Parco suburbano Valle del Treja

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Coordinate: 42°12′22.89″N 12°25′03″

Parco regionale
Valle del Treja
Tipo di areaParco regionale
Codice WDPA15293
Codice EUAPEUAP0442
Class. internaz.Categoria IUCN V: paesaggio terrestre/marino protetto
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceViterbo Viterbo, Roma Roma
ComuniCalcata, Mazzano Romano
Superficie a terra628,00 ha
Provvedimenti istitutiviLR 43, 22.09.82
GestoreConsorzio tra i comuni di Mazzano Romano e Calcata
Calcata40.JPG
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale
Calcata e la valle del Treja

Il parco regionale Valle del Treja è un'area protetta del Lazio, istituita con legge regionale nel 1982, compresa nei territori del comune di Calcata in provincia di Viterbo e Mazzano Romano in provincia di Roma. Ha una superficie di 628 ettari[1].

L'area protetta, che misura circa 600 ettari, si estende in una zona impervia ricoperta da una fitta vegetazione e percorsa dal fiume Treja. Il Treja nasce dai monti Sabatini e solca profonde gole ricoperte da una fitta e lussureggiante vegetazione forestale fino al fiume Tevere, dove termina il suo percorso.

È facilmente raggiungibile essendo compresa tra la via Cassia e la via Flaminia.

L'area è di notevole suggestione naturalistica, caratterizzata dalla presenza del fiume Treja che scorre su di un letto di roccia tufacea che si interrompe in piccole e suggestive cascatelle nella zona di Monte Gelato.

Tutta l'area è visitabile a piedi o a cavallo seguendo dei percorsi segnalati. Gli uffici del parco si trovano nel centro storico di Calcata, mentre la sede legale è a Mazzano.

Nella zona del parco sono presenti resti di insediamenti dell'antico popolo dei Falisci.

La valle del Treja, insieme con le sue pendici, le sue colline e le sue rupi, è il risultato di una lunghissima storia geologica, profondamente influenzata dall’esistenza di alcuni grandi vulcani nella zona a nord di Roma. Le varie fasi eruttive del vulcano sabatino – comprese tra 700.000 e 40.000 anni fa – hanno ricoperto le rocce ed i terreni più antichi ed è stata la forza degli agenti atmosferici insieme al lento scorrere delle acque di superficie a scavare negli strati vulcanici quelle che sono le valli di oggi.

Dove le rocce sono più compatte e meno fratturate, si sono creati una serie di gradini verticali come quelli che si possono osservare su alcuni versanti o che hanno dato vita alle cascate odierne, come quelle di Monte Gelato, a cui corrisponde uno strato di tufo molto resistente all’erosione.

Grazie a studi complessi, i geologi spiegano che in questa zona scorreva anticamente il Tevere, poi deviato verso il corso attuale, circa 600.000 anni fa, dalla ricaduta di uno spesso strato di scorie e colate di origine vulcanica. Nuove eruzioni, comprese tra 600.000 e 360.000 anni fa, hanno completamente ricoperto il precedente paesaggio fluviale e proprio su questo nuovo altopiano è iniziata lentamente l’erosione di quello che oggi è il Treja con la sua rete di affluenti.

Certo, non è facile sintetizzare in poche righe una storia così lunga e complessa. A fianco al processo generale che avrebbe portato alla Valle del Treja come la possiamo vedere oggi, una serie di altri fenomeni ha reso più complesse le forme del paesaggio. Le scarpate più ripide e verticali, come ad esempio quelle della rupe su cui sorge il vecchio borgo di Calcata, hanno questa forma perché sono più recenti, cioè sono composte da rocce vulcaniche che hanno raggiunto la zona dopo che il fiume aveva già cominciato ad erodere il tufo più antico.

Il Treja è il collettore principale che raccoglie le piogge che cadono su tutta l’area – il suo bacino idrografico si estende per circa 490 chilometri quadrati – e, come tutti i suoi affluenti, ha una notevole variazione di portata con il trascorrere delle stagioni. A voler essere esatti, si può dire che le piogge nell’arco dell’anno, raggiungono in media poco più di 1000 mm e che luglio, statisticamente il mese più secco dell’anno, è bagnato solo da 24 mm di pioggia.

Fauna e flora[modifica | modifica wikitesto]

La zona è abitata da molte specie animali: la volpe, il tasso, l'istrice, la donnola, il picchio e la ghiandaia, mentre i falchi come nibbi, gheppi, e poiane prediligono le radure circostanti. Tra i rapaci notturni sono presenti: il gufo, la civetta, il barbagianni e l'allocco. Il paesaggio naturale offre una densa vegetazione dove prosperano il leccio, l'orniello, la fillirea, il corbezzolo, il caprifoglio, l'erica arborea, il bagolaro, il carpino, l'acero campestre, il nocciolo, il sambuco, la sanguinella, l'edera, la vitalba, il cerro, il rovere, la roverella, il pioppo bianco e nero, il salice rosso e bianco, il farfaraccio, gli equiseti e le felci, i canneti, la cannuccia di palude e tifa. Tra le specie erbacee sono presenti l'orchidea, i narcisi, Vinca o pervinca, ranuncolo, i ciclamini, le primule e le mammole.

Le cascate di Monte Gelato[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della località Monte Gelato il fiume Treja forma delle piccole cascate, in corrispondenza di un antico mulino ad acqua. Il luogo è stato utilizzato come scenario in non meno di un centinaio di film. È attrattiva turistica in particolare nella stagione estiva.

Balneabilità[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Treja raccoglie le acque meteoriche di un ampio bacino idrografico, di circa 490 chilometri quadrati. Essendo la quota media del territorio di circa 200 metri sul livello del mare, è facile comprendere che tutto ciò che viene dilavato dalle piogge, prima o dopo viene raccolto in questo fiume. In prossimità delle cascatelle di Monte Gelato, si innesta sul fiume un piccolo affluente, proveniente dal depuratore della zona di Santa Lucia, nel comune di Campagnano di Roma. Il Treja, come tutti i fiumi italiani, non è balneabile per legge.

Sorgenti[modifica | modifica wikitesto]

L'area di Monte Gelato è prossima a quella di un noto stabilimento di acqua effervescente naturale. Lungo il fiume Treja, alcune centinaia di metri dopo il laghetto sull'argine sinistro, si possono trovare rivoli provenienti da fessure della roccia dalle quali esce acqua lievemente effervescente. Proseguendo il sentiero sull'argine sinistro del Treja, dopo circa un chilometro dalle cascate di Monte Gelato si incontra a sinistra il sentiero 004 Fonte di Virginio che costeggia un fosso, è possibile rifornirsi di acqua fresca ed effervescente presso la Fontana Salsa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP)[collegamento interrotto] 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.

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