Gli amori di Astrea e Céladon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gli amori di Astrea e Celadon
Gli amori di Astrea e Céladоn.png
una scena del film
Titolo originaleLes Amours d'Astrée et de Céladon
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia, Italia
Anno2007
Durata109 min
Generedrammatico
RegiaÉric Rohmer
Soggettoda L'Astrea di Honoré d'Urfé
FotografiaDiane Baratier
MontaggioMary Stephen
MusicheJean-Louis Valéro
Interpreti e personaggi

Gli amori di Astrea e Celadon (Les Amours d'Astrée et de Céladon) è un film del 2007 diretto Éric Rohmer, ispirato a un'opera seicentesca della letteratura francese, il romanzo pastorale L'Astrea (L'Astrée), pubblicato da Honoré d'Urfé tra il 1607 e il 1627.

Dopo La Marquise d'O, Perceval le Gallois e L'Anglaise et le Duc, il film è il quarto adattamento storico di Eric Rohmer.

Fu presentato in concorso alla 64ª Mostra del Cinema di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gallia romana. Una comunità gallica isolata nella pianura del Forez.

Astrea e Celadon sono innamorati l'uno dell'altra, ma devono tener segreto questo amore a causa dell'inimicizia che divide le rispettive famiglie.

Celadon, durante una festa, per non urtare i genitori, d'intesa con Astrea, finge di corteggiare Aminta che riesce a rubargli un bacio. Astrea vede la scena ed è così gelosa da respingerlo respinge senza pietà, intimandogli di non farsi mai più rivedere se non su suo comando.

Celadon, che la sera della festa aveva inciso sulla corteccia di un albero l'ultima poesia all'amata, si getta disperato nel fiume. Astrea ne piange affranta la morte, ritenendosi responsabile di un errore irreparabile.

Celadon, svenuto ma ancora vivo, viene ripescato un po' più a valle dalla ninfa Galatea e dalle sue due ancelle, Leonide e Silvia. Il bel giovane è curato e rifocillato nel palazzo della ninfa che si innamora di lui e decide di trattenerlo presso di sé. Ma Leonide lo aiuta a fuggire, travestendolo con abiti femminili.

Per non infrangere il divieto impostogli da Astrea, Celadon si ritira a vivere nella foresta, in una capanna di foglie. Viene assistito ogni tanto da Leònide e da un potente druido, Adamas, zio di Leonide.

Per distoglierlo dalla sua depressione, Adamas gli consegna un flauto, inchiostro e carta affinché ritorni a comporre. Lo invita a costruire un tempio nella foresta dedicato all'amore eterno. Celadon effigia la divinità con i tratti amati di Astrea.

Astrea e gli amici si recano dai druidi per l'annuale festa religiosa e discutono sull'amore. Si meravigliano della somiglianza dell'effigie della dea con la giovane.

Adamas fa passare Celadon per Alexie, sua figlia ritornata dal convento e l'affida alle cure di Astrea. I tratti della presunta Alexie ricordano quelli dell'amato e Astrea s'innamora ben presto di "lei". A questo punto Celadon si rivela.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è frutto di una coproduzione: Rezo Productions (France), CER (Compagnie Éric Rohmer) (France), BIM Distribuzione (Italia), Alta Producción SL (Spagna); Eurimages, Cofinova 3, Arte/Cofiova 2, Cinémage, Soficinéma 2, Canal+.

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto è tratto dal romanzo pastorale L'Astrea di Honoré d'Urfé (1568-1625), ambientato nel V secolo d.C. nella pianura del Forez, (Francia), dipartimento della Loira.

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Per le riprese del film cercò paesaggi che avessero conservato un aspetto bucolico: l'Alvernia, il castello di Chaumont-sur-Loire e il castello di Fougères-sur-Bièvre (Loir-et-Cher).

Il regista, nei titoli di testa, si rammarica di non aver potuto girare il film nei luoghi originali, troppo trasformati, ormai, dall'urbanizzazione: questa dichiarazione gli fece rischiare un processo a causa delle rimostranze espresse in sede legale dal Consiglio Generale del Dipartimento della Loira.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Rohmer non utilizza attori famosi. I più conosciuti sono Jocelyn Quivrin, Cécile Cassel e due attrici tipicamente rohmeriane, Rosette nel ruolo di Silvia e Marie Rivière nel ruolo della madre di Celadon, che appare brevemente in una sequenza all'inizio del film.

Voce fuori campo[modifica | modifica wikitesto]

La storia è raccontata e commentata dalla voce fuori campo di Alain Libolt.

Prima[modifica | modifica wikitesto]

Il film esce nelle sale il 5 settembre 2007.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il libro, il film[modifica | modifica wikitesto]

Louis Guichard:

(FR)

«Céladon est-il fidèle à Astrée ? Le doute ravage la bergère diaphane. Eric Rohmer est-il fidèle à L'Astrée ? Le doute ravit le spectateur profane, qui n'a pas lu l'ample roman pastoral rédigé entre 1607 et 1627 par Honoré d'Urfé. S'il y a de quoi douter, c'est que le film est un concentré de "rohmérismes": un scénario à base de méprises et de foi endurante qui pourrait avoir été écrit ex nihilo par l'auteur des Six Contes moraux ; une réalisation qui semble se jouer discrètement, et délicieusement, de ce scénario, selon l'inimitable touche du maître.»

(IT)

«Céladon è fedele ad Astrea? Il dubbio tormenta la diafana pastorella. Eric Rohmer è fedele a L'Astrea? Il dubbio affascina lo spettatore profano, che non ha letto l'ampio romanzo pastorale redatto fra il 1607 e il 1627 da Honoré d'Urfé. Se c'è una questione da porsi è quanto il film sia un concentrato di "rohmerismi": una sceneggiatura ricca di equivoci e di convinzioni incrollabili che potrebbe essere stata scritta direttamente dall'autore dei Sei racconti morali; una regia che pare scaturire discretamente e deliziosamente da questa sceneggiatura, segnata dall'inimitabile "tocco" del maestro.»

(Louis Guichard[1])

Isabelle Regnier:

(FR)

«Ce qui intéresse Rohmer dans le texte d'Urfé a à voir avec la permutation, la démultiplication des reflets, l'inadéquation des points de vue. Il en joue ici avec une jubilation communicative qui induit, chez le spectateur, un délicieux vertige. Entrelaçant les mots d'Urfé avec les corps de ses acteurs, il fait vibrer les uns et les autres, d'une sensualité d'autant plus troublante qu'elle s'éveille sous les auspices du travestissement. Le motif en effet court tout au long du film, en scelle aussi bien l'origine que le dénouement [...]»

(IT)

«Ciò che interessa a Rohmer nel testo di Urfé ha a che vedere con le trasformazioni, il moltiplicarsi dei riflessi, l'inadeguatezza dei punti di vista. Egli vi gioca qui con una felicità comunicativa che trasmette allo spettatore una deliziosa vertigine. Intrecciando le parole d'Urfé con i corpi dei suoi attori, fa vibrare le une e gli altri di una sensualità tanto più perturbante in quanto si risveglia attraverso il travestimento. Questo motivo serpeggia nel corso di tutto il film, ne suggella l'origine e lo sviluppo [...]»

(Isabelle Regnier, Le Monde[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Les amours d'Astrée et de Céladon (2007) - Drame - L'essentiel - Télérama.fr[collegamento interrotto]
  2. ^ Le Monde - Articolo sul film

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema