L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)

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L'ottava moglie di Barbablù
Gary Cooper in Bluebeards Eighth Wife 1938.jpg
Cooper e Colbert
Titolo originale Bluebeard's Eighth Wife
Lingua originale Inglese, francese
Paese di produzione USA
Anno 1938
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro Mono (Western Electric Mirrophonic Recording)
Rapporto 1,37:1
Genere commedia
Regia Ernst Lubitsch
Soggetto dalla commedia La Huitième Femme de Barbe-Bleue di Alfred Savoir, tradotta da Charlton Andrews
Sceneggiatura Charles Brackett
Billy Wilder
Produttore Ernst Lubitsch
Produttore esecutivo William LeBaron (non accreditato)
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Leo Tover
Montaggio William Shea
Effetti speciali Farciot Edouart
Musiche John Leipold e George Parrish (musiche addizionali, non accreditati)
Tema musicale Werner R. Heymann (con il nome Werner Heyman) e Friedrich Hollaender (con il nome Frederick Hollander) (musiche originali)
Scenografia Hans Dreier e Robert Usher A.E. Freudeman: arredatore
Costumi Travis Banton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

doppiaggio anni '80

« Parliamo inglese, ma comprendiamo l'americano »
(cartello sulla vetrina di un negozio)

L'ottava moglie di Barbablù (Bluebeard's Eighth Wife) è un film del 1938 diretto da Ernst Lubitsch.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nicole è una bella ragazza che vive in Costa Azzurra. È figlia di un nobile decaduto, il marchese de Loiselle, che mantiene il suo elevato tenore di vita non pagando i conti, vendendo i pezzi residui della sua eredità e cercando di montare operazioni finanziarie di scarso successo. Un giorno, in un grande magazzino, Nicole incontra un ricco americano, Michael Brandon, che si innamora a prima vista di lei. Brandon è operatore finanziario capace, di carattere forte. Soffre però di una grave insonnia che lo tormenta. Michael conosce il padre di Nicole e, pur di avvicinarsi alla ragazza, compra da lui una vasca da bagno d'antiquariato. Nicole però non ne è contenta: non vuole essere comprata come un oggetto; e mette in guardia il padre al riguardo. Comunque è ben lieta di farsi corteggiare da Michael e i due finiscono per fidanzarsi, con scorno di Albert, un giovane impiegato di banca, amico di Nicole e innamorato di lei.

I primi problemi sorgono quando Nicole viene a sapere che Michael è già stato sposato sette volte. Nicole si rifiuta di sposarlo, spalleggiata dalla zia Edwige, l'anziana matriarca della famiglia. Ma il padre di Nicole è molto attratto dai soldi di Michael. Alla fine, Nicole accetta di sposarlo a condizione che lui si impegni a darle a titolo di risarcimento 100.000 dollari all'anno se decidesse di lasciarla.

Già dal viaggio di nozze, Nicole adotta una tattica particolare, per non fare la fine delle altre mogli: tiene il marito a distanza, nella vita quotidiana, e non si concede a lui. E fa di tutto per rendergli la vita matrimoniale insopportabile. Michael ne è sconcertato, e prova varie strategie per recuperare la moglie: dalla colluttazione alle cenette romantiche. Ma lei è irremovibile. E lui inizia a pensare che lei lo faccia apposta per divorziare presto e godersi la somma pattuita, magari con un altro uomo.

Tutto questo conquista a poco a poco Michael: il fatto di non poter avere subito tutto ciò che vuole è una novità per lui. Diventa apprensivo e geloso. Nicole intanto ingaggia il medesimo detective per organizzare una messa in scena: tramite questi, assolda un pugile e finge che sia il suo amante. Addolorato, Michael offre il divorzio a Nicole, che glielo concede. L'uomo ne esce a pezzi, con un esaurimento nervoso, e finisce in clinica.

Nicole va quindi a trovare l'ex-marito e gli racconta tutti i retroscena. Può finalmente relazionarsi con lui su un piano di parità: ora anche lei è ricca.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto da Ernst Lubitsch per la Paramount Pictures.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Paramount Pictures, il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 18 marzo, presentato a New York il 23 marzo 1938.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Bernard Eisenschitz, Jean Narboni (a cura di): Ernst Lubitsch, Cahiers du Cinéma / Cinématèque Française ISBN 2-86642-035-7
  • Guido Fink, Ernst Lubitsch, Il castoro cinema, La nuova Italia ed., Firenze - maggio 1977 Pag. 76

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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