Marco Visconti (architetto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marco Visconti

Marco Visconti (Torino, 14 settembre 1957) è un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco Visconti si laurea in architettura presso l'Università degli studi di Genova, consegue un master in composizione architettonica presso la UCLA di Los Angeles e si laurea in ingegneria presso il Politecnico di Torino. A Genova è collaboratore di Renzo Piano dal 1984 al 1986. Dal 1987 al 2006 è responsabile del gruppo architettura di Fiatengineering, poi Maire engineering. Svolge attività di insegnamento presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e lezioni a tema presso università italiane e straniere. Nel gennaio 2007 fonda l'ufficio associato MDN – Man design and nature, nel settembre 2009 diviene Chairman della divisione italiana di Aedas e oggi dirige MVarchitects, un ufficio di progettazione che si occupa di sostenibilità nell'architettura per terziario, industria, formazione e cultura.

Progetti principali[modifica | modifica wikitesto]

Centri di calcolo delle Ferrovie dello Stato a Mestre e Palermo – Italia 198[modifica | modifica wikitesto]

Centro di calcolo delle Ferrovie dello Stato a Palermo

Un insieme a crescita lineare di elementi semplici che dà origine a una composizione legata ai concetti di componibilità tipici del mondo ferroviario. Da un punto di vista formale le costruzioni sono definite, nel loro attacco a terra, da due lunghe pareti e, verso l'alto, da file di schemi in grado di dosare la luce naturale. In questi progetti vi è l'intento di esprimere attraverso le ombre un disegno di facciata gradualmente vario durante le ore del giorno. I lunghi scudi prefabbricati hanno facce inclinate di diversa riflessione e realizzano uno schermo di proiezione delle ombre riportare dai frangisole. L'edificio funziona quindi, come una meridiana a disposizione di utenti e veloci osservatori in treno o in auto[1].

Stabilimento SATA Fiat Melfi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Fiat di Melfi.

In questo grande complesso industriale si trovano, oltre ai padiglioni produttivi, gli uffici principali, il centro di calcolo con sala conferenze, i ristoranti e gli spogliatoi. La composizione dell'insieme prende spunto dall'ambiente circostante caratterizzato dalle linee morbide delle colline e ripropone edifici bassi in sintonia con la natura; uffici e servizi sono ospitati all'interno di volumi curvi allineati lungo la parabola direttrice di flusso dei percorsi pedonali esterni. Intendendo diminuire il loro impatto visivo, le facciate industriali sono suddivise in fasce orizzontali affiancate a semplici linee in aggetto create sui pannelli prefabbricati di base. In questo modo il complesso emerge dalla campagna per formare un insieme che è porzione integrata e continua del circostante, il tutto è collegato a un sistema vegetale tendente a ricreare la macchia spontanea un tempo presente nella regione[2].

Centro di assistenza clienti Iveco Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il padiglione lineare sorge su un lotto di grande visibilità collocato all'entrata di Torino e realizza il nuovo affaccio urbano dell´area industriale Iveco. Da un punto di vista compositivo l'insieme è costituito da spazi consecutivi, gradualmente raccordati alle aree verdi e alla viabilità urbana.Il complesso è organizzato su tre livelli: il primo, seminterrato e collegato alla fabbrica tramite un piazzale interno, contiene officina, locali tecnici, magazzini; il secondo, lievemente sopraelevato rispetto al corso, è occupato dalle aule di pratica e teoria del Training Center mentre nell'ultimo livello trovano posto gli uffici. La costruzione è sormontata da un tetto leggero e unificante sorretto da travi reticolari, questa copertura genera il portico esterno che protegge il collegamento pedonale fra il training center e il parcheggio di lato est. L'involucro esterno è realizzato impiegando pannelli prefabbricati affiancati da ampie vetrate protette da frangisole inclinati in lamiera forata di alluminio.

Padiglione Meccanica Ferrari, Maranello[modifica | modifica wikitesto]

I prospetti dell'edificio sono caratterizzati da un sistema vegetale che ne calibra la percezione, filtrandone la vista diretta e permettendo la visione della natura dall'interno attraverso le grandi facciate vetrate. Massima attenzione è stata riposta al comfort ambientale e ai valori di luminosità[3], trasparenza e contatto visivo con la natura. Le funzioni produttive comprendono aree produttive, uffici, centro di calcolo, sala metrologica, mentre l'intero sistema di facciate è stato disegnato in relazione a esposizioni e irraggiamento solare. In particolare sono stati impiegati un portico frangisole a sud e tre serre vetrate affacciate a est. Le serre sono in grado di elaborare la luce solare raccogliendo nei periodi invernali il calore formato all'interno del sistema; in presenza di alte temperature esterne, proteggono l'interno attraverso la ventilazione dell'intercapedine affacciata al prato[4].

Padiglione Verniciatura Ferrari, Maranello – Italia, 2002-2004[modifica | modifica wikitesto]

La verniciatura delle scocche è definita dall'aggregazione di volumi rettangolari interconnessi, parzialmente trasparenti e leggermente sfalsati fra loro. Tale involucro permette la visione dall'esterno del ciclo produttivo attraverso una balconata in quota, raggiungibile con rampe e scale[5]. Il volume è completato, in corrispondenza dell'angolo sud ovest, da una serra vetrata multipiano pensata per il collegamento verticale fra i piani e per la produzione di energia. I materiali di facciata ripropongono la finitura in alluminio naturale precedentemente realizzata nella meccanica e, nei prospetti sud ed est, adottano un caratteristico sistema ventilato costruito con pannelli interni in alluminio e lastre esterne in vetro opalino[6].

Centro servizi per i dipendenti e ristorante Ferrari, Maranello[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto nasce dalla sovrapposizione di due elementi scultorei: una grande sezione di pala di elicottero appoggiata ad un'ala posta a terra[7]. Queste due unità compositive garantiscono la differenziazione formale dell'edificio rispetto al rigore geometrico circostante e ne dichiarano l'innovativa concezione dello spazio. Il volume pensile del ristorante è in grado di creare all'interno dello stabilimento un'entità espressamente concepita per lo svago di dipendenti e ospiti, ma anche direttamente influenzata dai principali concetti di architettura passiva. Il suo involucro provvede a schermare gli ambienti interni dalla radiazione solare diretta[8]. La facciata è stata progettata seguendo il percorso del sole durante la giornata, mentre il tetto a sud è lambito dai venti dominanti. A piano terreno si trovano la piazza coperta e la hall d'ingresso, entrambe attraversate dal sistema di scale che conduce al ristorante. Il primo livello ospita il traning center, comprendente aule e sale proiezioni collegate all'ampio giardino pensile sovrastante la cucina. Al secondo piano si trovano la sala ristorante, completamente vetrata e affacciata a una balconata in aggetto a sud, e il ristorante direzionale, affacciato verso nord al giardino pensile che dà sulla città[9].

Centrale di Trigenerazione, Moncalieri[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una centrale idroelettrica di cogenerazione di elettricità e calore che fornisce energia per il teleriscaldamento a circa 300.000 persone. Da un punto di vista compositivo forme diverse sono aggregate e rese omogenee mediante un rivestimentro a disegno orizzontale. I volumi principali sono scanditi da verdi fasce che richiamano i colori della natura circostante, mentre i secondari sono conformi ai colori determinati dalle normative. La loro aggregazione s'ispira all'insieme volumetrico che definisce il complesso medievale del castello e il centro storico di Moncalieri. Il lotto è caratterizzato da tre corsi d'acqua: il canale di adduzione della centrale idroelettrica, il Po e il Sangone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Walter Bianchi, Centri di calcolo per le Ferrovie dello Stato, L'ARCA 124, Marzo 1998"
  2. ^ Giampiero Bosoni, Una fabbrica a Melfi, DOMUS 807, Settembre 1998
  3. ^ Palazzo Meccanica Ferrari a Maranello, SOLARIA N 1, 2006
  4. ^ Luigi Spinelli, Lavorare meglio, lavorare tutti , Allegato a DOMUS n 872 luglio-Agosto 2004, pp. 42,49 [1]
  5. ^ Luigi Spinelli, Lavorare meglio, lavorare tutti , Allegato a DOMUS n 872 luglio-Agosto 2004, pp. 50,5 5
  6. ^ Verniciatura Ferrari, Architettura in dettaglio, COSTRUIRE , maggio 2008, pp 119-123 [2]
  7. ^ Geremia Gatto, Progetto Ristorante Ferrari a Maranello, COSTRUIRE, ottobre 2008 pp 46-52 [3]
  8. ^ Marco Visconti, Formula Gusto, FERRARI MAGAZINE, settembre 2008, pp 96-99(EN) [4]
  9. ^ Cesare Casati, Ristorante Ferrari Maranello, L'ARCA, Febbraio 2009, pp 74-83 [5]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Visconti Designing for people , 'a cura di F. Somaini, A. Gamberoni, Skira 2003'
  • Progetti – Acciaio, 'a cura di Marco Visconti, Utet 2005'
  • Edilizia per l'industria e i trasporti, 'Marco Visconti, Utet 2006'

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Visconti: Le facciate di Jean Provuè, e Itinerario Jean Prouvè a Parigi, Domus 706, Giugno 1989
  • Marco Visconti: J.Entenza e il suo CSH Program, Domus 711, Dicembre 1989
  • Marco Visconti: J. Prouvé, una mostra in Francia, Domus 716, Maggio 1990
  • Marco Visconti: J. Prouvé: meubles, Domus 717, Giugno 1990
  • Marco Visconti: Charles and Ray Eames: a book on their work, Domus 720, Ottobre 1990
  • Marco Visconti: J. Prouvé Constructeur: a book on his work, Domus 731, Ottobre 1991
  • Marco Visconti: Peter Rcie Hug Dotton: a book on their work, Domus 740, Luglio- Agosto 1992
  • Marco Visconti: R.M. Schindler Kings Road House, 1921-22, e Itinerario R.M. Schindler in Los Angeles, Domus 746, Febbraio 1993
  • Marco Visconti: Itinerario P.L. Nervi a Roma, Domus 766, Dicembre 1994
  • Marco Visconti: P.Rice “An Engineer Imagines”, Domus 776, Novembre 1995
  • Marco Visconti: P.Rogers Partnership: Works and Projects, Domus 784, Luglio-Agosto 1996.
  • Marco Visconti: Lavorare per l'industria, Marco Visconti, Il giornale dell'architettura, settembre 2007
  • Marco Visconti: “Opinione “, Marco Visconti, Costruire 297 febbraio 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN172422685
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie