Lingue italo-romanze

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Lingue italo-romanze
Parlato inItalia Italia
Città del Vaticano Città del Vaticano
San Marino San Marino
Svizzera Svizzera
Tassonomia
FilogenesiLingue indoeuropee
 Lingue italiche
  Lingue latino-falische
   Lingue romanze

Le lingue italo-romanze (o italoromanze) costituirebbero un sottogruppo delle lingue romanze proposto da Giovan Battista Pellegrini[1][2][3][4] e costituito da quelle «parlate della Penisola e delle Isole che hanno scelto già da tempo, come lingua guida (in sostanza come lingua) l'italiano»[4].

Secondo la classificazione dei dialetti parlati in Italia proposta dal Pellegrini, come anche riportato da Carla Marcato[5], i dialetti italo-romanzi sarebbero:

Il criterio di tassonomia linguistica del Pellegrini “va contro i criteri maggioritari di classificazione delle lingue” poiché esclude dai criteri primari di classificazione la struttura dell'idioma (morfologia, fonetica, sintassi, lessico) basandosi esclusivamente su criteri culturali e sociolinguistici aventi, quale unico punto di riferimento, la lingua italiana[13]. Nei manuali di linguistica adottati dalle maggiori università italiane, friulano, ladino e sardo non sono abitualmente inclusi nel gruppo italo-romanzo, essendone stata riconosciuta ormai da tempo a livello internazionale la loro individualità ed autonomia nell'ambito delle lingue romanze[14][15][16]. .

Gerhard Rohlfs[17] non è d'accordo con il Pellegrini nel considerare ladino, friulano e sardo, lingue appartenenti al gruppo italo romanzo. Per Rohlfs, ladino, friulano e sardo possiedono una tale individualità strutturale e storica che assumono una posizione autonoma nell'ambito delle lingue romanze. Nella prefazione scritta alla edizione in lingua italiana della sua “Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti” (1969), alla nota n.1, scrive infatti: “La Sardegna resta fuori dalla cornice di questa grammatica, come pure i dialetti del Friuli e delle Dolomiti, appartenenti al gruppo del ladino. Del pari non si sono trattati i dialetti provenzali e franco-provenzali del Piemonte occidentale.”. Di pari opinione è Tullio De Mauro che, chiamato dal Parlamento italiano nel 1973 a predisporre una relazione delle comunità etnico-linguistiche da considerare "minoranze linguistiche", include (relazionando per iscritto tale inclusione) ladino, friulano e sardo tra le tredici minoranze linguistiche da lui selezionate[18]. Tale relazione è depositata nell'archivio del Parlamento italiano e disponibile al pubblico.

Per il padre della glottologia italiana, Graziadio Isaia Ascoli, ladino dolomitico, friulano e sardo sono “varietà linguistiche autonome”. L'Ascoli riconobbe a esse “una grandezza idiomatica a sé stante” e pertanto le ritenne “divergenti dal sistema italiano vero e proprio” e "non peculiari all'Italia"[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1970). La classificazione delle lingue romanze e i dialetti italiani, in Forum Italicum, IV, pp.211-237
  2. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1972). Saggi sul ladino dolomitico e sul friulano, Bari, pp.239-268
  3. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1975). I cinque sistemi dell’italo-romanzo, in Saggi di linguistica italiana. Storia, struttura, società, Torino, Boringhieri.
  4. ^ a b Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.17
  5. ^ Marcato, Carla (2007). Dialetto, dialetti e italiano, Il Mulino, Bologna, pp.176-177
  6. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.26-29
  7. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.29-30
  8. ^ a b Riconosciuto da altri autori come parte di un altro gruppo (friulano, nel retoromanzo) o costituente un gruppo autonomo (sardo). Holtus e Metzeltin-Schmitt, Lexikon der Romanistischen Linguistik, IV: Italienisch, Korsisch, Sardisch, 1988 p. 452; Loporcaro, Profilo linguistico dei dialetti italiani, 2009, p. 70; Lepschy, The Italian language today, 1998, p. 41; Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia unita, 1963, p.25-26; Fiorenzo Toso, 1, 2
  9. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.30
  10. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, pp.30-34
  11. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.25
  12. ^ Pellegrini, Giovanni Battista (1977). Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, p.34
  13. ^ a b Orioles – Classificazione dei dialetti parlati in Italia (PDF), su orioles.it.
  14. ^ “Manuale di linguistica e filologia romanza” di Lorenzo Renzi e Alvise Andreose”, edizione Il Mulino – 2015. Vedi disegno nr. 1 a pag. 319: "Le lingue romanze in Europa oggi" (la mappa include tra le lingue romanze il romancio, il ladino, il friulano e il sardo, mentre esclude i dialetti gallo-italici, o alto-italiani o cisalpini, inclusi nella mappa stessa nel gruppo dell'italiano senza alcuna distinzione di colore).
  15. ^ Holtus e Metzeltin-Schmitt, Lexikon der Romanistischen Linguistik, IV: Italienisch, Korsisch, Sardisch, 1988 p. 452; Loporcaro, Profilo linguistico dei dialetti italiani, 2009, p. 70; Lepschy, The Italian language today, 1998, p. 41; Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia unita, 1963, p.25-26; Fiorenzo Toso, 1, 2
  16. ^ Manuale “Le lingue romanze” di Rainer Schlösser, Editore Il Mulino – anno 2005
  17. ^ tratto da Treccani - Enciclopedia dell’italiano: “Rohlfs, Gerhard. - Glottologo e filologo (Berlino 1892 - Tubinga 1986). Profondo conoscitore e indagatore della situazione dialettale italiana, a lui si deve la sintesi di grammatica storica della lingua italiana e dei dialetti italoromanzi a tutt'oggi più vasta e valida (Historische Grammatik der italienischen Sprache und ihre Mundarten, 3 voll., 1949-54; trad. it. 1966-69)”
  18. ^ Questa posizione di De Mauro (ladino, sardo e friulano, hanno una spiccata individualità e una storia che li colloca al di fuori della realtà linguistica italiana) trova conferma anche nel suo famoso saggio "Storia linguistica dell'Italia unita", 1963, a p.25-26

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista Pellegrini, Carta dei dialetti d'Italia, Pisa, Pacini, 1977.
  • Carla Marcato, Dialetto, dialetti e italiano, Nuova edizione, Bologna, il Mulino, 2007, ISBN 978-88-15-11424-2.
  • Rainer Schlösser - Manuale “Le lingue romanze” - Editore Il Mulino – anno 2005
  • Lorenzo Renzi e Alvise Andreose - "Manuale di linguistica e filologia romanza”, edizione Il Mulino – 2015
  • Gerhard Rohlfs - "Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti"- edizione in lingua italiana 1969 - Torino