Museo archeologico comunale Ferruccio Barreca

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Museo archeologico comunale Ferruccio Barreca
Museo Sant'Antioco 002.jpg
Una vetrina del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSant'Antioco
IndirizzoVia Sabatino Moscati
Caratteristiche
TipoArcheologico
Apertura2006
Sito web

Coordinate: 39°03′29.71″N 8°27′30.5″E / 39.058253°N 8.458472°E39.058253; 8.458472

Il Museo archeologico comunale Ferruccio Barreca è il museo archeologico di Sant'Antioco.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stato progettato nei primi anni settanta e la sua edificazione è stata completata nel 1975, con il contributo della Cassa del Mezzogiorno, divenuta in seguito Agenzia per il Mezzogiorno. Dopo circa vent'anni, con il passaggio della struttura alla Regione Autonoma della Sardegna e quindi al Comune di Sant'Antioco, hanno avuto inizio i lavori di allestimento tecnico. Il museo è stato inaugurato il 9 gennaio del 2006, ed è inserito nel percorso di visita dell'area archeologica di Sant'Antioco[1].

Reperti[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo sono esposti i reperti archeologici degli insediamenti nell'area di Sant'Antioco e del Sulcis.
Risalgono al neolitico e alla civiltà nuragica gli oggetti venuti alla luce negli scavi in varie zone dell'isola.
Molti materiali testimoniano la cultura fenicia, che ebbe proprio a Sant'Antioco, nell'antica Sulki, il più antico insediamento in Sardegna. Sono esposti gli oggetti ritrovati nelle tombe del tofet: utensili, anfore, lucerne, gioielli, amuleti, maschere apotropaiche. Lo stesso tofet è ricostruito in un modello che illustra la disposizione delle stele e delle urne rinvenute negli scavi.

L'ultima sezione è dedicata alla civiltà romana, che si insediò nell'area dal III secolo a.C.; sono esposti corredi funebri e oggetti in uso nella vita quotidiana, come pentole e stoviglie.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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