Renata Boero

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Renata Boero (Genova, 21 dicembre 1936) è un'artista italiana.

Renata Boero, foto di Emiliano Zucchini
Ipotesi 80, a cura di Maurizio Fagiolo dell’Arco (Bari 1977), Sequenza di Diapositive

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trascorre l’infanzia a Torino, dove il padre è insegnante di Economia e Commercio presso l’Università, poi intraprende studi umanistici in Svizzera e infine studi artistici a Genova, al Liceo Artistico Nicolò Barabino, allieva del pittore Emilio Scanavino.

La sua prima mostra importante è nel 1959, con la partecipazione alla Quadriennale di Roma, in cui esporrà anche nel 1986 e 1999.[1].

Dal 1960 al 1964 è assistente di Caterina Marcenaro, direttrice del Museo di Palazzo Rosso a Genova, dove si occupa di restauro conservativo. Sempre a Genova le viene assegnata la cattedra di Ornato Disegnato al Liceo Artistico Nicolò Barabino. Inizia nel 1965 una ricerca antropologica su sostanze naturali, dando vita ad una serie di lavori di grande formato chiamati Cromogrammi, esposti per la prima volta nel 1970 a Toulouse, su invito del poeta e critico d’arte Jacques Lepage, poi nel 1972 alla Galleria Martano di Torino e nel 1976 all’I.C.C. (Internationaal Cultureel Centrum) ad Anversa, a cura di Flor Bex. Dagli anni ottanta realizza le serie Specchi, (esposti alla Biennale di Venezia nel 1982). Sempre negli anni ottanta subentra a Luigi Veronesi nell'insegnamento alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano, dove ricopre la cattedra di Cromatologia. Dal 1986 ha la cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera e si stabilisce definitivamente a Milano, dove apre lo studio in via Borsieri. Nel 1991 collabora con Mario Cresci, appena nominato direttore dell'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo a fondare un corso di pittura.

Nel 1992 è invitata dall’amico scultore Pietro Consagra a Gibellina, dove Il sindaco Ludovico Corrao le propone di progettare uno dei prisenti, lunghi drappi ricamati portati in processione che, riprendendo un'antica tradizione, dal 1981 vengono realizzati dalla cooperativa delle donne ricamatrici con il contributo di vari artisti. Il prisente, un arazzo di centimetri 200x585, verrà esposto alla Biennale di Venezia del 1993.

Negli anni novanta compie molti i viaggi in Sud Africa e in Kenya dove con l’amico artista Sarenco[2] realizza lavori insieme agli artisti africani. Inizia i cicli Crani, Blu di legno e Architetture. Al rientro da un lungo e solitario viaggio nel Mali realizza Africa, un libro d’artista fatto di immagini con testi poetici di Charles Carrére (personalità di spicco della letteratura africana francofona) e Paolo Fossati. Il libro viene pubblicato in edizione facsimile dalla Casa editrice Eidos e presentato alla Fiera del Libro di Torino nel 1999.

Nel 2005 è invitata come Visiting Professor presso l’Università di San Diego in California a tenere un corso annuale sulla sua esperienza artistica. Nel 2010-2011 tiene una serie di conferenze e mostre in Argentina.

Negli anni duemila realizza i cicli Germinazioni e Ctò-nio-graphie.

Alcune delle principali personali: Galleria Artiscope di Bruxelles, Musei Civici di Monza (1988), Casa del Mantegna a Mantova (1992), University of San Diego, California (2005), Mestna Galerija di Nova Gorica e Umetnostna Galerija di Maribor in Slovenia (2007), Museo Nazionale di Storia e Cultura del Belarus di Minsk (2008), Università nazionale di Córdoba in Argentina (2010), Castello Aragonese, Ischia[3] (2011), Museo Diocesano, Milano[4] (2014), "Kromo-Kronos", Museo del Novecento, Milano (2019).

Ha partecipato inoltre alla Biënnale van de kritiek – Biennale de la critique ad Anversa e Charleroi nel 1979-1980 a cura di Flor Bex, alla XVI Biennale di San Paolo in Brasile (1981) a cura di Bruno Mantura e a varie edizioni della Biennale di Venezia: Padiglione italiano a cura di Luciano Caramel (1982), Sezione “Transiti“ a cura di Achille Bonito Oliva (1993), evento collaterale “Identità e differenze - Libri d’artista” (1995), evento collaterale XI Biennale di architettura “The bearable lightness of being. The metaphor of the space” a cura di Davide Di Maggio e Lóránd Hegyi a Palazzo Pesaro Papafava (2008), evento collaterale “Venezia salva - omaggio a Simone Weil” a cura di Vittoria Surian ai Magazzini del Sale (2009), evento collaterale XII Biennale architettura “Oltre il giardino - un giardino globale” (2010).[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renata Boero, su quadriennalediroma.org. URL consultato il 31 maggio 2017.
  2. ^ Isaia Mabellini (1945-2017), meglio conosciuto come Sarenco, artista bresciano particolarmente noto nell'ambito della poesia visiva.
  3. ^ © 2011 òrkestra, Renata Boero - Cromogrammi - eventi - Albergo Il Monastero - Ischia, su www.albergoilmonastero.it. URL consultato l'11 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2017).
  4. ^ Renata Boero Contaminazioni, su www.museodiocesano.it. URL consultato l'11 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2017).
  5. ^ Memecult, Galleria Open Art presenta Renata Boero, in MemeCult.it, 5 novembre 2016. URL consultato l'8 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierangela Rossi Sala, La cucina del senso. Arte tra linguaggio e realtà, Torino, Martano, 1978, pp. 164.
  • Achille Bonito Oliva, Il tallone di Achille sull'arte contemporanea, Feltrinelli, 1988, pp. 168, ISBN 9788807100987.
  • Paolo Biscottini, Renata Boero. Catalogo della mostra (Monza, Musei civici, 27 novembre 1989-21 gennaio 1990), 24 Ore Cultura, 1989, pp. br., pp. 64, ill. b/n e col., cm 17x24, ISBN 978-88-7179-001-5.
  • Vittorio Fagone, La Grande scala. Teleri italiani e altri grandi formati di artisti contemporanei. Catalogo di mostra, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Comune di Bergamo, 1995, pp. 24.
  • Paolo Fossati, Renata Boero (Artisti contemporanei), Ravenna, Essegi, 1997, pp. br., pp. 280, 100 ill., cm 17x24., ISBN 978-88-7189-232-0.
  • Paolo Fossati e Charles Carrère, Africa - immagini di Renata Boero, Eidos, 1999, pp. 60, ISBN 978-88-98997-24-4.
  • Martina Corgnati, Artiste. Dall'impressionismo al nuovo millennio, Bruno Mondadori, 2004, pp. XIX-379, ISBN 9788842493754.
  • Marilena Pasquali, Renata Boero. Ediz. Italiano e inglese, Cambi, 2012, pp. 180, ISBN 978-88-6403-099-9.
  • Arturo Carlo Quintavalle, Fuoco nero. Materia e struttura attorno e dopo Burri, Skira, 2014, pp. 272, ISBN 9788857222042.
  • Paolo Biscottini curatore, Francesco Tedeschi, Arturo Carlo Quintavalle, Maria Concetta Sala, Giuseppe Marcenaro, Elio Carmi, Mario Canepa testi, Contaminazioni, Museo Diocesano Milano, 2014, pp. 95.
  • Daria Carmi e Franco La Cecla, Inclusioni. Catalogo di mostra, Casale Monferrato (AL), Sinagoga e Museo Ebraico, 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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