Li Volsi

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La vara di San Sebastiano a Mistretta, Giuseppe e Giovanbattista Li Volsi, tra il 1610 ed il 1611 (la statua è del XX secolo).
la statua di Carlo V di Scipione Li Volsi.

La famiglia dei Li Volsi o Livolsi è formata da scultori originari di Nicosia e di Tusa, che furono molto attivi in Sicilia nel XVI e soprattutto nel XVII secolo.

Furono artisti poliedrici, spaziando dalla scultura lignea alla manipolazione dello stucco, dagli apparati scenografici fino alle arti decorative, cogliendo e padroneggiando le tendenze artistiche del loro tempo, al di là del vernacolo nel quale indulgeva la gran parte delle botteghe di intagliatori attivi nell'area delle Madonie e dei Nebrodi. La loro produzione spaziava dalla vera e propria statuaria religiosa (crocefissi, statue di santi ecc.) agli arredi ecclesiastici (altari e cori lignei), alle "vare", agli apparati scenografici effimeri per la celebrazione di particolari eventi.

Alcuni membri della famiglia raggiunsero una straordinaria capacità nella plasticazione dello stucco, anticipando la fioritura che ebbe tale genere artistico con la famiglia Serpotta, così come dimostrano gli apparati decorativi della tribuna della Chiesa Madre di Ciminna, gli stucchi del bema nella Cattedrale di Cefalù, le decorazioni della cappella del SS. Sacramento nella Matrice di Collesano e quelle della cappella Coccìa nella Matrice d'Isnello.

Genealogia dei Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Recenti acquisizioni, oltre a restituire più compiutamente la statura artistica e la cifra stilistica della bottega, hanno ricostruito più esattamente il quadro familiare[1] che era costituito da:

  • Scipione Li Volsi senior di Tusa fonditore e stuccatore.

Giovan Battista Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Giovan Battista Li Volsi o Giambattista originario di Nicosia, attivo nella prima metà del XVII secolo. Fratello e collaboratore di Giuseppe Li Volsi, padre di Stefano Li Volsi. Scultore particolarmente versato nell'intaglio ligneo, esponente del manierismo e del tardo barocco.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Li Volsi attivo nella prima metà del XVII secolo, scultore in legno. Figlio di Giovan Battista Li Volsi, verosimilmente un allevo di Fazio e Vincenzo Gagini.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Li Volsi Senior attivo dal 1600 al 1650, scultore e stuccatore. Originario di Nicosia e insediatosi a Gangi, figlio di mastro Francesco Li Volsi, fratello di Giovan Battista Li Volsi, padre di Francesco Martino Li Volsi, Giovan Battista Li Volsi Junior e Scipione Li Volsi Junior. Capostipite del ceppo familiare che alla fine del XVII secolo si trasferì a Tusa, aprendo un laboratorio che ebbe prestigiosi incarichi professionali, con un'intensa produzione che copre quattro generazioni, fino ed oltre il 1670. A Tusa la famiglia patrocinò l'edificazione della chiesa di San Giuseppe, nella quale è custodita un’Immacolata foggiata da Scipione, il quale elesse questo edificio come mausoleo per se stesso e per i propri congiunti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Isnello[modifica | modifica wikitesto]

Mistretta[modifica | modifica wikitesto]

  • 1601, Sant'Antonio Abate, statua lignea opera commissionata per la chiesa di Sant'Antonio Abate oggi presente nel Museo parrocchiale.
  • 1603, San Pietro, statua lignea opera presente nella chiesa di San Pietro.
  • 1603, Crocefisso, statua lignea opera presente nella Cappella del Purgatorio della chiesa del Purgatorio.
  • 1610 - 1611, Vara di San Sebastiano, carro trionfale realizzato da Giuseppe e Giovanbattista Li Volsi, opera custodita nella chiesa di San Sebastiano.

Bottega Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Li Volsi attivo nel XVII secolo, scultore e stuccatore attivo nel XVII secolo, documentato come "architetto" e raffinato inventore di apparati scenografici. Figlio di Giuseppe Li Volsi.[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • XVII secolo, San Rocco, statua lignea, opera custodita nella chiesa di San Rocco di Motta d'Affermo.
  • 1632, Cappella di San Nicolò Politi, decorazioni in stucco, opera custodita nel duomo di Santa Maria Assunta di Alcara li Fusi.
  • XVII secolo, Macchina, congegno scenografico dell'Acchianata 'a Madonna, opera custodita nella chiesa di Maria Santissima Assunta di Tusa.

Giuseppe Li Volsi Junior[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Li Volsi Junior scultore e stuccatore attivo nel XVII secolo, figlio di Francesco Li Volsi.

  • 1656, Portale, manufatto ligneo, progettazione del portale principale della chiesa di San Nicolò di Pettineo.

Giovanni Battista Li Volsi Junior[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Battista Li Volsi Junior attivo nel XVII secolo, scultore, figlio di Giuseppe Li Volsi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Martino Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Martino Li Volsi, figlio di Giuseppe Li Volsi, collaboratore di Scipione Li Volsi e di Francesco Li Volsi nelle loro attività.

Paolo Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Li Volsi figlio di Giuseppe Li Volsi, scultore e collaboratore di Scipione Li Volsi e di Francesco Li Volsi nelle loro attività.[10]

Scipione Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio statua Carlo V - Piazza Bologni, Palermo.

Scipione Li Volsi Junior, Simone o Simeone (1588 - 23 settembre 1667) attivo nel XVII secolo, scultore e stuccatore.[10] Figlio di Giuseppe Li Volsi, creatore di sculture in legno e bronzo, affreschi e relative decorazioni. La sepoltura di Simeone Li Volsi è collocata all'interno della chiesa di San Giuseppe, la lapide è opera sua.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sigismondo Li Volsi[modifica | modifica wikitesto]

Sigismondo Li Volsi attivo nella prima metà del XVII secolo, intagliatore in legno. Figlio di Giuseppe Li Volsi il gangitano, documentato come apprezzato intagliatore di cori lignei.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si vedano in particolare i contributi di Angelo Pettineo e Peppino Ragonese nella bibliografia di seguito citata.
  2. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 708.
  3. ^ a b c d e f Gioacchino di Marzo, pp. 709.
  4. ^ Beritelli La Via - Narbone, pp. 163.
  5. ^ a b Beritelli La Via - Narbone, pp. 176.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n Gioacchino di Marzo, pp. 710.
  7. ^ Beritelli La Via - Narbone, pp. 179.
  8. ^ Beritelli La Via - Narbone, pp. 178.
  9. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 740.
  10. ^ a b c Gioacchino di Marzo, pp. 737.
  11. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 737, 738 e 739.
  12. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 739.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salomone Marino S., "L'autore della statua in bronzo a Carlo V in Palermo", in «Archivio Storico Siciliano», XI, Palermo 1887.
  • Garstang D., Giacomo Serpotta e gli stuccatori di Palermo, Palermo 1990.
  • Ragonese A., RAGONESE P. La bottega d'arte dei Li Volsi, scultori tusani del XVII secolo, Palermo 1990.
  • Filangeri C., Note su Tusa e i Li Volsi, a proposito delle arti figurative in Sicilia tra XVI e XVII secolo, in «Archivio Storico Messinese», vol. 57, III serie, XLVIII, 1991.
  • Pettineo A., Documenti per la bottega dei Li Volsi di Tusa, in «Archivio Storico Messinese», vol. 72, Messina 1996.
  • Pettineo A., Itinerari livolsiani e schede delle rispettive opere, in: I Li Volsi, cronache d'arte nella Sicilia tra ‘500 e ‘600, Palermo 1997.
  • Pettineo A., La “vara” di S. Sebastiano di Mistretta opera dei Li Volsi del 1610, in «Il Centro Storico», mensile dell'associazione Progetto Mistretta, agosto 1998.
  • Pettineo A., Ragonese P., Dopo i Gagini, prima dei Serpotta, i Li Volsi, Palermo 2007.
  • Pettineo A., Un capolavoro del Manierismo siciliano: la vara di San Sebastiano a Mistretta, Bagheria 2011.
  • (IT) Gioacchino di Marzo, "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti", Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, Volume I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia.
  • (IT) Giuseppe Beritelli La Via, Alessio Narbone, "Notizie storiche di Nicosia", Palermo, 1852, Stamperia di Giovanni Pedone.

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