Partito Nazional Bolscevico

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Partito Nazional Bolscevico
Национал-большевистская партия
Nacional-bol'shevistskaja partija
National Bolshevik Party.svg
LeaderEduard Limonov
StatoRussia Russia
SedeMosca
Fondazione1992
Dissoluzione7 agosto 2007
IdeologiaNazional-bolscevismo
Eurasiatismo
Conservatorismo sociale
Socialismo nazionale
Stalinismo
CollocazioneTerza posizione
sociale: Destra
fiscale: Estrema sinistra
CoalizioneL'Altra Russia
Sito web

Il Partito Nazional-Bolscevico (Nazional-Bol'ševistskaja Partija; NBP) è un partito politico della Federazione Russa, attualmente fuorilegge.

Gruppi conosciuti con lo stesso nome, ma molto più piccoli e d'importanza pressoché irrilevante si ritrovano in Lettonia, Moldavia, Svezia e Ucraina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Attacco a un seggio elettorale da parte dei militanti nazional-boscevichi per protestare contro la messa fuorilegge del partito (Mosca, elezioni del 2007)

Nato nel 1992 col nome di Fronte Nazionale Bolscevico, il partito fu fondato da Eduard Limonov ispirandosi alle teorie di Aleksandr Dugin, secondo cui era necessario salvare una parte dell'eredità bolscevica (quella "nazionalista" opposta alla corrente "internazionalista"), coniugandola con le più recenti elaborazioni della Nuova Destra. Sia per sottolineare questo duplice carattere ideologico, sia per creare un'immagine "scandalosa" e dunque di sicuro impatto, il NBP ha adottato come proprio simbolo la falce e il martello all'interno d'un cerchio bianco su sfondo rosso, fondendo così il simbolo del comunismo al vessillo del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) e della Germania nazista.

Il NBP aderì subito al Fronte di Salvezza Nazionale, che riuniva comunisti e nazionalisti nell'opposizione contro Boris El'cin. Ben presto, però, il NBP fu costretto ad uscirne per dissapori con Vladimir Žirinovskij. Duri contrasti sorsero anche all'interno del NBP stesso, cosa che causò l'addio del suo ideologo Aleksandr Dugin. Oggi Limonov bolla Dugin di "tradimento", mentre Dugin accusa Limonov di avere depravato il nazional-bolscevismo, vendendo sé stesso e il partito ai nemici della Russia (in particolare agli Stati Uniti).

In effetti Limonov ha notevolmente modificato l'impostazione politica del NBP: ha personalizzato il movimento, incentrandolo sull'esaltazione del suo capo; si è schierato in maniera radicale contro Vladimir Putin, tanto da concludere improbabili alleanze coi neoliberali; ha ammorbidito le critiche anti-occidentali e valutato positivamente anche la "rivoluzione arancione" ucraina. Negli ultimi anni una fetta consistente di militanti nazional-bolscevichi, che inizialmente si erano schierati con Limonov contro Dugin, verificata la mutata linea politico-ideologica del NBP hanno deciso di abbandonarlo.

Nell'agosto 2006 i dissidenti, guidati da Aleksej Golubovič, hanno creato un nuovo Fronte Nazional Bolscevico, alleato con il Evrazijskij Sojuz Molodëži, il nuovo gruppo giovanile di Aleksandr Dugin, decisamente anti-atlantista e (seppur da posizioni critiche) sostenitore del presidente Putin. Nel frattempo il troncone originario del NBP è incappato in gravi guai giudiziari e dal 2005 lotta nelle aule giudiziarie per modificare un decreto di bando. Attualmente Limonov e i suoi seguaci si sono alleati ai neoliberali Garri Kasparov e Michail Kas'janov nel cartello Drugaja Rossija. Attualmente il partito dichiara di avere circa quindicimila membri: in massima parte si tratta di giovani o intellettuali.

Membri[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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