Rodriguez (musicista)

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Rodriguez
Rodriguez mentre firma autografi (2007)
Rodriguez mentre firma autografi (2007)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Folk
Rock
Musica psichedelica
Periodo di attività 1967-1971
1976-in attività
Etichetta Sussex Records
RCA
Impact Records
Light in the Attic Records
Sony Music
Album pubblicati 9
Studio 2
Live 2
Colonne sonore 1
Raccolte 4

Sixto Díaz Rodríguez, conosciuto anche come Jesus Rodríguez o, più semplicemente, come Rodríguez (Detroit, 10 luglio 1942), è un cantautore statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sixto Díaz Rodríguez, chiamato Sixto perché sesto figlio, è nato il 10 luglio 1942 a Detroit, nel Michigan, da una famiglia di modeste condizioni.[1] Suo padre era messicano, immigrato negli Stati Uniti negli anni venti, mentre sua madre era statunitense di origini native americane ed europee.[1] La maggior parte delle sue canzoni tratta temi sociali e soprattutto indaga poeticamente le condizioni della classe operaia del suo paese.[1] Nel 1981 si è laureato in filosofia alla Wayne State University di Detroit, seguendo i corsi serali;[1] lo stesso ateneo gli ha concesso una laurea honoris causa il 9 maggio 2013 al Ford Field di Detroit. Secondo l'Associated Press, Rodriguez ha ricevuto il dottorato in Humane Letters dall'Università della sua città natale per il suo "genio e l'impegno per la giustizia sociale musicale". Sposatosi due volte, ha tre figlie.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Operaio nell'industria automobilistica, nel 1967 (con il nome di Rod Riguez) pubblica, senza troppa fortuna il suo primo singolo, I'll Slip Away, con la casa discografica Impact.[2][3] Per i successivi tre anni rimane inattivo, finché non viene scoperto in un locale periferico di Detroit, il Sewer, dal chitarrista Dennis Coffey e dal produttore Mike Theodore, della Sussex Records, una casa discografica di Los Angeles di proprietà della Buddah Records.[1][3][4]

Dopo aver cambiato il suo nome in Rodriguez, pubblica due album con la Sussex, Cold Fact, del 1970, e Coming from Reality, del 1971, vendendo tuttavia pochissime copie negli Stati Uniti. Il contratto con la casa discografica viene rescisso mentre sta per registrare il suo terzo album, che perciò non viene mai pubblicato. In difficoltà economiche, Rodriguez comincia a lavorare come operaio in cantieri edili e per ditte di demolizione. Nel 1970 acquista a un'asta giudiziaria, per 50 dollari, una casa in stato di abbandono nel sobborgo di Woodbridge; casa nella quale vive tuttora.[1]

A partire dalla metà degli anni settanta, grazie a qualche passaggio in radio, la sua musica diventa nota in Australia e Nuova Zelanda.[1] È a questo punto che l'etichetta australiana Blue Goose Music acquista - non si sa da chi[4] - i diritti di alcuni suoi brani e pubblica At His Best (una raccolta delle sue migliori canzoni con l'aggiunta di tre singoli mai pubblicati prima) nel 1977, Cold Fact nel 1978 e Coming From Reality nel 1979, per il mercato australiano e neozelandese.[5][6] Il rinnovato interesse per il musicista lo porta ad effettuare un tour australiano (1979) insieme alla Mark Gillespie Band.[7] Da questo tour viene tratto l'album Alive (il cui titolo significa letteralmente "in vita", in risposta alle voci che lo davano per morto) pubblicato in Australia nel 1981.[5] Nel 1981 torna a suonare in Australia, al Tanelorn Festival di Newcastle, insieme ai Midnight Oil, per poi tornare a Detroit.[7] Torna a lavorare come operaio nell'edilizia, si dedica all'attivismo politico, volto al miglioramento delle condizioni di vita della classe operaia, e si candida senza successo al consiglio comunale di Detroit (1989), come sindaco della stessa città (1981 e 1993) e al parlamento dello Stato del Michigan (2000).[8]

Ma è in Sud Africa che ottiene un successo impensabile. Benché la sua musica sia censurata dal regime segregazionista di Pieter Willem Botha, per mezzo del passaparola e delle copie su musicassetta, Cold Fact, pubblicato in Sud Africa nel 1971, e After The Fact (riedizione del 1976 di Coming From Reality per il Sud Africa) hanno successo e le sue canzoni diventano in breve un simbolo della lotta contro l'apartheid, grazie ai loro testi contro l'establishment, l'oppressione e il pregiudizio sociale.[1][5][4] Nel 1981 arriva un disco di platino e la sua popolarità, secondo alcuni, è superiore a quella di Elvis Presley, dei Beatles e dei Rolling Stones.[1] Di questa eccezionale popolarità, però, Rodriguez non sa nulla; come nulla sa dei diritti d'autore che qualcuno negli USA ogni anno intasca.[9] Nel 1991, entrambi i suoi due album vengono pubblicati su CD in Sud Africa. La sua musica è paragonata a quella di Bob Dylan e ispira numerosi artisti sudafricani bianchi (sembra che anche Steve Biko fosse un suo fan[10]), ma nessuno sa nulla di lui e si diffondono persino voci che sia morto per overdose, che si sia suicidato dandosi fuoco sul palco dopo essersi cosparso il corpo di benzina, che sia ricoverato in un manicomio o che stia scontando un ergastolo per aver ucciso la sua amante. Così, nel 1996, viene inviata una lettera al giornale britannico Q Magazine con un appello per avere "informazioni circa un cantante statunitense chiamato Rodriguez, che compose tutte le sue opere in prigione e si suicidò sparandosi sul palco" durante un'esibizione. L'appello non ottiene alcuna risposta.[11]

Sixto Rodriguez non sa nulla della sua fama in Sud Africa fino al 1997, quando un suo fan e un giornalista musicale pubblicano un sito web (The Great Hunt Rodriguez) per cercare notizie su di lui.[1][12] Ed è in questo sito che, nel 1998, si imbatte una delle sue figlie, la quale subito scrive una email spiegando che il padre è vivo e lascia un numero di telefono.[1][7][9] Rodriguez viene subito contattato e lo stesso anno effettua un tour di sei concerti in Sud Africa (da cui è stato tratto il documentario Dead Men Don't Tour: Rodríguez in South Africa 1998, mandato in onda dalla SABC).[1][7][12] Sixto Rodriguez arriva a Città del Capo con le tre figlie e la sola chitarra. Non ha una propria band e così il gruppo che avrebbe dovuto aprire il concerto diventa la sua band.[1] Successivamente Rodriguez torna in Sud Africa altre due volte, nel 2001 e nel 2005, poi effettua un tour in Australia nel 2007 e negli USA nel 2010.[7]

I suoi due primi album sono stati ripubblicati nel 2008 dalla casa discografica Light in the Attic Records di Seattle (Washington).[3]

Searching for Sugar Man[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 il regista svedese Malik Bendjelloul (1977 - 2014) realizza il documentario Searching for Sugar Man, che ha per tema lo sforzo di due fan sudafricani di Rodriguez intenti a rintracciare il poco noto (e forse deceduto) artista. Presentato al Sundance Film Festival, il film riceve il premio Audience Award, World Cinema Documentary e il premio World Cinema Special Jury Prize. Searching for Sugar Man vince poi diversi premi, tra i quali l'Audience Award e il Best Music Documentary Award all'International Documentary Film Festival di Amsterdam del 2012, il premio BAFTA e infine vince l'Oscar 2013 (Academy Award) come miglior documentario[13]. In Italia è stato trasmesso dalla rete Sky e successivamente da Rai 5, in chiaro, per la prima volta il 16 maggio 2014.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

  • I'll Slip Away / You'd Like to Admit It (1967 come Rod Riguez)
  • Inner City Blues / Forget It (1970)
  • To Whom It May Concern / I Think of You (1970)

Australia[modifica | modifica wikitesto]

  • Halfway Up The Stairs / It Started Out So Nice (1973)
  • Sugar Man / Inner City Blues (1977)
  • Climb Up on My Music / To Whom It May Concern (1978)
  • Sugar Man / Tom Cat (2002)

Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sugar Man / Inner City Blues (1972)

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

  • To Whom It May Concern / I Think Of You (1972)

Singoli live[modifica | modifica wikitesto]

  • Inner City Blues / I'm Gonna Live Till I Die (Stati Uniti - 2010)

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Album live[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • After the Fact (Sud Africa – 1976)
  • At His Best (Australia – 1977)
  • The Best of Rodriguez (Sud Africa – 1982)
  • All The Facts (Sud Africa – 2005)
  • Sugarman: The Best of Rodriguez (Sud Africa – 2005)
  • All The Facts (2009)

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Sixto Rodriguez, la seconda vita di Sugar Man che fu star senza saperlo, in la Repubblica, 21 marzo 2014.
  2. ^ SugarMan.org - The Official Rodriguez Website - Singles, sugarman.org.
  3. ^ a b c (EN) Stevie Chick, Detroit's comeback king, in The Gardian, 8 agosto 2008.
  4. ^ a b c (EN) Hannah Levin, The legend of Rodriguez crosses decades and continents, in SF Weekly, 19 novembre 2008.
  5. ^ a b c SugarMan.org - The Official Rodriguez Website - Albums, sugarman.org.
  6. ^ SugarMan.org - The Official Rodriguez Website - Blue Goose Music, sugarman.org.
  7. ^ a b c d e (EN) Andrew Watt, International man of mystery, in The Sydney Morning Herald, 1 marzo 2013.
  8. ^ (EN) Rodriguez, Sixto, ourcampaigns.com. URL consultato il 9 aprile 2016.
  9. ^ a b (EN) Rodriguez: Forgotten In America, Exalted In Africa, in npr music, 28 luglio 2012.
  10. ^ (EN) A conversation with Searching For Sugar Man director, Malik Bendjelloul, in The Independent, 21 dicembre 2012. URL consultato il 9 aprile 2016.
  11. ^ (EN) The singer who came back from the dead, in The Guardian, 7 ottobre 2005.
  12. ^ a b SugarMan.org - The Official Rodriguez Website, sugarman.org.
  13. ^ (EN) Andrew Pulver, Searching for Sugar Man wins best documentary Oscar, 25 febbraio 2013, guardian.co.uk.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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