Laburnum alpinum

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Maggiociondolo alpino
Laburnum alpinum flowering on the slopes of Monte Antola.png
Fioritura nei boschi dell'Antola
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Genisteae
Genere Laburnum
Specie L. alpinum
Nomenclatura binomiale
Laburnum alpinum
Presl., 1835
Sinonimi

Cytisus alpinus[1]

Il maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum Prels., 1835) è un piccolo albero caducifoglio (alto fino a 6-7 metri), appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fiori, frutti e foglie di Laburnum alpinum

La specie ha portamento arbustivo, la corteccia è liscia, di colore bruno-verdastro, con lenticelle evidenti. Il legno è ben differenziato tra un alburno bianco-giallastro e un durame decisamente più scuro e pesante. Le foglie sono trifogliate (ovvero composte da tre foglioline), hanno un lungo picciolo e sono di un verde chiaro lucente nella pagina superiore e glabre in quella inferiore. I fiori sono gialli, profumati, sono raggruppati in lunghi racemi penduli; fioriscono tipicamente in giugno. Sono molto apprezzati dalle api.

I frutti sono legumi nerastri dai numerosi semi bruni velenosi, e rimangono a lungo sulla pianta durante l'inverno. Le radici sono piuttosto superficiali, molto ramificate, e dispongono di colonie di batteri azotofissastori.[2]

Il maggiociondolo si distingue rispetto al maggiociondolo alpino per la fioritura lievemente più precoce, le foglie più piccole e tomentose e i semi di colore nero.[3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Maggiociondoli alpini quasi in purezza sull'Appennino Ligure

La specie è diffusa in Europa centro-meridionale; vegeta e fiorisce in genere tra i 1000 e i 1500 metri di quota, ma si può spingere in condizioni favorevoli fino ai 2000 metri. Predilige suoli superficiali ben drenati, di ph basico o sub-acido. In Italia è più frequente sulle Alpi che sugli Appennini.[2] La specie si è naturalizzata in Scozia.[4]

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

In selvicoltura la maggiociondolo alpino può essere usato negli interventi di recupero ambientale quando il suolo non sia troppo acido per la crescita ottimale della pianta. Nella successione degli habitat in genere prepara la faggeta. Grazie alla bella fioritura è anche una apprezzata pianta ornamentale che viene utilizzata in ambienti montani; andrebbe però evitato negli ambienti troppo frequentati, in particolare dai bambini, a causa della tossicità di varie parti della pianta.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Aubour des Alpes, su tela-botanica.org, Association Tela Botanica. URL consultato il 15 novembre 2020.
  2. ^ a b c Piergiorgio Terzuolo, Federica Spaziani e Gian Paolo Mondino, Guida alle specie spontanee del Piemonte - Alberi e arbusti, Istituto per le piante da legno e l'ambiente (a cura di), Blu edizioni, pp. 92-93, ISBN non esistente.
  3. ^ AA.VV., Foglie palmate, in Guida pratica agli alberi e arbusti in Italia, Selezione dal Readre's Digest, 1983, p. 163, ISBN 8870450376.
  4. ^ (EN) Laburnum alpinum, su pfaf.org, Plants for a Future. URL consultato il 15 novembre 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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