Monumento a Dante (Trento)

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Monumento a Dante
Monumento a Dante Alighieri (Trento) 08.jpg
AutoreCesare Zocchi
Data1891 - 1896
Materialebronzo e granito
Dimensioni1760×132×521 cm
UbicazionePiazza Dante, Trento
Coordinate46°04′17.44″N 11°07′13.51″E / 46.07151°N 11.12042°E46.07151; 11.12042

Il Monumento a Dante di Trento è un gruppo scultoreo dedicato a Dante Alighieri, opera dell'artista fiorentino Cesare Zocchi, situato nel parco antistante la stazione ferroviaria. Fu realizzato come simbolo della lingua italiana e dell'italianità della città nel 1896 allorché il Trentino era territorio della Contea del Tirolo, nell'Impero austro-ungarico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo Ranzi ebbe l'idea di un monumento a Dante già nel 1886, in occasione della fondazione della società Pro Patria a Rovereto,[1] allora sotto l'amministrazione austro-ungarica, ma poi l'abbandonò.[2] Nel 1889 a Bolzano fu eretta una statua al poeta tedesco Walther von der Vogelweide come simbolo della cultura germanica della città e Ranzi ripropose l'idea, questa volta ottenendo l'appoggio del podestà di Trento Paolo Oss Mazzurana e dell'ingegnere Annibale Apollonio.

Venne quindi creato un comitato per raccogliere i fondi composto da: Carlo Dordi, Annibale Apollonio, Silvio Dorigoni, Riccardo Ferrari, Giovanni Pedrotti, Guglielmo Ranzi e Antonio Tambosi.[3] Nonostante i dubbi sui risvolti irredentistici del progetto le autorità imperiali ritennero inopportuno opporsi, illusi com'erano che non avrebbero trovato i fondi necessari. Il fondo di 11 000 fiorini per l'isolamento del Duomo di Trento, costituito in precedenza da don Giuseppe Grazioli, fu devoluto per la costruzione dell'opera. Il comune cedette gratuitamente il terreno necessario e altri 10 000 fiorini. Gli elenchi dei donatori venivano pubblicati dai giornali locali e le offerte giunsero numerose, da privati cittadini, da associazioni culturali in difesa dell'italianità (quali Pro Patria, Lega Nazionale e anche dalla SAT[4]), da Comuni trentini e da numerose città italiane. Il roveretano Ignazio Puecher Passavalli, che viveva a Foggia, scrisse l'ode Un monumento a Dante Alighieri nella città di Trento, di ispirazione irredentista. Visti questi sviluppi, il commissario di polizia austriaco propose ai superiori di vietare la costruzione del monumento ma il ministro degli Interni rifiutò.

Il primo bozzetto

All'inizio del 1891 il comitato emanò il bando di concorso, chiedendo la presentazione di progetti per il monumento. Al fine di valutare il gran numero di bozzetti pervenuti (circa 42), si decise di istituire una commissione di cui facevano parte gli artisti Ettore Ferrari, Ercole Rosa, Luca Beltrami, Eleuterio Pagliano, Bartolomeo Bezzi; l'ing. Annibale Apollonio, il podestà Paolo Oss Mazzurana, il cav. Vincenzo Lutti, l'avv. Carlo Dordi e Guglielmo Ranzi per il comitato. Dopo una lunga selezione, rimasero in gara tre bozzetti: Conca d'oro di Ettore Ximenes, Tanto nomini nullum par elogium di Giuseppe Grandi e Ghibellino di Cesare Zocchi. Quello dello Ximenes venne giudicato essere il più rispondente al programma del concorso ma si ritenne che nessuno dei tre fosse pronto per la posa in opera e si richiese ai tre autori di realizzare un secondo bozzetto. Il secondo bozzetto di Grandi venne escluso perché piuttosto esoso, superando il limite delle 125 000 lire. Venne infine scelto il bozzetto dello Zocchi, che però dovette apportare alcune modifiche.[5]

La "pietra fondamentale" fu posata il 20 aprile 1893 con incise le parole:

«

PIETRA FONDAMEN-
TALE DEL MONU-
MENTO DEI TRI-
DENTINI A DANTE
ALIGHIERI ·
MOSTRÒ CIÒ CHE
POTEA LA LINGUA
NOSTRA
XX · APR · MDCCCXCIII[6]

»

La Società degli Studenti trentini organizzò per il 6 settembre 1896 delle conferenze in varie località del Trentino per spiegare il significato dell'opera, fra gli oratori Cesare Battisti. L'inaugurazione avvenne l'11 ottobre 1896, in una giornata uggiosa. La mattina vennero deposte delle corone di fiori al cimitero di Trento sulle tombe di don Giuseppe Grazioli, Carlo Dordi e Paolo Oss Mazzurana, promotori dell'opera scomparsi prima di vederla realizzata. Tennero dei discorsi il presidente del Comitato per l'erezione del monumento a Dante Guglielmo Ranzi e il Podestà di Trento Antonio Tambosi. Giovanni Peterlongo, allora direttore del magistrato della città, lesse l'atto di consegna ufficiale. Antonio Piscel a nome dei socialisti trentini tenne un discorso su "Dante e il socialismo". Giosuè Carducci dedicò una poesia all'evento.[7] L'attore Angelo Pezzaglia, invitato dal comitato organizzatore, declamò un canto dell'Inferno.[8] In serata, al Teatro Sociale ci fu un concerto al quale parteciparono musicisti della Scala.

Per l'occasione fu realizzato l'Inno di Trento, scritto da Antonio Stefenelli e musicato da Cesare Rossi.[9][10]

Nel 1996, in occasione del centenario, il Museo Storico in Trento ha organizzato una mostra, inaugurata l'11 ottobre.[11]

Il monumento a Dante con i sacchetti di sabbia per l'esposizione di Lara Favaretto

Nel 2009, l'artista Lara Favaretto ha realizzato, in occasione dei vent'anni della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, l'installazione Momentary Monument, che consisteva nel circondare la statua con migliaia di sacchetti di sabbia, sorretti da ponteggi. Scopo dell'opera, del costo di 160.000 euro, era portare l'attenzione sul monumento e sul suo significato.[12][13] Il 6 ottobre 2009 l'opera è collassata a causa di un cedimento strutturale, ponendo dubbi sulla correttezza dei calcoli statici che prevedevano la possibilità di fare arrivare la struttura fino ad otto metri di altezza[14] e a inizio 2010 la struttura temporanea è stata smantellata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La base è realizzata in granito carnicino di Predazzo, le statue sono in bronzo con evidenti risvolti allegorici. Sul livello inferiore è rappresentato l'Inferno, con Minosse, giudice dei dannati, al quale è sotteso il concetto di "giustizia",[15] seduto su un drago. La statua, in cui Minosse poggia il mento sul dorso del pugno, è un'evidente citazione de Il pensatore di Rodin.

Al secondo livello è raffigurato il Purgatorio: Dante e Virgilio sono rappresentati mentre incontrano anime espianti: Sordello da Goito che indica l'amor di Patria[15], infatti è il suo incontro con Virgilio nel canto VI del Purgatorio che fa scrivere a Dante la famosa terzina: Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di provincie, ma bordello! , i superbi, (gli uomini che portano dei massi sulle spalle) (Canto XI), gli invidiosi (Canto XV) (l'uomo cerca di coprirsi gli occhi con le mani, perché l'invidia acceca), gli accidiosi (seduti ad attendere).[16] Due anime hanno già espiato e stanno per raggiungere il Paradiso.

Si propone anche che "Cesare Zocchi sintetizzava [...] i sentimenti dei trentini":[17] l'ansia (l'uomo con i polpastrelli delle mani sulle gote), la speranza (la donna che prega con il viso rivolto verso i poeti) e la disperazione (l'uomo prono col braccio sinistro alzato).

Al terzo livello, vi è il Paradiso: Beatrice con le braccia distese rappresenta l'ideale[18] e gli angeli ricordano la circulata melodia dei Beati.[19]

In cima al monumento, Dante è ritratto mentre avanza, con la mano sinistra reggente un libro (presumibilmente la Divina Commedia), mentre il braccio destro è proteso a Nord nelle parole dello scultore «come a proteggere ed animare i suoi figli».[20] Secondo un'altra interpretazione invece il gesto indicherebbe le Alpi, confine geografico dell'Italia.[21]

Iscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Sul Monumento vi sono numerose iscrizioni.[22] Sotto i piedi di Minosse:

Dante
MCCLXV - MCCCXXI

Ovvero gli anni di nascita e di morte (1265 e 1321) di Dante in numeri romani.

L'iscrizione alla base del monumento

Sul lastricato attorno al monumento, vi è un'epigrafe dettata da Guglielmo Ranzi:

Inchiniamoci Italiani

Inchinatevi Stranieri
Deh! Rialziamoci

Affratellati nella giustizia

Sei degli otto lati del piedistallo compongono queste parole:

A Dante

Al padre il
Trentino
Col plauso
E l'aiuto della

Nazione

Iscrizione del 1896

Un'epigrafe riporta la data dell'11 ottobre 1896, giorno dell'inaugurazione del Monumento:

Affermazione e simbolo

Del pensiero italiano
Questo monumento
Dalle genti Tridentine eretto
All'altissimo poeta
Veniva oggi affidato alla custodia
Del municipio di Trento

XI OTTOBRE MDCCCXCVI

Iscrizione del 1919

Un'ulteriore epigrafe è stata apposta nel 1919, dopo l'occupazione e annessione del Trentino-Alto Adige all'Italia:

Le parole di consacrazione

Al poeta nazionale
Cancellate dall'Austriaco
La società nazionale
Dante Alighieri
Nuovamente incise
Celebrando la vittoria d'Italia

MCMXIX

Note[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento a Dante
  1. ^ Alessandro Cristofori, Editto di Claudio sulla concessione della cittadinanza agli Anauni (46 d.C.): Gli effetti della scoperta della Tabula Clesiana sul dibattito politico in Trentino nel 1800, su 137.204.167.79, www.telemaco.unibo.it. URL consultato il 4 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2011).
  2. ^ In generale sulla storia del Monumento vedi: Sergio Benvenuti, La vicenda storica in Guido Lorenzi & Sergio Benvenuti, Il monumento a Dante a Trento - Storia e significati, Temi, 1992.
  3. ^ Francesco Pasquaglio, Cristoforo Pasquaglio, L'Alighieri: rivista di cose dantesche, Volume 2, Leo S. Olschki, 1891, p. 94.
  4. ^ Annalia Dongilli, Un giornale per "Il popolo":l'impresa culturale dei coniugi Battisti (1900-1914), Trento, Edizioni U.C.T., 2006, p. 63.
  5. ^ Sul concorso vedi anche: Graziano Riccadonna, Paolo Oss Mazzurana. Il progresso al potere, Edizioni – U.C.T., Trento, 1996, pp. 91-97.
  6. ^ Lorenzi, Benvenuti, p. 59.
  7. ^ Vedi #Altri progetti.
  8. ^ Rivista L'Arte Drammatica, 1896
  9. ^ Inno di Trento : per pianoforte solo / parole del Dott. Antonio Stefenelli; musica del M.o Cesare Rossi, su europeana.eu.
  10. ^ Inno di Trento / parole di Antonio Stefenelli: musica di Cesare Rossi, su europeana.eu.
  11. ^ Monumento a Dante: Trento 1896-1996. Mostra per il centenario, su museostorico.it, Fondazione Museo Storico del Trentino. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  12. ^ Il monumento a Dante sarà nascosto da migliaia di sacchetti di sabbia, su ricerca.gelocal.it, Trentino, 25 settembre 2009. URL consultato il 5 ottobre 2009.
  13. ^ La Galleria Civica svela il mistero coprire il monumento a Dante verrà a costare 160 mila euro, su ricerca.gelocal.it, Trentino, 29 settembre 2009. URL consultato il 5 ottobre 2009.
  14. ^ Installazione di Dante, crollata l'impalcatura, su trentinocorrierealpi.gelocal.it, Trentino, 6 ottobre 2009. URL consultato il 7-20-2009 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2009).
  15. ^ a b Passamani B., Pacher C. (1977) Trento, Temi, Trento, p. 215
  16. ^ Emert G.B. (1975) Monumenti di Trento, Saturnia, Trento, p. 200; http://www.catinabib.it/files/TIC511-1888.jpg
  17. ^ Passamani B., Pacher C. (1977) Trento, Temi, Trento, p. 214
  18. ^ Passamani B., Pacher C. (1977) Trento, Temi, Trento, p. 215
  19. ^ Rossaro A., Il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni, 1921, p. 44
  20. ^ Per una descrizione accompagnata dai passi della Divina Commedia raffigurati nella scultura vedi: Guido Lorenzi, La stanza dell'esule in Guido Lorenzi & Sergio Benvenuti, Il monumento a Dante a Trento - Storia e significati, Temi, 1992.
  21. ^ Aldo Gorfer, Trento Città del Concilio, Arca Edizioni, Lavis, 3ª ed., 2003, p. 318.
  22. ^ Tutte le iscrizioni sono riportate sul sito: Dante Alighieri, su chieracostui.com, Chi era costui?. URL consultato il 15 dicembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corsini U., Dante: a cura della scuola tridentina celebrandosi il cinquantenario del monumento di Dante, Trento, Temi, 1946.
  • Lorenzi G. e Benvenuti S., Il monumento a Dante a Trento: storia e significati, Temi, 1992.
  • Riccadonna G., Paolo Oss Mazzurana. Il progresso al potere, Edizioni - U.C.T., Trento, 1996.
  • Rizzi G., Passeggiate trentine, Trento, Ardesi, 1931.
  • Rosa S., Il monumento a Dante, Rivista mensile del Touring Club Italiano, marzo 1921, pp. 119–124.
  • Rossaro A., Il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni, 1921.
  • Stefenelli G., Guglielmo Ranzi e il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni, 1932.
  • Quirino Bezzi, Il monumento a Dante in Trento, Trento, Società nazionale Dante Alighieri. Comitato di Trento, 1962.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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