Saci

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I Saci sono un antico gruppo di popolazioni per lo più nomadi della Siberia e dell'Asia Centrale, generalmente considerati il ramo orientale degli Sciti e quindi iranici. Ai Saci vengono generalmente associati i Sogdiani, i Massageti, gli Issedoni, i Sacarauli, gli Ashguzai e gli Indo-sciti (Saci migrati nel subcontinente indiano).

Storia dei Saka[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al I millennio a. C. diverse tribù popolarono probabilmente il Kazakhstan . esse venivano definite "Saka". Questo demonimo deriva dalla radice sak- che denota l'azione dell'andare, vagare, errare. Quindi è deducibile la caratteristica principale di questo gruppo etnico che è il vagabondaggio. I rinvenimenti funerari di questa civiltà, deifniti "Kurgan reali ", sono stati rinvenuti presso le necropoli, scoperte presso i fiumi Syrdar'ja, l'Issyk, l'Irtyš, l'Ili, presso il lago d'Aral o nel massiccio dell'Altai.

L'uomo d'oro: Armatura da parata di un catafratto rinvenuta in una tomba reale (il kurgan d'Issyk) del Kazakistan sud-orientale.

Le Necropoli dei Saka[modifica | modifica wikitesto]

Le necropoli più importanti sono quelle di Besšatyr, sulla riva destra del fiume Ily, di Tagisken, tra il lago d'Aral ed il Kazakstan meridionale, e quella di Zilandy, nel Kazakstan centrale.

La cultura di Tasmola[modifica | modifica wikitesto]

Dalla necropoli di Tasmola prende nome la cultura di Tasmola, sviluppatasi in tre fasi: la prima, intorno al VII-Vi sec. a.C., la seconda nel V-IV sec. a. C e la terza nel III-I sec. a. C. Di questa cultura sono proprio i "kurgani con i baffi", orientati ad est, circondati da doppio recinto di pietra ed un kurgan principale con la tomba del defunto ed uno laterale per i cavalli. Forse da collegarli al culto solare e alla sepoltura nobiliare. Nelle sepolture maschili sono stati scoperti diversi reperti tra cui armi, punte di freccia, pugnali; teste di cavallo ornati di ricchi finimenti; fermagli d'osso, di corno, placchette di bronzo. Nelle tombe femminili, invece, specchi di bronzo, incensieri ovali di pietra. Successivamente, iniziano a mancare le teste di cavallo e le armi.

La cultura dei Sauromati[modifica | modifica wikitesto]

Questa tribù la conosciamo attraverso le fonti greche. Erodoto, storico greco del V sec. a. C. e l'anonimo autore del Periplo del Ponto Eussino del VI sec. a. C. Il primo ci informa che tale popolo nacque dall'unione degli Sciti con le Amazzoni, il secondo, invece, che gli uomini erano sudditi delle donne. Le tribù dei Sauromati sono rappresentate dalle necropoli di Besoba, Syntas e Nagornensk. Le tombe sono composte da tronchi di legno o circolari o rettangolari o ovali, con corridoio di accesso. A volte si trovano sepolture collettive. I ritrovamenti all'interno delle tombe sono punte di frecce di bronzo, pugnali di ferro, finimenti per cavalli, coltelli di ferro a lama stretta, vasi d'argilla con il fondo piatto, morsi per cavallo, fibbie di bronzo, ganci di ferro per faretre con decorazioni zoomorfe. Le donne erano tenute in grande considerazione, tanto da avere tombe con portali, di funzione sacrale rilevante il ruolo sacerdotale delle suddette.

Il kurgan d'Issyk[modifica | modifica wikitesto]

Il kurgan d'Issyk faceva parte di una necropoli abbastanza estesa. Essa conteneva 40 tombe, cronoligicamente collocabili tra il V ed il III a. C. Geograficamente, invece, si trovava nella zona di Semireĉ'e ed Almaty. Il tumulo era alto 6 m e di 60 di diametro. Era composto di strati di ghiaia, argilla e pietrisco. Copriva due tombe. La tomba principale era già stata saccheggiata quando fu scoperta. Nell'altra invece fu rinvenuta con tutti gli arredi ed il seppellito. La camera funeraria era strutturata in forma rettangolare, con pareti lignee di legno d'abete orizzontalmente posti. Il defunto era supino, il capo volto ad ovest, la mano destra sull'inguine ed il braccio sinistro lungo il fianco. Il pavimento su cui giaceva era ricoperto da una stuoia di stoffa ornata con placche d'oro. Intorno i vasi contenenti i cibi del banchetto rituale, contenitori di legno, di argilla, brocche, mestoli, piatti, due coppe argentee, di cui una con una iscrizione di 26 segni. Invece in una ciotola di bronzo sono stati rinvenute placche d'oro, a forma di becco e di artigli rapaci. Una coppa di bronzo ai piedi del defunto.

La cultura dei Sarmati[modifica | modifica wikitesto]

La necropoli di Prokhorovka ha conservato reperti risalenti al V secolo. Abbiamo sepolture collettive di famiglie aristocratiche ma anche singole di guerrieri e di donne. Esse sono rettangolari, strette e fornite di scalini o in tombe a camera con corridoio di accesso. In esse, sia quelle maschili che femminili, ci sono frecce di ferro ad incastro, spade lunghe, pugnali, catafratte sia per l'uomo che per il cavallo.

Sogdiani[modifica | modifica wikitesto]

La Sogdiana (Uzbekistan meridionale e Tagikistan Occidentale), provincia o satrapia dell'Impero persiano Achemenide, prende il nome dalla popolazione originariamente di tipo Saca. Vi si parlava un dialetto iranico almeno fino alla conquista mongola (tutt'oggi però continua ad essere parlato nella valle dello Yaghnob, in Tagikistan, lo Yaghnobi, l'ultima forma di Sogdiano sopravvissuta fino ai nostri giorni).

Massageti[modifica | modifica wikitesto]

Saci dell'Asia Centrale. Il nome ha un chiaro significato in iranico: grande orda Saca (dall'Indo-iranico maha "grande"). Questo confermerebbe l'appartenenza agli Iranici. Un anonimo sofista dell'antica Grecia nella sua opera "Ragionamenti doppi" scriveva: «I Massageti squartano i genitori e se li mangiano, perché pensano che l'esser sepolti nei propri figli sia la più bella sepoltura; invece se qualcuno lo facesse in Grecia, cacciato in bando morirebbe con infamia, come autore di cose turpi e terribili.»[1].

Issedoni[modifica | modifica wikitesto]

Erodoto scrive: «D'altra parte Aristea di Proconneso figlio di Castrobio e poeta epico, racconta che, ispirato da Febo, egli giunse fino agli Issedoni; a nord degli Issedoni, dice, abitano gli Arimaspi, uomini con un occhio solo e, sopra questi, i Grifoni che custodiscono l'oro; oltre i Grifoni si trovano gli Iperborei che si estendono fino al mare. Tutti questi popoli, eccettuati gli Iperborei e a cominciare dagli Arimaspi, sono sempre in lotta con i loro vicini: così gli Issedoni furono scacciati dal loro paese per opera degli Arimaspi; a loro volta gli Issedoni scacciarono gli Sciti, e i Cimmeri, che abitano sulle rive del mare meridionale, sotto la pressione degli Sciti, furono costretti a lasciare la loro terra» (IV, 13).

A parte il riassunto di Erodoto, del poema di Aristea ci sono giunte solamente alcune citazioni del bizantino Tzetzes ("Chiliades", VII 687-692): un verso ricorda gli Issedi come orgogliosi dei loro lunghi capelli (frammento 3 Bolton) e altri cinque versi ci presentano gli Arimaspi come confinanti settentrionali (presumibilmente degli Issedoni), guerrieri valorosi, allevatori (di cavalli, pecore e buoi) e dotati di un occhio solo, folta capigliatura ed eccezionale vigore (frammenti 4 e 5 Bolton).

Tolomeo parla di una città Issedon Serica, nel paese dei Seri (probabilmente odierna Khotan in Uigur, dove anticamente si parlava un dialetto iranico, il khotanese, una variante del Sogdiano).

Per quanto riguarda il nome Arimaspi questo può essere compreso tramite l'iranico ariama+aspa=coloro che amano i cavalli, che ben si adatta a popolazioni nomadi a cavallo dell'Asia centrale.

Sacarauli[modifica | modifica wikitesto]

Vengono nominati da Strabone nella Geografia (ma a volte si trova Sakarauke) tra le tribù che distruggono il regno greco della Battriana (Afghanistan), insieme ai Tocari, gli Assi, i Passiani (tutte tribù di identificazione incerta). Fondarono l'Impero Kushan.

Affini ai Sacarauli, sono i Sagaruce, ricordati da Tolomeo ad est del Mar Caspio ed i Sakaraukae che divennero la tribù dominante tra gli Sciti Amirgi.

Ashguzai[modifica | modifica wikitesto]

Vengono nominati nelle cronache tardo-assire (700 a.C.) a causa delle numerose devastazioni inflitte agli Assiri. Gli Ashguzai sono forse presenti addirittura nell'Antico Testamento, nella cosiddetta tavola delle nazioni, col nome di Askenaz.

I moderni Saka[modifica | modifica wikitesto]

  • Si può far notare che i moderni Jakuti della Siberia settentrionale si danno il nome di Sakha. Questo fatto può essere compreso se si considera che gli Jakuti migrarono nelle loro odierna sede verso il XIII secolo, al tempo delle invasioni mongole, partendo da una regione dei monti Saian-Altai. Gli Jakuti, in fuga dalle 'zone calde' dell'epoca erano già una popolazione mescolata di europoidi e asiatici-orientali che però conservava ancora l'antico nome Saka.
  • Nella Cina odierna, precisamente nello Xinjiang-Uigur, sopravvive ancora il popolo dei Sarikoli che parla un idioma iranico. Non si può non osservare come il nome sia praticamente identico ai Sakarauli (a meno di una metatesi).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Domenico Casale, Cronache e delirio, Napoli, 1997, p. 26.
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