Partito Socialista Unito del Venezuela

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Partito Socialista Unito del Venezuela
Partido Socialista Unido de Venezuela
Psuv (Venezuela) logo.svg
PresidenteNicolás Maduro
VicepresidenteDiosdado Cabello
StatoVenezuela Venezuela
SedeCaracas
Fondazione14 marzo 2008
IdeologiaChavismo
Bolivarismo
Populismo di sinistra[1][2]
Nazionalismo di sinistra
Socialismo del XXI secolo
CollocazioneSinistra[3][4]/Estrema sinistra[5]
CoalizioneGrande Polo Patriottico
Affiliazione internazionaleForo de São Paulo
Seggi Assemblea Nazionale
55 / 167
TestataEn Vanguardia
Organizzazione giovanileGioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela
Iscritti5.700.000 (2007)
Colorirosso
Sito web

Il Partito Socialista Unito del Venezuela (Partido Socialista Unido de Venezuela) è un partito venezuelano, nato dallo scioglimento del Movimento Quinta Repubblica, che riunisce alcune delle forze politiche e sociali che appoggiano la Rivoluzione Bolivariana guidata dal presidente Hugo Chávez. Con oltre 5.700.000 iscritti[6], è il più grande partito di sinistra dell'America Latina e dell'emisfero occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di fusione dei partiti che supportavano la rivoluzione bolivariana è stato coordinato da Hugo Chávez dopo la vittoria alle elezioni presidenziali del 2006[7]. Il processo è stato guidato dal partito di Chávez, il Movimento Quinta Repubblica, e ha coinvolto numerosi partiti minori, tra i quali il Movimento Elettorale Popolare, l'Unión Popular Venezolana, il Movimento Tupamaro e la Lega Socialista[8], che complessivamente rappresentano il 45,99% dei voti ottenuti da Chávez alle presidenziali[9]. Altri partiti bolivariani, tra i quali il Partito Comunista del Venezuela (PCV), Patria Para Todos (PPT)[10] e Per la Democrazia Sociale (PoDemoS), che rappresentano il 14,60% dei voti, hanno scelto di non fondersi nel partito, ma sono in seguito entrati a far parte del Grande Polo Patriottico, la coalizione politica a sostegno di Chávez.

Il 7 marzo 2007 Chávez ha presentato un piano di organizzazione del partito valido fino a novembre. PoDemoS, PPT e PCV hanno inizialmente dichiarato che avrebbero atteso fino alla fondazione del partito prima di decidere se entrare a farne parte. Il 18 marzo Chávez dichiara al suo programma Aló Presidente di aver "spalancato le porte" a PoDemoS, PPT e PCV e che se i tre partiti "vogliono andarsene dall'alleanza, che se ne vadano e ci lascino in pace"[11]. Patria Para Todos ha deciso durante il congresso annuale del 10 aprile 2007, ribadendo comunque il suo supporto a Chávez e alla rivoluzione bolivariana. In seguito numerosi movimenti della sinistra rivoluzionaria sono entrati nel PSUV, tra i quali i partiti trotskisti Corriente Marxista Revolucionaria, Lucha de Classes e Socialismo Revolucionario.

Il congresso fondativo del partito si è svolto all'inizio del 2008[12], alla presenza di 1681 delegati[13]. Chávez è stato eletto presidente del Partito il 14 marzo.

Elezioni presidenziali del 2012 e rielezione di Hugo Chavez[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni presidenziali in Venezuela del 2012 il partito ha candidato alla presidenza della Repubblica Hugo Chávez. Le elezioni del 7 ottobre 2012 hanno visto la vittoria del presidente in carica (sostenuto dal Grande Polo Patriottico), che ha ottenuto oltre il 54% dei voti contro il 45% dello sfidante Henrique Capriles Radonski (Alleanza Patriottica).

Elezioni presidenziali del 2013 e vittoria di Nicolás Maduro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo appena sei mesi dalle elezioni del 2012, il Venezuela torna alle urne a seguito della morte del Presidente Chávez. Il Partito Socialista Unito candida alla Presidenza Nicolás Maduro, presidente ad interim dal 5 marzo 2013. Le elezioni si sono svolte il 14 aprile e sono state vinte dal successore di Chavez, Nicolás Maduro, che ha ottenuto il 50,66% dei voti contro il 49,07% dello sfidante Henrique Capriles Radonski. Il risultato delle elezioni, contestato tra le polemiche da Capriles, è stato definitivamente confermato dal Consiglio Nazionale Elettorale dopo il riconteggio dei voti[14].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Chávez ha dichiarato che "è un partito molto giovane", con un'età media tra i membri di 35 anni. Gli analisti sono d'accordo: "L'idea è che i più giovani saranno bolivariani [in supporto al partito], perché le loro famiglie hanno beneficiato di più dai programmi sociali di Chávez"[6].

Con la creazione del PSUV, le relazioni con gli ex alleati della coalizione si sono deteriorate. In occasione delle elezioni regionali del 2008, Chávez ha dichiarato che "Patria Para Todos e il Partito Comunista del Venezuela scompariranno dalla mappa politica, perché sono bugiardi e manipolatori"[15].

Nell'aprile 2010 il congresso straordinario del Partito ha sancito la conferma di "principi generali", tra i quali il socialismo, il marxismo e il bolivarismo, l'umanismo, l'internazionalismo, il patriottismo, la difesa della democrazia partecipativa e la gestione democratica del partito. Il Partito è stato definito l'"avanguardia politica del processo rivoluzionario"[16].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito è guidato a livello nazionale dal presidente (dal 5 marzo 2013 l'incarico è vacante per la morte del presidente Hugo Chávez), dal vicepresidente (Cilia Flores) e da un consiglio direttivo di 29 membri:

  • Adán Chávez
  • Alí Rodríguez Araque
  • Ana Elisa Osorio
  • Antonia Muñoz
  • Aristóbulo Istúriz
  • Carlos Escarrá
  • Darío Vivas
  • Diosdado Cabello
  • Elías Jaua
  • Érika Farías
  • Freddy Bernal
  • Héctor Navarro
  • Héctor Rodríguez
  • Jacqueline Faría
  • Jorge Rodríguez
  • Luis Reyes Reyes
  • María Cristina Iglesias
  • María León
  • Mario Silva
  • Nicolás Maduro
  • Nohelí Pocaterra
  • Rafael Ramírez
  • Ramón Rodríguez Chacín
  • Rodrigo Cabezas
  • Tarek El Aissami
  • Vanessa Davies
  • Willian Lara
  • Yelitza Santaella

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Left-Wing Populists in Latin America?
  2. ^ Steve Ellner & Daniel Hellinger, eds., Venezuelan politics in the Chávez era: class, polarization, and conflict. Boulder: Lyne Rienner, 2003, ISBN 1-58826-297-9, p. 67
  3. ^ Jeremy Kryt, Venezuela’s Opposition Wins Big, But Maduro’s Still There, su The Daily Beast, The Daily Beast Company, LLC, 7 dicembre 2015. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  4. ^ Ricardo Hausmann e Francisco R. Rodríguez (a cura di), Venezuela Before Chávez: Anatomy of an Economic Collapse, Penn State Press, 2014, ISBN 978-0-271-06464-2.
  5. ^ George Ciccariello-Maher, Against Party Bureaucracy: Venezuela’s PSUV and Socialism from Below, su MROnline, Monthly Review Foundation, 28 marzo 2007.
  6. ^ a b Bloomberg, 11 ottobre 2007, Venezuela May Lower Voting Age, Add Gay Rights in Constitution
  7. ^ BBC NEWS 19 dicembre 2006| Americas | Venezuela head seeks party merger
  8. ^ Inicio, su milenio.com.
  9. ^ http://www.cne.gob.ve/divulgacionPresidencial/resultado_nacional.php
  10. ^ (ES) El Universal, 5 marzo 2007, José Albornoz: El PPT no se disolverá Archiviato il 22 aprile 2009 in Internet Archive.
  11. ^ (ES) El Universal, 19 marzo 2007, "Los que se quieran ir, váyanse, pero escojan bien cómo irse"
  12. ^ Kiraz Janicke, Federico Fuentes, Chavez Inaugurates Founding Congress of New Socialist Party of Venezuela, Venezuelanalysis.com, 14 gennaio 2008. URL consultato il 17 gennaio 2009.
  13. ^ PSUV, Somos un faro para América Latina y el Mundo, accessed 12 May 2011
  14. ^ Il riconteggio dei voti ha confermato la vittoria di Maduro[collegamento interrotto], "Granma", 11 giugno 2013.
  15. ^ (ES) Radio Mundial, 11 ottobre 2008, "Chávez: PPT y PCV desaparecerán del mapa político por "mentirosos y manipuladores" Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive.
  16. ^ PSUV, giugno 2010, Libro Rojo, pp45-6

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