Peter Anthony Inge

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Peter Anthony Inge
Field Marshal Sir Peter Inge KG, GCB.JPG

Conestabile della Torre di Londra
Durata mandato 1996 –
2001
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir John Wilfred Stanier
Successore Sir Roger Wheeler

Capo di stato maggiore della difesa
Durata mandato 15 marzo 1994 –
1º aprile 1997
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir Peter Harding
Successore Sir Charles Guthrie

Durata mandato febbraio 1992 –
1994
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir John Chapple
Successore Sir Charles Guthrie

Comandante in capo della British Army of the Rhine
Durata mandato 27 novembre 1989 –
febbraio 1992
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir Brian Kenny
Successore Sir Charles Guthrie

Ufficiale comandante generale del primo corpo britannico
Durata mandato 8 agosto 1987 –
2 ottobre 1989
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir Brian Kenny
Successore Sir Charles Guthrie

Ufficiale comandante generale della seconda divisione di fanteria
Durata mandato 12 gennaio 1984 –
1985
Monarca Regina Elisabetta II
Predecessore Sir Patrick Palmer
Successore Sir Charles Guthrie

Dati generali
Università Royal Military Academy Sandhurst
Peter Anthony Inge
Nato a5 agosto 1935
Dati militari
Paese servitoRegno Unito Regno Unito
Forza armataBritish Army
Anni di servizio1956 - 1997
GradoMaresciallo di campo
GuerreOperazione Banner
Emergenza malese
Guerra in Bosnia ed Erzegovina
DecorazioniCavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Bagno
Menzione nei dispacci
Studi militariRoyal Military Academy Sandhurst
voci di militari presenti su Wikipedia

Peter Anthony Inge, barone Inge (Ludlow, 5 agosto 1935) è un generale britannico, capo di stato maggiore del British Army dal 1992 al 1993 e capo di stato maggiore delle forze armate britanniche dal 1994 al 1997.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Peter Anthony Inge è nato a Ludlow il 5 agosto 1935 ed è figlio di Sir Costantine Inge, VI baronetto Inge (1887-1968) e della principessa Fyodora Sviatopolk-Mirskii (1911-1985), figlia del principe russo Pyotr Dmitrievich Sviatopolk-Mirskii e sorellastra dello scrittore D.S. Mirskii. La famiglia Inge apparteneva da secoli alla classe militare britannica: il padre era stato aiutante di campo di Edmund Allenby in Palestina durante la prima guerra mondiale ed aveva combattuto con il generale Miller in Carelia, raggiungendo successivamente il grado di brigadier generale durante la seconda guerra mondiale in Birmania. Il nonno Peter Inge, V baronetto Inge (1852-1906) aveva combattuto contro gli Zulù e i Boeri in Sudafrica e sotto Horatio Herbert Kitchener in Sudan, raggiungendo il grado di colonnello.

È stato educato al Wrekin College e alla Royal Military Academy Sandhurst.[1][2] Il 27 luglio 1956 è stato commissionato nel primo battaglione delle Green Howards di Sandhurst come tenente.[3] Il 27 luglio 1958 è stato promosso tenente[4] e ha prestato servizio con il 1º battaglione a Hong Kong e in Germania. È stato schierato in servizio operativo in Malesia durante l'emergenza malese.[5] Nominato aiutante di campo al comando generale della 4ª divisione nel 1960,[1] è stato promosso capitano il 27 luglio 1962.[6] Nel 1963 è diventato aiutante del 1º battaglione Green Howards.[1]

Dopo aver lavorato brevemente nel Ministero della difesa ed essere stato promosso a maggiore il 31 dicembre 1967,[7] è tornato al battaglione come comandante di una compagnia nel 1969 ed è stato schierato nell'Irlanda del Nord.[8] Ha servito come brigadiere maggiore nell'11ª brigata corazzata dall'agosto del 1971 fino a quando è stato promosso tenente colonnello il 31 dicembre 1972.[9] Nel 1973 è diventato istruttore presso lo Staff College di Camberley.[1] Nel 1974 è stato nominato ufficiale comandante del 1º battaglione Green Howards.[1] Promosso a colonnello, il 31 dicembre 1976,[10] dall'anno successivo ha comandato la divisione junior del collegio del personale. Il 31 dicembre 1979 è stato promosso a brigadiere[11] e ha comandato la task force C della Brtish Army nel Reno dal 1980.[1] Dal 1982 è stato capo di stato maggiore del I corpo d'armata.[1] È quindi tornato in patria per assumere l'incarico di ufficiale generale comandante del distretto nordorientale e comandante 2ª divisione di fanteria con base a York dal 12 gennaio 1984[12] con il grado sostanziale di maggior generale.[13] Nel 1986 è stato nominato direttore generale dell'ufficio per le politiche di logistica della British Army presso il Ministero della difesa.[8]

L'8 agosto 1987 è stato promosso a tenente generale ed è divenuto ufficiale comandante generale del primo corpo britannico.[14] Nel dicembre del 1987 è stato nominato cavaliere comandante dell'Ordine del Bagno.[15] Ha rinunciato all'incarico il 2 ottobre 1989.[16] Il 27 novembre 1989 è diventato comandante del gruppo di armata nord della NATO e comandante in capo della British Army of the Rhine con il grado di generale locale.[17] La promozione a generale è stata resa sostanziale il 3 gennaio 1990.[18]

Il 21 febbraio 1991 è stato nominato aiutante di campo generale.[19] Nel giugno dell'anno successivo è stato promosso a cavaliere di gran croce dell'Ordine del Bagno.[20] Nel febbraio del 1992 è stato nominato capo di stato maggiore della difesa e il 15 marzo 1994 è stato promosso al grado di maresciallo di campo.[21] In questo ruolo ha fornito consulenza militare al governo britannico sulla condotta della guerra in Bosnia ed Erzegovina fino al suo ritiro nel 1997.[1]

Dal 1996 al 2001 è stato conestabile della Torre di Londra. È stato anche colonnello delle Green Howards nel 1982, colonnello comandante della Royal Military Police dal 1987 e colonnello comandante dell'Army Physical Training Corps nel 1988.[1]

Dopo il suo ritiro è stato creato pari di vita con il titolo di barone Inge, di Richmond, nella contea del North Yorkshire.[22] Dal 2004 fa parte del Consiglio privato di sua maestà. Il 23 aprile 2001 è stato nominato cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera.[23] Durante il conflitto in Iraq insieme a Robin Butler, barone Butler di Blackwood, ha fatto parte di una commissione d'inchiesta per indagare sulle false notizie di intelligence circa il possesso da parte dell'Iraq di Saddam Hussein di armi di distruzione di massa.[24] L'inchiesta ha stabilito che le informazioni di intelligence usate per dichiarare il possesso da parte dell'Iraq di armi di distruzione di massa era difettosa.[24] Si è ritirato dalla Camera dei lord il 25 aprile 2016.[25]

È stato presidente della Pilgrims Society di Gran Bretagna.

In pensione è diventato direttore non esecutivo di Racal Electronics plc, commissario del Royal Hospital Chelsea, fiduciario degli storici palazzi reali e presidente del fondo benevolo dell'esercito.[1] È membro del comitato consultivo di Aegis Defense Services,[26] una società militare privata con base a Londra della quale in precedenza, fino al febbraio del 2010, è stato presidente del Consiglio di amministrazione.[27]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 ha sposato Letitia Thornton-Berry. Hanno due figlie.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Peter Inge, barone Inge[28][29][30][31]
Coat of Arms of Peter, Baron Inge.svg
Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno
— 31 dicembre 1987[15]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
— 13 giugno1992[20]
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 23 aprile 2001[23]
General Service Medal (1918) - nastrino per uniforme ordinaria General Service Medal (1918)
General Service Medal (1962) con palma - nastrino per uniforme ordinaria General Service Medal (1962) con palma
Medaglia del giubileo d'argento di Elisabetta II - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'argento di Elisabetta II
— 1977
Medaglia del giubileo d'oro di Elisabetta II - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'oro di Elisabetta II
— 2002

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Who's Who 2010, A & C Black, 2010; ISBN 978-1-4081-1414-8
  2. ^ Index entry, in FreeBMD, ONS. URL consultato il 30 marzo 2017.
  3. ^ The London Gazette (PDF), nº 40882, 18 September 1956.
  4. ^ The London Gazette (PDF), nº 41458, 25 July 1958.
  5. ^ Heathcote, p. 183
  6. ^ The London Gazette (PDF), nº 42742, 24 July 1962.
  7. ^ The London Gazette (PDF), nº 44493, 29 December 1967.
  8. ^ a b Heathcote, p.184
  9. ^ The London Gazette (PDF), nº 45867, 1 January 1973.
  10. ^ The London Gazette (PDF), nº 47117, 10 January 1977.
  11. ^ The London Gazette (PDF), nº 48080, 28 January 1980.
  12. ^ The London Gazette (PDF), nº 49625, 23 January 1984.
  13. ^ The London Gazette (PDF), nº 49754, 4 June 1984.
  14. ^ The London Gazette (PDF), nº 51053, 7 September 1987.
  15. ^ a b The London Gazette (PDF), nº 51171, 30 December 1987.
  16. ^ The London Gazette (PDF), nº 51890, 2 October 1989.
  17. ^ The London Gazette (PDF), nº 51948, 28 November 1989.
  18. ^ The London Gazette (PDF), nº 52023, 22 January 1990.
  19. ^ The London Gazette (PDF), nº 52485, 25 March 1991.
  20. ^ a b The London Gazette (PDF), nº 52767, 30 December 1991.
  21. ^ The London Gazette (PDF), nº 53645, 18 April 1994.
  22. ^ Heathcote, p.185
  23. ^ a b The London Gazette (PDF), nº 56183, 23 April 2001.
  24. ^ a b Butler report (from The Guardian) (PDF), su image.guardian.co.uk. URL consultato il 5 febbraio 2013.
  25. ^ Retired Lords, UK Parliament. URL consultato il 17 maggio 2016.
  26. ^ Register of Interests, Camera dei lord. URL consultato l'8 luglio 2012.
  27. ^ Stars and Dragons: The EU and China – European Union Committee, House of Lords. URL consultato l'8 luglio 2012.
  28. ^ Chesshyre, Hubert (1996), The Friends of St. George's & Descendants of the Knights of the Garter Annual Review
  29. ^ The Companion (Issue 9 Spring 2009). College of St. George (ed.), p.5.
  30. ^ Baron Inge's Crest Archiviato il 31 dicembre 2013 in Internet Archive.. College of St George.
  31. ^ Order of Bath insignia, Heraldsnet.