Rosa Genoni

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Rosa Genoni

Rosa Genoni (Tirano, 1867Varese, 1954) è stata una stilista italiana, nonché attivista contro la guerra e giornalista socialista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sarta, giornalista, insegnante alla Società Umanitaria di Milano, femminista, tenne nella città meneghina una conferenza dal titolo "La donna e la guerra" (1914), in cui si appellava alle donne affinché rafforzassero il fronte per la pace. Fu la delegata italiana del Women's International League for Peace and Freedom (Wilpf) e fece parte del gruppo di donne capeggiate da Jane Addams e Aletta Jacobs[1] che nel 1915 incontrò i ministri degli esteri di Austria-Ungheria, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Svizzera per proporre la realizzazione di una commissione di esperti per la cessazione della Grande guerra, prospettiva poi naufragata con l'intervento degli Stati Uniti d'America.[2]

Fervente oppositrice del regime fascista, collaborò come inviata per L'Avanti! e si impegnò per il miglioramento delle condizioni di lavoro femminili.

Rosa Genoni. Manto da corte "Pisanello". 1906. Velluto di seta. Abito ispirato ad un acquerello di Pisanello (1450 ca.) presentato all'esposizione internazionale di Milano nell'agosto 1906

Prima di diventare una sorta di eroina della nascente moda italiana, aveva a lungo lavorato come première in una delle più note case di moda milanesi H.Haardt et Fils, dove, conformemente all'uso dell'epoca, venivano riprodotti esclusivamente modelli francesi, fedele riproduzione di bozzetti "rubati" o acquistati a caro prezzo nei più famosi atelier parigini del tempo quali Paquin, Chéruit, Charles Frederick Worth, Doucet, Callot etc.

Personalità poliedrica e vivace, grazie anche ad esperienze di lavoro in Francia, riuscì a cogliere le potenzialità del settore moda in Italia e propose soluzioni di grande modernità per riorganizzare l'industria dell'abbigliamento italiana. Ottenne un grande successo con il padiglione presentato all'Esposizione Internazionale di Milano del 1906, dove propose abiti di grande pregio ispirati alla tradizione dell'arte pittorica italiana Rinascimentale. Per le sue creazioni la Genoni impiegò esclusivamente tessuti italiani e dichiarò: «il nostro patrimonio artistico potrebbe servire di modello alle nuove forme di vesti e di acconciature, che così assumerebbero un certo sapore di ricordo classico ed una vaga nobiltà di stile […] Come mai nel nostro paese da più di trent'anni assurto a regime di libertà, in questo rinnovellarsi di vita industriale ed artistica, come mai una moda italiana non esiste ancora?». Tra i suoi abiti quello ispirato alla Primavera del Botticelli, realizzato in raso di seta pallido, con sopravveste in tulle color avorio, impreziosita da ricami a motivo floreale di perline, canutiglia, paillette e cordoncini dorati, la valse in Gran Premio per la sezione Arte Decorativa da parte della Giuria Internazionale.

Come i precedenti, il tentativo della Genoni non ebbe una gran risonanza se si esclude il comitato per una moda di pura arte italiana fondato in Lombardia nel 1909, cui aderirono importanti imprenditori legati al tessile e all'abbigliamento.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Pantheon di Milano, all'interno del Cimitero Monumentale[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deputations to the European Governments, July 1915, Jane Addams Papers, Series I, Swarthmore College Peace Collection[collegamento interrotto]
  2. ^ Paull, John (2018) The Women Who Tried to Stop the Great War: The International Congress of Women at The Hague 1915, In A. H. Campbell (Ed.), Global Leadership Initiatives for Conflict Resolution and Peacebuilding (pp. 249-266). (Chapter 12) Hershey, PA: IGI Global.
  3. ^ Famedio, scelti 29 cittadini illustri, su correire.it, 23 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Genoni, Rosa. Per una moda italiana: relazione al 1. congresso nazionale delle donne italiane in Roma (sezione letteratura e arte) della signora Rosa Genoni delegata della Società - Milano, 1908 (IT\ICCU\PUV\0880676).
  • Genoni, Rosa. La storia della moda attraverso i secoli: dalla preistoria ai tempi odierni - Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche
  • Genoni, Rosa. Per una moda italiana: Modelli, Saggi, schizzi di abbigliamento femminile - Milano, S. Tip., 1909.
  • Fiorentini Aurora, L'ornamento di "pura arte italiana: la moda di Rosa Genoni, in: Abiti in Festa, (Catalogo della Mostra), Firenze, Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Sillabe 1996.
  • Gnoli, Sofia. Un secolo di moda italiana. 1900-2000 - Meltemi, 2005, ISBN 88-8353-428-X.
  • Gnoli, Sofia. Moda. Dalla nascita della haute couture ad oggi - Carocci editore, 2012, ISBN 978-88-430-6339-0.
  • Voce Genoni Dizionario della moda online, su dellamoda.it.
  • Colombari, Silvia "Per una moda italiana: Rosa Genoni" - Milano - Pavia Università degli Studi, 1990 (poi in R.Bossaglia, A. Braggin, M. Guglielminetti" Dalla donna fatale alla donna emancipata", Ilisso Nuoro, 1993, pgg. 14 e 15.
  • Paull, John. "Ernesto Genoni: Australia's pioneer of biodynamic agriculture", 2014, Journal of Organics, 1(1):57-81.
  • Paulicelli, Eugenia. La Moda è una cosa seria. Milano Expo 1906 e la Grande Guerra , Deleyva Editore, 2015.
  • Tesi di Laurea: Rosa Genoni: alle origini della moda italiana. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia.

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