Primo periodo intermedio dell'Egitto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Primo periodo intermedio copre gli anni della storia egiziana che, indicativamente, vanno dal 2192 a.C.[1] al 2040 a.C.[2] e comprende le dinastie dei sovrani dell'antico Egitto VII, VIII, IX e X.
Si trattò di una fase di sfaldamento del potere centrale a favore dei governatori provinciali, i nomarchi.
Il primo periodo intermedio può essere suddiviso in tre fasi:

  • VII e VIII dinastia: sfaldamento completo dello stato unitario. La capitale Menfi perde la sua importanza.
  • IX dinastia: si forma un nuovo centro di aggregazione intorno alla capitale del XX distretto (Alto Egitto), Ha-Ninsu (Eracleopoli, in greco; nome attuale Ihnasya el-Medina).
  • X dinastia: ai sovrani della dinastia "eracleopolitana" si oppongono i principi di Tebe che gettano le basi per la riunificazione dell'Egitto in quello che viene chiamato Regno Medio

VII dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: VII dinastia egizia.

La maggior parte degli studiosi è ormai concorde nel considerare questa dinastia spuria, ossia inesistente. La suddivisione in dinastie è dovuta principalmente all'opera di Manetone che pur avendo probabilmente a disposizione maggiori documenti, rispetto a noi, scrive circa duemila anni dopo gli eventi descritti.
Sesto Africano, uno degli epitomatori di Manetone, riporta la laconica frase:...settanta re di Menfi che regnarono per settanta giorni.
Eusebio di Cesarea più prudentemente cita: ... cinque re di Menfi che regnarono per 75 giorni.
Le liste reali di Abido e Saqqara non riportano alcun nome (Saqqara "salta" addirittura tutto il periodo intermedio passando ai sovrani della XI dinastia).
Il Canone Reale, pur molto frammentario in questa parte, sembrerebbe riportare 5 nomi che potrebbero essere i cinque sovrani citati da Eusebio ma non vi sono altre prove e quindi l'ipotesi non può essere avvalorata.
Le fonti archeologiche tacciono completamente.

VIII dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: VIII dinastia egizia.

Su questa dinastia le notizie sono estremamente scarse.
La lista di Abido riporta 17 nomi (o 18 a seconda in quale dinastia venga posto Merenra II, la lista di Saqqara salta del tutto il periodo intermedio ed il Canone Reale è danneggiato al punto da non permettere alcuna lettura. Giulio Sesto Africano, uno degli epitomatori di Manetone scrive ...ventisette re di Menfi che regnarono per 146 anni mentre Giorgio Sencello, citando Eusebio di Cesarea, altro epitomatore di Manetone, parla di cinque re che regnarono un secolo.
I reperti archeologici sono quasi del tutto assenti.
Menfi è ancora nominalmente la capitale anche se probabilmente la capitale amministrativa si trovava ad Abido. I potenti principi di Ha-Ninsu (Eracleopoli in greco, Ihnasya el-Medina in arabo) governano il ricco XX distretto dell'Alto Egitto pur dichiarandosi sudditi dei sovrani menfiti. Anche i principi di Tebe sono ancora, almeno nominalmente, sottoposti a Menfi.
In molte regioni del Basso Egitto, l'opera Le lamentazioni di Ipu-Ur, riferisce di non ben identificati asiatici che spadroneggiano sugli egiziani.
Figura particolarmente potente del periodo è Shemai, visir, governatore dell'Alto Egitto e Capo della Testa del sud, ossia dei sette distretti più meridionali. Il suo nome, e quello di membri della sua famiglia ricorre nei Decreti di Copto. Questi testi, emanati da alcuni sovrani della VIII dinastia, riferiscono di privilegi che i sovrani menfiti riconoscono a Shemai per garantirsene la fedeltà.
L'VIII dinastia può essere collocata tra il 2192 a.C. ed il 2160 a.C., non è possibile alcuna cronologia dei singoli sovrani.

IX dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: IX dinastia egizia.

Spesso associata alla X dinastia sotto la comune dicitura di eracleopolitana dal nome greco della capitale del XX distretto dell'Alto Egitto.
È difficile, a causa della scarsità delle fonti e del ripetersi di nomi identici, distinguere le due dinastie.
Come in altre occasioni Manetone, nell'epitome di Giulio Sesto Africano, non è attendibile quando afferma ...diciannove re di Eracleopoli che governarono per 409 anni,.
Eusebio di Cesarea laconicamente asserisce che la IX dinastia sia stata composta da cinque sovrani che regnarono per un secolo.
Le liste di Abido e Saqqara tacciono ed il Canone Reale è gravemente danneggiato; lo spazio sembrerebbe atto a riportare i nomi di diciotto sovrani (tra IX e X dinastia) ma solo sette nomi si sono conservati.
Anche sulla durata dei singoli regni e della stessa dinastia è azzardato fare ipotesi; prudentemente possiamo affermare che le due dinastie insieme durarono circa un secolo dal 2160 a.C. al 2040 a.C.
Pur governando in effetti solo sul distretto di Eracleopoli e su quelli vicini i sovrani di questa dinastia continuano ad ostentare i simboli della regalità sull'Alto e Basso Egitto.
Le pochi fonti che possediamo rendono estremamente difficile distinguere i sovrani di questa dinastia da quelli della seguente. Anche la sequenza di successione è assolutamente ipotetica, tranne che in rari casi.

X dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: X dinastia egizia.

Anche per questa dinastia Manetone, unica tra le fonti storiche a citarla, non è affidabile in quanto afferma ...diciannove re di Eracleopoli che regnarono per 185 anni.
Quello che sappiamo e che gli ultimi sovrani di questa dinastia si sovrappongono ai primi della XI dinastia originaria di Tebe (Egitto).
Entrambi questi centri di potere, in fase di espansione territoriale, tenteranno di riunificare l'Egitto.
Non è possibile, causa la mancanza di elementi, stilare una lista completa dei sovrani ed anzi i pochi nomi che conosciamo spesso non sono collocabili con sicurezza nella IX o nella X dinastia per cui è più corretto citarli in un unico elenco.
La stessa sequenza dei nomi non fornisce alcuna garanzia sull'ordine di successione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag.467
  2. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 469

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]