Michele Ventura

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Michele Ventura

Assessore alle Attività Economiche e Produttive della Regione Toscana
Durata mandato 13 giugno 1995 –
26 ottobre 1999
Presidente Vannino Chiti

Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana
Durata mandato 28 giugno 1990 –
11 gennaio 1992
Cotitolare Giuseppe Bicocchi
Presidente Paolo Benelli

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 1º dicembre 1999 –
14 marzo 2013
Legislature XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XIII-XIV: DS-L'Ulivo
XV: PD-L'Ulivo
XVI: Partito Democratico
Coalizione L'Ulivo (XIV)
L'Unione (XV)
PD-IdV (XVI)
Circoscrizione Toscana
Collegio XIII-XIV: Bagno a Ripoli
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Diploma di istituto tecnico commerciale
Professione Dirigente di partito

Michele Ventura (Sesto Fiorentino, 23 dicembre 1943) è un politico italiano; dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009 è "Ministro per l'attuazione del programma di governo" nel Governo ombra del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato il 23 dicembre 1945 a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, ma residente a Firenze, aderisce alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), l'organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano (PCI), di cui fu segretario provinciale di Firenze dal 1970 al 1973.[1]

Nel 1970 fu inviato dal PCI a Trapani per svolgere l’incarico di segretario della locale federazione provinciale, incarico che mantenne fino al 1973.[1]

Ha ricoperto l'incarico di segretario della federazione del PCI di Firenze dal 1975 al 1983, ed è stato membro della direzione nazionale del PCI fino al 1989, poi del suo comitato centrale.[1]

Dal 1985 al 1990 è stato vicesindaco di Firenze sotto l'amministrazione comunale di Massimo Bogianckino (per tutto il tempo in carica) e Giorgio Morales (solo per un anno).[1]

Viene candidato alle elezioni regionali in Toscana del 1990 nelle liste del PCI, venendo eletto nella circoscrizione di Firenze con 17.738 preferenze in consiglio regionale della Toscana, ricoprendone l’incarico di vicepresidente del Consiglio dal 28 giugno 1990 fino all'11 gennaio 1992. Viene poi riconfermato consigliere regionale alle regionali toscane del 1995, le prime con il sistema elettorale a suffragio universale diretto, rimanendo in carica fino alle dimissioni ad ottobre 1999, per candidarsi al Parlamento.[1][2]

Nel 1991 aderisce alla svolta della Bolognina dal PCI al Partito Democratico della Sinistra, per poi confluire nel 1998 nei Democratici di Sinistra alla svolta di Massimo D'Alema.[1][2]

È stato eletto deputato nelle elezioni suppletive nel 1999, poi rieletto nel 2001, 2006 e nel 2008 con il Partito Democratico (PD), diventando vice-capogruppo vicario del Pd alla Camera.

Dopo la sconfitta del PD alle elezioni politiche del 2008, dov'è stato rieletto alla Camera ancora nella medesima circoscrizione, viene nominato a maggio 2008, dal segretario del PD Walter Veltroni, Ministro per l'attuazione del programma di governo nel suo Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.[3][4]

Considerato vicino e fedele a Massimo D'Alema[5], nel 2009 si candida alle primarie del Partito democratico del centro-sinistra per scegliere il candidato sindaco del Comune di Firenze arrivando quarto con il 12,4%. Le primarie furono vinte da Matteo Renzi con il 40,5%.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Michele Ventura - Regione Toscana, su regione.toscana.it. URL consultato il 28 novembre 2021.
  2. ^ a b Michele Ventura, su consiglio.regione.toscana.it, Consiglio regionale della Toscana. URL consultato il 10 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2008).
  3. ^ Governo ombra, tutti i nomi Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 28 novembre 2021.
  4. ^ Il governo ombra - Ministri e incarichi, su partitodemocratico.it, Partito Democratico, 9 maggio 2008. URL consultato il 10 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
  5. ^ Dai bersaniani ai rottamatori di Renzi: ecco la mappa aggiornata delle (molte) correnti del Pd, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 29 novembre 2021.
  6. ^ Primarie, Renzi vince al primo turno, su firenze.repubblica.it, La Repubblica, 15 febbraio 2009. URL consultato il 12 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]