La collezionista

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La collezionista
Collezionista-1967-Rohmer.PNG
Haydée Politoff e Patrick Bauchau in una scena del film
Titolo originale La collectionneuse
Paese di produzione Francia
Anno 1967
Durata 83 min
Rapporto 1,37 : 1
Genere sentimentale
Regia Eric Rohmer
Soggetto Eric Rohmer
Sceneggiatura Eric Rohmer, Patrick Bauchau, Haydée Politoff, Daniel Pommereulle
Produttore Georges de Beauregard e Barbet Schroeder
Casa di produzione Les Films du Losange, Rome-Paris Films
Fotografia Néstor Almendros
Montaggio Jackie Raynal
Musiche Giorgio Gomelsky, Blossom Toes
Interpreti e personaggi
Premi

La collezionista (La collectionneuse) è un film del 1967, scritto e diretto da Eric Rohmer.

È il quarto capitolo (come indicato dai titoli di testa, ma terzo in ordine cronologico) del ciclo dei Sei racconti morali (Six contes moraux), una serie di opere del regista francese composta da un cortometraggio, un mediometraggio e quattro lungometraggi. Segue La carriera di Suzanne (1963) e precede La mia notte con Maud (1969).

È il primo lungometraggio di Rohmer distribuito in Italia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Adrien, un antiquario stanco del lavoro e dell'amore (lascia che la sua fidanzata vada per lavoro a Londra senza di lui), è ospite in una villa nei pressi di Saint-Tropez del brillante amico Daniel. È deciso a trascorrere il suo mese di vacanza senza pensare a nulla.

Si alza all'alba, fa il bagno in spiaggia, legge all'ombra di un albero, va a letto presto. Tutte piacevoli occupazioni insolite per lui. Evita l'altra ospite della villa, la giovane Haydée, intenta a vivere la notte sempre con ragazzi diversi. Un bel giorno i due finiscono per fare conoscenza, ma Adrien mette subito in chiaro che non ha nessuna intenzione di "entrare nella collezione" suggerendo anzi all'amico Daniel di "sacrificarsi" per lui.

Questi, che Adrien sa molto scaltro, gioca con tutti e due, divertendosi nell'osservare lo strano ménage che si viene a creare. Un incontro di lavoro, importante per Adrien, è il pretesto per divertirsi e far divertire Haydée. La lascia infatti tra le braccia del ricco uomo d'affari statunitense. Però è ormai attratto da lei in modo irresistibile e, prelevatala dalla villa, la riaccompagna a Saint-Tropez, dove spera, partito Daniel, di vivere una reale avventura con lei.

Ma durante il viaggio, Haydée incontra due giovani amici che le propongono di partire per l'Italia verso un'altra meta incognita e stuzzicante. Adrien senza attenderne la decisione riparte e abbandona Haydée. Solo nell'enorme villa, prende il telefono e si informa sul primo aereo per Londra.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Rohmer racconta:

« Non avevamo soldi. Ne avevamo pochi. C'era il denaro della vendita alla TV dei primi due racconti morali, e quello bastava per pagare la pellicola, affittare una casa a Saint-Tropez (in giugno, quando l'affitto non è molto caro) e prendere una cuoca. Gli attori e i tecnici avevano accettato una partecipazione agli utili. Mi sono imposto di girare un'inquadratura una sola volta. »

(Ruy Nogueira, Intervista a Éric Rohmer, "Filmcritica" n. 218, settembre-ottobre 1971)

I mezzi limitatissimi sono funzionali ad un'esposizione chiara e priva di fronzoli, nel classico stile di Rohmer che fa prevalere sempre i dialoghi (per l'occasione scritti con la collaborazione dei tre protagonisti stessi) e la costruzione di situazioni sentimentali.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

"Dopo un anno in cui l'edizione rimase bloccata sulla copia di lavorazione in bianco e nero, è stato il primo film di Rohmer a conoscere un discreto successo di pubblico." [1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Mereghetti:

« Intellettualismo contro istintualità [...] l'occhio da entomologo di Rohmer registra - con una naturalità e una semplicità cristallina - la vita quotidiana dei suoi personaggi: gli ambienti sono scelti nel presente, ma la filosofia smaliziata e il tono del racconto appartengono alla letteratura del XVIII secolo. »

(Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, p. 242.)

I personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Al centro di tutto c'è Adrien, un uomo seriamente intenzionato a trascorrere un periodo di assoluta tranquillità e distacco da tutto, forse anche per riflettere sul rapporto con la propria compagna che comunque non vuole assolutamente tradire. Resistere insensibile alla tentazione rappresentata dal contatto giornaliero con una "collezionista" è una prova difficile. Fatalità vorrà che proprio nel momento in cui si dispone a cedere, l'oggetto della sua tentazione gli svanisca di fronte.

Haydée[modifica | modifica wikitesto]

La collezionista è una ragazza di cui si sa ben poco: non che lavoro faccia né da dove venga. "Spunta fuori e silenziosamente, con la sua presenza, il suo corpo longilineo, il sorriso sconcertante..."[2] Il critico Claude-Jean Philippe sostiene che si identifica con la natura.[3] Ed infatti nel prologo Rohmer la presenta in spiaggia che cammina sulla riva del mare con il solo accompagnamento sonoro dello sciacquio delle onde; anche lei un oggetto di natura, affascinante e misterioso come il mare.

Daniel[modifica | modifica wikitesto]

« ...è uno di quei pittori che negli anni sessanta hanno gettato il pennello alle ortiche e si sono dati alla fabbricazione di oggetti. »

(Éric Rohmer, La mia notte con Maud: sei racconti morali, p. 101.)

L'oggetto da lui fabbricato è un barattolo di vernice gialla ricoperto di lamette da barba che è impossibile toccare senza ferirsi. "... la pittura è fatta per tagliarsi le dita" dichiara al critico che lo intervista e che si è tagliato un dito toccandolo. Daniel è il confidente di Adrien.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è stata scritta dal gruppo di rock psichedelico Blossom Toes.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Mancini. Eric Rohmer, p. 59.
  2. ^ Michele Mancini. Eric Rohmer, p. 48.
  3. ^ Claude-Jean Philippe, Les affinités sélectives, "Cahiers du Cinéma", n.188, marzo 1967.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Éric Rohmer, La mia notte con Maud: sei racconti morali, (i974) a cura di Sergio Toffetti, tr. it. Elena De Angeli, Torino, Einaudi, 1988 ISBN 88-06-59996-8
  • Ruy Nogueira, Intervista a Éric Rohmer, pubblicata su "Sight and Sound", n. 3,estate 1971, tradotta da Michele Mancini e J. Grapow e pubblicata in Italia su "Filmcritica" n. 218, settembre-ottobre 1971.
  • Michele Mancini. Eric Rohmer. Il Castoro cinema, 1988.
  • Claude-Jean Philippe, Les affinités sélectives, "Cahiers du Cinéma", n.188, marzo 1967.
  • Edoardo Bruno, Parola come struttura ne "La collectionneuse", "Filmcritica", n. 179-180, luglio-agosto 1967.
  • Jean-Claude Bonnet, Cinématographe, n. 44, febbraio 1979.
  • Marion Vidal, Les contes moraux d' Éric Rohmer, Paris, Lherminier, 1977.
  • Roald Koller, Intervista a Éric Rohmer, in Filmkritik, n. 229, gennaio 1976
  • Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, Baldini-Castoldi, Milano 1993.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316751785 · BNF: (FRcb16750416q (data)
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