Oratorio del Romito

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Villa Lalatta Costerbosa.

Oratorio del Romito
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Montechiarugolo-Stemma.png Montechiarugolo
Religione cristiana cattolica di rito romano
Titolare Annunciazione della Beata Vergine
Ordine agostiniani, francescani
Diocesi Parma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XI - XII secolo
Completamento fine del XVII - inizio del XVIII secolo

Coordinate: 44°42′16.7″N 10°25′51.9″E / 44.704639°N 10.431083°E44.704639; 10.431083

L'oratorio del Romito è un luogo di culto cattolico dalle forme barocche, situato accanto al torrente Enza nei pressi di Montechiarugolo, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo oratorio originario fu costruito dai frati agostiniani della vicina abbazia di Santa Felicola tra l'XI[1] e il XII secolo, a servizio dei viandanti;[2] accanto al piccolo luogo di culto sorgeva all'epoca un modesto edificio destinato al romito, ossia al monaco eremita addetto sia al controllo dell'adiacente guado sul torrente Enza sia alla custodia del tempio e del bosco circostante.[1]

Durante gli scontri che nel 1313 opposero il conte Giovannino Sanvitale, alleato con i Baratti e i da Palù, a Giberto III da Correggio e al podestà di Parma, il monastero fu dato alle fiamme; da allora subì una lenta decadenza, prima di essere annesso alla chiesa di San Sepolcro di Parma.[2]

L'oratorio fu invece donato nel 1530 dalla contessa Domitilla Trivulzio, vedova del conte di Montechiarugolo Francesco Torelli, ai francescani del vicino convento di Santa Maria delle Grazie, costruito nel 1523; l'antico tempio versava tuttavia già allora in pessime condizioni, tanto da essere demolito dopo alcuni anni; al suo posto fu posata nel 1578 una croce in legno.[1]

Tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, i frati ricostruirono completamente il piccolo luogo di culto dedicato all'Annunciazione della Beata Vergine,[1] che fu completato sicuramente prima del 1713.[2]

I francescani furono costretti ad abbandonare il convento e l'oratorio nel 1811, a causa dei decreti napoleonici relativi alla soppressione degli ordini religiosi; mentre il monastero fu adibito a caserma militare,[1] l'oratorio con le terre annesse fu acquistato nel 1817 dal capitano Egidio Rossini, che trasformò in villa neoclassica l'edificio quattrocentesco a monte del luogo di culto, in origine destinato forse a ospizio del convento di Santa Maria delle Grazie.[3]

La tenuta fu comprata nel 1843 dal giudice Remigio Villa, che nel 1867 la alienò al conte Antonio Costerbosa; fu quest'ultimo ad avviare i lavori di ristrutturazione dell'oratorio, completati dall'unica figlia Faustina, moglie del marchese Antonio Lalatta, che aggiunse al proprio il cognome della moglie dando origine alla famiglia Lalatta Costerbosa.[1]

Verso la fine del XX secolo il luogo di culto, adibito a cappella privata della villa La Vignazza, fu sottoposto a lavori di consolidamento strutturale, che comportarono la demolizione della volta a botte di copertura; nel corso dell'opera furono rinvenuti sul fondo del presbiterio alcuni affreschi tardo-seicenteschi.[1]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo oratorio si sviluppa su un impianto a navata unica, con ingresso preceduto da pronao.[1]

La simmetrica facciata a capanna, rivestita in laterizio, è caratterizzata dalla presenza dell'ampio portico a campata unica, aperto su ciascuno dei tre lati attraverso un'arcata a sesto ribassato retta da massicci pilastri; al suo interno si apre, tra due finestre rettangolari, il portale d'ingresso; accanto sono murate alcune lapidi a testimonianza della ristrutturazione tardo ottocentesca, mentre il pavimento in cotto è decorato con una croce; più in alto è collocato al centro del prospetto un piccolo oculo.[1]

All'interno la navata è coperta da un soffitto a due falde retto da travetti; in corrispondenza del piano d'imposta della volta a botte, demolita alla fine del XX secolo, corre un cornicione perimetrale intonacato.

Il presbiterio, sopraelevato di alcuni gradini, è preceduto da un'ampia arcata a tutto sesto; al centro si innalza l'altare maggiore, con paliotto in scagliola raffigurante l'Annunciazione di Maria, datato 1713;[2] sul fondo, ai lati dell'ancona neoclassica, si trovano due affreschi seicenteschi rappresentanti due Evangelisti, mentre in sommità, sopra al frontone della pala d'altare, la lunetta è decorata con un grande affresco raffigurante l'Annunciazione della Beata Vergine, risalente anch'esso alla fine del XVII secolo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j L'Oratorio del Romito, su villalavignazza.wixsite.com. URL consultato il 6 maggio 2017.
  2. ^ a b c d Montechiarugolo, su digilander.libero.it. URL consultato il 6 maggio 2017.
  3. ^ Storia, su www.vignazza.it. URL consultato il 6 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]