Pace di Venezia

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Pace di Venezia
B alexander III2.jpg
L'imperatore Federico Barbarossa si sottomette all'autorità del papa Alessandro III, affresco di Spinello Aretino nel Palazzo Pubblico di Siena
Contesto Guerra tra guelfi e ghibellini
Firma maggio 1177
Luogo Venezia, Repubblica di Venezia
Parti Armoiries Saint-Empire monocéphale.svg Sacro Romano Impero Germanico
CoA civ ITA milano.png Lega Lombarda
Blason sicile famille Hauteville.svg Regno di Sicilia
Armes sant pere.png Stato Pontificio
Negoziatori Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Sebastiano Ziani
Firmatari Blason sicile famille Hauteville.svg Romualdo Guarna per il Regno di Sicilia e la Lega Lombarda
Armoiries Saint-Empire monocéphale.svg Federico Barbarossa per il Sacro Romano Impero Germanico
Armes sant pere.png Papa Alessandro III
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La pace di Venezia, anche detta tregua di Venezia, fu un trattato di pace siglato nel 1177.

Il 29 maggio 1176 a Legnano le truppe imperiali comandate da Federico I Barbarossa si scontrarono con le truppe della Lega Lombarda, capitanate da Guido da Landriano[1] (secondo la leggenda, da Alberto da Giussano). Le truppe imperiali subirono una sconfitta decisiva e l'imperatore fu costretto a trattare la pace. Grazie alla sua accortezza politica, Venezia non si intromise nelle lotte tra Papato ed Impero, per cui venne scelta come sede ideale per le trattative. Il fatto di essersi alleata con gli imperiali nel 1174 in occasione dell'assedio di Ancona, evidentemente non fu ritenuto dal papa segno di schieramento definitivo con l'Impero, ma solo dovuto a motivi contingenti, ossia la rivalità commerciale con la città marinara.

Pace di Venezia (1177): Alessandro III, il Barbarossa e il doge si incontrano in Ancona (G. Gamberato, Palazzo Ducale di Venezia), sala del Maggior Consiglio: visibile il colle del duomo e l'arco di Traiano.

Sotto il patrocinio del doge Sebastiano Ziani, nel maggio 1177, s'incontrarono Federico I Barbarossa, il papa Alessandro III, accompagnato dal cardinale Boso Breakspear, Romualdo Guarna, in rappresentanza del re di Sicilia Guglielmo II e i rappresentanti dei comuni confederati nella Lega Lombarda. L'imperatore revocò quanto aveva fatto contro la Chiesa e tolse l'appoggio all'antipapa. A seguito di queste decisioni papa Alessandro III lo assolse dalla scomunica, Ancona vide sancita la sua indipendenza de facto dal papa, ed anche se la disputa con i Comuni non fu risolta, si arrivò comunque ad una tregua di sei anni.

La pace di Venezia è rappresentata nella città lagunare in una tela posta nella celebre sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale, di cui è autore Girolamo Gambarato. Venezia evidentemente, ponendo tale episodio nel proprio cuore politico, intendeva esaltare il proprio ruolo internazionale di mediatrice tra papato ed Impero. Curiosamente in tale opera d'arte il papa, l'imperatore e il doge sono rappresentati ad Ancona.

La tregua da un lato garantì all'Imperatore la possibilità di concentrarsi contro i ribelli in Germania, dall'altro collocò la Repubblica di Venezia accanto alle altre due superpotenze di allora, il Sacro Romano Impero e il Papato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grillo, 2010, pp. 157-163.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Grillo, Legnano 1176. Una battaglia per la libertà, Laterza, 2010, ISBN 978-88-420-9243-8.
  • G. Vitolo, Medioevo. I caratteri di un'età di transizione, Milano, Sansoni, 2003