Larix lyallii

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Larice subalpino
SubalpineLarch 7735tl.jpg
Larix lyallii
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Pinaceae
Genere Larix
Specie L. lyallii
Nomenclatura binomiale
Larix lyallii
Parl.
Nomi comuni

Larice subalpino

Sottospecie

Il Larix lyallii, chiamato anche Larice subalpino, o semplicemente Larice alpino, è una conifera decidua, appartenente al genere Larix di cui fa parte anche il Larice europeo (Larix decidua) o Larice comune, originaria del Nord America nord-occidentale, in una zona compresa tra Canada e Stati uniti. Vive a quote molto elevate (in media 1520–2440 m con un massimo di 3020 m[2]) nelle zone montuose di Idaho, Montana, British Columbia e Alberta. Raramente si spinge al di sotto dei 1980 m, anche se è presente, in zone particolarmente vocate, fino a 1370 m. Esiste anche una popolazione disgiunta nella Cascade Range nello Stato di Washington e British Columbia.

È protetto nel North Cascades National Park (Stati Uniti) e nel Parco nazionale Banff (Canada)[3].

Il larix lyallii è una conifera resistente e può sopravvivere a temperature molto basse in terreni rocciosi di sottile spessore, motivo per cui l'albero si trova spesso nei pressi del limite della vegetazione arborea. Tuttavia, può crescere in una moltitudine di varietà di suoli, in zone non ombreggiate, purché il terreno sia umido ma ben drenato. Questa pianta vive in zone montane ricche d'acqua, la cui elevata disponibilità è dovuta in gran parte a fenomeni di tipo nevoso caratterizzati dalla presenza di inverni molto rigidi e freddi, motivo per cui ha sviluppato la caratteristica tipica, unica tra le conifere, del genere Larix di perdere le foglie in autunno, per evitare che l'acqua presente in esse congeli danneggiando i tessuti teneri, permettendo così una migliore sopravvivenza della specie.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Deriva dall'inglese Subalpine Larch, che si riferisce al fatto che questo albero sviluppa in ambienti che altrimenti sarebbero solamente tundra alpina spoglia o con basse e rade erbacee d'alta quota. Questo larice nordamericano venne classificato e descritto sistematicamente per la prima volta dal botanico italiano Filippo Parlatore, il 3 novembre 1863.[4]. Il nome scientifico attualmente accettato di è Larix lyallii e fu dato da Parlatore stesso in onore al medico e naturalista scozzese David Lyall, che scoprì la specie nel 1858. Entrambi gli esploratori botanici osservarono le notevoli capacità di quest'albero nel formare radi boschetti puri di sopra dei limiti della vegetazione arborea[5]. Non esistono sottospecie, varietà, o forme particolari note, e si presume che le ristrette tolleranze ambientali e le distribuzioni geografiche e altitudinali particolarmente limitate possano aver limitato le possibilità di sviluppo della variazione genetica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Vecchio esemplare contorto in una lariceta di Washington

Portamento[modifica | modifica sorgente]

Il larix lyallii è una conifera resinosa di dimensioni medio-basse, che cresce da 10 a 25 m di altezza (massimo 29 m), mostrandosi più breve ad altitudini più elevate e nelle zone particolarmente battute dal vento, e presenta un diametro medio del tronco di 1,2 m negli esemplari adulti. Spesso rimane piccola e stentata, a causa dell'ambiente gelido e ventoso in cui vive, ma nelle zone più vocate arriva al pieno del proprio sviluppo.

Ha tronco diritto con corona sparsa, rada e un poco conica. La forma è tipica piramidale-conica stretta (abetoide). Ha rami inseriti orizzontalmente al tronco, di tanto in tanto penduli, irregolarmente distanziati e contorti, che rimangono attaccati al fusto anche da secchi. I ramoscelli sono finemente tomentosi per i primi 2-3 anni, di colore bianco-giallastro. Possiede germogli tomentosi con squame ciliate. Questo larice produce un rivestimento di finissima peluria bianca sui giovani germogli, che rimane presente per almeno un anno e si presume serva a diminuire le perdite d'acqua, fungendo da isolante. La cima del fusto è legnosa e protetta dal gelo e dalla neve. Le piante giovani hanno tronchi molto flessibili, che permettono loro di resistere a slavine e nevicate abbondanti. A differenza di altre conifere il larix lyallii ha poca tendenza a crescere in forma arbustiva.

Le radici sono fittonanti, di modo da ancorare saldamente la pianta al suolo, e presentano numerose radici e radichette secondarie che creano una fitta maglia attorno al fittone, ancorandosi saldamente in crepe e fessure tra le rocce. Comuni sono le micorrize fungine e Cenococum graniforme è considerato un fungo tipico delle laricete di larix lyallii[5].

Il larix lyallii è una delle specie arboree nord americane più longeve, merito dovuto alla lenta crescita che il rigido ambiente d'alta montagna impone. Il record di longevità appartiene ad un esemplare scoperto a Kananaskis, Alberta, vecchio di 1917 anni nel 2012[6]. Mediamente queste piante vivono da 400 a 500 anni, ma molti esemplari raggiungono 700 anni e i più longevi possono raggiungere i 1.000[7].

Il più grande larice subalpino mai registrato fin ora è stato rinvenuto a Cascade Range, Washington, nella Foresta Nazionale di Wenatchee, è alto 29 m e ha un diametro del tronco di 201 cm[7], mentre il più alto mai rinvenuto è un eccezionale esemplare di 46 m rinvenuto a Cabinet Ranges in Montana[5].

La prima causa di morte di questo larice è lo sradicamento causato dal vento[7], ma se i rami rimangono attaccati al fusto la pianta può ancora sopravvivere. Anche il congelamento e la carenza d'acqua possono portare alla morte, anche se sono cause di morte meno frequenti. A volte la fase vegetativa è talmente breve che il legno non fa in tempo a maturare e indurirsi e durante l'inverno i succhi cellulari congelano con conseguenti spaccature.

Corteccia[modifica | modifica sorgente]

La corteccia è sottile (meno di 1 pollice, ossia 3 cm), finemente intrecciata, liscia negli esemplari giovani, profondamente solcata e spaccata negli adulti. Presenta colore giallo-grigio nella pianta giovane, per poi virare dal rosso scuro-marrone al violaceo con l'avanzare del tempo. Contiene tannini e resine. A differenza del Larix occidentalis, la corteccia del larix lyallii è relativamente sottile, una particolarità nelle conifere d'alta montagna. Nei giovani rami di un anno si presenta ricoperta di una fine peluria bianca protettiva, che persiste sino al terzo anno, ha consistenza molto ruvida e colore grigio-nero. Essendo particolarmente sottile è molto suscettibile al fuoco[3], che risulta alimentato anche dalla componente tannica e resinifera. Il legno è resinoso e forte, pesante e durevole, il duramen bruno-rossastro è circondato da un sottile alburno bianco opaco, e presenta vasi resinosi evidenti e capienti.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Giovani germogli fogliari in accrescimento

Gli aghi sono caduchi, di colore verde pallido-bluastro d'estate, giallo intenso in autunno. Si presentano duri, lunghi 20–35 mm x 0,6-0,8 mm e spessi 0,4-0,6 mm, hanno forma squadrata con quattro angolature e sono riuniti in gruppi di 30-40 esemplari su brevi e leggeri piccioli verdi-bluastro lunghi 2–4 cm; presentano una carenatura sul lato opposto più distante all'asse centrale e una doppia angolatura sul lato più vicino all'asse. Si sviluppano dalla fine di maggio alla metà di giugno e cadono dalla fine di settembre ai primi di ottobre, virando lentamente dal consueto verde ad un giallo intenso, fenomeno dovuto alla demolizione della clorofilla da parte della conifera e della conseguente messa in evidenza dei pigmenti secondari, ossia carotenoidi, antociani e altri composti minori. Si sviluppano anche da germogli epicormici negli esemplari adulti[3].

Gli aghi presentano due canali resiniferi di 40 - 80 µm situati ai margini, ognuno circondato da 6-10 cellule epiteliali. Il larix lyallii non genera strobili dai germogli, solo in caso di alberi rachitici e deboli può accadere[7]. La caduta delle foglie e la dormienza sono controllati dal fotoperiodo, anche se la siccità estiva può indurre un precoce ingiallimento delle foglie. La sua capacità di crescere più in alto di altre conifere è dovuta ad una maggiore resistenza alle perdite d'acqua (congelamento] in inverno, sempre grazie alla permanenza stagionale degli aghi.

Il suo fogliame deciduo necessita di una maggior quantità di umidità durante l'estate rispetto ad altri sempreverdi, richiedendo siti di crescita piuttosto umidi. Il periodo vegetativo di questo larice è limitato, a causa delle condizioni di vita estreme a cui è sottoposto, a soli 90 giorni circa; l'inizio dello sviluppo è innescato quando la temperatura dell'aria raggiunge i 4 °C, in genere a fine maggio. Il germogliamento si verifica per la maggior parte in luglio e progredisce rapidamente. La crescita in altezza di un piccolo larice subalpino ha valori medi di circa 1.5 cm all'anno, durante i primi 25 anni. È grazie alla perdita degli aghi in autunno che questa conifera riesce a mantenere una forma eretta[3], altrimenti verrebbe schiacciata dal peso della neve accumulata su rami e aghi.

Fiori e Strobili[modifica | modifica sorgente]

Aghi in veste autunnale e strobili su rami di larix lyallii

È una pianta monoica, raramente ermafrodita, con fiori unisessuali presenti contemporaneamente sulla stessa pianta. I coni maschili e femminili sono sostenuti separatamente da brevi germogli legnosi di forma cilindrica sparsi tra le foglie-cuscinetto cilindriche dei germogli. Sono generalmente monosporangiati. La fioritura avviene circa una settimana prima che le foglie emergano, con i germogli a fiore che iniziano a gonfiarsi entro la fine di maggio. I fiori femminili sono conetti viola brillante, a volte verdi. Sono più evidenti di quelli maschili, che sono piccoli coni violacei di 4–5 cm di lunghezza a settembre.

I fiori maschili presentano granuli pollinici di 78 - 93 µm di diametro. Il polline viene disperso dagli strobili maschili dal vento a giugno, in condizioni atmosferiche necessariamente asciutte, e da settembre piccoli coni violacei fecondi di 4–5 cm di lunghezza e 1,9 cm di larghezza emergono a formare gli strobili veri e propri, di colore marrone scuro a maturazione nell'autunno dell'anno di fioritura.

I coni o strobili contenenti semi sono lunghi 2,5–4 cm (raramente 5 cm) x 1,1-1,9 cm di larghezza, generalmente si presentano di colore rosso-violaceo da giovani viranti al marrone scuro con l'avanzare dell'età, ma possono anche presentare un'elevata variabilità, con un range di colori che va dal rosso-giallo al viola-verde. Hanno squame sottili e brattee strette, lunghe e ribaltate, che si estendono sopra le squame, di dimensioni di 4–5 mm, superando con le squame stesse mature i 6 mm. Sono situati su piccoli steli curvi grandi da 2,5-4mm a 3–7 mm; squame di 45–55 mm, margini irregolari, tomentosi sul lato superficiale opposto all'asse centrale.

Una bassa produzione di coni può essere attribuita al gelo fine stagione. Altri fattori che limitano la riproduzione sono sconosciuti anche se il successo riproduttivo di questo larice si verifica raramente[5], cosa dovuta probabilmente all'ambiente estremo in cui vive.

Semi di larix lyallii con la tipica ala per essere trasportati più agevolmente dal vento

I Semi nudi si presentano alati, di colore variabile dal giallo al viola, con corpo di 3 x 2,7 mm e ala rosa pallido di 6 mm. Il peso di mille semi è 3,2-4,3 grammi. Generalmente il larix lyallii inizia a produrre strobili raggiunti i 100 anni d'ètà[7], anche se in genere non producono semi in elevate quantità fino all'età di 200 anni.

I semi alati sono diffusi dal vento nel mese di settembre, dopo l'apertura dei coni maturi, le slavine possono trasportarli anche a quote più basse. I semi germinano nel mese di luglio, appena dopo il disgelo e richiedono elevata luminosità e basse temperature per svilupparsi correttamente. Venti secchi e alte temperature sul versante di crescita contribuiscono alla scarsa germinazione. I boschi da seme più importanti si trovano nel Montana[7]. La germinazione è di maggior successo in un suolo minerale umido, su esposizioni settentrionali o in radure non completamente esposte al sole del pomeriggio. Le piantine appena emerse hanno generalmente cinque cotiledoni, anche se possono nascere esemplari anomali anche con quattro o sei. Sono strette e sottili, alte 1,0-1,5 cm appena. La germinazione è epigea. Per i primi 20-25 anni, la crescita è in genere molto lenta (ma diviene più rapida in seguito) e l'albero rimane molto basso, per favorire un'ampia radificazione riducendo così i possibili danni da forte vento gelido e pesante manto nevoso tipici delle zone d'alta montagna in cui vive, che danneggerebbero i giovani larici. Si avranno così alberi bassi con radici enormemente sviluppate. Ciò per avvenire richiede basse temperature e molta luce, che stimolano la radicazione. Le giovani piante presentano foglie sempreverdi in alcuni tratti o, in rari casi, su tutta la pianta (in media circa il 25-30% della superficie fogliare totale[5]), per favorire e migliorare l'attecchimento. Questo fogliame dura 2 estati[7]. Studi fisiologici suggeriscono che questo fogliame sempreverde è importante per lo sviluppo del giovane albero, perché meno soggetto a stress da siccità in estate[5].

Distribuzione e Habitat[modifica | modifica sorgente]

Habitat di questa specie, situata nelle montagne al confine tra Stati Uniti (sotto) e Canada (sopra). La popolazione della Catena delle Cascate è quella a sinistra della mappa, in un nucleo compatto, mentre a destra troviamo quella delle Montagne Rocciose del nord, che occupa un areale più vasto e allungato

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Il larix lyallii occupa, con due areali distinti e rispettivamente due distinte popolazioni, due diverse catene montuose: le Montagne Rocciose del Nord e la Catena delle Cascate settentrionali. Le due popolazioni dei due areali sono separate nei loro punti più vicini, precisamente a sud della British Columbia, da circa 200 km di distanza[5], e questa lacuna nella distribuzione della specie generalmente coincide con l'assenza di habitat idoneo d'alta montagna[5] in cui svilupparsi. La popolazione della Catena delle Cascate è considerata un nucleo disgiunto della popolazione totale[5].

Questa conifera si trova in alta montagna; nelle Montagne Rocciose è presente nel sud di British Columbia e Alberta, in Canada, e lungo il Continental Divide con una cospicua presenza che parte dalle Salmon River Mountains dell'Idaho centrale al Parco nazionale Banff. L'areale si estende poi alle zone centro-settentrionali e centro-orientali di Idaho e Montana[7], nei cui confini è particolarmente presente a Salmon River Mountains, Bitterroot, Anaconda-Pintler (in zone da 2560 a 2800 m), Whitefish, e Cabinet Ranges.

Nella Catena delle Cascate il larix lyallii si trova, come nucleo disgiunto da quello originale, principalmente a est del Divide Cascade e si estende dai Monti Wenatchee del centro di Washington verso nord superando per circa 21 km l'interno della British Columbia dal confine statunitense. Sempre a Washington l'areale occupato da questo larix si estende nella zona vulcanica delle Cascate settentrionali occupando anche parte del North Cascades National Park.

Nel nord-ovest di Montana, Alberta, British Columbia e nel sud-est le laricete si trovano generalmente a quote comprese tra 1980 e 2380 m e nelle Cascate del nord, fra i 1830 e 2290 m.

Nei pressi dei Laghi Basin esiste la più grande e alta lariceta esistente[3] che cresce in terreno colluviali. Nel Parco nazionale Banff vicino a Sentinel Pass, Alberta, un gruppo di larix lyallii ha colonizzato un terreno liberato dal ghiacciaio da pochissimo tempo[3], evidenziando l'enorme capacità di adattamento di questa pianta.

Habitat e interazioni[modifica | modifica sorgente]

Il larix lyallii vive in un ambiente d'alta montagna, dove le temperature medie sono sotto zero per circa 6 mesi all'anno e il manto nevoso compare a fine ottobre per raggiungere il suo massimo a metà aprile[5], permanendo in certe zone permane fino a luglio. È con molta probabilità una specie relitta, che occupava un tempo un'area molto più vasta di quella odierna. A quote più basse perde di competitività a discapito di altre conifere[5].

Cresce su prati magri, su pascoli con terreni immaturi e spesso sterili o quasi, su suoli particolarmente ricchi di graniti e quarziti, in zone rocciose con suoli poco profondi non occupati precedentemente da altre piante vascolari, e di tanto in tanto su terreni profondi, ben drenati e freschi, specie se non vi sono altre conifere competitrici. Vegeta bene anche tra grandi massi, crepe e rocce, in zone con pochissimo strato attivo. Rifugge dal calcare e dalla dolomite, al contrario del larice siberiano (Larix sibirica) e del Larix laricina, e può sopravvivere in terreni acquitrinosi a pH acido. I suoli colonizzati sono generalmente poveri o molto poveri, in quanto le basse temperature e l'ambiente acido non favoriscono la crescita microbica e il corretto accumularsi di sostanza organica nel terreno, per cui si presentano sottili, ricchi di scheletro e con basi argillose o limose, in presenza di pH acido variabile da 3,9 a 5,7[7]. Durante il Pleistocene, queste regioni erano coperte dai ghiacciai perenni, che si sciolsero solo 12.000 anni fa e il clima freddo non favorisce neppure le razioni chimiche inorganiche per la formazione del suolo. In luoghi asciutti il larix lyallii si trova nei pressi di corsi d'acqua o siti percolazione della stessa. Si adatta bene anche a suoli ricoperti di ceneri vulcaniche, essendo la Catena delle Cascate di origine vulcanica e con la presenza ancora oggi di vulcani attivi. Questi terreni si presentano ben differenziati in strati e con pH molto acido. Il larix lyallii ha scarsissima tolleranza all'ombra e richiede una quantità di luce maggiore rispetto ad altre conifere d'alta montagna per poter svolgere correttamente la fotosintesi clorofilliana[3], per cui non cresce sotto altre piante, pur mostrando un'elevata competitività nei confronti delle altre specie per la lotta alla sopravvivenza[3]. Solo il Pinus albicaulis nei siti più caldi e soleggiati riesce a sviluppare all'ombra delle laricete, anche se spesso cresce ai margini delle stesse.

Il larix lyallii sviluppa molto bene nei versanti dei bacini posti a settentrione e a quote molto elevate, dove forma la fascia forestale superiore. Nelle zone canadesi, dove le precipitazioni sono maggiori, si trova abbondante anche nei versanti esposti a sud.

Forma boschi radi puri o misti con altre conifere nordamericane d'alta montagna, come Abies lasiocarpa, Pinus albicaulis, Pinus Flexilis, Picea engelmannii e Tsuga mertensiana, formando piccoli boschetti vicino al limite superiore della vegetazione arborea o dispersi, solitari, con alberi rachitici, a volte circondati da vegetazione erbacea e arbustiva tipica dei luoghi alpini con presenza di piccoli esemplari delle conifere sopra citate, che diventano parte integrante del sottobosco, non riuscendo a svilupparsi correttamente nelle zone più alte e fredde dove invece il larix lyallii vegeta tranquillamente. Spesso le conifere che coabitano nel suo stesso habitat crescono al riparo di grandi laricete, e formano caratteristici filari all'interno delle stesse[5] simili ad un traliccio. Il larix lyallii svolge, inoltre, un importante ruolo di stabilizzazione del manto nevoso e roccioso d'alta montagna, riducendo i rischi di valanghe e frane. Il trend di crescita della popolazione di questo larix è stabile e abbondante[2].

Questa conifera presenta una distribuzione molto discontinua, si crede dovuta al fatto di essere un residuo post-glaciale di un intervallo continuo preesistente in un antico momento freddo, un più ampio e continuo habitat, senza frammentazioni. Le tipiche laricete di larix lyallii sono spesso isolate e rade, coprenti una superficie di meno di 0,02 ettari[7]. Gli esemplari a quote più basse si trovano nei canyon delle North Cascades, mentre quelli a quote più elevate sono alberi rachitici sparsi su Trapper Peak a Bitterroot, in Montana.

Esemplari di larix lyallii (giallo) nel loro habitat naturale

Il larix lyallii è una specie dominante che occupa la fascia di habitat corrispondenti anche a quelli di Abies lasiocarpa), Pinus albicaulis), e Picea engelmannii. Il sottobosco che si sviluppa in queste zone include erica montana (Phyllodoce empetriformis), Luzula hitchcockii, e Vaccinium scoparium (Mirtillo nordamericano)[7]. Questa conifera prolifera anche dopo incendi, valanghe, o altri disturbi del sito di crescita. In alcune occasioni, il larix lyallii si può rigenerare su aree bruciate all'interno della zona dell'Abies lasiocarpa, al disotto dei consueti limiti di quota. Questa tendenza rigenerativa è favorita da esposizioni settentrionali e ad elevate altitudini del versante.

Per molte specie di uccelli e di mammiferi i semi e le foglie del larix lyallii sono fonte di sostentamento, soprattutto per capre, cervi, orsi grizzly e scoiattoli, mentre tra gli uccelli i Dendragapus sono quelli che più si avvalgono del fogliame di larix lyallii, che rappresenta uno dei più importanti alimenti estivi per questa specie[7]. Le laricete svolgono anche un importante linea spartiacque per diverse specie animali.

Il larix lyallii presenta un elevato grado di resistenza contro le avversità climatiche che ne causano danni o morte e, anche se avvengono frequentemente, questo sembra essere sufficiente a mantenere la specie in tutta la sua integrità ed è pertanto indicata dalla IUCN come poco preoccupante[2].

In estate in queste zone non sono rari freddo e precipitazioni nevose (neve, nevischio ecc...). La piovosità media è di 800-1900mm, con il suo massimo nella zona nord della Catena delle Cascate, Washington. Una modesta quantità di pioggia cade a luglio e agosto, con una media da 25 a 50 mm al mese negli Stati Uniti, in gran parte associata a temporali. Nelle Montagne Rocciose canadesi le precipitazioni estive sono maggiori, a 50 a 90 mm al mese. Periodi di siccità si verificano a fine estate ma hanno scarsi effetti in quanto il suolo è ricco d'acqua accumulata durante la stagione fredda che si raggruppa in ampie venature sotterranee, anche se i suoli più sottili possono asciugarsi e causare difficoltà all'attecchimento delle nuove piante nate da seme. L'umidità relativa di queste zone è maggiore rispetto alle quote più basse. Venti d'alta quota particolarmente violenti sono molto comuni, raggiungendo spesso la velocità di uragano di 73 miglia all'ora (117 km/h)[7].

Le malattie e i parassiti che minacciano questa conifera sono in prevalenza insetti (ditteri) e funghi, in special modo il marciume bruno del cuore (causato da Fomes officinales) e un fungo che causa una malattia simile al cancro del larice europeo (Dasyscypha willkommii). Questo fungo crea rigonfiamenti notevoli nei ramoscelli giovani e maturi[7]. Questi miceti indeboliscono la pianta, ma di solito la uccidono. Malattie di minore frequenza sono ruggini fungine, batteriosi (Sarcotrochila alpina) e funghi come Hypodermella laricis che ha gravemente infettato numerose piante in British Columbia[7]. Due funghi, Lachnellula occidentalis e Lachnellula suecica possono essere in grado di causare cancri staminali, ma nessuno dei due ha mai causato seri danni alla specie[5]. Rigonfiamenti a grappolo e spaccature dei rami si trovano ampiamente disseminati in vari esemplari in tutte le zone geografiche, e potrebbero essere causati da vischio nano, da un'infezione fungina, o forse anche da un'aberrazione genetica[5].

A causa delle elevate esigienze climatiche, questo larice non è coltivabile in nessun altro luogo eccetto quello di origine[5], anche se alcuni scienziati provenienti da diversi paesi (Svizzera, Islanda, Giappone e Nuova Zelanda) interessati al controllo delle valanghe o alla stabilizzazione forestale degli alti pascoli su siti freddi, hanno chiesto e ottenuto alcuni semi di larix lyallii dal Servizio Forestale dell'USDA.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Larix lyallii e Larix occidentalis (Larix setta. Multiseriales) sono simili morfologicamente e hanno range geografici simili, essendo entrambi limitati a poche zone d'alta montagna, quasi del tutto coincidenti in estensione e territorio, di Stati Uniti e Canada occidentali. La differenza più evidente tra le due specie è che nel larix lyallii presenta i germogli e i giovani ramoscelli ricoperti di una fitta peluria tomentosa e una chioma più ampia e regolare. Le relazioni genetiche tra le due specie non sono state ancora determinate, ma si ipotizza una probabile origine da un antenato comune simile al Larix potaninii (Batalin.). Sebbene le aree geografiche delle due specie si sovrappongono considerevolmente, vi sono differenze di 150 a 300 m di dislivello a separarli, in quanto il larix lyallii non riesce a vivere a quote inferiori ai 1800m. Alcuni esemplari morfologicamente intermedi, di probabile origine ibrida, sono stati raccolte negli stati di Washington e in Montana. Tramite l'ibridazione con larice occidentale (Larix occidentalis) si ha la formazione un albero geneticamente diverso da entrambe le specie. Questi ibridi occuppano in genere un'area geografica in cui coabitano le due diverse specie, solitamente separate l'una dall'altra da 150–300 m di dislivello, oppure la zona intermedia stessa[7]. Solitamente si formano in quelle zone che hanno subito alterazioni naturali, come slavine o frane che facilitano il contatto tra le due diverse specie. Una di queste zone si trova nella Carlton Ridge Research Natural Area nella Lolo National Forest nel sud di Missoula, in Montana.

Le due specie di larici sono state anche artificialmente incrociate tramite l'impollinazione forzata e il seme risultante è stato piantato. Differenze morfologiche ben evidenti sono state osservate tra i due larix e gli ibridi ottenuti. Larix lyallii e larix occidentalis presentano differenze esterne ed interne anche quando crescono fianco a fianco, confermando la loro differenza genetica. La differenza tra larix lyallii e i larici ibridi può essere determinata analizzando i terpeni fogliari volatili[7].

Il corredo cromosomico del larix lyallii è 2n = 24, simile a quello della maggior parte degli altri alberi della famiglia delle Pinaceae.

Il Larix laricina o larice americano ha somiglianze su certi aspetti a larix lyallii e larix occidentalis, ma risulta del tutto assente nelle zone d'origine degli altri due, e, al contrario di essi, si presenta diffusissimo in tutta l'area forestale nordamericana.

Usi[modifica | modifica sorgente]

L'estremo habitat in cui cresce questa conifera assicura che questa specie non sia sfruttata per il legname.

A causa della sua distribuzione limitata ad un ristretto areale e la crescita al limite superiore della vegetazione arborea, il larix lyallii non ha alcuna importanza commerciale, essendo anche spesso sminuito e deformato dai forti venti gelidi che battono le zone d'alta montagna. L'unico uso possibile del suo legno resinoso e forte, pesante e durevole è come combustibile, discreto però a causa della resina che imbratta di fuligigne la canna fumaria. Il rendimento annuo di una lariceta di larix lyallii è stato stimato essere solo da 10 a 20 metri cubi di legno per acro (0,7-1,4 m3/ha) su siti aventi una produttività media alta[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Larix lyallii in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ a b c http://www.iucnredlist.org/details/42314/0
  3. ^ a b c d e f g h http://www.conifers.org/pi/Larix_lyallii.php
  4. ^ http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=1&taxon_id=233500744 Flora of North America: Larix lyallii
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o http://www.na.fs.fed.us/pubs/silvics_manual/Volume_1/larix/lyallii.htm
  6. ^ OLDLIST, Rocky Mountain Tree Ring Research. URL consultato il 20 luglio 2012.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r http://www.fs.fed.us/database/feis/plants/tree/larlya/all.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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