Marcello Guasti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Marcello Guasti

Marcello Guasti (Firenze, 1924) è uno scultore e incisore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Espose alla Biennale di Venezia nel 1948[1] e nel 1956[2]; partecipò alla Quadriennale di Roma nel 1951-52, 1965-66 e 1973[3]. È sposato con l'artista Artemisia Viscoli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Attivo prevalentemente in Toscana, a partire dai primi anni quaranta e fino all'inizio del decennio successivo si dedicò alla pittura e alla xilografia in bianco e nero: soggetti ricorrenti erano quelli legati al lavoro lungo le rive dell'Arno, come le barche e i renaioli, rappresentati con uno stile figurativo arcaico, vicino a quello egizio o etrusco, caratteristiche poi riprese nelle prime sculture, risalenti ai primi anni cinquanta e realizzate spesso in legno[4].

Dalla fine del decennio la scultura prese il sopravvento sulla pittura e l'incisione. Essa si orientò decisamente a una ricerca informale, astratta e decorativa. Il passato da pittore riemergeva nell'uso del colore e il legno venne soppiantato da nuovi materiali, abbinati secondo combinazioni peculiari (come piombo e antimonio, cemento e bronzo)[5].

Con gli anni settanta la produzione scultorea di Guasti si era ormai stabilizzata sulla ricerca geometrica, ma caratterizzata dal ricorrere di strutture circolari e sferiche, mentre a partire dal decennio successivo prese corpo una certa aspirazione alla monumentalità, resa attraverso forme squadrate, sviluppate in verticale e a volte contrapposte all'uso di elementi naturali come pietre e massi. Emblematica di questa fase è la scultura-fontana intitolata Terra, Aria, Acqua, Fuoco (1990-95), commissionata dal Comune di Firenze per un'area presso il casello autostradale Firenze-Impruneta dell'Autostrada del Sole, costruita visivamente da due linee convergenti verso l'alto, alta circa dieci metri e realizzata in cemento e bronzo, con un gruppo di massi alla base[6]. Spenta per alcuni anni, fu riattivata nel 2015[7].

Guasti è inoltre ricordato per il Monumento al Carabiniere a Fiesole[8], il Monumento ai caduti a Pian d'Albero a Firenze[9] e per le opere collocate in un percorso all'interno del Parco della Sterpaia[10]. Con la moglie, Artemisia Viscoli, ha realizzato Il giardino delle stelle, un bassorilievo presentato alla fiera di Scandicci come progetto per la piazza Matteotti e la piazza Piave[11]. A Hořice, città della Repubblica Ceca, ha realizzato nel 1967 la scultura intitolata Signál, in arenaria boema[12].

Sue opere sono conservate presso la Galleria d'arte moderna Aroldo Bonzagni di Cento[13].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Biennale di Venezia, Ferrari, 1948, p. 164.
  2. ^ La Biennale di Venezia, Venezia, 1956, p. 144.
  3. ^ Marcello Guasti, su www.quadriennalediroma.org. URL consultato il 1º dicembre 2015.
  4. ^ Di Genova, p. 70
  5. ^ Di Genova, p. 321
  6. ^ Di Genova, pp. 529-531
  7. ^ Dario Rossi, Riattivata la scultura fontana di Guasti all'ingresso della A1 di Impruneta, su www.toscana-notizie.it, 21 marzo 2015. URL consultato il 1 dicembre.
  8. ^ Firenze e provincia, Touring Club editore, 1993, p. 570, ISBN 9788836505333.
  9. ^ Luciano Galmozzi, Monumenti alla libertà: antifascismo, resistenza e pace nei monumenti italiani dal 1945 al 1985, La Pietra, 1986, p. 189.
  10. ^ Mariachiara Pozzana, I giardini di Firenze e della Toscana: guida completa, Giunti, 2001, p. 8, ISBN 9788809020429.
  11. ^ Giorgio Di Genova, Storia dell'arte italiana del '900, Generazione anni Trenta, Bora, 2000, p. 404, ISBN 88-85345-81-6.
  12. ^ (CS) Italský sochař Marcello Guasti na návštěvě v Hořicích [collegamento interrotto], su www.horice.org. URL consultato il 25 novembre 2015.
  13. ^ Indice Autori, su www.bonzagni.comune.cento.fe.. URL consultato il 23 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN55536830 · ISNI (EN0000 0000 7863 0126 · LCCN (ENn83238021 · GND (DE120259249 · BNF (FRcb12468340c (data)