicembre 2001
  • Torino, giugno 2002
  • Milano, marzo 2004
Altri riconoscimenti
  • Targa d'argento Cateriniana - Centro cateriniano senese (Siena, settembre 1987)
  • Premio Casentino poesia, narrativa, saggistica - Centro culturale Fonte Aretusa – Poppi, Arezzo (luglio 1987)
  • I° Premio internazionale Dialogo fra i popoli - Centro francescano internazionale di studi (Massa Carrara, ottobre 1993)
  • Premio UELCI: Autore dell'anno 1995 - Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (Milano, marzo 1995)

Per il dialogo interreligioso[modifica | modifica wikitesto]

  • Inghilterra – Premio Templeton per il progresso della religione – Templeton Foundation (Londra, aprile 1977)
  • Italia - "Un ulivo per la pace" - Comunità ebraica di Roma (Rocca di Papa, ottobre 1995)
  • Brasile – Targa per l'impegno a favore del Dialogo interreligioso e la diffusione di una Cultura di Pace, Rispetto e Fraternità – Conselho de fraternidade Cristiano-Giudaica (San Paolo, aprile 1998)
  • USA – Targa per l'amore al prossimo e il sostegno alle comunità musulmane dell'Imam W.D. Mohammed – Moschea Malcolm Shabazz di Harlem (New York, maggio 1999)
  • India – Premio Defensor of Peace - Movimenti indù di ispirazione gandhiana Shanti Ashram e Sarvodaya (Coimbatore, gennaio 2001)
  • India – Citation in honour of Chiara Lubich – Università di Sanscrito Somayia Brharatiya Sanskriti Peetham (Mumbai, gennaio 2001)
  • USA – Cristallo di riconoscimento per l'eccellente servizio all'umanità in campo religioso – Comunità musulmana di Chicago (maggio 2004)

Per il dialogo ecumenico[modifica | modifica wikitesto]

  • Croce dell'Ordine di S. Agostino di Canterbury – Dal Primate della Chiesa Anglicana Arcivescovo R. Runcie (Londra, 1981);
  • Croce d'oro dell'Ordine di S. Agostino di Canterbury – Dal Primate della Chiesa Anglicana, Arcivescovo G. Carey (Londra, 1996)
  • Croce bizantina - Dai Patriarchi ecumenici di Costantinopoli, Dimitrios I (Istanbul, 1984) e Bartolomeo I (Istanbul, 1995)
  • Città di Augsburg (Germania) - Premio Celebrazione pace augustana (tra luterani e cattolici) - Città di Augsburg (ottobre 1988)

Da Istituzioni accademiche e civili[modifica | modifica wikitesto]

Lauree Honoris Causa
  • Polonia – Scienze sociali – Università Cattolica di Lublino (19 giugno 1996)
  • Thailandia – Comunicazioni sociali – St. John University di Bangkok (5 gennaio 1997)
  • Filippine – Teologia – Pontificia e Reale Università Santo Tomàs di Manila (14 gennaio 1997)
  • Taiwan – Teologia – Fu Jen University di Taipei (gennaio 1997)
  • USA – Lettere – Sacred Heart University di Fairfield, Connecticut, promossa dal Rabbino Jack Bemporad, direttore del Centro per la comprensione cristiano-ebraica presso questa Università (21 maggio 1997)
  • USA - Pedagogia - Università Cattolica d'America di Washington (10 novembre 2000)
  • Italia – Economia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Sede di Piacenza-Cremona (29 gennaio 1999);
  • Italia - Teologia della Vita consacrata – Istituto "Claretianum" della Pontificia Università Lateranense di Roma (25 ottobre 2004)
  • Messico – Filosofia – Università S. Juan Bautista de La Salle di Città del Messico (6 giugno 1997)
  • Argentina – Dialogo con la cultura contemporanea – Università Statale di Buenos Aires (UBA), (6 aprile 1998)
  • Brasile – Umanità e Scienze della religione – Pontificia Università Cattolica di San Paolo (29 aprile 1998) - Economia – Università Cattolica del Pernambuco (9 maggio 1998)
  • Malta – Lettere (Psicologia) – Università di Malta (26 febbraio 1999)
  • Slovacchia – Teologia – Università di Trnava (23 giugno 2003)
  • Venezuela – Arte – Università Cattolica di Maracaibo (18 novembre 2006)
  • Inghilterra – Teologia – Liverpool Hope University consegnata dal rettore nella sua abitazione a Rocca di Papa (5 gennaio 2008)
Da altri Enti culturali
  • Venezuela - Istituzione della Cattedra Libera "Chiara Lubich" – Università Cattolica "Cecilio Acosta" di Maracaibo (febbraio 2005)
  • Brasile - Cattedra Chiara Lubich in Fraternità e Umanesimo - Università Cattolica di Recife e Facoltà Aces di Caruaru (25 marzo 2014);
  • Brasile - Medaglia d'onore al merito – Università dello Stato di San Paolo (USP), (aprile 1998)
  • Paraguay - Premio Thomas Moro – Università Cattolica del Paraguay (Asunción, 27 dicembre 2006)
  • Argentina – Medaglia d'onore – Università Cattolica di Argentina (Buenos Aires, aprile 1998)
Onorificenze cittadine internazionali
  • Argentina – Visitatore illustre – Governo della Città di Buenos Aires (aprile 1998)
  • Brasile - Medaglia Brazao d'armas de Belém della città di Belém, Parà (dicembre 1998)
  • Repubblica del Camerun - Nomina di "Mafua Ndem" (Regina inviata da Dio) dal Fon di Fontem, re dei Bangwa, Lucas Njifua (Fontem, maggio 2000)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dichiarata Autore dell'anno 1995 con il Premio Uelci, portano il nome di Chiara 58 libri (tra cui best seller quali Meditazioni), tradotti in 28 lingue, con 30 edizioni all'attivo per una diffusione di oltre 3.200.000 copie. Nel marzo 2018 è stato pubblicato il primo volume (Parole di Vita) di un nuovo progetto editoriale Opere di Chiara Lubich: un "corpus" di testi che intende presentare in maniera sistematica il patrimonio del suo pensiero. Coeditori: Città Nuova Editrice e il Centro Chiara Lubich, nato nel 2008 con lo scopo di curare, studiare, diffondere il suo pensiero e provvedere alla tutela del suo patrimonio[95]. Una selezione:

Meditazioni
  • Meditazioni, Città Nuova, Roma 1959, 201227.
  • Scritti Spirituali/1. L'attrattiva del tempo moderno, Città Nuova, Roma 1978, 20035.
  • Scritti Spirituali/2. L'essenziale di oggi, Città Nuova, Roma 1978, 19843.
  • Scritti Spirituali/3. Tutti uno, Città Nuova, Roma 1979, 19963.
  • Scritti Spirituali/4. Dio è vicino, Città Nuova, Roma 1981, 19952
  • L'unità e Gesù Abbandonato, Città Nuova, Roma 1984, 200811.
  • Il Grido, Città Nuova, Roma 2000, 20087.
  • Una via nuova. La spiritualità dell'unità, Città Nuova, Roma 2002, 20032.
  • Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, Roma 2003, 20033.
  • Un po' di storia del «Movimento dell'Unità» (1949, pubblicato come opuscolo nel 1950), in «Nuova Umanità», 31 (2009), n. 181, pp. 15-29.
  • «Ideale dell'unità, Il "trattatello innocuo"» (1950), in "Erano i tempi di guerra…" agli albori dell'ideale dell'unità, Città Nuova, Roma 2007.
  • L'avventura dell'unità (intervista di F. Zambonini), Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1991.
  • La dottrina spirituale, a cura di M. Vandeleene, Mondadori, Milano 2001; nuova ed. aggiornata e ampliata: Città Nuova, Roma 2006.
  • Lettere dei primi tempi 1943-1949. Alle origini di una nuova spiritualità, a cura di F. Gillet e G. D'Alessandro, Città Nuova, Roma 2010.
  • Dio Amore, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2011.
  • La volontà di Dio, a cura di L. Abignente, Città Nuova, Roma 2011.
  • La Parola di Dio, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2011.
  • L'amore al fratello, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2012.
  • L'amore reciproco, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2013.
  • Gesù Eucaristia, a cura di F. Ciardi, Città Nuova, Roma 2014.
  • L'unità, a cura di D. Falmi, e F. Gillet, Città Nuova, Roma 2015.
  • Gesù abbandonato, a cura di H. Blaumeiser, Città Nuova, Roma 2016.
  • Maria, a cura di B. Leahy e J. Povilus, Città Nuova, Roma 2017.
  • La Chiesa, a cura di H. Blaumeiser e B. Leahy, Città Nuova, Roma 2018.
  • Lo Spirito Santo, a cura di R Silva e F. Gillet, Città Nuova, Roma 2018.
  • Santi insieme, Città Nuova, Roma 1994, 1995 3.
  • Santità di popolo, Città Nuova, Roma 2001.
  • Costruendo il "castello esteriore", Città Nuova, Roma 2002.
  • In unità verso il Padre, Città Nuova, Roma 2004.
Su temi vari
  • Ogni momento è un dono: Riflessioni sul vivere nel presente, Città Nuova, Roma 2001, 2010 9.
  • L'arte di amare, Città Nuova, Roma 2005, 2009 8.
  • Perché mi hai abbandonato? - Il dolore nella spiritualità dell'unità (a cura di D. Fratta), Città Nuova, Roma 1997, 2007.
  • E torna Natale..., Città Nuova, Roma 1987, 2007 11.
  • Cristo dispiegato nei secoli. Testi scelti e presentati da F. Ciardi, Città Nuova, Roma 1994.
  • La parabola del corpo, Città Nuova, Roma 2000, 2000
  • L'economia di comunione. Storia e profezia, Città Nuova, Roma 2001.
  • Il dialogo è vita, Città Nuova, Roma 2007.
  • Essere tua Parola, a cura di F. Ciardi (ed.), Città Nuova, Roma 2008.
  • Incontri con l'Oriente, Intr., cron. e note di E. M. Fondi, Città Nuova, Roma 1986.
  • Una famiglia per rinnovare la società, (coll. Spazio Famiglia. Testi), Città Nuova, Roma 1993.
  • Dove la vita si accende. Dialoghi sulla famiglia, Città Nuova, Roma 1998, 2008.
  • La forza della comunione, San Paolo, Biblioteca Universale Cristiana, Cinisello Balsamo, 2014.
  • Dottorati Honoris causa conferiti a Chiara Lubich, F. Gillet e R. Parlapiano (edd.), con la collaborazione dell'Istituto Universitario Sophia, Collana "Studi e Documenti"/1, Città Nuova, Roma 2016.
  • Parole di vita, a cura di F. Ciardi, Collana "Opere di Chiara Lubich" /5, Città Nuova, Roma 2017.

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

Biografie[modifica | modifica wikitesto]

  • CARELLA N., Silvia prima di Chiara, la ricerca di una strada nuova, Città Nuova, Roma 2014.
  • DARRIGAUD J.-C., Toute soif a son eau. Chiara Lubich et les focolari, Nouvelle Cité, Paris 1978.
  • FOLONARI G., Lo spartito scritto in cielo. Cinquant'anni con Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2012.
  • GALLAGHER J., Chiara Lubich. Dialogo e profezia, (Edizione ampliata) tr. it. di L. Draghi - L. Bruni - S.Daneo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2014.
  • GENTILINI M., Chiara Lubich. La via dell'unità, tra storia e profezia. Città Nuova, Roma 2019.
  • GIORDANI I., Storia di Light/1, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 217, pp. 25-38; Storia di Light/2, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 218, pp. 141-155; Storia di Light/3, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 219, pp. 285-297; Storia di Light/4, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 220, pp. 493-495; Storia di Light/5, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 221, pp. 117-131; Storia di Light/6, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 222, pp. 151-168; Storia di Light/7, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 223, pp. 121-142; Storia di Light/8, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 224, pp. 129-142; Storia di Light/9, in «Nuova Umanità», 39 (2017) 225, pp. 127-148; Storia di Light/10 in «Nuova Umanità», 39 (2017) 226, pp. 123-139; Storia di Light/11, in «Nuova Umanità» 39 (2017), n. 227, pp. 123-141.
  • LATTUADA N., Chiara Lubich, Maestri della fede, I grandi protagonisti del Cristianesimo, Mondadori, Milano 2017.
  • ROBERTSON E., Chiara, Città Nuova, Roma 1978.
  • SALVOLDI V., Chiara Lubich, Una divina avventura, Velar, Gorle (Bergamo) 2008.
  • SAVERIO GAETA, «Intervista a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari», in Cattolici D.O.C., interviste-ritratto con dieci leader, Messaggero, Padova 1988, pp. 99-109.
  • TORNO A. PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011.
  • ZAMBONINI F. (intervista a cura di), L'avventura dell'unità, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1991.
  • ZAMBONINI F., Chiara Lubich. La sua eredità, Paoline, Milano 2009.

In dialogo con le religioni[modifica | modifica wikitesto]

  • CODA P., Viaggio in Asia. Con Chiara Lubich in Thailandia e Filippine, Città Nuova, Roma 1997.
  • CODA P., Nella moschea di Malcom X. Con Chiara Lubich negli Stati Uniti e in Messico, Città Nuova,Roma 1997.
  • CODA P., Le luci della menorah. Con Chiara Lubich in Argentina e Brasile, Città Nuova, Roma 1998.
  • ZANZUCCHI M., I santuari sulle rocce. Con Chiara Lubich in Medio Oriente, Città Nuova, Roma 2000.

Studi - Monografie[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Il Patto del '49 nell'esperienza di Chiara Lubich – Percorsi interdisciplinari, «Studi della Scuola Abbà, 1», Città Nuova, Roma 2012*.
  • AA.VV. Come frecciate di luce – Itinerari linguistici e letterari nel racconto del '49 di Chiara Lubich, «Studi della Scuola Abbà, 2», Città Nuova, Roma 2013*.
  • AA.VV. Carisma, storia, cultura. Una lettura interdisciplinare del pensiero di Chiara Lubich, «Studi della Scuola Abbà, 3», Città Nuova, Roma 2014*.
  • AA.VV. Guardare tutti i fiori, «Studi della Scuola Abbà, 4» Città Nuova, Roma 2014*.
  • AA.VV. Il dire è dare. La parola come dono e relazione nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova per, Roma 2017*.
  • AA.VV. Resurrezione di Roma, dialoghi interdisciplinari su città, persona e relazioni a partire da un testo di Chiara Lubich, a cura di H. Blaumeiser e A.-M. Rossi, «Studi della Scuola Abbà, 5», Città Nuova, Roma 2017*
  • ABIGNENTE L., Memoria e presente – La spiritualità del Movimento dei Focolari in prospettiva storica, Città Nuova, Roma 2010.
  • ABIGNENTE L., "Qui c'è il dito di Dio", Carlo de Ferrari e Chiara Lubich: il discernimento di un carisma, Centro Chiara Lubich, Collana "Studi e Documenti"/2, Città Nuova, Roma 2017.
  • BACK J.P., Il contributo del Movimento dei Focolari alla koinonia ecumenica. Una spiritualità del nostro tempo al servizio dell'unità, Città Nuova, Roma 1988.
  • CALLEBAUT B., La nascita dei Focolari. Storia e sociologia di un carisma (1943-1965), Istituto Universitario Sophia, Città Nuova, Roma 2017. Edizione francese anteriore: Tradition, charisme et prophétie dans le Mouvement International des Focolari, Nouvelle Cité, Bruyères-le-Châtel 2010.
  • CASTELLANO CERVERA J., ocd, Il castello esteriore, il "nuovo" nella spiritualità di Chiara Lubich, a cura di F. Ciardi, Città Nuova, Roma 2011.
  • CERINI M., Dio Amore. Nell'esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1991.
  • CLEMENZIA A., DI PILATO V., TREMBLAY J. (edd.), Castello interiore e castello esteriore. Per una grammatica dell'esperienza cristiana, Prato, Città Ideale, 2015.
  • FERRARI A., Trinità ed etica, Nuove prospettive nella spiritualità dell'unità di Chiara Lubich, Città Nuova per, Roma 2016.
  • LEONARDI A. ed., Comunione e innovazione sociale, il contributo di Chiara Lubich, Città Nuova, Università degli studi di Trento, Roma 2012.
  • SINISCALCO P. e TOSCANI X. (Edd.) Paolo VI e Chiara Lubich. La profezia di una Chiesa che si fa dialogo, Edizioni Studium, Brescia 2015.
  • PELLI A., L';abbandono di Gesù e il mistero del Dio Uno e Trino. Un'interpretazione teologica del nuovo orizzonte di comprensione aperto da Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1995.
  • PINASSI CARDINALI R., I focolarini sposati. Una via nuova nella Chiesa, Città Nuova, Roma 2007.

POVILUS J.M., «Gesù un mezzo» nel pensiero di Chiara Lubich. Genesi, contenuti ed attualità di un tema della sua spiritualità, Città Nuova, Roma 1981

  • SALIERNO L.M., Maria negli scritti di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1993 (con ampia raccolta di scritti di Chiara Lubich su Maria).
  • SGARIGLIA A. (ed.), Contemplare Cristo con gli occhi di Maria, Città Nuova, Roma 2003.
  • TOBLER S., Tutto il Vangelo in quel grido. Gesù abbandonato nei testi di Chiara Lubich, Città Nuova,Roma 2009.
  • VANDELEENE M., Io, il fratello, Dio nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1999.
  • ZANGHÌ G. M., Gesù abbandonato maestro di pensiero, Coll. Universitas, Città Nuova, Roma 2008.
  • ZANGHÌ G. M., Leggendo un carisma, Chiara Lubich e la cultura, Città Nuova, Roma 2015

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Cristiana Capotondi, A sua immagine, Rai Uno, 3.1.2021, presentazione fiction Chiara Lubich, l'amore vince tutto, in onda in prima serata Rai Uno
  2. ^ Giorgio Napolitano, Telegramma in occasione della scomparsa di Chiara Lubich, su SIR, 14 marzo 2008
  3. ^ Cf. J. Castellano Cervera, OCD, Una spiritualità che unisce il vertice del divino e dell'umano in La Dottrina spirituale, a cura di M. Vandeleene, nuova ed. aggiornata e ampliata: Città Nuova, Roma 2006, p. 19
  4. ^ F. Lethel, ocd, Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum (Roma), Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia in Chiara Lubich donna mistica contemporanea, Lettere dei primi tempi della fondatrice del movimento dei Focolari, in «L’Osservatore Romano», 26 marzo 2010.
  5. ^ Card. G. Coppa, “Sorelle nell’amore a Gesù in Croce{{subst:–}}La comune esperienza di unione con Cristo di Madre Teresa di Calcutta e Chiara Lubich”, «L’Osservatore Romano», 4 aprile 2008, p. 7.
  6. ^ O. Paliotti, B. Callebaut (edd), Chiara mia sorella. Intervista a Gino Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 7-9
  7. ^ N. Carella, Silvia prima di Chiara,Città Nuova, Roma 2014, pp. 46, 55.
  8. ^ Chi beve l'acqua pensa alla sorgente
  9. ^ N. Carella, op. cit., p. 55, 79, 104.
  10. ^ R. Pititto, Dire Dio ad Auschwitz: Edith Stein e la Sho’ah, in AA.VV., La Sho’ah tra interpretazione e memoria, Vivarium, Napoli 1998, pp. 707-732.
  11. ^ Ai membri del Movimento dei Focolari (19 agosto 1984) | Giovanni Paolo II
  12. ^ Nino Carella, Silvia prima di Chiara, Città Nuova 2014, pp. 134-135
  13. ^ M. Cerini, Dio Amore nell’esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich, Cittá Nuova Roma 1991, pp. 16.17
  14. ^ M. Cocchiaro, Natalia la prima compagna di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2013, pp. 26-27.
  15. ^ La seconda guerra mondiale a Trento. L'intervento sui danni di guerra da parte del genio civile di Trento
  16. ^ L’Anpi dedica il 25 aprile a Gino Lubich - Trento - Trentino
  17. ^ C. Lubich, Un po’ di storia del Movimento dell’Unità,Tipografia AOR, Trento, 1950, in L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio”, Carlo de Ferrari e Chiara Lubich: il discernimento di un carisma. Città Nuova ed. 2017, pp. 42-43
  18. ^ C. Lubich, Lettera a Duccia Calderari, Avvento 1944, in Lettere dei primi tempi. Alle origini di una nuova spiritualità, Città Nuova, Roma 2010, p. 53.
  19. ^ Cf. F. Lethel, cit, p. 5.
  20. ^ Chiara Lubich, Chi beve l'acqua pensa alla sorgente, cit
  21. ^ Cf. C. Ruggiu, Lungo la via Gocciadoro - Dagli appunti autobiografici di Giosi Guella, Città Nuova 2015, p. 58 e ss
  22. ^ cf Chiara Lubich, Lezione magistrale, Buenos Aires 6.4.1998, Dottorato h.c. in Dialogo con la cultura contemporanea" Università di Buenos Aires (UBA) in Dottorati conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova 2016, p. 180
  23. ^ Cf Dr. Mark G. Borg, Decano della Facoltà di Lettere e Psicologia Università di Malta, Laudatio conferimento dottorato h.c. a Chiara Lubich in Psicologia, in Dottorati h.c. conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova 2016, p. 291 e ss
  24. ^ Cf. Gaudium et Spes, 38.
  25. ^ C. Lubich, Il Testamento di Gesù, Città Nuova, 15 dicembre 1959
  26. ^ The Times, Chiara Lubich, 15.3.2008
  27. ^ Prof. Ladislav Csontos, SJ, phd, Decano Facoltà di Teologia Università di Trnava, Slovacchia, Dottorato h.c. in Teologia a Chiara Lubich, in Dottorati h.c. conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova 2016, p. 339 e ss
  28. ^ Franca Zambonini, L'avventura dell'unità, intervista a Chiara Lubich,Città Nuova
  29. ^ a b Papa Francesco alla Comunità del Movimento dei Focolari, Loppiano (Firenze), 10 maggio 2018 [1]
  30. ^ Adam Biela, Decano Facoltà Scienze Sociali, Laudatio in Dottorati h.c. a Chiara Lubich, pp. 33
  31. ^ Maurizio Gentilini, autore della biografia dedicata alla fondatrice del Movimento dei Focolari nel centenario della nascita, in Chiara Lubich, la via dell’unità tra storia e profezia, intervista di Marco Roncalli, La Stampa/Vatican Insider Chiara Lubich, la via dell’unità tra storia e profezia - La Stampa
  32. ^ Cosa ci Muove | Movimento dei Focolari
  33. ^ Padre Jesus Castellano, Focolari (Movimento dei) in Dizionario enciclopedico di spiritualità a cura di Ermanno Ancilli, 1990 Città Nuova ed. Roma, p. 1015-16
  34. ^ Cf. L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio,cit, pp. 46-47.
  35. ^ E. Robertson, Chiara, Città Nuova ed, 1978, p. 34
  36. ^ Cf. L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio,cit, pp. 208-210
  37. ^ A. Torno, Portarti il mondo tra le braccia{{subst:–}}Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 36 e ss.
  38. ^ Cf Igino Giordani, Storia del nascente Movimento dei Focolari, in Chiara Lubich, Igino Giordani, "Erano i tempi di guerra", agli albori dell'ideale dell'unità, Città Nuova 2007, p. 92 e ss
  39. ^ Cf. C. Lubich, La mia testimonianza di fede, XIX Congresso Eucaristico Nazionale, Pescara 15.9.1977 in Scritti Spirituali/1, Città Nuova, Roma 1978, p. 14 e ss.
  40. ^ Igino Giordani e Chiara Lubich - Città Nuova - Città Nuova
  41. ^ Bernhard Callebaut, La nascita dei Focolari, Storia e sociologia di un carisma (1943-1965), Città Nuova 2017, p. 603
  42. ^ AA.VV., Resurrezione di Roma, Dialoghi interdisciplinari su città, persona e relazioni a partire da un testo di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2017, pp. 15 e ss
  43. ^ Cf Fabio Ciardi, Introduzione, L'unità, uno sguardo dal Paradiso '49 di Chiara Lubich, Città Nuova/Studi della Scuola Abbà, p. 5 e ss
  44. ^ C. Lubich, Lezione magistrale in Scienze Sociali, Conferimento dottorato h.c. Università Cattolica di Lublino (Polonia), 19.6.1996, in Dottorati honoris causa conferiti a Chiara Lubich,cit, p. 46.
  45. ^ Florence Gillet, La riscoperta di Dio in Chiara Lubich, Due termini in apparenza contraddittori», in L’Osservatore Romano, 16 luglio 2017, pp. 4-5.
  46. ^ Pio XII, Radiomessaggio 10.11.1956
  47. ^ Cf. C. Lubich, I volontari di Dio, in «Città Nuova» (1957), n. 1/, in C. Lubich, Attualità – Leggere il proprio tempo, a cura di M. Zanzucchi, Città Nuova, Roma 2013, pp. 11-13.
  48. ^ [1]Cf. C. Lubich, Per una Civiltà dell’unità, Atti del Congresso internazionale Una cultura di pace per l’unità dei popoli, 11.06.1988, p. 17 e ss
  49. ^ C. Lubich, Colloqui con i Gen, Città Nuova ed, 1998, p. 10
  50. ^ C. Lubich, Colloqui con i Gen, cit, p. 73, e Il tema centrale dei Congressi Gen 1972:
  51. ^ Copia archiviata, su loppiano.it. URL consultato il 31 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2017).
  52. ^ Raffaella Cardinali, 1967: la nascita del Movimento Famiglie Nuove, in I focolarini sposati, una nuova via nella Chiesa, Città Nuova 2007, p. 168/
  53. ^ Chi Siamo | Famiglie Nuove
  54. ^ C. Lubich, Lettere dei primi tempi, cit p. 169 e ss
  55. ^ E. M. Fondi, M. Zanzucchi, Un popolo nato dal Vangelo, cit, pp. 279 e ss
  56. ^ Cf. I. Giordani, Le Mariapoli, in C. Lubich e I. Giordani, Erano i tempi di guerra, agli albori dell’Ideale dell’unità, Città Nuova, Roma 2007, pp. 193 e ss.
  57. ^ C. Lubich, Maria Regina del Mondo in L’attrattiva del tempo moderno, Scritti Spirituali/1, Città Nuova, Roma 1978, pp. 218 e ss.
  58. ^ C. Lubich, Editoriale in «La Rete» n. 1, 5 marzo 1957.
  59. ^ P. Siniscalco, L’Est Europeo, Chiara Lubich e Paolo VI, in Paolo VI e Chiara Lubich, ed Studium, Roma 2015, pp. 86 e ss
  60. ^ S. Schmid, Non esistono più Est ed Ovest, Città Nuova (1991), n. 18, pp. 34 e ss.
  61. ^ Decano della Facoltà di Scienze Sociali dell'Università di Lublino, prof. Adam Biela, in Dottorati HC conferiti a Chiara Lubich, CN, pp. 36 e 39
  62. ^ Michele Zanzucchi, Fontem, un popolo nuovo, Città Nuova 2002
  63. ^ / Chiara Lubich e le religioni tradizionali
  64. ^ M. Calfova, Economia di Comunione, Centro Filadelfia di Studio, Ricerca e Documentazione, p. 7, Mariapolis Ginetta (Vargem Grande Paulista, Brasile)
  65. ^ :/Chi Siamo – Movimento Politico per l'Unità (MPPU)
  66. ^ Cf International Diplomatic Observer, vol. 2, no. 3 April 1997, Catholic leader to speak at the United Nations - Chiara Lubich, Founder and President of the Focolare Movement, to speak
  67. ^ Emiliano Fiore, Innsbruck 9/10 Novembre 2001, Convegno "1000 città per l'Europa"
  68. ^ P. Coda, Prefazione, in Dottorati Honoris Causa conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2016, pp. 9 e ss.
  69. ^ Maria Voce, Il carisma dell'unità diventa dottrina, Osservatore Romano, 2.12.2008, in “Il carisma dell’unità diventa dottrina” | Press
  70. ^ Cf Il metodo del dialogo secondo Chiara, Osservatore Romano, 20-21 marzo 2014
  71. ^ C. Lubich, Quale futuro per una società multiculturale, multietnica e multi religiosa? in Educazione come vita, a cura di A. V. Zani, Editrice, La Scuola, Brescia 2010, pp. 112-128 [Discorso del 19/6/2004 in occasione di una “giornata aperta” a Londra]
  72. ^ Joan P. Back, L’ecumenismo di Paolo VI e Chiara Lubich, in Paolo VI e Chiara Lubich, la profezia di una Chiesa che si fa dialogo, a cura di Paolo Siniscalco e Xenio Toscani, Edizioni Studium, Roma 2015, pp. 111 e ss
  73. ^ cf. «Il Regno-Documenti», 42 (1997), n. 15, pp. 456-459
  74. ^ Pentecoste 1998: Giovanni Paolo II e i movimenti Pentecoste 1998
  75. ^ C. Lubich, L’Europa unita per un mondo unito», in C. Lubich, Educazione come vita, a cura di A.V. Zani, Editrice La Scuola, Brescia 2010, pp. 107-112 [Discorso dell’8/5/2004, per la manifestazione “Insieme per l’Europa”, Stoccarda (Germania)]
  76. ^ C. Lubich, Quale futuro per una società multiculturale, multietnica e multi religiosa?» cit
  77. ^ Spiritualità di comunione e dialogo interreligioso - Città Nuova - Città Nuova
  78. ^ Cf. G. Boselli, G. Lubich, A Londra si è aperta al Movimento dei Focolari una nuova prospettiva, L’assegnazione del Premio Templeton 1977 a Chiara Lubich, «Città Nuova», n. 8, 25 aprile 1977, p. 28 e ss
  79. ^ Jacqueline Lateef and Imam Khalid S. Lateef, Italian Focolare Movement Leader Speaks to Muslim African American Audience. A Historical Meeting Held at Harlem's Historic Malcolm Shabazz Masjid, Muslim Journal, vol 22, no. 35, June 13, 1997
  80. ^ Enzo Fondi in Jim Gallagher, Chiara Lubich - Dialogo e profezia, ed. San Paolo 1999, pp. 231-232
  81. ^ Ignacio Lopez, "Hermanos mayores", La Nacion, Buenos Aires, 4 de mayo 1998
  82. ^ Peace Award for Focolare Movement Founder, The Hindu, January 6, 2001
  83. ^ C. Lubich Focolari tra le religioni - Un'esperienza di dialogo interreligioso in India, in «Il Regno», 46 (2001), n. 881, pp. 303-305
  84. ^ Le testimonianze per la pace dei Rappresentanti delle Religioni del mondo
  85. ^ Cfr A. M. Baggio, L’esperienza del Movimento dei Focolari nel rapporto con amici di convinzioni diverse, in Per una umanità più unita{{subst:–}}Rapporti di unità con persone di convinzioni diverse, Atti del Congresso 28-29.5.1994, Città Nuova, Roma 1994, pp. 14-15
  86. ^ A. Torno, Portarti il mondo tra le braccia - Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 109,110
  87. ^ Maurizio Gentilini, L’ultima notte, in Chiara Lubich cit, p. 435 e ss
  88. ^ Chiara Lubich, parte causa di beatificazione: "Ha acceso luce sul cammino per l'unità della Chiesa" - la Repubblica
  89. ^ C. Lubich, dal diario del 9 novembre 1965 in Diario 1964-65, Città Nuova 1985, p. 152
  90. ^ Cf Lucia Abignente, Qui c’è il dito di Dio, cit, pp 203-204
  91. ^ Cf. L. Abignente, Paolo VI e Chiara Lubich, un cammino di comunione, in Paolo VI e Chiara Lubich - La profezia di una Chiesa che si fa dialogo, Ed. Studium, 2015, pp. 59 e ss
  92. ^ Giovanni Paolo II, Discorso ai membri del Movimento dei Focolari, 19.8.1984 [2]
  93. ^ Cf Zambonini, L’avventura dell’unità - Intervista a Chiara Lubich, Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1991, pp. 151-152
  94. ^ Lettera di Sua Santità Benedetto XVI in occasione delle esequie di Chiara Lubich Lettera al Card. Tarcisio Bertone in occasione delle Esequie di Chiara Lubich, Fondatrice dell’Opera di Maria - Movimento dei Focolari (18 marzo 2008) | Benedetto XVI
  95. ^ https://www.lastampa.it/2017/11/13/vaticaninsider/parole-di-vita-esce-il-primo-volume-delle-opere-di-chiara-lubich-ONP6W6dbS7kTpnACcz5fNM/pagina.htm

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