Paolo Zamboni

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Paolo Zamboni

Paolo Zamboni (Ferrara, 25 marzo 1957) è un chirurgo, accademico e ricercatore italiano, professore ordinario di chirurgia vascolare e di scienze delle riparazioni tissutali nel corso di laurea in medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Ferrara[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato in Medicina e Chirurgia nel luglio 1982 e si è specializzato in Chirurgia Generale nel giugno 1987 poi in Chirurgia Vascolare nel luglio 1992. Durante gli anni di formazione ha seguito periodi di training presso il Dipartimento di Chirurgia Vascolare dell'Università della California, San Francisco nel 1986, e presso il Servizio dei Trapianti d'Organo della medesima università nel 1990 e nel 1992.

Dal 1987 al 1992 fu tecnico laureato, poi ricercatore, presso l'Università degli Studi di Sassari. Sempre nel 1992 divenne fellowship presso il Dipartimento di Chirurgia Vascolare dell'Università della California, San Francisco. Dal 1993 al 1996 fu distinguished professorship, quindi nel 2000 visiting professor presso il Dipartimento di Chirurgia dell'Uniformed Services University of the Health Sciences di Bethesda (Maryland). Nel 2008 fu visiting professor presso il Jacobs Institute of Neurology dell'Università di Buffalo (New York), nel 2009 visiting professor presso il Dipartimento di Neuroscienze della Università di Harvard, nel 2010 visiting professor presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di New York, infine nel 2012 visiting professor presso l'Università di Chicago.

A partire dal 2004 è direttore del Centro di Ricerca sulle Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara.[2][3]

Nel 2004 è direttore del master di Compressione e Metodiche di Riparazione Tissutale, in collaborazione con CARID, promosso dall'Università di Ferrara. Dal 2010 al 2012 è direttore del programma assistenziale Fisiopatologia dell'apparato vascolare periferico dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara, e sempre nel 2010 è direttore del master internazionale in Chirurgia Venosa Avanzata e del corso di perfezionamento in Diagnostica ed Emodinamica del Circolo Cerebrale. Nel 2014 è direttore della Sezione di Medicina e Chirurgia Traslazionale, mentre dal 2012 al 2017 è direttore del Modulo Dipartimentale di Chirurgia Traslazionale e del Programma di Fisiopatologia dell’Apparato Vascolare Periferico. Dal 2017 è direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia Vascolare dell'Università di Ferrara, mentre dal 2018 è direttore del Centro HUB della Regione Emilia Romagna per le Malattie Venose e Linfatiche dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara.

Nel biennio 2010-2011 è presidente della International Society for Neurovascular Diseases (ISNVD).

Nel 2008 annuncia la scoperta di una nuova patologia venosa, chiamata insufficienza venosa cronica cerebrospinale (in sigla CCSVI) e postula una controversa correlazione tra tale patologia e la sclerosi multipla.[4][5][6] Successivamente la CCSVI sarà associata anche a diverse patologie neurodegenerative e neurosensoriali, come la sindrome di Meniere,[7][8] l'Alzheimer[9][10], e il Parkinson.[11]

Nel 2017 è stato insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana in riconoscimento del suo operato in campo medico-scientifico.[12][13]

Ricerche sulla fisiologia e l'emodinamica del circolo cerebrale[modifica | modifica wikitesto]

Zamboni si è dedicato alla ricerca sulla circolazione cerebrale con particolare riguardo ai meccanismi del ritorno venoso cerebrale. In questo ambito ha studiato gli effetti della respirazione, la funzione delle valvole giugulari[14][15], gli effetti sulla perfusione, la relazione fra il drenaggio venoso[16] e il circolo liquorale.[17][18]

Inoltre l'aspetto gravitazionale del ritorno venoso cerebrale è stato studiato dal professor Zamboni nell'ambito di un progetto congiunto dell'Agenzia Spaziale Italiana con l'Agenzia Spaziale Europea e con la NASA, denominato "Drain Brain".[19][20][21][22][23][24][25]

Drain Brain ha coinvolto in prima persona l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti[26][27][28] e una serie di dispositivi innovativi testati durante la Missione 42, tra cui un particolare pletismografo cervicale[29] e un sistema di analisi ultrasonora della pulsazione giugulare[30] utilizzabile in telemedicina.[31]

Ricerche su CCSVI e altre patologie neurodegenerative e neurosensoriali[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI)[modifica | modifica wikitesto]

L'insufficienza venosa cronica cerebrospinale (in sigla CCSVI)[6] è una patologia caratterizzata da restringimenti multipli sulle principali vene extracraniche che drenano il sistema venoso centrale. Le cause dei restringimenti possono essere malformazioni vascolari, compressioni ab estrinseco, ed ipoplasia o agenesia delle vene.[32][33] Le conseguenze di questa patologia sono:

  • aumento dei circoli collaterali venosi[34]
  • aumento del tempo di transito lungo i tronchi giugulari,
  • flusso e velocità del liquido cerebrospinale ridotti,[35][36]
  • ridotta perfusione cerebrale.[37]

Questi e altri studi hanno permesso di inserire nel 2009, con conferma nel 2013, la CCSVI fra le patologie malformative tronculari dell'apparato venoso.

Dal tempo della sua descrizione la CCSVI è stata trovata in associazione a diverse patologie neurodegenerative e neurosensoriali, come nella sindrome di Meniere,[7][8] nell'Alzheimer[9][10], nel Parkinson.[11] L'associazione con la sclerosi multipla, pur essendo la prima osservata, è quella a tutt'oggi considerata la più controversa.

Il congresso scientifico internazionale ECTRIMS (European Committee for Treatment And Research in Multiple Sclerosis) del 2010 è giunto alla conclusione che, allo stato delle ricerche disponibili, la CCSVI non sarebbe la causa della sclerosi multipla[38], e gli esiti finali dello studio dell'Università di Buffalo, uniti a quello italiano condotto dal dottor Baracchini (2011),[39][40] farebbero propendere piuttosto per un'interpretazione della CCSVI come di una delle possibili conseguenze, e non delle cause, della sclerosi multipla.

Altri studi italiani hanno invece confermato la validità dell'ipotesi formulata dal professor Zamboni, tra cui quello del dottor Pietro Maria Bavera (2011)[41], quello multicentrico del professor Stefano Bastianello (2011)[42] e quello del professor Marco Matteo Ciccone (2012).[43]

In uno studio pubblicato nell'aprile 2012 dal team del dottor Marian Simka intitolato "Accuratezza diagnostica delle attuali criteri ecografici per la rilevazione delle anomalie del deflusso nelle vene giugulari interne" i ricercatori hanno dimostrato che i criteri ecografici extracranici attualmente utilizzati per la rilevazione di anomalie venose ostruttive nelle vene giugulari interne sono di limitato valore diagnostico. A loro avviso, per il momento, la diagnosi di questa patologia vascolare dovrebbe essere ottenuta mediante la venografia con catetere.[44]

Per verificare l'efficacia e la sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla nel 2012 è partito uno studio multicentrico chiamato "Brave Dreams", finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.[45]

Nel novembre del 2017 tuttavia i risultati dello studio "Brave Dreams" su 207 pazienti hanno dato esito prevalentemente negativo suggerendo la non efficacia dell'angioplastica venosa nel trattamento della malattia[46]. Sulla popolazione con forma recidivante remittente di sclerosi multipla l’angioplastica venosa non ha prodotto alcun effetto significativo su entrambi gli outcome primari: numero delle lesioni cerebrali in risonanza magnetica e scala di test funzionali per valutare l’efficienza fisica. Nella conclusione dell’articolo gli autori però si riservano di verificare se esiste un sottogruppo di pazienti che rispondono all'intervento.[47][48]

Un'ulteriore analisi dei dati dello studio randomizzato controllato in doppio cieco "Brave Dreams", pubblicata nel 2019 da Zamboni e alcuni suoi collaboratori, ha infatti mostrato che la venoplastica riduce le nuove lesioni cerebrali a un anno, lesioni monitorate con risonanza magnetica, sulla popolazione di pazienti selezionati secondo la morfologia della malformazione venosa.[49]

Mentre lo studio Brave Dreams ha dimostrato la sicurezza del metodo, ma la sua inapplicabilità indistintamente su tutti i casi di sclerosi multipla, lo studio del 2019 mostra come, in un sottogruppo identificabile di pazienti, l'angioplastica produca benefici sulla disseminazione di nuove lesioni cerebrali.[50][51] Lo studio Giaquinta, sui fattori che influenzano la risposta emodinamica all'angioplastica nel trattamento delle anomalie del deflusso giugulare, presenta circa 800 casi senza complicazioni e con risultati vascolari completamente differenti a seconda della tipologia di stenosi venosa.[52]

Lo studio condotto presso l'Università di Pisa, indipendente dal team di ricerca di Zamboni, dimostra invece numerosi effetti in termini di qualità della vita e cognitivi, ma differentemente dalle conclusioni mostra una significatività, sia pure meno forte, anche da un punto di vista clinico funzionale.[53] La teoria medica del professor Zamboni risulta tutt'oggi ancora dibattuta. La terapia gode ancora del sostegno di molti pazienti, e di un gruppo di scienziati. Fra questi ultimi, molti preferiscono riferirsi ad una presunta "stenosi della vena giugulare" (Jugular Vein Stenosis, JVS) senza alcun riferimento alla dibattuta CCSVI.[54]

Ricerche sull'insufficienza venosa degli arti inferiori[modifica | modifica wikitesto]

Zamboni ha portato avanti ricerche sulla vasculopatia a più alta diffusione l'insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, sperimentando clinicamente un trattamento mini invasivo e conservativo della safena: la tecnica CHIVA. Su questo argomento ha condotto diversi trial clinici randomizzati[55][56] e pubblicato libri di testo.[57][58]

Nel 2015 la Cochrane Review ha pubblicato un articolo che riconosce come la tecnica CHIVA risulti essere più efficace rispetto ai trattamenti ablativi con asportazione della safena.[59]

Zamboni si è occupato anche di terapie cellulari per il trattamento delle gravi ulcerazioni vascolari degli arti inferiori, conducendo il primo studio randomizzato che ha utilizzato per questo trattamento cellule staminali autologhe derivate dal tessuto adiposo.[60]

Diagnosi su tela[modifica | modifica wikitesto]

L’attività di ricerca del professor Zamboni, si è estesa anche alla diagnosi su tela o iconodiagnostica. Partita inizialmente come un hobby, l’applicazione della diagnostica medica allo studio delle opere d'arte, si è tradotta, recentemente, in articoli scientifici. La diagnosi dei soggetti ritratti su tela o affresco spazia dal Michelangelo di Raffaello, alla Betsabea di Rembrandt e al Bacchino malato di Caravaggio. In “The medical enigma of Rembrandt's Bathsheba,"[61] Zamboni ripercorre e risolve il mistero della mammella tumefatta della modella ritratta da Rembrandt ed esposta al Museo del Louvre di Parigi, giungendo alla diagnosi di tromboflebite di una vena superficiale della mammella, una condizione descritta da Mondor nel 1939 e non mastite o carcinoma, come ritenuto per secoli.

Secondo Zamboni, sono evidenti le vene varicose su gambe e ginocchia nel Michelangelo, seduto su uno scranno nei panni di Eraclito, affrescato da Raffaello nella sua pontificia Scuola di Atene; mentre per Il Bacchino malato di Caravaggio, esposto alla Galleria Borghese di Roma, l’evidente anemia, la cute bruna, e acantosi nigricans secondo Zamboni riconducono alla diagnosi di morbo di Addison condizione descritta nell’800 che colpisce le ghiandole surrenali.[62][63][64][65]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Zamboni, La chirurgia conservativa del sistema venoso superficiale, Aracne, 2019 seconda edizione, ISBN 978-88-255-1741-5.
  • Alessia Giaquinta, Byung-Boong Lee, Carlo Setacci, Pierfrancesco Veroux, Paolo Zamboni, Latest Frontiers of Hemodynamics, Imaging and Treatment of Obstructive Venous Disease, Minerva Medica, 2018, ISBN 978-88-7711-929-2.
  • Paolo Zamboni, Erika Mendoza, Sergio Gianesini, Saphenous Vein-Sparing Strategies in Chronic Venous Disease, Springer, 2018, ISBN 978-3-319-70638-2.
  • Paolo Zamboni, Claude Franceschi, Principles of Venous Hemodynamics, Nova Science Publishers, 2009, ISBN 978-1-60692-485-3.
  • Paolo Zamboni, Profilassi della tromboembolia venosa in ambito chirurgico, Aracne, 2007, ISBN 978-88-548-1426-4.
  • Alberto Liboni, Paolo Zamboni, La carotide extracranica: patologia e chirurgia, Ferrara, Ed. SATE, 1990.

Opere su Zamboni[modifica | modifica wikitesto]

A Paolo Zamboni è dedicato il libro Sogni coraggiosi. La lotta di un medico italiano contro la sclerosi multipla di Marco Marozzi, edito da Mondadori (8 novembre 2011).[66]

Premi e riconoscimenti[2][modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Internazionale alla memoria di Glauco Bassi, edizioni 1998, 2000, 2003.
  • Premio dell'American Venous Forum, anno 2002, 2005, 2007.
  • Premio dell'European Venous Forum, anno 2002, 2005.
  • Premio "Gian Camillo Donadi", Collegio Italiano di Flebologia, anno 2003.
  • Premio "Gold Medal Award" conferito dalla International Society for Neurovascular Diseases (ISNVD), anno 2015.[67][68]
  • Premio "Annette Funicello Foundation Award" per i sistemi di monitoraggio in remoto del circolo cerebrale, progettati e installati sulla Stazione Spaziale Internazionale e utilizzati con l’astronauta Samantha Cristoforetti, anno 2016.
  • Premio "San Giorgio della Riconoscenza della Provincia di Ferrara", anno 2016.[69] Nell'albo d'oro compaiono fra gli altri Folco Quilici, Mario Soldati, Milva, Claudio Abbado, Vittorio Sgarbi.
  • Rientra tra i Top Italian Scientists.[70][71]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2017.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ZAMBONI PAOLO, su docente.unife.it. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  2. ^ a b Curriculum - Paolo Zamboni, su docente.unife.it. URL consultato il 1º agosto 2019.
  3. ^ Rhodes, Marie A., 1960-, CCSVI as the cause of multiple sclerosis : the science behind the controversial theory, McFarland & Co, 2011, ISBN 978-0-7864-8628-1, OCLC 728168718. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  4. ^ (EN) P Zamboni, R Galeotti e E Menegatti, Chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis, in Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, vol. 80, n. 4, 9 dicembre 2008, pp. 392–399, DOI:10.1136/jnnp.2008.157164. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  5. ^ Kalb, Rosalind., Multiple sclerosis : the questions you gave-the answers you need, 5th ed, Demos Medical Pub, 2012, p. 72, ISBN 978-1-61705-076-3, OCLC 768732224. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  6. ^ a b Mowatt-Larssen, Eric., Phlebology, vein surgery and ultrasonography : diagnosis and management of venous disease, Springer, 2014, pp. 208-210, ISBN 978-3-319-01812-6, OCLC 870563977. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  7. ^ a b Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency (CCSVI) IN Meniere Disease. Case or Cause? Alpini D.C.(1), Bavera P.M.(2), Hahn A.(3), Mattei V. (PDF), su pdfs.semanticscholar.org.
  8. ^ a b Aldo Bruno, Luigi Califano e Diego Mastrangelo, Chronic cerebrospinal venous insufficiency in Ménière’s disease: diagnosis and treatment, in Veins and Lymphatics, vol. 3, n. 3, 21 dicembre 2014, DOI:10.4081/vl.2014.3854. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  9. ^ a b Chih-Ping Chung, Clive Beggs e Pei-Ning Wang, Jugular Venous Reflux and White Matter Abnormalities in Alzheimer's Disease: A Pilot Study, in Journal of Alzheimer's Disease, vol. 39, n. 3, 7 febbraio 2014, pp. 601–609, DOI:10.3233/JAD-131112. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  10. ^ a b (EN) Clive Beggs, Chih-Ping Chung e Niels Bergsland, Jugular venous reflux and brain parenchyma volumes in elderly patients with mild cognitive impairment and Alzheimer’s disease, in BMC Neurology, vol. 13, n. 1, 2013-12, pp. 157, DOI:10.1186/1471-2377-13-157. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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  12. ^ a b Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana prof. Paolo Zamboni, su quirinale.it
  13. ^ Il professor Zamboni è commendatore, onorificenze Omri a otto ferraresi | estense.com Ferrara, su estense.com, 15 dicembre 2017. URL consultato il 9 gennaio 2020.
  14. ^ (EN) Paolo Zamboni, Erica Menegatti e Luca Pomidori, Does thoracic pump influence the cerebral venous return?, in Journal of Applied Physiology, vol. 112, n. 5, 1º marzo 2012, pp. 904–910, DOI:10.1152/japplphysiol.00712.2011. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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  16. ^ (EN) Paolo Zamboni, Erica Menegatti e Bianca Weinstock-Guttman, Hypoperfusion of brain parenchyma is associated with the severity of chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis: a cross-sectional preliminary report, in BMC Medicine, vol. 9, n. 1, 2011-12, pp. 22, DOI:10.1186/1741-7015-9-22. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  17. ^ P. Zamboni, E. Menegatti e B. Weinstock-Guttman, The severity of chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis is related to altered cerebrospinal fluid dynamics, in Functional Neurology, vol. 24, n. 3, 2009-07, pp. 133–138. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  18. ^ P. Zamboni, E. Menegatti e B. Weinstock-Guttman, CSF dynamics and brain volume in multiple sclerosis are associated with extracranial venous flow anomalies: a pilot study, in International Angiology: A Journal of the International Union of Angiology, vol. 29, n. 2, 2010-04, pp. 140–148. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  19. ^ Experiment Details, su www.nasa.gov. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  20. ^ L’esperimento Drain Brain: intervista al prof. Paolo Zamboni, su Avamposto 42. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  21. ^ Zamboni – Cristoforetti: la ricerca nello spazio – Telestense 20/04/2015. URL consultato il 1º agosto 2019.
  22. ^ Il cielo sopra Ferrara - Drain Brain: i risultati - Paolo Zamboni. URL consultato il 1º agosto 2019.
  23. ^ Brave Dreams, Paolo Zamboni: “Nuovi dati di conferma scientifica” – Intervista. URL consultato il 1º agosto 2019.
  24. ^ Drain Brain. URL consultato il 1º agosto 2019.
  25. ^ Drain brain: il test a gravità zerosul flusso del sangue, su Corriere della Sera, 1º luglio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  26. ^ Il cielo sopra Ferrara. Astrosamantha, la ricerca - Presentazione di Samantha Cristoforetti. URL consultato il 1º agosto 2019.
  27. ^ Cristoforetti parla del progetto del prof. Zamboni con Presidente Repubblica dallo spazio Archiviato il 21 luglio 2015 in Internet Archive.
  28. ^ Samantha Cristoforetti in diretta dalla ISS, conclusi con successo gli esperimenti in orbita di Drain Brain
  29. ^ Drain brain - Il Pletismografo. URL consultato il 1º agosto 2019.
  30. ^ (EN) Paolo Zamboni, Erica Menegatti e Paolo Conforti, Assessment of cerebral venous return by a novel plethysmography method, in Journal of Vascular Surgery, vol. 56, n. 3, 2012-09, pp. 677–685.e1, DOI:10.1016/j.jvs.2012.01.074. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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  32. ^ (EN) P Zamboni, V Tisato e E Menegatti, Ultrastructure of internal jugular vein defective valves, in Phlebology: The Journal of Venous Disease, vol. 30, n. 9, 2015-10, pp. 644–647, DOI:10.1177/0268355514541980. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  33. ^ Recommendations for Multimodal Noninvasive and Invasive Screening for Detection of Extracranial Venous Abnormalities Indicative of Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency (PDF), su isnvd.org.
  34. ^ (EN) Paolo Zamboni, Francesco Sisini e Erica Menegatti, An ultrasound model to calculate the brain blood outflow through collateral vessels: a pilot study, in BMC Neurology, vol. 13, n. 1, 2013-12, pp. 81, DOI:10.1186/1471-2377-13-81. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  35. ^ (EN) Marcello Mancini, Roberta Lanzillo e Raffaele Liuzzi, Internal Jugular Vein Blood Flow in Multiple Sclerosis Patients and Matched Controls, in PLoS ONE, vol. 9, n. 3, 27 marzo 2014, pp. e92730, DOI:10.1371/journal.pone.0092730. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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  44. ^ Sclerosi Multipla: dalla Polonia ancora uno studio sul Metodo Zamboni, su Mediterranews, 24 aprile 2012. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  45. ^ Redazione, Brave Dreams: al via l'arruolamento, su Vita, 25 luglio 2012. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  46. ^ Sclerosi multipla: il metodo Zamboni non è efficace, su la Repubblica, 18 novembre 2017. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  47. ^ (EN) Paolo Zamboni, Luigi Tesio e Stefania Galimberti, Efficacy and Safety of Extracranial Vein Angioplasty in Multiple Sclerosis: A Randomized Clinical Trial, in JAMA Neurology, vol. 75, n. 1, 1º gennaio 2018, pp. 35, DOI:10.1001/jamaneurol.2017.3825. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  48. ^ Ccsvi e sclerosi multipla: lo studio di Zamboni esclude l'efficacia dell'angioplastica | estense.com Ferrara, su estense.com, 18 novembre 2017. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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  50. ^ (EN) Paolo Zamboni, Roberto Galeotti e Fabrizio Salvi, Effects of Venous Angioplasty on Cerebral Lesions in Multiple Sclerosis: Expanded Analysis of the Brave Dreams Double-Blind, Sham-Controlled Randomized Trial, in Journal of Endovascular Therapy, vol. 27, n. 1, 2020-02, pp. 9–17, DOI:10.1177/1526602819890110. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  51. ^ (EN) Liberation therapy: What we know about the controversial MS treatment 10 years later, su CTVNews, 22 novembre 2019. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  52. ^ (EN) Alessia Giaquinta, Clive B. Beggs e Massimiliano Veroux, Factors influencing the hemodynamic response to balloon angioplasty in the treatment of outflow anomalies of internal jugular veins, in Journal of Vascular Surgery: Venous and Lymphatic Disorders, vol. 5, n. 6, 2017-11, pp. 777–788, DOI:10.1016/j.jvsv.2017.06.015. URL consultato il 10 febbraio 2020.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Marozzi, Sogni coraggiosi. La lotta di un medico italiano contro la sclerosi multipla, Milano, Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-61430-2.

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