Cesare Zocchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vittoria alata al Vittoriano.

Cesare Zocchi (Firenze, 1º gennaio 1851Torino, 24 marzo 1922) è stato uno scultore italiano, che ebbe una certa fama alla fine dell'Ottocento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò a Firenze con il cugino Emilio Zocchi. Nel 1879 fu nominato professore a Napoli, professore all'Accademia dell'Arte a Firenze e poi accademico onorario a Perugia e quindi titolare della cattedra di scultura all'Accademia Albertina di Torino sino alla morte.

Negli anni novanta dell'Ottocento partecipo e vinse il concorso per la realizzazione del Monumento a Dante a Trento, simbolo della cultura italiana quando la città era ancora parte dell'Impero austro-ungarico. Come riconoscimento il Ministro del Regno Emmanuele Gianturco gli conferì l'onorificenza di commendatore, atto giudicato poco riguardoso dalle autorità austriache[1]. L'opera è «comunemente considerata il suo capolavoro»[2].

Morì il 24 marzo 1922 a Torino[3]. Gli è dedicata una via a Milano.

Suo figlio Cesare Zocchi Collani (1883 - 1923), nato da Antonietta Collani, è stato cantante e attore[4] e padre di Antonietta Zocchi, nota attrice caratterista italiana, interprete di numerosi film e sceneggiati TV, morta nel 1983.

Sua figlia Margherita Zocchi in Bongi (Firenze 1889 - Firenze 1973) è stata sua modella per la scultura sulla facciata del Duomo di Firenze ed è rappresentata come Beatrice ai piedi del Monumento di Dante a Trento inoltre è stata sua ispiratrice in molte opere seguenti.

Nel periodo fiorentino fu professore ed amico di molti dei pittori Macchiaioli che svolgevano e svolsero in seguito la loro attività in Toscana; suo bisnipote è Stefano Bruno Bongi (Firenze 1956), di professione architetto[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Lorenzi & Sergio Benvenuti, Il monumento a Dante a Trento. Storia e significati, Temi, 1992, pp. 93-94.
  2. ^ Camillo Semenzato, Cesare Zocchi, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970. URL consultato il 2 novembre 2013.
  3. ^ (EN) Zocchi starves to death, in The New York Times, 25 marzo 1922. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  4. ^ Zocchi Collani Cesare, Documenti del cinema muto torinese - Museo Nazionale del Cinema. URL consultato il 2 novembre 2013.
  5. ^ Autore: arch. Stefano Bruno Bongi.
  6. ^ Amilcare Zavatti, Vicende edilizie nel circondario della Biblioteca Malatestiana, Biblioteca Malatestiana; Relazione per l'anno 1925. Cesena, Stabilimento tipografico Moderno, 1926, 31-54. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  7. ^ Cristina Beltrami, Monumento all’Indipendenza Italiana e ad Anita Garibaldi – Cesare Zocchi [collegamento interrotto], su duesecolidiscultura.it. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  8. ^ Renzo Castelli, Sotto «processo» la statua del re, in La Nazione, disponibile su Patrimoniosos.it, 2 gennaio 2008. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  9. ^ Il Monumento ad Antonio Marro in Limone Piemonte, su psichiatriaestoria.org. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  10. ^ Altre opere, Casa Buonarroti. URL consultato il 17 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007). Michelangelo fanciullo scolpisce la testa del fauno, Casa Buonarroti. URL consultato il 17 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2009).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN77259904 · ISNI (EN0000 0000 6684 5111 · GND (DE124873472 · ULAN (EN500099841 · WorldCat Identities (EN77259904