Palazzo di Cosimo Ridolfi

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Palazzo di Cosimo Ridolfi
Palazzo di cosimo ridolfi.JPG
Palazzo di Cosimo Ridolfi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia Maggio 15
Coordinate43°46′00.4″N 11°14′56.71″E / 43.766778°N 11.249086°E43.766778; 11.249086Coordinate: 43°46′00.4″N 11°14′56.71″E / 43.766778°N 11.249086°E43.766778; 11.249086
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo

Palazzo Ridolfi si trova in via Maggio 15 a Firenze. Dopo l'acquisto da parte della famiglia Ridolfi dell'attiguo palazzo Zanchini, i due palazzi vennero unificati lasciando però le originali facciate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Ridolfi

Fu costruito dai Corbinelli ai primi del XV secolo. Nel 1483 passò ai Ridolfi, ai quali fu poi confiscato nel 1497, quando Niccolò Ridolfi venne bandito per aver partecipato alla congiura di Bernardo del Nero in favore dei Medici, all'epoca cacciati dalla città.

Quando i Medici tornarono a Firenze nel 1512, Piero Ridolfi, marito di Contessina de' Medici e cognato di Lorenzo il Magnifico, riscattò il palazzo e, sul portone, fece apporre gli stemmi dei Medici e dei Ridolfi.

In questo palazzo nacque, visse e morì (1794-1865) il senatore Cosimo Ridolfi, agronomo, patriota e filantropo. Sulla facciata si trova una lapide in sua memoria.

Attualmente al primo piano ha sede l'Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo in Firenze.

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è caratterizzata da grandi finestre e un ampio portale, tipicamente cinquecenteschi. I graffiti, a imitazione della pietra, sono invece più tardi.

Sulla facciata, in alto, è apposto lo stemma dei Ridolfi: un monte d'oro in campo azzurro, attraversato da una fascia vermiglia a sghembo; in alto a destra la corona d'oro con palme verdi, concessa da Jacopo re di Maiorca e di Puglia a Lorenzo Ridolfi quando fu inviato come ambasciatore della Repubblica fiorentina a Napoli, nel 1415.

Il giardino

All'interno l'architettura è piuttosto complessa e testimonia l'avvicendarsi di più epoche con più strati. Subito dopo l'entrata si accede a un androne voltato che attraversa il palazzo in lunghezza. Da qui si accede, nell'ordine: a un vano con due pilastrini ottagonali che contiene una scaletta con balaustra in piede; al piccolo, cortile con un semipilastro ottagonale e altri elementi architettonici in pietra, oggi chiuso da vetrate, dove si trova anche un portalino in pietra con architrave sormontata da un busto in marmo; allo scalone monumentale, che porta al primo piano, in un vano a base quadrate al cui centro si trova oggi l'ascensore; Allo stretto vano scale rettilineo che porta al secondo piano; al giardinetto, infine, con due aiuole e una palma, dal quale si vede la facciata posteriore del palazzo.

Altre proprietà[modifica | modifica wikitesto]

In via Maggio ci sono altri tre palazzi appartenenti ai Ridolfi, uno di essi è il palazzo Zanchini-Corbinelli, ristrutturata da Santi di Tito per conto degli Zanchini da Castiglione alla fine del XVI secolo. Questo palazzo passò ai Briganti che, nel 1843, lo vendettero al marchese Cosimo Ridolfi.

Un altro palazzo (palazzo Biliotti) appartenne ai Biliotti, poi ai Mannelli, quindi ai Della Vacchia, più tardi agli Alessandrini, dai quali passò alle Monache di Santa Chiara che, nel 1756 lo rivendettero al senatore Gian Francesco Ridolfi, il quale fece murare sulla facciata lo stemma della sua famiglia, sorretto da due puttini che Jacopo Sansovino aveva scolpito per il palazzo Ricasoli Firidolfi. Quando Gian Francesco vendette il palazzo a Maria Lucrezia Firidolfi, coniugata Ricasoli, si portò via il suo stemma e lo mise su questo palazzo.

In fondo alla strada si trova la Casa Ridolfi, dall'aspetto trecentesco.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]