Minamoto no Yorimasa

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Minamoto no Yorimasa (源 頼政 Minamoto no Yorimasa) era un nobile, un poeta e un comandante militare dell'esercitato nipponico vissuto alla fine del periodo Heian. Era il primogenito del gruppo Settsu Genji, uno dei 21 rami del clan Minamoto. Durante la tirannia dei Taira è stato soprannominato Genzanmi (源三位 Genzami), data la sua appartenenza al rango nobiliare Jyunsami, e Baba no Yorimasa (馬場頼政 Baba no Yorimasa), come il padre, per la sua destrezza come cavallerizzo.

Minamoto no Yorimasa

Minamoto no Yorimasa2.jpg Genzami Yorimasa (Moa Museum of Art)

Periodo Fine periodo Heian
Nascita Primo anno dell’Era Chōji
Morte 26 maggio del quarto anno dell’Era Jishou (20 giugno 1180)
Nazionalità Giappone Giappone
Cambio di nome Yorimasa → Mahasu (nome buddista postumo) → Yoriyuki
Alias Minamoto no Genzanmi, Minamoto no Genzanmi Nyῡdō, Nyῡdō no Sanhin, Sanhin no Zenmon, Baba no Yorimasa
Nome buddista postumo Rengeji Kenhō Sawayama no Yoriyuki
Luogo di sepoltura Templio Byōdō-in e Saishou nella città di Uji, prefettura di Kyoto

Templio Rengej, città di Seki, prefettura di Gifu

Rango Terzo rango: secondo grado
Titolo di carica ufficiale Custode degli archivi imperiali, Signore della parte occidentale di Kyoto, Agente dell'Arsenale, Izunokami, Governatore della prefettura di Bingo
Clan Gruppo Settsu, uno dei 21 rami del clan Minamoto
Genitori Padre: Minamoto no Nakamasa Madre: figlia di Fijiwara Tomomi
Fratelli Minamoto no Yoriyuki, Minamoto no Mitsushige, Minamoto no Yasumasa, Minamoto no Ryōtomo, Minamoto no Yotsunoyachi,moglie di Fujiwara no Tsunesada
Mogli Figlia di Minamoto no Masayori (più precisamente nipote); Shoubu Gozen
Figli Minamoto no Nakatsuna, Minamoto no Yorikane, Minamoto no Hirotsuna
Figli adottivi Minamoto no Kunimasa, Minamoto no Kanetsuna, Minamoto no Nakaie, Minamoto no Muneyori, Minamoto no Masatsuna

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Ōchi Shōgo[modifica | modifica wikitesto]

Yorimasa era discendente di Minamoto no Yorimitsu e apparteneva al gruppo Settsu Genji. Era un samurai che operava alla Corte Imperiale; era vicino ai Sekkan-ke che lo appoggiavano nelle sue attività nelle ex-province denominate Kinnai e avanzava di carriera col passare del tempo. Operava a Watanabe nella provincia di Setsu (attuale quartiere Chūō-ku di Osaka) come Ōchi Shōgo (guardia imperiale) presso la famiglia Watanabe, appartenente al gruppo Saga Genji. Minamoto no Yorimitsu, antenato di Yorimasa, era stato un illustre poeta che spesso interagiva con i Kuge (nobili). Anche i suoi figli furono coinvolti nella composizione dei waka. Yorimasa era uno di loro e più tardi pure lui sarebbe stato riconosciuto come celebre poeta.

I documenti storici riguardanti l'adolescenza di Yorimasa sono pochi, ma è risaputo che accompagnò il padre Nakamasa nel nuovo posto di lavoro quando fu nominato Governatore di Shimōsa. Nell'Era Hōen (11351140) successe al padre divenendo il capofamiglia. Successivamente ottenne la carica di Rokui no Kurōdo (Ciambellano imperiale) nel secondo anno dell'Era Hōen (1136). Nello stesso anno gli venne perfino assegnato il titolo di Jyugoi-shimo (uno dei ranghi della nobiltà). Inoltre Yorimasa servì l'Imperatore Toba e aveva rapporti con Fujiwara no Inari e Fujiwara no Nariko, conosciuta anche col nome di Bifukumon-in.

Ribellione di Hōgen e Heiji[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del regime di Toba ebbe luogo un conflitto tra Sutoku e Go-Shirakawa. Quando l'Imperatore Toba si ammalò gravemente riferì a Bifukumon-in che Yorimasa era una delle sue guardie imperiali più coraggiose e fidate. Ciò indicava che Minamoto no Yorimasa era la persona più vicina a Bifukumon-in. Nel primo anno dell'Era Hōgen (1156), dopo la scomparsa dell'imperatore, quando la “Ribelline di Hōgen” ebbe iniziò, Yorimasa si schierò dalla parte di coloro che appoggiavano Bifukumon-in, dalla parte dei vincenti. Però, alcune persone del clan Minamoto subirono seri danni, per esempio una separazione tra Minamoto no Tameyoshi e suo figlio Minamoto no Yoshitomo oppure le condanne a morte di alcuni dei figli di Tameyoshi. Anche in Settsu Genji ci furono casi di giustiziati come nella questione di Tada Yorinori, un parente di Yorimasa.

Nell'anno precedente alla rivolta, il secondo anno dell'Era Kyūju (1155), Yorimasa adottò Minamoto no Nakaie (fratello maggiore di Kiso Yoshinaka), figlio maggiore di Minamoto no Yoshikata, che fu ucciso nella battaglia di Okura. L'anno successivo alla ribellione di Hōgen, nel 1157, il fratello più giovane di Yorimasa, Yoriyuki, venne improvvisamene accusato ed esiliato e, per questo motivo, si suicidò. In seguito, Yorimasa prese con sè Muneyori, Masatsuna, e Kanetsuna, figli di Yoriyuki.

Nel 1158, terzo anno dell'Era Hōgen, a Yorimasa fu concesso il privilegio di entrare nella parte più interna della Corte Imperiale. Dopo la ribellione di Hōgen, Go-Shirakawa prese le redini del paese, e grazie all'aiuto del suo aiutante Fujiwara no Michinori, conosciuto come Shinzei, riuscì ad ottenere un maggior potere. Però, i simpatizzanti di Bifukumon-in desideravano che lei abdicasse in favore del principe, Nijo, futuro imperatore. Originariamente, Go-Shirakawa aveva avuto temporaneamente il governo del paese fino a quando Nijo non fu incoronato, per poi ovviamente abdicare. Tuttavia, il loro conflitto non si era risolto, ci fu una divisione tra i sostenitori di Go-Shirakawa e quelli dell'Imperatore Nijo. Per di più, era cresciuta sempre di più l'autorità, e di conseguenza il prestigio, di Fujiwara no Nobuyori come sostenitore accanito di Go Shirakawa, imperatore che aveva abdicato ma che continuava a governare sul popolo nipponico, e Shinzei si era impossessato del potere creando uno stretto legame con i sostenitorii che appoggiavano come sovrano Nijo. L'influenza esercitata dalla famiglia reggente era decaduta nel periodo in cui si era svolta la ribellione di Hōgen e, d'altra parte, la situazione politica era estremamente confusa per le opposizioni createsi tra i sostenitori di Shinzei, Fujiwara no Nobuyori e del successore in linea diretta Nijo.

I sostenitori di Fujiwara no Nobuyori e quelli che appoggiavano il principe Nijo si erano alleati in una situazione politica turbolenta caratterizzata da continui disordini in cui il potere non era nelle mani di nessuno. In questo frangente si susseguirono eventi drammatici, tra i quali il colpo di stato, avvenuto nel dicembre del primo anno dell'Era Heiji (1159), effettuato da Taira no Kiyomori nei confronti del regime di Shinzei. Quest'ultimo venne ucciso per mano del nemico mentre i sostenitori di Taira, il quale aveva la più potente forza armata della capitale, proseguivano verso uno dei santuari kumano. Come conseguenza andò al potere Taira no Kiyomori (Ribellione di Heiji). Yorimasa aveva partecipato al colpo di stato in quanto Bifukumon-in sosteneva coloro che erano dalla parte dell'Imperatore Nijo. Tuttavia, le persone che appoggiavano l'Imperatore Shinzei (Fujiwara no Michinori) erano entrate in conflitto con coloro che sostenevano Nobuyori, permettendo così all'Imperatore Nijo di scappare dalla Residenza Imperiale e di stabilirsi a Rokuhara, Kyoto. Pertanto, Yorimasa aveva perso il suo posto come colui che era il più vicino all'Imperatore Nijo e a Bifukumon-in [1]

Il 27 dicembre, quando la battaglia tra Kiyomori e Yoshimoto terminò, Yorimasa decise di stare dalla parte di Taira no Kiyomori, il quale aveva sostenuto Nijo. Anche Minamoto no Mitsuyasu, aiutante dell'Imperatore Nijo, si schierò con Kiyomori. D'altronde, Nobuyori e Yoshimoto furono sconfitti e morirono, e Kawachi Genji scomparve.

Decano della famiglia Genji sotto il potere del clan Taira[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto, opera di Kikuchi Yōsai

Yorimasa era rimasto nella politica sotto l'amministrazione dei Taira e aveva occupato la posizione di Decano dei Genji (clan Minamoto). Nel 1167, secondo anno dell'Era Nin'an, venne promosso a Jyushii. Lavorò come Ōchi Shōgo (guardia imperiale) con Nakatsuna per tre generazioni: Imperatore Nijo, Imperatore Rokujō e Imperatore Takakura e, pure, per le forze armate di Go-Shirakawa. Nel 1177, terzo anno dell'Era Angen, quando una grande folla di gente dell'Enryaku-ji si oppose a Saikō, vassallo imperiale, Yorimasa intervenne insieme a Taira no Shigemori mobilitando le guardie del Palazzo Imperiale [2].

Yorimasa era un eccellente poeta e aveva legami con personaggi illustri nel mondo della letteratura come Fujiwara no Shunzei, Shun'e e Inpumon'in no Tayū. 59 delle sue più famose poesie furono raccolte nella collezione imperiale “Shika Wakashū”. Nei suoi ultimi anni compose molte poesie riguardanti il sistema ufficiale dei ranghi. Il rango di Yorimasa era Shoshii-ge, (ma un nobile di corte viene chiamato “kugyo” quando il suo grado è Jyuasanmi o superiore), quindi c'era un grosso divario tra i due ranghi: Jyusanmi e Shoshii. Quando Yorimasa aveva oltre 70 anni, ebbe il forte desiderio di ottenere il rango Jyunsami per dimostrare l'onore della sua famiglia. Nel 1178, secondo anno dell'Era Jishō, fu promosso al rango Jyunsami grazie alla raccomandazione di Kiyomori.

Secondo l'”Heike monogatari”, Kiyomori aveva completamente dimenticato che il rango di Yorimasa era stato per molto tempo quello di Shoshii. Quando Yorimasa scrisse questa poesia:

のぼるべきたよりなき身は木の下に 椎(四位)をひろひて世をわたるかな 『平家物語』 巻第四 「鵺」
Noborubeki tayorinaki mi wa konoshita ni shī (Shii) wo hiro hite yo wo wataru ka na “Heike monogatari”, quarto volume “Nue”
« Non vi è alcuna possibilità per me di salire sull'albero. Allora, ci cammino intorno e raccolgo le dolci ghiande. »

Kiyomori si accorse del suo forte desiderio di essere elevato a Jyusanmi e così lo promosse all'ambito rango. Kiyomori aveva fiducia in Yorimasa perché nel corso degli anni ebbe diversi riconoscimenti.

Anche nei documenti storici veri e propri, la sua promozione a Jusanmi era senza precedenti e, infatti, Kujō Kanezane ne parlò nel suo diario "Gyokuyō":' fatto del tutto insolito'. A quel tempo aveva 74 anni.

Nel novembre del 1179, terzo anno dell'Era Jishō, Yorimasa divenne un prete buddhista lasciando la tenuta e la famiglia al figlio Nakatsuna.

Battaglia di Uji[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo scoppiò un conflitto tra il regime dei Taira e il governo esercitato da Go-Shirakawa. Nel 1177, primo anno dell'Era Jishō, ebbe luogo la “Cospirazione Shishigatani” e di ciò fu sospettato Go-Shirakawa, imperatore che abdicò aderendo ad un ordine buddhista, ritenuto coinvolto nella ribellione. Poi, nel novembre del 1179, terzo anno dell'Era Jishō, Taira no Kiyomori , in disaccordo con l'imperatore abdicante, trasferì il suo esercito da Fukuhara-kyō a Kyoto, organizzò un colpo di stato, interruppe il regime di Go-Shirakawa e lo fece incarcerare. In seguito, nel febbraio del 1180, quarto anno dell'Era Jishō, Kiyomori costrinse l'Imperatore Takakura ad abdicare e a far salire al trono un bambino di tre anni, l'Imperatore Antoku, figlio dell'Imperatore Takakura e di Taira no Tokuko, figlia di Taira no Kiyomori.

Fu il Principe Mochihito (conosciuto col nome di Principe Takakura e Minamoto Mochimitsu), terzo figlio dell'Imperatore Go-Shirakawa, a non accettare molto volentieri le azioni di Kiyomori. Fu così che divenne il figlio adottivo di Hachijoin Akiko, sorella dell'imperatore abdicante (Go-Shirakawa), come unica possibilità di ottenere la corona, ma l'ascesa al trono dell'Imperatore Antoku vanificò tutte le sue speranze. Yorimasa, allora, studiò un piano per far rovesciare i Taira con l'aiuto del Principe Mochihito.

Secondo l'“Heike monogatari”, Yorimasa decise di schierarsi contro Kiyomori perché Taira no Munemori, terzo figlio di Kiyomori, lo aveva insultato riguardo a uno dei cavalli del figlio primogenito Nakatsuna. Per la sua forte determinazione di guerriero decise di ribellarsi contro i Taira e una notte fece visita al Principe Mochihito nella sua residenza per incoraggiarlo ad opporsi a Kiyomori. Esiste un'altra teoria che afferma che Yorimasa, il quale servì l'Imperatore Konoe e l'Imperatore Nijo, entrambi consanguinei dell' Imperatore Toba, come Ōchi Shōgo (guardia imperiale) per diverse generazioni, non accettò di buon grado come sovrano Takakura e Antoku, che non erano in linea diretta per l'ascesa al trono, e si oppose loro [3]. Inoltre, sempre nell'opera letteraria “Heike monogatari”, in cui vengono chiarite le cause del piano di ribellione di Yorimasa insieme al Principe Mochihito, è scritto che, per il fatto di essersi ribellato il 21 maggio, si fece monaco buddhista al Tempio Mii-dera, che fosse terrorizzato dall'essere catturato dai Taira e che Mochihito cercò di fuggire [4].

Nell'aprile dello stesso anno, Yorimasa e il Principe Mochihito scrissero un messaggio a tutti i samurai del clan Minamoto e ai principali santuari religiosi e templi di tutto il paese per dichiarare guerra al clan Taira. Il messaggio fu inviato da Minamoto no Yukiie (decimo figlio di Minamoto no Tameyoshi ). Però già nel mese di giugno, il loro piano di insorgere fu scoperto dai Taira che ordinarono ai Kebiishi (polizia imperiale) di arrestare Mochihito, ma loro non si accorsero che tra i poliziotti c'era pure Kanetsuna, figlio di Yorimasa. Ciò indicava che non si erano resi conto che Yorimasa era ancora coinvolto nella rivolta. Mochihito si rifugiò nel Tempio Mii-dera, formalmente chiamato Onjō-ji. Il 21 maggio il clan Taira assaltò il Templio Onjō-ji. Nell'attacco era coinvolto anche il team di Yorimasa. Quella notte, Yorimasa dette fuoco alla sua stessa abitazione ed entrò nel Templio Onjō-ji insieme ai suoi familiari, includendo Nakatsuna e Kanetsuna, per unirsi a Mochihito. Rivelarono chiaramente le loro intenzioni di opporsi ai Taira.

Il loro piano di insorgere prevedeva anche il coinvolgimento dei templi Enryaku-ji e Kōfuku-ji, oltre che quello di Onjō-ji. Tuttavia, l'Enryaku-ji prese una posizione neutrale. Nella notte del 25, allorché le forze ribelli sentirono il pericolo perfino nel Tempio Onjō-ji, Yorimasa si diresse verso il Kōfuku-ji, Nara, insieme al Principe Mochihito, ma quest'ultimo cadde da cavallo durante la ritirata finendo per fermarsi al Byōdō-in per riposare, che era lungo la strada. Fu lì che il grande esercito dei Taira attaccò.

Il giorno seguente la battaglia iniziò. Nonostante i monaci che vivevano nel tempio avessero distrutto il ponte che consentiva l'ingresso alla struttura, le forze del clan Taira riuscirono comunque a conquistarlo. Allora Yorimasa e i suoi guerrieri si barricarono nel Tempio Byōdō-in per contrastare gli attacchi del nemico in modo da permettere al Principe Mochihito di scappare, ma le milizie dei Taira erano di gran lunga più numerose di quelle di Minamoto no Yorimasa. Come risultato quest'ultimo perse la maggior parte dei suoi comandanti e soldati e alcuni dei suoi figli, tra cui Nakatsuna, Munetsuna e Kanetsuna, che morirono nel conflitto o si suicidarono. Alla fine Yorimasa si tolse la vita pure lui con la tecnica del seppuku, in quello che molti storici considerano il secondo caso registrato di suicidio di un samurai di fronte alla sconfitta, con l'assistenza di Watanabe no Tonau lasciandoci la sua “poesia della morte”. Aveva 77 anni. La suddetta poesia è la seguente:

埋もれ 木 の / 花 咲く こと も / な かり し に / 身 の なる 果て ぞ / 悲し かりける
umoregi no / hana saku koto mo / nakarishi ni / mi non naru odio zo / kanashikarikeru
« Come un vecchio albero
da cui si non raccolgono i fiori
triste è stata la mia vita
destinata a non portare alcun frutto[5] »

Mochihito, che era riuscito a scappare, venne raggiunto e ucciso. L'alleanza tra Mochihito e Yorimasa fu un fallimento su tutti i fronti, le conseguenze del messaggio, scritto dal principe, suscitarono un grande scalpore. Infatti, Minamoto no Yoritomo, Minamoto no Yoshinaka e altri membri del clan Minamoto, insieme a molti templi, si unirono alla rivolta, che portò alla Guerra Genpei e alla successiva sconfitta e distruzione del clan Taira.

Minamoto no Hirotsuna, il figlio più giovane di Yorimasa, e Minamoto no Aritsuna e Minamoto no Naritsuna, figli di Nakatsuna, sopravvissero alla serie di scontri perché si trovavano nella provincia di Izu e si unirono all'esercito di Minamoto no Yoritomo che si scontrò con i Taira a Izu.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

※ Calendario basato su quello giapponese antico.

  • Secondo anno dell'Era Hōgen (1136)
    • 17 aprile: nominato Ciambellano.
    • 13 giugno: conferimento della carica di Jugoino-ge (uno dei ranghi della nobiltà).
  • Marzo del terzo anno dell'Era Ninpei (1153): concessione di entrare a far parte della corte di Fujiwara no Nariko, conosciuta anche col nome di Bifukumon-in.
  • 22 ottobre del secondo anno dell'Era Kyūju (1155): nominato Hyōgoryo, agente dell'Arsenale.
  • 2 ottobre del terzo anno dell'Era Hōgen (1158): permesso di accedere nella parte più interna della Corte Imperiale.
  • Quarto anno dell'Era Hōgen (1159):
    • 28 gennaio: avanzamento di rango nobiliare a Jūgoijō (stesso rango di quello precedente, ma con grado superiore) e ritiro dalla posizione di Hyōgoryo.
    • 10 dicembre del periodo Heiji: responsabile della provincia di Izu. Sconosciuta la data del suo ritiro.
  • 21 ottobre dell'Era Nin'an o Ninnan (1166): elevamento al rango nobiliare Shōgoige. Abbandono ufficiale della carica di Hyōgoryo, agente dell'Arsenale.
  • 30 gennaio del secondo anno dell'Era Nin'an, denominato anche Ninnan (1167): avanzamento ad altro rango della nobiltà: Jyushiige
  • 20 novembre del terzo anno dell'Era Nin'an (1168): elevamento al rango Jyushiijō (stesso rango del precedente, ma con grado superiore).
  • 14 gennaio del secondo anno dell'Era Kaō (1170): assegnatagli temporaneamente la carica di Signore dell'Ovest della capitale nipponica.
  • 9 dicembre dell'Era Jōan (1171): avanzamento del rango nobiliare a Shōshii. Abbandono della carica di Signore dell'Ovest della capitale.
  • 19 gennaio del terzo anno dell'Era Jōan (1173): nominato Governatore della provincia di Bingo.
  • 5 febbraio del secondo anno dell'Era Angen (1175): riottenuta la carica di Signore dell'Ovest della capitale giapponese continuando altresì ad essere Governatore della provincia di Bingo.
  • 25 dicembre del secondo anno dell'Era Jishō (1178): avanzamento ad altra carica nobiliare: Jyusanmi.
  • 28 novembre del terzo anno dell'Era Jishō (1179): divenuto monaco.
  • 26 maggio del quarto dell'Era Jishō (1180): giorno della sua morte. Nome buddista postumo: Rengeji Kenhō Sawayama no Yoriyuki.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Genzami Yorimasa (Retsu Takeshiden di Utagawa Kuniyoshi)

Storie dell'Heike Monogatari[modifica | modifica wikitesto]

Romanzo: Heike monogatari

Nell'opera classica “Heike monogatari” è stata scritta una storia su un mostro chiamato Nue. Secondo questo racconto, l'Imperatore Konoe aveva incubi ogni notte che lo portarono ad ammalarsi. Per guarirlo, Minamoto no Yoshiie, nonché Minamoto no Yorimasa, capo del clan Genji, il quale portava con sé un arco, appena fuori dal palazzo imperiale gridò con tutta la potenza della sua voce: “Minamoto no Yoshiie, governatore di Mustu!”.

In attesa dell'arrivo di un valoroso samurai, fu scelto, all'interno del suo stesso clan, Yorimasa, guerriero dalle eroiche gesta militari. Nel cuore della notte proprio mentre Yorimasa proteggeva il giardino imperiale, da nord-est giunsero nuvoloni neri che portarono con sé il demone Nue, il cui aspetto era composto da diversi parti di animali: la testa di una scimmia, il corpo di un cane procione, le zampe di una tigre e la coda di un serpente. Yorimasa scagliando una freccia col suo arco, e con l'aiuto della katana del suo seguace Ino Hayata, fece cadere dal cielo il mostro. Una volta sconfitto, Yorimasa prese il suo corpo, lo fece in tanti pezzi, li ripose poi in una barca fatta di bambù e li gettò infine nel Mar del Giappone. In seguito a quel fatto l'imperatore si ristabilì in breve tempo.

La leggenda sostiene inoltre che a Yorimasa fu data dalla Corte Imperiale la “Shishiou”, una tachi, offertagli come ricompensa del suo coraggio per aver ucciso il mostro.

Luogo di sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Minamoto no Yorimasa (Tempio Byōdō-in e Tempio Saishō-in)

Il luogo di sepoltura più conosciuto è situato nel Tempio Byōdō-in nella città di Uji (prefettura di Kyoto). Il 26 maggio, giorno della commemorazione di Yorimasa, si celebra la relativa cerimonia religiosa buddhista.

Ve ne sono altri come il Tempio Rengeji (Seki, prefettura di Gifu), dove è stata tramandata le leggenda di Ino Hayata, vassallo di Minamoto no Yorimasa, che seppellì la testa di Yorimasa nelle terre di Minamoto no Kuninao, suo zio. C'è anche il Tempio Yorimasa, situato a Koga nella prefettura di Ibaraki, dove è collocato il suo tumulo (altra leggenda riguardante il luogo dove possa essere sepolta la sua testa); è tradizione credere che il suo servitore, facente parte del clan Shimokobe, onori il padrone. Altra tomba di Yorimasa è posta a Kameoka nella prefettura di Kyoto. Inoltre, non è chiara la relazione stretta tra Yorimasa e la sua tomba collocata nel Tempio Choumyou-ji a Nishiwaki nella prefettura di Hyogo.

Templi scintoisti dedicati a Minamoto no Yorimasa[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diversi templi nelle province vicine a quella del Kantō. In generale sono dedicati a Minamoto no Yorimasa, come antenato del clan Ōkouchi (ex signore feudale).

Templi in cui si prega Yorimasa[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Pronipote di Minamoto no Yorimitsu, figlio primogenito di Minamoto no Nakamasa (secondo figlio di Minamoto no Yoritsuna, discendente del clan Minamoto). Appartenente alla ramificazione Tada, successione di Tada no Shō, e a quella di Settsu, prendendo in considerazione il rango, la carica di ufficiale e il fatto di essere il primogenito della famiglia.

  • Padre: Minamoto no Nakamasa – secondo figlio di Minamoto no Yoritsuna
  • Madre: figlia di Fijiwara Tomomi – originaria del rango nobiliare Fujiwara Nanke
  • Fratelli
    • Minamoto no Yoriyuki – fratello minore nato dalla stessa madre. Suicidatosi nel secondo anno dell'Era Hōgen (1157)
    • Minamoto no Mitsushige – Saburo Fukaso. In orgine il vero nome era Minamoto no Mitsunobu (Mino Genji), ma successivamente fu adottato come figlio adottivo da Nakamasa.
    • Minamoto no Yasumasa – figlio adottivo di Ikeda Matsusada ereditando il cognome del clan Ikeda. Cambiamento del nome e cognome in Osamu Matsusei. Da bambino possedeva anche i seguenti nomi: Ki no Tomomitsu e Ki no Mochimasa.
    • Hōshōji Donomikawa – moglie di Fujiwara no Tadamichi. Poetessa.
    • Kōgōmiya Mino – dama di corte della principessa Reishi. Poetessa.
    • Moglie di Fujiwara no Tsunesada (carica di Chūnagon, cioè consigliere del secondo rango nella Corte Imperiale)
  • Mogli: Figlia di Minamoto no Masayori – originaria della linea di Minamoto no Mitsumasa, appartenente a Seiwa Genji (uno dei rami del clan Minamoto). Nella realtà la moglie di Yorimasa è la nipote di Masayori, non la figlia.
    • Minamoto no Nakatsuna – figlio legittimo di Yorimasa. Poeta. Morto insieme al padre nella Battaglia di Uji .
    • Nijōin no Sanuki – poetessa. Moglie di Fujiwara no Shigeyori, (componente del Ministero della Casa Imperiale), parte della famiglia Hamuroke.
  • Concubina: Ayame no Mae – luogo di nascita a Izunagaoka Kona [6]. Originariamente era la moglie di Tobain. Ha avuto due figli con Yorimasa. Dopo la Ribellione di Heiji, fuggì nel distretto di Kamo in provincia di Aki dove si fece monaca e lì morì [7].
  • Madre biologica: sconosciuta
    • Minamoto no Yorikane – gokenin (samurai di basso livello presso lo shogunato Kamakura) con la carica di Ōuchi Shugo, difensore del Palazzo Imperiale.
    • Minamoto no Hirotsuna – figlio più giovane di Yorimasa. Gokenin (samurai di basso livello presso lo shogunato Kamakura).
    • Minamoto no Yoritaka – Ajari, maestro nel Buddhismo esoterico
    • Minamoto no Mikoto – Ajari, maestro nel Buddhismo esoterico
    • Figlia: moglie di Fujiwara no Takayasu, con la carica di Ukyou no daibu e componente della famiglia Shijyōke.
    • Figlia: moglie di Fujiwara no Kenjō, il quale fu nominato Taikōtaigōgū-ken daishin e appartenente al sottogruppo Kanjuji, ramo Hokke, uno dei principali del clan Fujiwara.
    • Figlia: moglie di Murakami Tsunenari – Ministro di Centro e componente della famiglia Shina no Murakami.
  • Figli adottivi
    • Minamoto no Kunimasa – figlio di Minamoto no Kuninao (zio). Discendente della famiglia Yamagata.
    • Minamoto no Muneyori – figlio di Minamoto no Yoriyuki (fratello minore). Discendente della famiglia Oguni.
    • Minamoto no Masatsuna – figlio di Minamoto no Yoriyuki (fratello minore).
    • Minamoto no Kanetsuna - figlio di Minamoto no Yoriyuki (fratello minore). Morto in battaglia insieme a Yorimasa nella Battaglia di Uji.
    • Minamoto no Nakaie – figlio legittimo di Minamoto no Yoshikata. Morto in battaglia insieme a Yorimasa nella Battaglia di Uji.
  • Cugini
    • Minamoto no Yukikuni – in successione del sottogruppo Tada del ramo Settsu, il quale apparteneva a quello del clan Minamoto.
    • Fujiwara no Akinori – figlia di Minamoto no Moriko (zia da parte di padre). Discendente del clan Uesugi
    • Fujiwara no Norisue – cugino da parte di madre.

Vassalli[modifica | modifica wikitesto]

Su Yorimasa si conoscono varie informazioni riguardanti i suoi vassalli. In una di queste si afferma che Yorimasa ebbe come quartiere generale un'area vicino a Watanabe nella provincia di Settsu (zone nei pressi dell'attuale Osaka,prefettura di Osaka), mentre la famiglia dello zio di Yorimasa ereditò il territorio di Tada no shō, il centro del ramo Settsu. Inoltre, è noto il fatto che il clan Watanabe, gruppo di samurai che si formarono nella stessa zona, a Watanabe, servì Minamoto no Yorimasa come la più importante famiglia di vassalli. Si è venuti a conoscenza altresì che il clan Shimokobe, che costruì la residenza Shimokobe-no-sho nel feudo Hachijo-in, nella provincia di Shimōsa, servì pure Yorimasa con la stessa qualifica.

Riguardo ai suoi rapporti con il clan Shimokobe, definito come una famiglia di samurai proveniente dalla parte orientale del Giappone, si ritiene che la relazione tra padrone e servitore fosse iniziata dalla fondazione di Shimokobe-no-sho dopo che Yorimasa si era recato nella provincia di Shimōsa insieme al padre Nakamasa nominato Shimōsa no Kami (Governatore della provincia di Shimōsa).

Discendenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Clan Shimotsuma
    Nella famiglia Shimotsuma sono presenti i discendenti dei figli maggiori: il figlio ed erede di Minamoto no Nakatsuna e il figlio e il successore di Minamoto no Munetsuka. Il clan Shimotsuma ha servito il Tempio Hongan-ji come la principale famiglia di vassallii e ha avuto un ruolo fondamentale nella rivolta contro la setta Ikko nell' epoca Sengoku; poi nel periodo Edo Shigetoshi Ikeda, uno dei discendenti del clan Shimotsuma, ha ottenuto dalla propria famiglia diecimila koku e conseguentemente divenne daimyō.
  • Clan Oikawa
    Oikawa Naritsuna, nipote di Yorimasa, è conosciuto come Izu-kanja Naritsuna o Saemon-no-jo Moritsuna, che è il fratello minore di Mianmoto no Munetsuna e di Minamoto no Aritsuna. Naritsuna era in possesso della villa padronale Oikawa a Kinosaki, distretto situato nella provincia di Tajima, e da quel momento ha cominciato a usare, come nome per il suo clan, Oikawa. Inoltre, anche Minamoto no Masatsugu, fratellastro di Minamoto no Nakatsuna (da parte di madre), da allora ha iniziato a utilizzare lo stesso nome Oikawa, quindi si sono formati due clan che avevano lo stesso nome.
  • Clan Ōta e Clan Kajiwara
    I discendenti del figlio più giovane di Minamoto no Hitrotsuna fanno parte del clan Ōta. Tra i discendenti Ōta si possono trovare Ōta Sukeie, nipote di Ōta Dōkan, il quale ha servito la famiglia Ōgigayatsu Uesugi-ke, e suo figlio Ōta Sukeyori. Fra i figli di Sukeyori vi sono Ōta Sukeaki e Ōta Sukemasa. Sono presenti perfino: Ōta Ujisuke, primogenito di Ōta Sukemasa, e Kajiwara Masakage, secondogenito. Oltre a ciò, si aggiungono alla discendenza: Ōta Sukemoto, che divenne un Rōjū (funzionario governativo con il grado più alto) dello shogunato Edo, e Ōta Seizaemon, capo dei servitori del clan Mito.
  • Clan Ōkōchi
    Akitsuna, figlio di Minamoto no Kanetsuna (figlio adottivo di Minamoto no Yorimasa), ha iniziato a usare il nome Ōkōchi. Nel periodo Edo Matsudaira Nobutsuna ha preso il soprannome di Chie-Izu per il suo ingegno.
  • Clan Inoko
    I fratelli Inoko Hyōsuke e Inoko Kazutoki, comandanti militari, nell'epoca Sengoku hanno affermato di essere discendenti di Yorimasa.
  • Clan Baba
    Anche il clan Baba, che ha generato Baba Nobuharu, uno dei quattro saggi vassalli di Takeda Shingen della provincia di Kai, oggigiorno è diventata la prefettura di Yamanashi, pare che discenda da Yorimasa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motiki Yasuo. Hogen・Heiji no ran wo yominaosu.
  2. ^ Nell’ Heike Monogatari, nell'aneddoto “Mikoshiburi” viene enunciato, all'interno di una petizione dell’Era Angen, che Yorimasa cercò di proteggere l’accampamento Saemon, uno degli alloggiamenti situati tra le mura esterne del palazzo imperiale di Heian-kyō, posizionandosi nel campo Meidono. Però, Kujo Kanezane scrisse: “colpire un tempietto scintoista portatile (mikoshi) è un errore del guerriero”. Si può così confermare, grazie alla testimonianza di una petizione ufficiale del primo anno dell’Era Kaō (1169), che Yorimasa aveva protetto l’accampamento Saemon, posizionato nelle vicinanze di Kenshunmonin. D’altra parte, se si guarda il diario di Kujo Kanezane “Gyokuyo” non si è certi dell’intervento di Yorimasa (facendo riferimento alla petizione dell’Era Angen) ma c’è la reale possibilità che nell’opera originale, per quanto riguarda l’episodio “Mikoshiburi”, la sua azione sia stata confermata.
  3. ^ Seki Yukihiko. Gassen chizu de miru genpei sōran. Pubblicato da Seishun Publishing Co. Ltd. p. 44; Uesugi Kazuhiko. Sensō no nipponshi 6 genpei no sōran. Pubblicato da Yoshikawa kobunkan pp. 24-25.
  4. ^ Kōchi Shōsuke. Nihon chūsei no chōtei・bakufu taisei. Pubblicato da Yoshikawa kobunkan pp. 189-198; 204-207.
  5. ^ Turnbull, Stephen (1998). The Samurai Sourcebook. Londra, Cassell & Co.
  6. ^ “Genji Ayame Festival”, Izunokuni. Lettura 22 febbraio 2012.
  7. ^ “Compendio scolastico distrettuale e testimonianze storiche scolastiche”, scuola elementare Tachihara, Hiroshima est. Lettura 22 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Uesugi Kazuhiko. Take sensō no nipponshi 6 genpei no sōran. Yoshikawa kobunkan Press (2007).
  • Seki Yukihiko. Zusetsu gassen chizu de yomu genpei sōran. Seishun Publishing Co. Ltd. (2004).
  • Kuwata Tadachika. Shinpen Nihon gassen zenshū kodai genpei-hen. Akita Shoten Press (1990).
  • Kaionji Chōgorō. Bushō retsuden (1). Bungei Syunju Press (1975).
  • Takeuchi Rizō. Nihon no rekishi (6) bushi no tōjō. Chuko Bunko Press (1974).
  • Munehaya Taga. Minamoto no Yorimasa (Jinbutsu Sosho). Yoshikawa kobunkan Press (1973).
  • Sansom, George (1958). A History of Japan to 1334. Stanford, California, Stanford University Press. pp 278–9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]