Henrique Capriles Radonski

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Henrique Capriles Radonski
Henrique Capriles Radonski 2.jpg

36º Governatore dello stato di Miranda
Durata mandato 29 novembre 2008
11 ottobre 2017
Predecessore Diosdado Cabello
Successore Héctor Rodríguez Castro

Presidente del Congresso della Repubblica
Durata mandato 5 luglio 1999 – 25 agosto 1999
Predecessore Carmelo Lauría
Successore carica abolita

Dati generali
Partito politico Prima la Giustizia
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Universidad Católica Andrés Bello, Università Centrale del Venezuela
Professione avvocato
Firma Firma di Henrique Capriles Radonski

Henrique Capriles Radonski (Caracas, 11 luglio 1972) è un avvocato e politico venezuelano, governatore dello stato di Miranda dal 2008.

È stato candidato per due volte alle elezioni presidenziali, venendo sconfitto rispettivamente da Hugo Chávez nel 2012 e da Nicolas Maduro nel 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di religione cattolica, Capriles è figlio di Henrique Capriles García, uomo d'affari di ascendenze ebraiche sefardite, e di Mónica Cristina Radonski Bochenek, ebrea aschenazita, discendente di una famiglia ebraica polacca sopravvissuta all'olocausto.

La sua famiglia è proprietaria del quotidiano di maggior diffusione nazionale, Últimas Noticias, di stazioni radio, di un canale televisivo e il Circuito Nacional de Exhibiciones (Cinex), seconda catena di distribuzione cinematografica del paese.[1]

Entrò nella Camera dei Deputati venezuelana con il partito centrista COPEI nel 1998, risultando il più giovane deputato mai eletto prima[2]. È stato l'ultimo e il più giovane vicepresidente dell'estinto Congresso della Repubblica nonché presidente della Camera dei Deputati tra gli anni 1999 e 2000. È inoltre stato eletto sindaco per due mandati consecutivi del comune di Baruta, tra il 2000 e il 2008.

Henrique Capriles ha partecipato al colpo di Stato contro Hugo Chávez nell’aprile del 2002. Come sindaco di Baruta, ha proceduto all’arresto di numerosi difensori del governo, tra cui Ramón Rodríguez Chacín, allora Ministro dell’Interno e della Giustizia, che fu aggredito dai golpisti di fronte alle telecamere. Capriles ha anche partecipato all’assedio dell’ambasciata cubana di Caracas, organizzata dall’opposizione venezuelana. Per la sua partecipazione al colpo di Stato, Capriles fu giudicato e sottoposto a carcerazione preventiva.[1]

È membro fondatore e leader del partito Prima la Giustizia (Primero Justicia), ed è stato coordinatore nazionale aggiunto dello stesso fino al 2008.

Nel 2008 sfidò e sconfisse Diosdado Cabello nelle elezioni per il governatorato dello stato di Miranda. Il suo governo si è distinto per gli investimenti nell'istruzione.

Nel febbraio 2012 ha vinto le primarie dell'opposizione come candidato per le presidenziali, ottenendo 1.900.528 voti, pari al 64.2% dei votanti (esclusi quelli all'estero).[3] Il 6 giugno 2012 Capriles ha ceduto i suoi poteri al Segretario Generale dello Stato Adriana D'Elia, nel rispetto della legge venezuelana sul cumulo dei mandati, che impedisce a un governatore di presentarsi alla corsa per le elezioni presidenziali.

In vista elezioni presidenziali del 2012 Capriles è uscito vincitore dalle primarie del 12 febbraio come candidato di opposizione ed è stato lo sfidante unico alla candidatura del presidente Hugo Chávez, finendo battuto con il 45 per cento dei consensi, contro il 54 del presidente uscente[4]. Alle elezioni presidenziali del 2013, tenutesi dopo appena sei mesi dalle precedenti consultazioni in seguito alla morte di Chávez, Capriles si ricandida nuovamente alla presidenza della Repubblica ma, nonostante un sorprendente recupero, viene sconfitto dal successore di Chávez, Nicolas Maduro, con il 50,66% dei voti contro il 49,07% di Capriles Radonski.

Capriles ha detto di ispirarsi all'ex presidente brasiliano Lula da Silva[2] che, peraltro, ha appoggiato Hugo Chávez in passato e anche per le presidenziali del 2012.

E' stato vittima più volte di campagne omofobiche ed antisemite portate avanti dai suoi oppositori politici.[5]

Il 5 Aprile 2017, Capriles ha avuto un interdizione per 15 anni all'attività politica.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN308181189 · LCCN: (ENno2014035341