Marco Nonio Balbo

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Marco Nonio Balbo
Proconsole della Repubblica romana
M. Nonio Balbo.jpg
Statua equestre di Marco Nonio Balbo, Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Nome originaleMarcus Nonius Balbus
NascitaI secolo a.C.
Nuceria Alfaterna
MorteI secolo a.C.
Ercolano
ConiugeVolasennia
GensNonia
PadreMarco Nonio Balbo
MadreViciria

Marco Nonio Balbo (in latino: Marcus Nonius Balbus; Nuceria Alfaterna, I secolo a.C.Ercolano, I secolo a.C.) è stato un politico romano, cavaliere e proconsole.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Nuceria, trasferì la sua residenza ad Ercolano, città di cui divenne benefattore. Le statue dedicatorie che gli ercolanesi posero nella città ci informano sui nomi dei personaggi della sua famiglia: il padre fu Marco Nonio Balbo (la sua statua fu collocata al teatro della città); la madre era una certa Viciria (rappresentata con una veste all'etrusca in una statua ora conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

Sposato con Volasennia, ebbe tre figlie.

Fece carriera anche a livelli molto alti: ricoprì, infatti, le cariche di pretore prima e proconsole della provincia di Creta e di Cirene. Nel 32 a.C. fu poi tribuno della plebe e partigiano di Ottaviano.

La sua attività di benefattore lo portò a finanziare il restauro delle mura e le porte, nonché della Basilica di Ercolano.Alla sua morte la città lo annoverò tra i suoi patroni e gli tributò immensi onori e diverse statue (una delle quali, equestre, è conservata al Museo Archeologico di Napoli).

Durante l'occupazione francese e nell'ambito dei furti napoleonici il generale Jean Étienne Championnet individuò le statue equestri di Nonio Balbo tra le opere da invitare al Louvre, come risulta da una missiva inviata al direttorio il 7 ventoso anno VII (25 febbraio 1799):[1]

«Vi annuncio con piacere che abbiamo trovato ricchezze che credevamo perdute. Oltre ai Gessi di Ercolano che sono a Portici, vi sono due statue equestri di Nonius, padre e figlio, in marmo; la Venere Callipigia non andrà sola a Parigi, perché abbiamo trovato nella Manifattura di porcellane, la superba Agrippina che attende la morte; le statue in marmo a grandezza naturale di Caligola, di Marco Aurelio, e un bel Mercurio in bronzo e busti antichi del marmo del più gran pregio, tra cui quello d'Omero. Il convoglio partirà tra pochi giorni.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Antonietta Macciocchi, Napoleone lo scippo d'Italia, in Corriere della Sera, 6 maggio 1996.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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