Mario Pincherle

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Mario Pincherle (Bologna, 9 luglio 1919Bientina, 23 settembre 2012[1]), fu un ricercatore noto principalmente per le sue pubblicazioni su argomenti pseudoscientifici di paleotecnologia e archeologia misteriosa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da famiglia ebrea ha compiuto studi classici presso il Liceo classico Galvani di Bologna e si è laureato in ingegneria nel 1942. Suo padre, medico, e suo fratello, fisico, furono allontanati dai loro lavori a causa delle leggi razziali fasciste. Anche Mario fu costretto in seguito alla clandestinità dalla persecuzione.[2] Terminata la guerra fece rientro a Bologna, dove si sposò nel 1954 ed ebbe quattro figli; fu professore e dirigente scolastico nella città di Ancona fino al 1991, le sue ceneri sono state disperse nel mare di Palombina (Ancona) il 3 novembre del 2012.

Teorie archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

La teoria della piramide di Cheope[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'egittologia ha elaborato una teoria, senza concreti riscontri scientifici, sulle modalità di costruzione della piramide di Cheope, ipotizzando nei monoliti di granito interni una presunta "torre" che ha ritenuto preesistente alla piramide stessa e che ha collegato al simbolo dello djed (o "zed").[3]. In passato, in base al testo di Erodoto aveva ipotizzato un metodo per la movimentazione dei grandi monoliti di granito mediante la dilatazione di tronchi di legno bagnati e asciugati dal sole[4].

Tale torre "zed" sarebbe stata, a suo dire, dapprima trasferita dalla Mesopotamia all'Egitto, per essere posta in cima alla piramide di Zoser. Successivamente sarebbe stata posta all'interno della piramide di Cheope, o meglio la piramide stessa sarebbe stata costruita attorno allo zed per proteggerlo.

Lo stesso Pincherle, infatti, ritiene che non sia mai esistito un faraone di nome Cheope, ma che tale nome, in realtà, significasse "mangiatoia", o "culla" del divino: questa sua ipotesi si basa su una personale interpretazione di un passo dalle Storie di Erodoto[5]. Secondo Pincherle la torre zed e il "sarcofago di Cheope" sarebbero inoltre una sorta di luogo in cui il tempo e lo spazio sembrano modificarsi, per la diffusione di onde alfa verso i lobi frontali. Queste teorie sono state trattate anche in programmi televisivi di archeologia misteriosa e pseudoscienza, come Voyager di Roberto Giacobbo.[6] Il figlio Maurizio ha condotto un esperimento nella suddetta trasmissione.[7]

La granulazione dell'oro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: L'oro granulato.

Nel campo dell'archeologia sperimentale ritiene di aver scoperto il metodo con il quale si otteneva la granulazione dell'oro (L'oro granulato di Mario Pincherle, Macro edizioni), tecnica di decorazione che si utilizzava nell'oreficeria antica, e ne avrebbe brevettato il metodo[8] descrivendone la realizzazione nel libro L'oro granulato: un ponte luminoso tra la materia e lo spirito.

Teoria degli archetipi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Archetipi. Le chiavi dell'Universo.

In esso, lo studioso rivolge la propria attenzione ai fondamenti epistemologici della filosofia classica e ne rintraccia gli stretti rapporti con la filosofia indiana e la tradizione sapienziale dell'antico Egitto. Pincherle propone una teoria innovativa che mette in luce la matrice essenzialmente sapienziale, irrazionale ed esoterica della filosofia greca, rintracciandone le origini nell'aura sapienziale delle tradizioni filosofiche orientali ed egizie.[9]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La Grande Piramide e lo zed – Macro edizioni
  • L'Album dello Zed – Macro edizioni
  • Libro tibetano dei morti – Anima edizioni
  • Il segreto dell'arca - M.i.r. edizioni
  • Fonti archeologiche della magia – M.i.r. edizioni
  • La vera storia di Sargon di Accadia – M.i.r. edizioni
  • La cicuta e la croce – Macro edizioni
  • Ispirazioni dal corano – M.i.r. edizioni"
  • L'oro granulato, un ponte luminoso tra la materia e lo spirito, Macro edizioni, 2000
  • Archetipi. Le chiavi dell'Universo, Macro edizioni, 2000 (7a ed. 2010)
  • Il Quinto Vangelo traduzione con testo copto a fronte - Macro edizioni
  • I Mandei – Macro edizioni
  • Il Vangelo della Gioia – M.i.r. edizioni
  • Paolo, il Falso Discepolo di Gesù – Macro edizioni
  • Il Mosè Proibito – Macro edizioni
  • Il Gesù Proibito – Macro edizioni
  • Il Cantico dei Cantici – Macro edizioni
  • Enoch il primo libro del mondo vol 1 – Macro edizioni
  • Enoch il primo libro del mondo vol 2 – Macro edizioni"
  • Il segreto di Rol – Eifis edizioni
  • Katherine Mansfield: una strana morte – Verdechiaro edizioni
  • Spazio, tempo e antitempo DVD – Macro video edizioni
  • La vita e i suoi archetipi incontro con Mario Pincherle DVD – Macro video edizioni
  • Acquario – Cd Musicale Eye sound - Riccardo Ducci
  • Agadè – Cd Musicale Eye sound- Riccardo Ducci

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MonrifNet, E' morto Mario Pincherle, lo studioso dei misteri di Cheope - Il Resto Del Carlino - Ancona, su www.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  2. ^ Lucio Forlani, Mario Pincherle home page, su www.mariopincherle.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  3. ^ I misteri della Grande Piramide, su digilander.libero.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  4. ^ Tale ipotesi era stata presentata nel 1969 sotto forma di nota all'Accademia nazionale dei Lincei: Mario Pincherle "La costruzione della grande piramide di Cheope: soluzione di un problema tecnico", in Accademia nazionale dei Lincei. Rendiconti della Classe di Scienze morali, storiche e filologiche, serie VIII, 24,5-6, maggio-giugno 1969, pp.195-203.testo on-line.
  5. ^ Erodoto, Storie, 124,5 - 125,1
  6. ^ Lo Zed e le sensazioni spazio-temporali, su mariopincherle.it, 26 gennaio 2013. URL consultato il 28 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2013).
  7. ^ MrMatto80, Esperimento EEG Piramide di Cheope (dott. Pincherle), 16 dicembre 2009. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  8. ^ Espacenet - Bibliographic data, su worldwide.espacenet.com. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  9. ^ Mirko Sladek, La stella di Hermes. Frammenti di filosofia ermetica, Milano, Mimesis Edizioni, 2005. ISBN 9788884833570.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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